venerdì 22 febbraio 2013
Grillo-Littizzetto: Affamati di potere e di cattivo gusto
pubblicata da Giovanna Canzano il giorno Giovedì 21 febbraio 2013 alle ore 16.57 ·
di Giovanna Canzano
Grillo offre ai suoi ‘aderenti’ il potere su tutto il paese, ed eccoli che riempiono le piazze, le liste e, i seggi elettorali per ‘mandare’ uno di ‘loro’ proprio là, dove prima per ‘arrivarci’ bisognava fare una lunga gavetta nel mondo politico passando dalle sezioni di partito a portaborsa e poi, dopo aver imparato il mestiere, ecco che si apriva la porta per una ‘poltrona ‘ tanto meritata.
Con Grillo non si fa la gavetta si fa la ‘piazza’. La gente che segue Grillo, ama ridere, divertirsi, crede che l’economia e la politica, sono cose di cui, si può parlare ridendo e scherzando e, perché no, anche divertirsi.
Ma tanto, per occupare quelle poltrone, non bisogna aver fatto studi appropriati, ma l’unica preparazione è quella di aver frequentato’ le piazze con Grillo e ripetere gli slogan credendo che sono analisi politiche ed economiche.
E poi c’è Sanremo, trasformata anch’essa in una piazza di cattivo gusto con una conduttrice che spesso si è lasciata ‘sfuggire’ atteggiamenti che di certo non ci ricordano quelli di una debuttante al suo primo ballo ufficiale, ma, quello di una ‘ragazza’ che, per salire sul palco, ha fatto una ‘gavetta’ ripetendo slogan non proprio ‘eleganti’ ed appropriate ad una donna bella ed elegante.
Alla vigilia di una importante giornata elettorale, vediamo il trionfo di comici e barzellette, e, questa volta sono quelle vere, non quelle falsamente attribuite a Berlusconi.
Cosa crede allora un grillino o un fan della Littizzetto? Come vede il suo futuro? Come si comporterà in una ‘occasione’ importante? Inizierà a ridere e ripetere le barzellette e i brutti comportamenti dei suoi leader!
Davanti ad un importante discussione sull’economia, troverà importanti libri scritti dal suo leader in biblioteca (ammesso che Grillo sappia cosa è una biblioteca!) dove il comico avrà scritto le sue teorie economiche… o, ognuno può fare quello che vuole?
Senza ‘preparazione’ adeguata? Forse sarebbe meglio chiedersi, chi in effetti ‘comanderà’ al posto dei grillini tanto mediocri? Chi è la mente del movimento che ha utilizzato il modo di far divertire anche con la politica? In effetti, parlando con alcuni di loro, ho avuto una impressione di trovarmi davanti delle persone più adatte ad un palcoscenico in piazza che in una aula istituzionale.
E poi gli allievi dovrebbero seguire le ‘orme’ del loro maestro, e, allora, per quale motivo i seguaci di Grillo non dovrebbero fare i comici in piazza ma in un’aula, al chiuso… dove potrebbero soffrire di claustrofobia? Grillo, uomo ricchissimo, soldi guadagnati raccontando barzellette, vuole invece far lavorare i suoi futuri ‘eletti’ senza stipendio, tanto, lo Stato è povero, e, così risparmia soldi… così dopo ore di lavoro, agli ‘eletti’ di Grillo per un ‘pezzo’ di pane, non gli resterà altro da fare che andare nelle piazze e, raccontare come Grillo fa lavorare in ‘nero’ i suoi eletti, e, cercare di raccogliere qualche monetina sperando che non gli venga lanciata in testa, per un pezzo di pane….
continua su
http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=56261
di Giovanna Canzano
Grillo offre ai suoi ‘aderenti’ il potere su tutto il paese, ed eccoli che riempiono le piazze, le liste e, i seggi elettorali per ‘mandare’ uno di ‘loro’ proprio là, dove prima per ‘arrivarci’ bisognava fare una lunga gavetta nel mondo politico passando dalle sezioni di partito a portaborsa e poi, dopo aver imparato il mestiere, ecco che si apriva la porta per una ‘poltrona ‘ tanto meritata.
Con Grillo non si fa la gavetta si fa la ‘piazza’. La gente che segue Grillo, ama ridere, divertirsi, crede che l’economia e la politica, sono cose di cui, si può parlare ridendo e scherzando e, perché no, anche divertirsi.
Ma tanto, per occupare quelle poltrone, non bisogna aver fatto studi appropriati, ma l’unica preparazione è quella di aver frequentato’ le piazze con Grillo e ripetere gli slogan credendo che sono analisi politiche ed economiche.
E poi c’è Sanremo, trasformata anch’essa in una piazza di cattivo gusto con una conduttrice che spesso si è lasciata ‘sfuggire’ atteggiamenti che di certo non ci ricordano quelli di una debuttante al suo primo ballo ufficiale, ma, quello di una ‘ragazza’ che, per salire sul palco, ha fatto una ‘gavetta’ ripetendo slogan non proprio ‘eleganti’ ed appropriate ad una donna bella ed elegante.
Alla vigilia di una importante giornata elettorale, vediamo il trionfo di comici e barzellette, e, questa volta sono quelle vere, non quelle falsamente attribuite a Berlusconi.
Cosa crede allora un grillino o un fan della Littizzetto? Come vede il suo futuro? Come si comporterà in una ‘occasione’ importante? Inizierà a ridere e ripetere le barzellette e i brutti comportamenti dei suoi leader!
Davanti ad un importante discussione sull’economia, troverà importanti libri scritti dal suo leader in biblioteca (ammesso che Grillo sappia cosa è una biblioteca!) dove il comico avrà scritto le sue teorie economiche… o, ognuno può fare quello che vuole?
Senza ‘preparazione’ adeguata? Forse sarebbe meglio chiedersi, chi in effetti ‘comanderà’ al posto dei grillini tanto mediocri? Chi è la mente del movimento che ha utilizzato il modo di far divertire anche con la politica? In effetti, parlando con alcuni di loro, ho avuto una impressione di trovarmi davanti delle persone più adatte ad un palcoscenico in piazza che in una aula istituzionale.
