Buonasera Dottor Vitali!
Mi permetto di disturbarLa perché Le voglio inviare un bellissimo opuscolo in PDF che ho recentemente letto e che secondo me apre uno squarcio storico notevole sulla figura di Napoleone.
Si tratta di una raccolta di dialoghi tra l'Empereur e gli ufficiali al suo seguito a Sant'Elena, in materia di FEDE. Napoleone si dichiara cristiano e cattolico e le sue parole sono un'accettazione incredibile della figura unica e non umana di Gesù Cristo.
Si tratta di una raccolta edita inizialmente negli anni Quaranta dell'Ottocento, quindi (essendo allora ancora in vita molte delle persone citate) penso che si tratti di dialoghi 'fedelmente' riportati.
Questo volumetto è davvero una lezione di storia e di apologia del cristianesimo... Alla faccia della Massoneria a cui Napoleone era legato...
Certo di tratta di dialoghi della vita ultima ed in esilio di Napoleone, ma davvero colpisce leggere certe affermazioni dette da chi aveva visto tanto dolore e sangue sui campi di battaglia ed era stato sicuramente nella sua epoca uno dei maggiori fornitori di anime a messer Satanasso...
Spero di avere fatto cosa gradita.
Un cordiale saluto, V. Calabrese
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Avrei voluto rispondere subito a questo messaggio ma ho voluto prendere un giorno di riflessione per essere più pacato.
Il sig. Vincenzo Calabrese è rimasto colpito dalle chiacchiere da salotto nell'isolotto dell'oblio fatte da un perfido giacobino, il satanico illuminista, il sanguinario rivoluzionario che ha contribuito pesantemente alla distruzione dei regni sacrali per poi intronarsi (ovviamente senza alcunchì di sacro) al posto del degno predecessore? Quello che è sceso in Italia solo per razziare i nostri beni e tesori? Che ha piazzato il proprio grottesco parentado nei luoghi di potere un pò ovunque, con metodi criminali? Bonaparte, uno che predicava bene ma razzolava malissimo.
Io no, sono colpito da quelli che hanno pagato con la vita il loro schieramento antisistema: penso ad Osho Rajneesh, avvelenato col tallio in una cella USA per aver osato opporsi ai dogmi del liberismo più sfrenato, a Martin L. King, a Malcom-X, a Gandhi, a tutti quelli che hanno scelto la difficile strada della verità, della virtù,del sacrificio.
Questi non hanno avuto bisogno prima di spargere dolore, sangue, morte e poi di essere rinchiusi su uno scoglio, per scoprire i valori calpestati dai conquistatori alla Napoleone, anzi, sono stati schiacciati dal volto protervo del potere, un lupo camuffato da agnello.
Tanti saluti a tutti
AlexFocus
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Il caso Napoleone è interessante perché ci permette di affrontare il problema dal punto di vista sociologico. Intanto la massoneria dell'epoca NON era né atea né anticattolica. E basta leggere la storia della rivoluzione francese NEI DETTAGLI. Lo scontro che vide alcuni vertici della Chiesa francese, peraltro ampiamente, già da allora, NAZIONALISTA, contro il potere LAICO fu dovuto ad una serie di interferenze che conosciamo bene. Lo stesso può dirsi dello scontro Massoneria-Chiesa durante il Risorgimento. Ricordiamoci che all'origine del moto unitario italiano ci fu l'attività di autori cattolici ( lo scopo era quello di creare una confederazione di Stati sotto la presidenza del Papato). Gioberti ( che fu prete e capo di governo piemontese), Balbo, Pellico, Rosmini ( altro prete), furono chiari nella loro formulazione. D'altro canto la Massoneria si mosse con MURAT, che era capo della Massoneria nel suo Regno, come lo era il Principe di Condé nella Francia pre-rivoluzionaria. Murat fu il primo ad emettere un PROCLAMA ( ad Ancona) per l'indipendenza dell'Italia unita. ( Nota: se invece di emettere un proclama ad Ancona avesse partecipato alla battaglia di Waterloo la storia del mondo sarebbe andata in tutt'altra direzione!) Infine va ricordato che gli studi sul cristianesimo a inizio ottocento NON erano evoluti come quelli contemporanei.E ricordiamo che Napoleone NON solo non accettò la corona imperiale dal papa, che comunque aveva fatto venire per la cerimonia, ma incarcerò lo stesso papa, la qualcosa, fin dai tempi di Canossa, era veramente impensabile. GV