venerdì 26 ottobre 2012

LA RIVOLUZIONE DEGLI ORTI - ROMA


(FONTE)



REGOLAMENTO
PER LA REALIZZAZIONE E LA GESTIONE DI ORTI URBANI
NEL TERRITORIO DI ROMA CAPITALE



TITOLO I – DISPOSIZIONI GENERALI
ART. 1 – OGGETTO E FINALITA’

  1. Il presente Regolamento ha ad oggetto la disciplina dei criteri e delle modalità per la realizzazione di “Orti Urbani”, aree verdi attrezzate dall’Amministrazione, su terreni di proprietà di Roma Capitale, da affidare in gestione ad associazioni di ortisti, denominate “Circoli degli Orti Urbani” L’Amministrazione intende conseguire finalità di carattere sociale, ricreativo, terapeutico, hobbistico, culturale e ambientale, favorendo, attraverso la riqualificazione del tessuto urbano ed il recupero e la valorizzazione di appezzamenti di terreno di proprietà capitolina in attuale condizione di abbandono e degrado ovvero di occupazione abusiva, l’impiego del tempo libero di tutti i cittadini romani ed, in particolare, delle persone anziane e dei soggetti con disagio, nonché la socializzazione e l'educazione ambientale.
  2. Le aree da destinare ad Orti Urbani saranno individuate nell’ambito delle zone del PRG compatibili con le finalità previste dal presente Regolamento.


TITOLO II – DEFINIZIONI
ART. 2 – DEFINIZIONI

  1. Ai fini del presente Regolamento si intende per:
  • “Area Destinata ad Orti Urbani” l’area di proprietà comunale assestata ed attrezzata dall’Amministrazione, comprendente Orti Urbani l’appezzamenti di terreno, di dimensione non superiore ai 200 mq, che vengono assegnati per la coltivazione;
  • “Circolo degli Orti Urbani” l’associazione costituita per beneficiare dell’assegnazione di un’Area destinata ad Orti Urbani;
  • “Circolo Assegnatario” il Circolo degli Orti Urbani, vincitore di un Bando d’Assegnazione, cui è assegnata un’Area destinata ad Orti Urbani;
  • “Socio Assegnatario” il soggetto appartenente al Circolo Assegnatario cui viene destinato un Orto Urbano;
  • “Albo dei Circoli degli Orti Urbani” l’albo redatto a cura dell’Amministrazione, comprendente i Circoli degli Orti Urbani riconosciuti che intendono beneficiare dell’assegnazione di un’Area, secondo le modalità del presente Regolamento;

  • Area destinata ad “Orti Urbani” l’area di proprietà comunale assestata ed attrezzata dall’Amministrazione, comprendente sia Orti Urbani che zone a giardino, aperte alla pubblica fruizione;

  • “Orto Urbano” l’appezzamento di terreno, di dimensione non superiore ai 200 mq, che viene assegnato per la coltivazione:

  • “Amministrazione” U.O. – Promozione dell’Agricoltura – Dipartimento Tutela Ambientale e del Verde e Protezione Civile;

  • “Bando d’Assegnazione” il bando, redatto a cura dell’Amministrazione, allo scopo di assegnare una o più Aree destinate ad Orti Urbani.


TITOLO III – ASSEGNAZIONE
ART. 3 – PRINCIPI GENERALI

  1. Nel rispetto delle finalità di cui al Titolo I, nelle Aree destinate a Orti Urbani si svolgeranno le seguenti attività:
  • coltivazioni ortive nei rispettivi appezzamenti assegnati come orto e raccolta dei relativi prodotti per l’esclusivo uso interno dei componenti del Circolo;
  • attività sociali svolte in collaborazione con scuole, organizzazioni per l’assistenza agli anziani, portatori di handicap, nonché con associazioni ambientaliste e culturali.
  1. Tutti i cittadini possono visitare le Aree destinate ad Orti Urbani, fruendo degli spazi e dei servizi ricreativi predisposti nelle zone a giardino, senza comunque interferire e disturbare l’attività di coltivazione dei Soci Assegnatari.
  2. Le attività svolte non potranno essere finalizzate al conseguimento di alcuna forma di lucro.