E poi gli allievi dovrebbero seguire le ‘orme’ del loro maestro, e, allora, per quale motivo i seguaci di Grillo non dovrebbero fare i comici in piazza ma in un’aula, al chiuso… dove potrebbero soffrire di claustrofobia? Grillo, uomo ricchissimo, soldi guadagnati raccontando barzellette, vuole invece far lavorare i suoi futuri ‘eletti’ senza stipendio, tanto, lo Stato è povero, e, così risparmia soldi… così dopo ore di lavoro, agli ‘eletti’ di Grillo per un ‘pezzo’ di pane, non gli resterà altro da fare che andare nelle piazze e, raccontare come Grillo fa lavorare in ‘nero’ i suoi eletti, e, cercare di raccogliere qualche monetina sperando che non gli venga lanciata in testa, per un pezzo di pane….
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ORA TERZA PREGHIERA LAICA 22-02-2013
“L'operaio conosce 100 parole, il padrone 1000, per questo è lui il padrone”.
don Lorenzo Milani
giovedì 21 febbraio 2013
INTERESSANTE INTERVISTA SUL FENOMENO GRILLO
INTERESSANTE INTERVISTA SUL FENOMENO GRILLO
di Maurizio Barozzi
Su Italia Sociale del 19 febbraio (http://www.italiasociale.net/), Federico Dal Cortivo ha pubblicato una interessante intervista al dott. Nicola Bizzi, editore, saggista e scrittore, che può riassumersi nel suo stesso titolo: “Elezioni italiane: il fenomeno Grillo, patriota oppure mistificatore?”.
In questa intervista vengono avanzati sullo stesso Grillo e il suo Movimento 5Stelle molti dubbi e sospetti che l’autore anticipa subito premettendo: “Beppe Grillo non mi è mai piaciuto, neanche come comico. Nelle vesti di arringatore di folle, egli non è in realtà né un campione dell’antipolitica, né tantomeno un “patriota” votato alla causa nazionale e popolare. Il “fenomeno Grillo” è indubbiamente moltocomplesso e articolato e, come vi spiegherò, fa parte di un preciso disegno da tempo pianificato”.
L’argomento merita alcune nostre osservazioni, del tutto disincantate visto che ci consideriamo fuori dalla contesa elettorale.
A nostro parere le osservazioni espresse nell’intervista di Nicola Bizzi sul movimento di Grillo potrebbero essere sostanzialmente giuste, ma sono in qualche modo inopportune se si considera il momento storico che stiamo vivendo.
Per spiegarci dobbiamo fare una premessa indispensabile.
Nelle società occidentali a consumismo avanzato come la nostra, può ritenersi praticamente impossibile, ad eventuali movimenti antagonisti, conquistare il potere.
Queste società infatti, oltre ad essere molto complesse come modi, sistema e consuetudini di vita, spesso indotte e “virtuali”, sono sotto il controllo onnipervadente dei mass-media, tutti di proprietà di potenti gruppi finanziari, i quali hanno la possibilità di raggiungere, giorno e notte, ogni famiglia incollata al televisore, stravolgendo la realtà dei fatti, nascondendo le informazioni e, all’occorrenza, possono creare “mostri” da rendere ripugnanti per la popolazione e quindi facilmente neutralizzabili.
A questo si aggiunga l’enorme potere dei mezzi moderni di prevenzione e Polizia e di Intelligence. Se consideriamo infine che il nostro paese è privo di qualsiasi sovranità nazionale, ci accorgiamo che il controllo dei Servizi ha estensione internazionale, atlantica, moltiplicandone la portata e l’incidenza.
Questo per dire che nulla sfugge e nulla viene sottovalutato dal Sistema il quale è in grado di intervenire immediatamente per vanificare ogni impulso di vero cambiamento o di ribaltamento verso questo stato di cose.
I “Centri di controllo occidentali”, dopo il Watergate, hanno inaugurato un sistema ben sperimentato e consolidato per procurare “cambiamenti” ad uso e consumo dei poteri forti. Trattasi del sistema degli “scandali” per i quali tre “forze” o “poteri”, evidentemente sotto controllo, vengono impiegati e fatti agire all’unisono: i servizi segreti che procurano prove di corruzione che nei sistemi democratici non possono mai mancare; una certa “magistratura d’assalto” che interviene ad orologeria con effetti devastanti; i mass media che montano e amplificano il caso, inscenando “processi del secolo”.
Ne abbiamo avuto un esempio con “mani pulite” che lungi dall’aver debellato la corruzione, ha determinato in Italia la nascita della Seconda Repubblica per la quale, di fatto, si è finito per perdere ogni pur minimo residuo di sovranità nazionale. Non è un caso che con la Seconda Repubblica si sono moltiplicati e sono diventati una norma, l’inserimento nei governi, con ampi poteri, dei cosiddetti “tecnici” ovvero consulenti di grandi banche o Istituti finanziari, mai eletti da nessuno e si è subito proceduto alla svendita (liberalizzazioni) del patrimonio pubblico.
Dobbiamo quindi mettere in conto, e l’esperienza storica ce lo conferma, che qualsiasi gruppo, movimento o altro, venga in qualche modo “inquinato” e comunque controllato da “chi di dovere”.
Anzi, siccome stiamo parlando di “poteri forti”, possiamo star certi che spesso, vengono anche creati di proposito, a tavolino, movimenti apparentemente antagonisti, dotati di sufficienti mezzi e finanziamenti, che invece hanno tutt’altra funzione. Il caso dei “No Global”, che un eccellente libro di Maurizio Blondet ci ha indicato come fossero, di fatto, “controllati” da multinazionali (quelle stesse che venivano attaccate nelle piazze!) e Intelligence occidentali, è a questo proposito molto istruttivo.
E ‘ per queste considerazioni che noi non crediamo, a prescindere, nella “genuinità”, ma più che altro nelle possibilità di “rottura”, che eventuali gruppi antagonisti possano rappresentare.
Come detto, in un paese privo di sovranità nazionale e sotto spietato controllo delle Intelligence occidentali, è insensato sperare che si lasci crescere un movimento politico che finisca per abbracciare milioni di persone e conquisti il potere.
Mass media, controllo dei Servizi, inquinamenti, corruzione ed altro, stanno lì a vigilare che ciò non accada.
Detto questo però, vengo a spiegare perchè è sbagliato porsi sempre e comunque di traverso verso queste forme di antagonismo che pur vengono a proporsi.
Il fatto è che questi gruppi, in qualche modo, producono “informazione” verso la gente, sensibilizzano le persone, soprattutto quelle esasperate dall’impoverimento generale, su certi temi e questo, in mancanza di altro e pur spesso in presenza di dati e informazioni non corrette o esaustive, è comunque un fatto positivo.
