domenica 7 dicembre 2014

A PROPOSITO DI CULTURA VEGANA!!!!

INTERVENGO CON ALCUNE CONSIDERAZIONI. 
Ricordo le prime battaglie contro la vivisezione, la caccia, l'alimentazione animale. Era la fine degli anni 50. Inizio 60. Si trattava di una lotta DOCUMENTATA ma di una minoranza isolata. Ricordo la bella figura di un medico, ravennate, mio concittadino, diabetologo in Roma, abbastanza conosciuto, redattore della Treccani e di altri  grandi dizionari di carattere scientifico e medico: Emanuele Djalma Vitali. Era anche membro dell'Accademia di Storia dell'Arte Sanitaria. Lui era un convinto sostenitore delle alternative alla vivisezione. Che erano valide già allora, ma urtavano contro gli interessi delle MULTINAZIONALI DELL'ALLEVAMENTO DEGLI ANIMALI-CAVIA.  Ricordo un mio lavoro sull'inquinamento provocato da residui di pesticidi sul terreno, che risale sempre agli anni sessanta. Uno dei primissimi lavori su questo specifico argomento. da allora molta acqua è passata sotto i ponti ma le cose sono cambiate. Almeno dal punto di vista culturale-informativo. Per documentarmi sulla cultura di base leggo sempre settimanali di GOSSIP. Sono i più seguiti. Vendono milioni di copie. Seguo anche trasmissioni televisive che, come sappiamo, sono SEMPRE frutto di CONTRATTAZIONI ECONOMICHE.
Oggi l'alimentazione vegetariana è conosciuta d tutti. Almeno in Italia e, per di più, buona parte dei personaggi in vista esibisce i suoi gusti vegetariani. Anche l'amore per gli animali, propiziato dall'enorme aumento del mercato degli animali da casa, è aumentato a dismisura. Ricordo il TOTALE disinteresse verso gli animali ancora presente nel nostro paese negli anni sessanta. Sicuro frutta di una cultura contadina allora ancora persistente. Oggi i giovani reagiscono naturalmente in favore degli animali e NON contestano l'alimentazione vegetariana, anche perché sanno, dalla informazione diffusa, che l'alimentazione animale è sicuramente causa di molte malattie. Penso pertanto che programmi informativi in senso alternativo sia in campo alimentare che in quello sanitario saranno destinati ad avere successo. Il problema è come organizzarli. Certamente l'industria farmaceutica e quella della carne ha i mezzi economici sufficienti per affrontare le spese propagandistiche, utili anche a contrastare la crisi economica che coinvolge anche questo settore. ( Tra parentesi, NOTO che le farmacie che in questa stagione erano solitamente strapiene SONO INSOLITAMENTE SEMIVUOTE. Buon segno!) Anche la faccenda dei vaccini influenzali, vanamente contrastata sui Media, deve aver inciso profondamente nella mentalità corrente...questa sicuramente VACCINATA da tante informazioni NON-CONFORMI che fortunatamente scorrono su internet e su riviste salutistiche NON PIU' CONDIZIONATE come una volta dall'Industria. [E varrebbe la pena di conoscere il livello del CALO delle  vendite nel mercato della carne.] ULTIMA CONSIDERAZIONE: chiunque può notare una centuplicazione delle trasmissioni culinarie, che hanno invaso tutti gli spazi televisivi. 
Personalmente attribuisco questo avvenimento NON tanto ad un aumento di interesse per l'argomento quanto alla mancanza di altri prodotti da promozionare ( ad esclusione delle automobili). E TUTTAVIA, ANCHE IN QUESTO SETTORE, LE GARE DI CUCINA RIGUARDANO PIU' MANICARETTI SOFISTICATI CHE ELABORAZIONI DI CARNE. BUON SEGNO. Conclusione: intervenire ulteriormente sull'alimentazione vegetariana troverebbe un terreno sempre più fertile. G.V.