ART. 4 – CIRCOLI DEGLI ORTI URBANI

  1. Per Circoli degli Orti Urbani si intendono associazioni già costituite, quali:
  • Circoli degli Ortisti costituiti all’interno di Centri Sociali Anziani (CCSSAA).
  • Circoli degli Ortisti costituiti all’interno di Organizzazioni sociali riconosciute (culturali, ambientaliste, del tempo libero, dell’assistenza sociale, ecc.) senza fine di lucro.
ovvero :
  • Associazioni di ortisti, all’uopo costituitesi, con caratteristiche hobbistiche di orticoltura e giardinaggio.
  1. I soci appartenenti a ciascun Circolo degli Orti Urbani dovranno:
  • essere residenti preferibilmente nel Municipio in cui ricade l’Area destinata ad Orti Urbani da assegnare;
  • essere in possesso del permesso di soggiorno, se soggetti extracomunitari;
  • non essere proprietari o comunque non avere nella disponibilità d’uso, a qualsiasi titolo, terreni coltivabili su area pubblica o privata all’interno del territorio di Roma Capitale, ovvero non essere conviventi di soggetti che siano proprietari o che comunque abbiano nella disponibilità d’uso, a qualsiasi titolo, terreni coltivabili su area pubblica o privata;
  • per ogni nucleo familiare, può essere assegnato un singolo Orto Urbano.


ART. 5 – ISTITUZIONE DELL’ALBO DEI CIRCOLI DEGLI ORTI URBANI

  1. L’Amministrazione capitolina, dopo aver accertato la conformità delle Associazioni - che presentano richiesta di accreditamento - ai requisiti individuati nel presente Regolamento procederà, con Determinazione Dirigenziale, al riconoscimento dei Circoli degli Orti Urbani ed al loro successivo inserimento nell’Albo dei Circoli degli Orti Urbani.
  2. L’Albo sarà istituito, al fine di costituire una banca dati dei Circoli degli Orti Urbani riconosciuti che intendono beneficiare dell’assegnazione di un’area da destinare allo scopo, entro sei mesi dall’approvazione del presente Regolamento.
  3. Ciascun Circolo dovrà dimostrare all’atto di iscrizione di aver adottato il proprio Statuto conforme ai principi individuati nel presente Regolamento.
  4. L’Amministrazione provvederà ad aggiornare annualmente, entro il 31 ottobre, con apposita Determinazione Dirigenziale, l’elenco dei Circoli degli Orti Urbani iscritti nell’Albo, in base alle nuove richieste pervenute ogni anno entro tale data.
  5. L’iscrizione all’Albo dei Circoli degli Orti Urbani è requisito necessario per la partecipazione di un Circolo degli Orti Urbani al Bando d’Assegnazione.


ART. 6 – INDIVIDUAZIONE DELLE AREE

  1. L’Amministrazione, sentiti i Municipi territorialmente competenti, individua le aree da destinare alla realizzazione degli Orti Urbani, cura la programmazione e la gestione degli interventi volti alla realizzazione delle aree ove realizzare gli Orti Urbani stessi.
  2. Dopo aver provveduto ad attrezzare le aree, l’Amministrazione predispone apposito Bando d’Assegnazione, nel quale sono definiti modalità e tempi di presentazione delle domande di assegnazione, le Aree da assegnare, i requisiti di partecipazione e i criteri di assegnazione, comprese eventuali priorità da rispettare per le assegnazioni, la durata dell’assegnazione, nonché l’indicazione dell’ufficio preposto alle informazioni.
  3. Al bando è assicurata ampia pubblicità mediante la pubblicazione sul sito internet dell’Amministrazione capitolina o con atro mezzo idoneo a garantire la massima diffusione.