Non dimentichiamo che alla base di ogni rivoluzione c’è sempre stata “l’informazione” verso il popolo.
Avverte pero Bizzi: “appare evidente che questa pseudo-rivoluzione mediatica che ha visto Grillo scatenarsi giacobinescamente come paladino del “popolo sovrano” è stata creata e pianificata a tavolino dalla Casaleggio Associati...”.
Ora questa Casaleggio Associati si occupa di strategie di rete e rapporti sull’economia digitale, e afferma Bizzi: “...Gianroberto Casaleggio ha scritto un libro, “Web Ergo Sum“, in cui la rete viene assimilata ad uno strumento di liberazione dai consumi. Nel proprio sito la Casaleggio Associati, di cui Gianroberto è fondatore, promuove strumenti di webmarketing e social network come ottimi canalizzatori di dati personali. Per Casaleggio Internet è la nuova via salvifica, una sorta di nuova
religione globale (...).
Gianroberto Casaleggio è stato fino al 2003 Amministratore Delegato della Webegg, una società della galassia del gruppo Telecom, allora nelle mani di Tronchetti Provera e della Pirelli.
Il 22 Gennaio 2004, insieme ad altri quattro esponenti di questa azienda (Enrico Sassoon, Luca Eleuteri, il fratello Davide Casaleggio e Mario Buccich) ha dato vita alla Casaleggio Associati, una società che, come ha sottolineato Mauro Miccolis in un articolo apparso tempo fa sul suo blog, opera nei settori della comunicazione propugnando di fatto “un nuovo ordine mondiale basato su Internet e sulla vita nel Cyberspazio”, destinato a sostituire i governi del mondo facendo uso dei cosiddetti “influencer”, operatori addestrati a condizionare le masse dei fruitori di Internet nelle loro scelte quotidiane, come ad esempio cosa mangiare, quali film andare a vedere nel weekend, fino alla lista da votare alle elezioni.
L’obiettivo della Casaleggio Associati è formalmente quello di “sviluppare in Italia una cultura della Rete attraverso studi originali, consulenza strategica, articoli, libri, newsletter, seminari e con la creazione di gruppi di pensiero e di orientamento” (...)
...i Casaleggio sono apparentati con società e con multinazionali a dir poco discutibili, come ad esempio Philip Morris, BP, Amoco e JP Morgan. Ed è sui legami conla JP Morgan che ricadono le ombre maggiori. Grillo non parla di signoraggio da circa tre anni (che coincidono più o meno dall’entrata sulla scena della Casaleggio Associati). Dice che “è troppo”, che tanto la gente non comprenderebbe. La JP Morgan è notoriamente una delle banche che maggiormente lucra sul signoraggio mondiale. Poi ci sono legami con le più grandi lobby americane”.
Insomma ne esce fuori un quadro di stampo mondialista, una prospettiva di società futura che da tempo consorterie di alta massoneria vanno auspicando.
Che Grillo sia stato agganciato e quindi “aiutato”, se non addirittura “creato”, da queste lobby per utilizzarlo ai fini di un loro lungimirante progetto potrebbe essere possibile ed in ogni caso, ancora di più, si confermerebbe quanto abbiamo prima esposto circa la complessità delle società occidentali.
Però qui, in un certo senso e ragionando in termini di “rottura” dello stato di cose esistenti, alla peggio potremmo essere di fronte allo stesso problema, seppur di diversa natura, che si verificò alle origini della rivoluzione bolscevica.
Nei gruppi clandestini terroristici del bolscevismo vi era, infatti, uno dei più abili dirigenti che, in realtà, era un infiltrato della polizia zarista. Osservò Lenin che l’opera nefasta di costui, in definitiva, nel conto totale del dare - avere rivoluzionario, era stata compensata dalla sua capacità di progettare attentati e azioni rivoluzionarie. Insomma, mentre costui doveva lavorare per le forze repressive, al contempo doveva lavorare anche per quelle rivoluzionarie.
Ergo, pur ammettendo che Grillo faccia parte di un progetto mondialista con dubbie finalità, quel che ora conta è il fatto che costui, per assicurarsi consensi deve produrre agitazioni, elevare contestazioni, veicolare informazioni, contro il Sistema, e questo, in mancanza di altro, non può che essere positivo.
Bizzi presuppone l’entrata in parlamento di 100 grillini: “che si insedieranno nella nuova Camera e nel nuovo Senato nella prossima legislatura. Tutti posti che verranno sottratti ai partiti tradizionali e che saranno occupati da personaggi in buona parte “nuovi” al mondo della politica, difficilmente manovrabili e pronti ad eseguire, come docili burattini, gli ordini del loro Guru”.
Ci sembra una previsione un pochino esagerata, ma in ogni caso a nostro avviso questa nuova infornata di parlamentari apparentemente “atipici”, in definitiva potrebbe risultare positiva.
Noi siamo e siamo sempre stati per l’astensione, ma dobbiamo anche considerare che “comunque”, qualcuno in parlamento ci dovrà pur andare, e come sempre ci saranno dei vinti e dei vincitori.
A mio parere tra i vincitori ci sarà Bersani e non Berlusconi, come ipotizza Bizzi, ma questo conta poco, quello che è certo è che il nuovo governo sarà sempre sotto il controllo dei “poteri forti”, ovvero dei banksters. Non a caso è stata data a Monti, la possibilità di assumere una veste politica facendolo eleggere (probabilmente dietro accordo con il Vaticano) nel centro di Casini. E’ quindi probabile che, chiunque sia il vincitore, dovrà poi appoggiarsi per forza al centro Monti.
Ma, in ogni caso, è un dato di fatto che in questi ultimi anni gli organismi Mondialisti, gli indirizzi europei e la stessa recente opera nefasta di Monti, hanno fatto emanare direttive e Leggi per le quali ai governi futuri sarà praticamente impossibile aggirare le imposizioni europee, sarà impossibile cioè evitare il cappio usurocratico del debito pubblico. Berlusconi, per fare un esempio, promette demagogicamente l’abolizione dell’Imu, ma sa anche che poi dovrà in altri modi reperire risorse per pagare, anno dopo anno, gli strozzini internazionali.
