mercoledì 16 ottobre 2013

JYLDYZ ZARKUNOVA

      J Y L D Y Z     Z A R K U N O V A
              IL RAGGIO DI UNA STELLA SULLA NOSTRA TERRA

Stella  dal cielo sei venuta
per svelare la verità dei colori dell'universo
all'umanità con il linguaggio della bellezza
della giovane vita.

Con le difficoltà del limite materiale
hai tentato di tradurre lo spirito del mondo
attraverso il taglio dei colori.

L'umanità ancora selvaggia ed impreparata
nell'accogliere quel raggio di luce non
comprese il tuo dono.

Nel viaggio verso il sogno
per la terra promessa dell'arte
la speranza venne spezzata terribilmente.

Allora  il cielo non accettò
più,  di essere privato della tua preziosa luce
e ti riprese con se!!!!

Giuseppe Turrisi
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Breve biografia
JYLDIZ (che significa stella) nasce  il 24 febbraio 1989 in Estonia di genitori Kighisi la madre Pediatra il padre Artista pittore e vetrinista.
I suoi brevi studi  gli permettono di non essere ingabbiata in strutture mentali predefinite cosi che la sua anima liberà  non subisce  strutture di pensiero preconfezionate liberandogli l'estro dell'arte. 
A 14 anni incomincia a realizzare le sue prime opere seguendo in parte la professione del padre.
Comincia a leggere i libri che stanno nella biblioteca del padre e le sue letture si diversificano da Thomas Kuhn ad Ernest Hemingway fino a Paulo Coelho.
Tracce delle sue letture poi si respireranno  in alcuni suoi quadri. Sembra di vedere  come dei tori imprigionati da reti in un contesto di colori forti e rosse emozioni .
A sedici anni realizza la sua prima mostra con 24 opere che ha interamente regalato agli amici.
Continua l'opera artistica realizzando fino a 139 quadri fino alla fatidica data del 17 febbraio 2011 quando sul treno, nei pressi della frontiera russa, che l'avrebbe portata  in Italia la terra promessa dell'arte si infrange il suo futuro di persona ed artista. I funerali sono stati celebrati il 24 febbraio 2011.
Oggi nove quadri della sua collezione sono presso la casa degli artisti di Mosca e altri nove quadri sono nella casa degli artisti di Bishkek, capitale del Kirghizistan città dove JYLDIZ ha vissuto e dove ha  realizzato le sue opere.
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 Le opere  breve recensione
Contrasti di colori con tinte decise e forti, un variegato intreccio morbido e rigido allo stesso tempo di linee che ora rimarcano figure geometriche definite come cerchi e rettangoli, ed ora si intersecano formando altre figure immaginarie che scatenano nella mente composizioni in cui ogni anima può rispecchiarsi. Tinte spesso severamente scure ma certamente definite, altre leggere, forse a voler far emergere l'animo solitario di un'artista a cui il mondo va stretto e lo vuole estendere con la sua arte. Raramente usa sfumature come voler trasmettere la pienezza delle emozioni, con una ostentato taglio netto e geometrico dei colori.

Diventano linee morbide e dolci quando il suo estro artistico si rivolge alla sua madre patria la terra verde del Kirghizistan, sono infatti forti i richiami ai disegni tipici tradizioni - "OIU'"- presenti nei favolosi tappeti colorati artigianali che realizzano ancora le donne kirghise . Tale richiamo ai colori nazionali lascia sempre il motivo di fondo del contrasto netto delle tinte forti, tipico del carattere asiatico che preferisce nette definizioni. Uno stile che a tratti sembra una fusione tra il cubismo,  nelle linee e nelle evoluzioni, benché con profondità non rappresentate prospetticamente ma immaginarie nella fuga dell'occhio e della mente, ed alcune opere del Picasso sopratutto nel gioco dei colori; certamente ha pieno diritto di cittadinanza nell'astrattismo, e ancor più nell'astrattismo geometrico, con un accento fortemente asiatico.

Come per ogni opera di astrattismo, è necessario ammirare le opere  con calma per diversi minuti, facendo tacere la mente che ci obbliga sempre a fare delle associazioni spesso limitanti  con il passato, ed invece lasciando parlare le libere emozioni che vengono fuori solo dallo Spirito. Solo se si raggiunge questo momento di assoluto dialogo fra l'opera e il proprio spirito, può succedere il miracolo che l'opera si anima e comincia a generare immagini ed emozioni che la sola mente razionale non è capace mai di vedere.  


Giuseppe Turrisi  (giuseppeturrisi@yahoo.it)

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