ART. 7 – CRITERI PER L’ASSEGNAZIONE DELLE AREE AI CIRCOLI

  1. I criteri di assegnazione, stabiliti nel Bando, sono individuati con riferimento a determinate caratteristiche dei Circoli, quali:
  • Circoli che siano costituiti in percentuale superiore al 50 % da pensionati con età superiore ai 65 anni;
  • Circoli tra i cui soci vi siano soggetti portatori di handicap compatibili con la coltivazione;
  • Circoli tra i cui soci vi siano soggetti che facciano parte di un nucleo familiare nel quale siano presenti portatori di handicap;
  • Circoli tra i cui soci vi siano casalinghe;
  • Circoli tra i cui soci vi siano disoccupati.
  • Circoli che non abbiano in gestione altre Aree Destinate ad Orti Urbani
  1. I relativi punteggi saranno specificati nei Bandi d’Assegnazione.
  2. Si darà, inoltre, priorità ai Circoli che
  • abbiano la sede nell’ambito del Municipio ove ricade l’Area destinata ad Orti Urbani da assegnare.


ART. 8 – ASSEGNAZIONE

  1. Le domande presentate sono valutate da una Commissione di assegnazione costituita all’interno dell’Amministrazione e presieduta dal Dirigente della U.O. Promozione dell’Agricoltura. Valutata la conformità delle domande al Bando, sentito il Municipio territorialmente competente, la Commissione di assegnazione predispone la graduatoria sulla base dei criteri di cui al precedente art.7 e procede all’assegnazione delle Aree.
  2. L’Assegnazione delle Aree destinate a Orti Urbani ai Circoli Assegnatari, al fine della gestione e manutenzione delle stesse, viene fatta in comodato d’uso, così come stabilito dal Codice Civile art.1803c.c., mediante la stipula di una convenzione. L’assegnatario all’atto della sottoscrizione della convenzione, accetterà contestualmente le modalità di conduzione degli Orti Urbani, così come indicate nell’Allegato 1 al presente Regolamento.
  3. L’Area non è cedibile a terzi, né gratuitamente, né a titolo oneroso. Tra i soggetti assegnatari degli Orti Urbani e l’Amministrazione non si configura né un rapporto di lavoro dipendente, né un rapporto di locazione di immobili, né di affitto agrario del terreno.
  4. Il circolo Assegnatario procederà ad assegnare gli Orti Urbani ai Soci secondo le modalità del proprio statuto, dando priorità, nel rispetto dei principi informativi del presente Regolamento, a:
  1.  
    • Pensionati
    • Portatori di handicap
    • Soggetti appartenenti a categorie svantaggiate
    • Casalinghe
    • Disoccupati


ART. 9 – OBBLIGHI DEL CIRCOLO ASSEGNATARIO

Il Circolo Assegnatario ha l’obbligo di rispettare il presente Regolamento, le condizioni contenute nella convenzione , nonché le modalità di conduzione e manutenzione di cui al disciplinare , parte integrante della convenzione medesima.
Il Circolo si impegna :
  • a curare la buona sistemazione , l’ordine, la pulizia della propria Area, a coltivarla direttamente e con continuità;
  • a svolgere le attività di coltivazione con tecniche di coltivazione biologica per la salvaguardia dei Soci assegnatari, degli utenti dell’Area e dell’ambiente;
  • a smaltire i rifiuti organici vegetali o gli scarti di lavorazione nel rispetto della vigente normativa in materia di rifiuti.
ART. 10 – DURATA, RINNOVO E REVOCA DELL’ASSEGNAZIONE

  1. La concessione dell’Area destinata a Orti Urbani al Circolo Assegnatario ha durata massima di 6 anni, ed è rinnovabile previa verifica della sussistenza dei requisiti indicati all’articolo 4.
  2. L’Amministrazione Capitolina si riserva il diritto, in qualsiasi momento, di procedere alla revoca dell’assegnazione al Circolo di tutta o solo di parte di un’Area destinata ad Orti Urbani, qualora sopravvenuti motivi d’interesse pubblico lo rendano necessario, e senza che nessun diritto o risarcimento spetti ai Circoli e/o ai Soci Assegnatari, che sono tenuti a lasciare le aree entro la stagione colturale in corso. Gli eventuali miglioramenti apportati rimarranno a beneficio del fondo e saranno acquisiti al patrimonio dell’Amministrazione.