A questo proposito il governo Monti (Bersani e Berlusconi consenzienti) ha persino cambiato la Costituzione per imporre ai futuri governi l’obbligo di osservare gli impegni di bilancio. Cosicché anche un futuro governo Berlusconi dovrà drenare soldi dalle tasche dei cittadini, ridurre all’osso lo Stato sociale e procedere alla svendita di quel che rimane del patrimonio pubblico.
Bizzi sostiene che anche il programma di Grillo presenta proposte di pura demagogia.
Come nel caso esposto di Berlusconi, concordiamo con lui, ma dobbiamo anche fare un altro ragionamento.
Di fronte ad un risultato elettorale che, comunque vada, porterà al varo di nuove coalizioni governative, che volenti o nolenti dovranno attenersi ai dettami mondialisti, noi possiamo solo sperare che non escano maggioranze salde, governi forti, attraverso i quali i banksters farebbero della popolazione carne da porco. Dobbiamo invece augurarci che ci sia una instabilità politica congenita.
Il danno che una instabilità negli equilibri governativi può causare al paese, aggravando le condizioni economiche generali, è compensato dalle ridotte possibilità che i “poteri forti” ne possano procurare uno ancora più devastante.
Che questa instabilità possa venire anche da un successo dei grillini, o da altri gruppi, ben venga ed oltretutto questo apporterà pur sempre nuova informazione verso le persone.
Del resto lo stesso ragionamento vale per il Movimento di Responsabilità Nazionale di Scilopiti, del quale Nicola Bizzi è Coordinatore regionale della Toscana. Anche Scilopiti, a nostro avviso, svolge una funzione positiva di contestazione e di informazione, ma perchè dovremmo invece fidarci di Scilopiti che comunque sia è pur sempre uomo “del sistema”?
Bizzi potrebbe anche avere ragioni di “concorrenza elettorale“ nel voler criticare, a torto o ragione, il movimento di Grillo, ma noi che non abbiamo di questi “interessi” dobbiamo vedere le cose sotto un altro aspetto.
Ma, dice Bizzi, il movimento 5Stelle: “per stessa ammissione di Beppe Grillo, ha impedito che in Italia prendessero piede organizzazioni ben strutturate fortemente anti-europee, anti-mondialiste e di risveglio nazionale come Jobbik in Ungheria, Ataka in Bulgaria e Alba Dorata in Grecia, favorendo così lo status-quo”.
Quindi secondo Bizzi: “La funzione di Grillo e del suo movimento, almeno in questa fase, è quella di destabilizzare per preparare la strada a qualcos’altro”.
Certo, questo è possibile ed infatti abbiamo premesso varie perplessità circa le forme di antagonismo nelle società occidentali, ma tutto questo lo vedremo poi in un secondo momento, ora può interessarci fino ad un certo punto.
Un ultima osservazione. Il problema del dissenso interno al Movimento 5Stelle. Lasciamo stare le sciocchezze sulla falsa democrazia. Pensiamo invece che questo sia un aspetto di “costume”. Mi spiego, oggi come oggi, la politica è intesa come un “mezzo” per progredire socialmente, per mettersi in mostra, per arraffare qualcosa. Tutti i partiti sono oramai ridotti a “negozi” dove si comprano raccomandazioni, e possibilità di infilarsi nel potere per arricchirsi in vari modi. Era quindi ovvio che anche il movimento di Grillo, crescendo e facendo intravedere la possibilità di conquistare posti nel parlamento o negli Enti locali, abbia attirato gli immancabili profittatori. Questa gente, in pratica, si fa eleggere sulla base di sacrosante contestazioni e rivendicazioni, ma poi, una volta entrata nei consigli comunali, ecc., di fronte ad un certo “andazzo”, a consuetudini ladronesche, consolidate da decenni,inciuci di ogni genere, lascia perdere tutto e mette le mani nella “marmellata”, scopo primario per cui, tra l’altro, erano entrati in politica.
Abbiamo visto intrufolarsi nel “potere” e dissolversi ideologicamente partiti dal portato storico di un certo rilievo, come Rifondazione Comunista, figuriamoci con movimenti di minor tradizione e spessore storico.
Fa quindi bene Grillo a emanare scomuniche ed epurazioni che poi però, gli avversari sfruttano accusandolo di “mancanza di democrazia”.
Nelle nostre considerazioni questo aspetto, che gli avversari di Grillo, usano per attaccarlo non deve interessarci per nulla.
Insomma, per concludere: in mancanza di altro, è preferibile seguire ogni iniziativa di “rottura” dell’andazzo generale, con un certo interesse e un pò di disincanto, senza mettersi per forza di traverso. C’è sempre tempo per farlo.
DI EQUITALIA
lavoratori di Equitalia: «Basta sciacallaggio» »
I sindacati: «I politici che inveiscono su regole riscossione, sono gli autori delle leggi che regolamentano l'attività»
http://www.corriere.it/economia/13_febbraio_20/equitalia-protesta_dc37a006-7b81-11e2-ba69-3fd719869bcf.shtml
Equitalia: abusi di potere, ricatti, estorsioni. Era prevedibile »
A Roma, dipendenti Equitalia chiedevano mazzette per cancellare i debiti. Che…
http://www.borsaforextradingfinanza.net/article-equitalia-abusi-di-potere-ricatti-estorsioni-era-prevedibile-115542466.html
Guerra su Imu e Equitalia, esposto contro la lettera di Berlusconi - Elezioni 2013 - ANSA.it »
Guerra su Imu e Equitalia, esposto contro la lettera di Berlusconi, Premier: Merkel teme vincita sinistra. Berlino smentisce. Bersani rilancia abolizione ticket, Esposto contro la lettera di Berlus...
http://www.ansa.it/web/notizie/elezioni2013/news/2013/02/19/Lettera-Berlusconi-cittadini-restituisco-Imu-_8275163.html
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La “miseria dell’Africa” è una lezione anche per noi
di Enrico Galoppini
C’è poco di che meravigliarsi di scene come quelle riprese in questo filmato. D’altronde, per continuare a raccontare la favola delle “liberazioni” non è bene mostrare immagini che possano far pensare ad un déjà-vu, quel “passato coloniale” che poi tanto passato non è, ma che ufficialmente viene “condannato” profondendosi in plateali “scuse” e in promesse che mai e poi mai “si ripeterà”. Invece l’Africa – anche per colpa degli africani stessi – è terra di saccheggio e di situazioni al limite del grottesco: una massa di gente che muore di fame, ammassata in assurde metropoli, che rimpolpa le fila dei “migranti” (meglio detti “rifugiati economici”), ed una cricca privilegiata al cui vertice siede il classico dittatore da operetta alla Bokassa, violento e triviale, che s’abbuffa e accumula fortune all’estero, ma sempre a rischio di vedersele “congelare”, tante volte smettesse di essere “buono” ed affidabile al 100%.
