Ci risiamo.
Ogni tanto (ogni
poco….) salta fuori il mal di denti della curia romana, con tutte le schiere di
prelati obbedienti allineati e coperti. Oddio, proprio tutti no, visto
l’elevatissimo numero di fanciulli concupiti ed abusati da preti, vescovi e
cardinali. Però la massa dei preti non perde occasione di pontificare sui
rapporti fra uomo e donna.
Già il catechismo
dice che anche solo guardare il….. lato B della propria moglie con desiderio, è
peccato. E qui voglio rovinarmi! Forse nella millenaria astuzia clericale,
affilata da mille e mille riprove e circostanze, rendere un po’ trasgressivo e
un po’ peccaminoso il rapporto con la propria moglie aiuta a rendere più saldo
e sicuro il rapporto stesso. Ma forse la mia è solo benevola interpretazione……
Ma poi ….. ci
cascano sempre.
Ieri mattina
presto tornavo da una trasmissione televisiva, alla quale partecipai per gentilezza
del Direttore: andai a Canale Italia, dal prof. Vito Monaco, a dire qualcuna
delle mie “cattiverie”: il riassunto delle quali sta nell’assioma <<la
democrazia è il male assoluto>>.
Al ritorno, dicevo,
accesi la radio e mi capitò di sintonizzarmi su “Radiomaria”, emittente
cattolica. Forse per masochismo, o per curiosità, lasciai la sintonizzazione.
Parlava un prete e
disquisiva sulla possibilità di due divorziati cattolici (battezzati) di
convivere e di ricevere il sacramento dell’eucarestia.
Il pretone
d’assalto, rifacendosi al sinodo che il gesuita vestito di bianco, Francesco
1°, ha indetto, indicando fra gli altri
temi, anche il comparto “famiglia”, si è sbilanciato nell’affermare che, nella
visione della società contemporanea che muta rapidamente, due divorziati
cattolici possono anche convivere. E ricevere i sacramenti (eucaristia), a
patto, nel “percorso penitenziale”, che si astengano dal sesso.
Pensai che avevo
capito male, attento alla guida. Ma il pretone da sbarco insisté. Divorziati,
se volete restare nella chiesa (quella militante, ricordai, facendo appello
alla memoria giovanile. Non in quella “trionfante”, cioè quella che va in
paradiso…), se volete ricevere i sacramenti, niente sesso, nisba, ciccia!
Salta sempre fuori
il sesso. E il motivo è semplice e chiaro. I Cardinaloni, i pretoni, i fratoni,
i gesuitoni (di nero o di bianco vestiti), possono mettere mano con relativo
successo in quasi tutti gli aspetti della vita umana. Ma nel richiamo sessuale
fanno cilecca. Da duemila anni ci provano, e da duemila anni si prendono sberle
metaforiche sui denti.
Grazie a dio (non
il loro, per me, ma la Natura ,
Odino-Wotan, se preferite) l’uomo sente attrattiva per la donna, che lo
ricambia di ugual intensità Che poi ci siano milioni di sfumature, milioni di
aspetti diversi, milioni di attività concorrenti allo stesso fine, è –se me lo
consentite- il bello del rapporto. Purché sia consenziente, condiviso, complice
e pieno di gioia. Senza quel senso di colpa che i pretoni di cui sopra hanno
tentato di immettere nei credenti per poter controllare meglio la vita di
tutti. Potere. Nient’altro che potere. “Fate quello che dico, non imitate
quello che faccio”, sbavano i cardinjaloni, fra un conto in banca ed un affare
di curiosa natura.
Fateci caso: in
Popolazioni che hanno avuto la fortuna di essere storicamente e geograficamente
lontane dalle tre religioni monolatre, giudaismo, cristianesimo ed islam, il
sesso è stato sempre considerato come una parte della vita umana. Gli è stato
dato, cioè il valore che ha e non lo si è caricato di valore e peso che non ha.
Secondo natura.
Dove non è
arrivata la curia romana non abbiamo assistito al diffondersi oltre misura di
puritanesimo, di aberrazioni, di sensi di colpa, di reazioni scomposte alla
reazione proterva dell’inquisizione. Omosessuali ve ne erano, rari, anche fra i
Nativi Americani, ed era loro permesso di vivere nella loro tenda come
volevano, senza demonizzazioni. Le giovinette quindicenni dei Germani potevano
avere tranquillamente il “compagno di stuoia”, senza problemi o scandali. I
Celti si sposavano nudi davanti alla Comunità. Gli esquimesi permettevano alla
moglie di “ridere” con l’ospite…
Da noi ai preti è
impedito di sposarsi. Ma non di giudicare la vita matrimoniale e genitoriale
dei credenti, come se ne fossero a conoscenza diretta, come se sapessero cosa
vuol dire essere padri o, men che meno, madri.
Se poi, per
rinfoltire le fila dei sacerdoti e delle monache, la curia romana debba
ricorrere sempre più a clandestini e a gente di altri continenti, non c’è da
stupirsene.
Il gesuita vestito
di bianco non è uno sprovveduto e queste cose le sa. Cercherà di correre ai
ripari, con l’astuzia che la curia possiede ed in particolar modo il suo ordine
di provenienza. Ma sono convinto che stiano chiudendo le stalle quando i buoi
sono già fuggiti. L’uomo, soprattutto quello europeo, sta inevitabilmente
riscoprendo un suo intrinseco e profondo valore: il valore del Sangue,
dell’appartenenza. Che è sinonimo di Libertà, di Simbiosi con la Natura , di Volontà.
I pretoni
c’entrano poco col domani dell’Europa.
Fabrizio belloni