prosegue su: http://europeanphoenix.it/component/content/article/3-societa/541-la-miseria-dellafrica-e-una-lezione-anche-per-noi
C’è poco di che meravigliarsi di scene come quelle riprese in questo filmato. D’altronde, per continuare a raccontare la favola delle “liberazioni” non è bene mostrare immagini che possano far pensare ad un déjà-vu, quel “passato coloniale” che poi tanto passato non è, ma che ufficialmente viene “condannato” profondendosi in plateali “scuse” e in promesse che mai e poi mai “si ripeterà”. Invece l’Africa – anche per colpa degli africani stessi – è terra di saccheggio e di situazioni al limite del grottesco: una massa di gente che muore di fame, ammassata in assurde metropoli, che rimpolpa le fila dei “migranti” (meglio detti “rifugiati economici”), ed una cricca privilegiata al cui vertice siede il classico dittatore da operetta alla Bokassa, violento e triviale, che s’abbuffa e accumula fortune all’estero, ma sempre a rischio di vedersele “congelare”, tante volte smettesse di essere “buono” ed affidabile al 100%.
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mercoledì 20 febbraio 2013
LODI LAICHE 20-02-2013
Solo quando l'ultimo fiume sarà prosciugato,(detto indiano d'america)
solo quando l'ultimo albero sarà tagliato,
solo quando l'ultimo animale sarà ucciso,
solo allora capirai che il denaro non si mangia.
martedì 19 febbraio 2013
GRILLO COME MOSE' TRA MANIPOLAZIONE E DEMOCRAZIA
Nei momenti storici di grande trasformazione c'è sempre il grande leader che prende
in "mano" un popolo per "mano" e lo tira fuori dalla schiavitù del Faraone egiziano
e attraversando il mare, lo porta nella terra promessa. Per fare questo c'è la
necessità anche a buona ragione di creare la condizione del consenso affinché
una certa "massa" si possa fidare del nuovo leader lasciando quello
vecchio. Non è facile per la "massa" realizzare la nuova visione del
mondo.
Come si farà a convincere una "massa" ad attraversare il
deserto verso una terra che è solo promessa e magari questo viaggio dura anche
quaranta anni. Nelle similitudini ci sta dentro naturalmente anche la
traversata a nuoto di Grillo che ha conquistato la Sicilia a nuoto. L'impostazione
della manipolazione parte sempre dal "creare un problema" o
evidenziarne uno al fine di vendere le propria soluzione. Per fare un esempio, il cristianesimo crea il problema del peccato
originale al fine di "vendere il servizio" della remissione, della salvezza,
della redenzione solo attraverso la chiesa, ma non basta è necessario
fidelizzare il cliente ossia non risolvi il problema con una prestazione "una
tanutm" è necessario creare delle tappe dalla nascita (battesimo) fino
alla morte (unzione degli infermi) affinché tu mai da solo potrai salvarti ed
essere consapevole, ma dovrai essere sempre attaccato alla mio servizio. Questa
teoria nota è spiegata bene nel libro "Gesu lava più Bianco". Solo
che il marketing si evolve e la tecnologià ci offre sempre più mezzi e quindi
anche la manipolazione diventa sempre più sofisticata. Il leader deve gestire
la "speranza" della massa sulla soluzione del problema. Grillo in
qualche maniera, nonostante ha preparato il suo percorso da oltre un ventennio,
si è trovato il protocollo già spianto, in quanto non ha avuto la necessità di
creare il problema per vendere il suo servizio, il problema è arrivato da se,
ossia la crisi mondiale di sistema.
Ma quale è il valore aggiunto che offre
grillo, che altri non offrono nel gioco della manipolazione, rispetto al
vecchio sistema manipolatorio dei suoi contendenti (Monti, Bersani, Berlusconi,
Giannino). Il servizio di semplificazione ed interpretazione della realtà.
I "vecchi" stanno applicando il sistema di "Tchakhotine",
"Le Bon", "Bernays" riassunto in: AFFERMARE (senza
spiegare)- RIPETERE (migliaia di volte sempre le stesse parole) - CONVIZIONE
(invogliare il passa parole). La ingegneria del consenso ormai è una scienza
matura e chi non la conosce, rischia di perdersi la visione complessiva. Il
neomarketing e/o neuromarketing di Grillo che volutamente vuole trascinare verso la rete ha tecniche più sofisticate che
si basa su una banda portante di cui il suo blog è l'emettitore e serve a traduttore della realtà. Qui non stiamo
analizzando una questione di bontà ne morale, ossia se l'interpretazione di
Grillo sia giusta o sbagliata, ma se sia appropriato e lineare il metodo che
lui e il suo movimento applica. La domanda è la seguente, il popolo (il suo
popolo) sceglie liberamente oppure scegli dopo essere stato debitamente "emozionato",
"manipolato" e "fascinato"
ma risulta libero? Nella impostazione "comunicativa
della propaganda" c'è sempre un nemico da definire ed individuare su cui
far convergere l'attenzione della massa che Grillo vede nel "sistema"
ma devia e concentra l'attenzione sul "politico", in primis ma poi mette insieme i dirigenti tutti di
ogni settore dalle banche alle multinazionali, ecc. Vuole un nuovo sistema
diverso da quello della politica e fa un "movimento" da non confondersi
con il "partito". Nel movimento l'esercizio della discussione diretta
(salvo tra i capi) non c'è dalle sue
stesse affermazioni, sembra che lui neanche li conosce chi siano i candidati, e
che non si conoscono neanche tra loro,
anche se ne analizza i curriculum e ne fa il garante, e in un contesto
democratico chi lo ha eletto garante? Non c'è una valutazione se non mediata
dalla rete che fa da delega alla legittimazione dei suoi monologhi. Questo non
è esercizio di Democrazia diretta, certamente riduce il sistema piramidale
gerarchico che nel sistema grillo risulta molto schiacciato. Tutto questo
comporta in termini di "quantità", "qualità" e "velocità"
del messaggio tali da non realizzare la piena consapevolezza razionale (se non
dopo lungo tempo e solo per una percentuale) ma semplicemente un aumento della
massa critica sulla scia dello scontento. Dico cose banali sottolineando che
anche grillo fa "propaganda". Grillo con la rete internet ha
certamente un vantaggio sul fronte del FeedBack in quanto il sondaggio dei suoi
"seguaci", coloro che sono entrati nella frequenza portante, lo
ottiene in tempo reale e può cosi correggere il tiro del discorso sempre in
tempo reale, i vecchi brontosauri (tutti gli altri) hanno mediamente un ritardo
di 12 ore perché ancora si affidano al mezzo televisivo ai sondaggi e
all'auditel.
Per capirci se Berlusconi dai dati ha avuto un picco parlano di
"equitalia" sul prossimo intervento aumenterà il tempo parlando di
equitalia ma con un giorno di ritardo, Grillo questi report praticamente le
gioca in anticipo avendoli dalla rete chi segue Grillo in parte va li perché sa
già cosa dice e va li perchè vuole sentirsi ripetere quello, oltre a qualche
battuta ironica che cambia ogni tanto per rinfrescare il repertorio. Certamente
da qui a massimo 10 anni il sistema Grillo sarà vincente appena la
programmazione mentale avrà il sorpasso su interente a causa di un ricambio
naturale generazionale. Gli anziani che ancora sono teledipendenti passeranno a
miglior vita e le nuove generazioni già crescono sulla manipolazione di internet.
L'inganno di rappresentazione passa per un equazione truffaldina che vuole che
"la partecipazione popolare" equivalga a "democrazia"
(diretta). La storia dimostra che le masse non si muovono mai democraticamente,
(ricordiamo che democrazia significa
governo del popolo, governo significa qualcosa di organizzato di razionale) ma
sempre su emozioni, su pressioni, su bisogni primari, su insofferenze. La relazione
di rappresentanza esisterà sempre è sottosta sempre a una delega, e più è
complessa la struttura organizzata più diventa
complessa e sofisticata la delega. La democrazia è una appendice della
comunicazione se la comunicazione e libera lo sarà anche la democrazia, se la
comunicazione è manipolata anche le "scelte" fatte esercitando la
democrazia saranno manipolate. Il nodo sta nell'analizzate il tipo di
comunicazione "proprietà, selezione, quantità, qualità e velocità" da
cui poi derivano le scelte democratiche. Ci sarà un motivo per cui il potere
finanziario non ha nessuna paura delle democrazie anzi le esporta anche con la
guerra al fine di insediare una
democrazia. Purtroppo c'è un punto che già Platone intravide nell'esercizio
della democrazia che è proprio la manipolazione allora si chiamava
"retorica". Lo stesso Noam Chomshy
ha detto: "La
propaganda è per la democrazia quello che la violenza è per uno stato
totalitario". Della serie: "non
ha ragione chi dice il vero, che alla fine è un dettaglio, ma chi riesce a
convincere meglio la massa". Allora si ritorna al nocciolo della "comunicazione".
Quali limiti ha questa comunicazione? Perché
il neoliberismo la vuole in mano ai ricchi? I ricchi che tipo argomenti possono inculcare? La comunicazione deve nascere in comunità
fortemente identitarie e limitate nel nuero, comunità autonome e sovrane.
Quando si cresce nel numero già la comunicazione comincia da avere problemi di
interferenza e servono le mediazioni (i media appunto) che lanciano in broad-cast
ed il popolo non può rispondere ed interagire (il blog di Grillo , che è un
new-media molto più sofisticato, da
questa "soddisfazione psicologica" di postare il tuo commento e
quindi ti senti "partecipe direttamente" ma sulla scia di una
frequenza base su cui stai navigando senza accorgertene. Questa interazione ha
un effetto reale sulla politica di Grillo. Proviamo a dare lo stesso spazio a
tutti i partecipanti della piazza (uno vale uno) ad un convegno di Grillo per
parlare e dibattere sulle questioni e votare!? No per fare questo serve la
mediazione controllata della rete che però è supportata dall'apparente
equazione bagno di popolo uguale democrazia. La piazza è l'alibi all'uso della rete, chi può controllare la votazione
fatta in rete?
Nessuno ma l'approvazione avviene dalla presenza in piazza. Il
popolo nel deserto parlava direttamente con Mosè e metteva in discussione le
scelte direttamente oggi questo sarebbe difficile. La comunicazione diventa quindi un potere da gestire e
possedere all'interno di una "democrazia" che riconosce anche il "diritto
di persuasione". Quale è il limite tra persuasione e manipolazione, in un
contesto in cui la comunicazione e mediata
nella selezione delle informazioni, nella quantità dell'informazione,
nella qualità dell'informazione, nella velocità della informazione? In un contesto di grandi comunità ( 59
milioni di abitanti) non può esistere la relazione "uno vale uno" se
non mediata da un persuasore, un software è un popolo che confonde la
partecipazione ad una piazza con esercizio della democrazia diretta. Siamo sempre di fronte ad una politica
emotiva, di pancia (loro direbbero "populista" ma anche questa è
manipolazione come lo è "uno vale uno") Il
sistema più e complesso più deve necessariamente essere tassonomico e quindi ha necessità di deleghe temporali e spaziali
per la sua organizzazione. La democrazia diretta prevede di essere tutti
presenti allo stesso momento nello stesso spazio e alla stessa distanza con la
stessa importanza. Uno esplicazione che ha dei limiti numerici naturali. Il
persuasore, inevitabile in grandi comunità, può utilizzare i "bisogni del
popolo" per fini personali e basta oppure
per il servizio della comunità. Non fare i conti con questa realtà significa cadere
in una dittatura sofisticata e nascosta. Non ha caso il neolibersimo vuole grandi masse (europa) con stati snelli
ed insignificanti che perdano la loro identità e capacità di comunicare tra
loro. Anche se si prevede un periodo di transizione tra questo modello economico
ed il nuovo, c'è la necessità di capire la direzione, il popolo chiedeva a Mosè
dove ci stai portando? in una terra libera e vostra e non sarete più schiavi?
Ma è il popolo che ha scelto con la democrazia diretta di liberarsi dal faraone
cattivo, oppure ha scelto dopo che ha subito la persuasione di Mosè? La rotta è decisa verso una nuova economia,
oppure man mano che camminiamo lasciamo tutto alla emozione del popolo, oppure
attraverso la nostra frequenza portante gli facciamo credere di decidere ma li
portiamo verso la nostra nuova terra promessa? C'è nel programma di grillo un
neoliberismo nascosto quando vuole abolire le province ed accorpare i comuni e
chiedere al popolo se vuole rimanere nell'euro? Non lo sappiamo ma certamente
più rendiamo diamo forza alla comunità piccole e le rendiamo autonome e sovrane
più potranno esercitare la democrazia diretta, diversamente saranno sempre al
gioco di una mediazione di un sistema (la rete) ed un fascinatore (Grillo)
anche se di nuova generazione. Giuseppe Turrisi
ILLEGITTIMITÀ DELLA TASSAZIONE IN PARTICOLARE DELLA PRIMA CASA
ILLEGITTIMITÀ DELLA
TASSAZIONE IN PARTICOLARE DELLA PRIMA CASA
nel
regime monetario attuale
E’
risaputo che mediante le tasse lo Stato ricava le risorse per assicurare il
benessere della collettività e che quindi necessita della moneta anche per
questo scopo, diamo per assodato quindi che si debbano pagare imposte e tasse,
tanto che non ci poniamo più la domanda sul perché esistano e né se perdurino i motivi che le hanno
determinato l’iniziale istituzione.
Il problema è quindi
se sussistano o persistano la necessità , le motivazioni, le ragioni, IL
DIRITTO…..
Ciò
possiamo capirlo solo se sappiamo e capiamo che la Moneta è una istituzione pubblica, cioè di proprietà della Comunità in
quanto ne crea e ne accetta il valore
per convenzione e per reciproca fiducia, allora e solo allora potremo
capire come le imposte e le tasse non
hanno senso e ragione di esistere nella situazione monetaria contingente (dal
1992).
Anche
perché la moneta è essa stessa una “tassa” in quanto la funzione primaria è la
stessa del fisco
e cioè far circolare e condividere, ridistribuire la ricchezza con
tutti gli altri cittadini…. Adempimento che però da vari decenni non può più
espletare perché svuotata delle sue intrinseche valenze in quanto la Sovranità
monetaria, il potere di emettere moneta ex nihilo, non è più nelle mani della
Comunità, precondizione per
eventualmente e semmai, tassare i cittadini.
La
distonia e dicotomia logica è avvenuta nel momento in cui la Sovranità
monetaria è stata trasferita incostituzionalmente nelle mani di privati cittadini stranieri, la BCE, ai quali lo Stato
italiano ha delegato un enorme potere a spese della comunità nazionale ed
europea, e l’azione invece di far
circolare e condividere la ricchezza fra i cittadini, al contrario gliela sottrae.
Rammento
e sottolineo che è la comunità (Stato)
che dovrebbe emettere Moneta, esercitando la Sovranità monetaria, senza doversi
indebitare con altri soggetti perché è
essa comunità dei cittadini (Stato) la creatrice del valore della Moneta e di
conseguenza soltanto essa ne è la legittima proprietaria, e …. “poiché
democrazia significa sovranità politica popolare, il popolo deve avere anche la
sovranità monetaria che di quella politica è parte costitutiva ed essenziale in
un sistema di democrazia vera o integrale in cui la moneta va dichiarata, a
titolo originario, di proprietà dei
cittadini sin dal momento della sua emissione.” Prof. G. Auriti.
E da evidenziare la
rinuncia da parte dello Stato alla sovranità monetaria una “stranezza” che poteva trovare una valida giustificazione in altri
tempi, quando la moneta aveva un proprio valore intrinseco perché costituita da
pezzi coniati in metalli pregiati, o quando essa, pur rappresentata da simboli
cartacei, aveva tuttavia una copertura nelle riserve auree o argentee delle
banche, non si vedono ragioni fondate
e legittime, per le quali lo Stato debba richiedere ad un istituto
bancario privato il mutuo,
sempre oneroso, di banconote create
dal nulla prive di ogni valore
intrinseco, trasferendogli in tal modo anche il loro valore, il potere
d’acquisto, e quindi anche la sovranità monetaria e la sovranità tutta in senso
assoluto.
Insomma il debito
pubblico viene artificiosamente creato con la
richiesta di denaro da parte dello Stato alla banca centrale (Bankitalia /BCE.
Questo
porta al folle, demenziale, delinquenziale, perverso paradosso che più
un’economia cresce, più ha bisogno di denaro cartaceo, o di altro supporto, per
rappresentare il valore dei beni ed i servizi prodotti, e contemporaneamente più si indebita.
Oggi
la moneta risulta essere per la massima parte una semplice stampa tipografica o
digitazione elettronica senza alcunché a garanzia, salvo il controvalore
costituito dal bene- servizio prodotto dal cittadino che si acquista con quella
determinata quantità di “valuta – denaro – banconota” , che quindi, anche per questa ulteriore ragione, non può CHE essere
di proprietà del cittadino e quindi della collettività.
Come
si comprende bene sulla base di quanto generalmente assodato e condiviso il
valore alla moneta al momento della creazione (e sempre) era ed è proprietà del
cittadino produttore/creatore e di conseguenza della collettività. A questa legittima
e giusta rivoluzione e mutazione concettuale dei rapporti giuridici e comportamentali sulla
Sovranità monetaria …… non seguì alcunché di contestuale e simmetrico nella
revisione dei rapporti fra Stato le banche, il fisco ed il cittadino
contribuente.
Questa
imposizione fiscale tuttora attuale, in vigore da sempre nel corso degli ultimi
secoli in ogni parte del mondo civile aveva la sua motivazione ed un senso
operativo nel vecchio corso delle monete quando queste erano esse stesse in
metallo prezioso… o erano banconote di carta rappresentanti l’oro della riserva
aurea dello Stato….
E
quindi rappresentavano la somma del valore che fino a quel momento non aveva
contribuito alla solidarietà sociale …. Motivo per cui era giusto che chi
deteneva quelle somme in denaro, su quelle somme, o in ciò che le somme avevano
permesso in un determinato tempo di acquistare fosse in vario modo tassato.
Ma
quando a partire dal 15 agosto del 1971
è stato abolita (giustamente) la convertibilità in oro ….. e la moneta
diventa in quello stesso istante invece semplice rappresentazione del valore
che si riconosceva nel prodotto o nel servizio che il detentore della moneta
andava ad “acquistare” le cose in merito
alla tassazione avrebbero dovuto cambiare diametralmente.
Infatti,
come oggi ben sappiamo, per averne avuto successive e reiterate conferme
ufficiali …. :
A) l’euro (moneta) è
fin dalla sua emissione ed in eterno di proprietà della B.C.E. ….
B) e se come abbiamo
visto …. Il valore non è nella banconota (euro) …. ma nel bene, servizio,
prodotto che si va ad acquistare (fin
qui tutto perfettamente logico) ….
C) ne consegue che
tutto il valore prodotto dall’individui, dalla collettività, dagli
Stati…..viene integrato in eterno nella banconota (euro) (anche questo accettabile)…..
E) si verifica quello
che è sanzionato da una miriade di articoli del codice civile e penale…. ed
anche il più incredibile dei miracoli …. Ciò che è mio/nostro (IL VALORE
PRODOTTO DEL NOSTRO LAVORO)…. l’euro lo
integra in sé ed incredibilmente …. Meraviglia delle meraviglie quello che era il valore del nostro lavoro …….
diventa loro… IN ETERNO
D) per di più le
banconote (euro), a seguito della immotivata ed illegittima delega alla BCE …
da questa vengono emesse a debito degli Stati e dei cittadini…. il cosiddetto
debito da signoraggio derivante dalla emissione della moneta stessa da parte
della BCE …..
E) viene da pensare
che in qualunque modo ci muoviamo ci facciamo del male….ma il peggio è che lo
Stato che dovrebbe essere uno strumento al servizio del Cittadino…. invece è un
aguzzino del cittadino su mandato delle banche, in particolare la BCE… (come
ormai dovrebbe apparire chiaro a tutti…) …
F) lo Stato sulla
semplice e superficiale scorta di una legislazione tributaria antidiluviana
risalente al periodo in cui ancora vigeva la convertibilità della moneta in oro
(e quindi come visto aveva un senso e un supporto giuridico e di Diritto…)
pretende, ora, in un contesto del tutto diverso, addirittura opposto, contro
ogni logica, legittimità fondata, senso del Diritto…. Il pagamento di tasse
(qualunque tassa) da noi cittadini che non siamo mai in nessun momento possessori
del VALORE…. MA AL CONTRARIO SEMPRE E SOLTANTO “”POSSESSORI DEL DEBITO””
per definizione e di fatto… stante la spudorata, insensata, demenziale logica
di potere attuale…..
G) in definitiva tutta
questa sequela di operazioni altro non è che un semplice trasferimento di ricchezza
dal popolo ai banchieri.
H) Si è utilizzata
l’autorità dello Stato, nello specifico la potestà impositiva esercitata sul
popolo, come strumento per attuare una azione illecita, e quindi agire per
rifondere un Debito pubblico artefatto illegalmente è già in sé atto di
pirateria internazionale estortiva e di rapina, assoluta ed estrema gravità e
rilevanza penale. Il debito pubblico è illegittimo, incostituzionale,
fraudolento, nascendo dall’uso di questo
potere monetario da parte di soggetti privati.
Dal che ne consegue
che gli atti, ad essa azione collegati, perdono il fondamento giuridico e la
legittimità per esser fatti valere, e non trova quindi giustificazione la potestà impositiva dello Stato e
neppure quella delle amministrazioni periferiche a cui lo Stato la trasferisce,
essendo viziato e contro legge il presupposto che la giustifica.
INSOMMA
“Il Debito pubblico è
primariamente e sostanzialmente un debito nato a causa della illegale ed incostituzionale
cessione della Sovranità monetaria.”
La palese
illegittimità tributaria deriva dalla incostituzionale cessione della Sovranità
monetaria attuata con l’adesione al Trattato di Maastricht.
Il prelievo fiscale
attuale si basa su un sistema normativo presupponente ancora la proprietà della
moneta da parte dello Stato e dei Cittadini, e della convertibilità in oro, …..
metodo volutamente ed intenzionalmente lasciato intatto nelle sue norme, prassi
e funzionalità, atavico, obsoleto, inorganico, inadeguato, in modo di raggirare
per l’ennesima volta l’ignaro cittadino.
Tutto questo ottenuto
attraverso l’emissione di denaro falso dal nulla …. aspetti immotivati,
deviati di una stessa immane truffa architettata a danno dei cittadini e dello
Stato, messa in atto dal sistema bancario e di chi lo controlla, attraverso
l’indebita emissione da chi non ha titolo, risorse, ragioni, diritto, merito,
delega.
Di cui le banche però
pretendono il pagamento vero tramite le tasse di ogni forma, tipo,
identità, provenienza, colore, misura, caratteristica, attraverso la
schiavizzazione o il prelievo forzoso, i pignoramenti, la confisca di beni dei
cittadini, degli imprenditori, delle Comunità locali dello Stato nazionale
stesso.
Azioni
che si sono potute esplicare grazie a contorsionismi e distorsioni logiche,
legali e procedurali, volutamente
inefficienti, incongrue, inette, tutti strategicamente voluti, intenzionali,
programmati.
In
conclusione ….
Fino a quando è esistita la convertibilità e la moneta
era emessa dallo Stato attraverso la banca d’Italia era come possedere un
appartamento ed era ““giusto”” pagarci le tasse …. Ma ora che siamo in regime
di non convertibilità e soprattutto ora che noi paghiamo un “affitto”
(INTERESSE) al PROPRIETARIO (la B.C.E.) e quindi è come se abitassimo in
un appartamento in affitto… chi deve pagare le tasse l’inquilino o il
proprietario??
Ma proprio per
entrare fino alla radice dell’argomento in merito alle tasse sulla prima casa…
che già per tutti i motivi esposti sopra NON E’ DOVUTA…. Addirittura si può
fare riferimento all’art. 31 della costituzione che dice :
<La Repubblica agevola con misure economiche e altre
provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti
relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la
maternità, l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale
scopo.>
E cosa c’è di più “agevolante e provvidenziale” per la formazione
della famiglia …. Se non una casa??
Come ….. tu Stato metti nella carta di fondazione della tua Società (la
COSTITUZIONE) una simile sanissima e sensatissima affermazione…. E poi la
smentisci nei fatti andando ad estorcere anche l’ultima stilla di sangue ai
tuoi figli?????….
A Stato/Parlamento/Governo…..MA PER FAVORE!!!
Orazio Fergnani - AlbaMediterranea
lunedì 18 febbraio 2013
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