ART. 11 – CONTROLLI E SANZIONI

  1. L’Amministrazione, avvalendosi della collaborazione dei Municipi interessati, provvederà al controllo sul corretto e conforme utilizzo dell’intera Area destinata ad Orti Urbani e di ciascun Orto Urbano assegnato, sulla base di quanto disposto dal presente Regolamento e dai conseguenti atti attuativi.
  2. L’Amministrazione, in caso di accertata violazione della convenzione, ovvero in seguito a rilevata inosservanza anche di una sola delle disposizioni del presente Regolamento, valutata la gravità dell’infrazione, diffida il Circolo Assegnatario, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, a rimuovere le cause della violazione ovvero ad adempiere agli obblighi entro 30 giorni dal ricevimento della medesima. Perdurando l’inadempienza oltre tale data, il rapporto d’assegnazione si intenderà risolto di diritto.


ART. 12 – DISPOSIZIONI FINALI

  1. Ogni danno, furto, manomissione, infortunio, incidente che ciascun soggetto assegnatario possa subire o causare a terzi, sarà a lui esclusivamente imputabile. L’amministrazione rimane esclusa da ogni responsabilità civile e penale.
  2. Il Circolo Assegnatario è tenuto a segnalare repentinamente all’Amministrazione eventuali danni, guasti od inconvenienti vari
  3. Il Circolo Assegnatario e i singoli Soci sono tenuti a stipulare un contratto assicurativo personale e verso terzi per l’attività di gestione dei singoli Orti Urbani e dell’intera Area destinata ad Orti Urbani
  4. Le norme indicate non sostituiscono leggi, norme e regolamenti vigenti a carattere Nazionale, Regionale, Provinciale e Comunale.
  5. Il Circolo Assegnatario è tenuto a pagare una tariffa annua pari alla somma delle quote di pagamento di ogni singolo ortista, necessaria alla costituzione di un fondo destinato alle opere di manutenzione ordinaria e straordinaria degli orti e alla promozione della cultura degli “Orti Urbani”. Per ogni orto la quota annuale corrisponde a € 1,20/mq moltiplicato la superficie dell’orto stesso. La somma delle singole quote verrà quindi versata, entro e non oltre il 31 gennaio dell’anno in corso, sul ccp n° 37433000 intestato a: TESORERIA DI ROMA CAPITALE. Causale del versamento: quota annuale Orti Urbani.
ALLEGATO 1


Disciplinare di conduzione e manutenzione

Il Circolo Assegnatario ha l’obbligo di rispettare il presente Regolamento nonché le condizioni, le modalità di conduzione e gestione degli Orti contenute nella convenzione.

In ciascun Orto Urbano è obbligatorio:
  1. curare la buona sistemazione, l’ordine, la pulizia dell’orto, da coltivarsi direttamente e con continuità;
  2. svolgere le attività di coltivazione con tecniche di coltivazione biologica, per la salvaguardia dei Soci Assegnatari, degli utenti delle Aree destinate ad Orti Urbani e dell'ambiente;
  3. svolgere le attività di carico e scarico con mezzi non motorizzati, lasciando automobili ed altri mezzi motorizzati nelle aree di parcheggio;
  4. l’utilizzo contenuto dell’acqua di irrigazione resa disponibile;
  5. il compostaggio di ogni rifiuto organico prodotto all’interno dell’Area, siano residui derivanti dalla coltivazione ovvero derivanti dalle attività di manutenzione ordinaria dell’intera Area. Le attività di compostaggio devono effettuarsi nelle zone appositamente predisposte..

In ciascun Orto Urbano è consentito:
  1. piantare alberi da frutto, in modo che lo sviluppo e l’ombreggiamento determinato dagli stessi non sia d’ostacolo alla normale coltivazione ortiva nel proprio e negli appezzamenti limitrofi, previa autorizzazione della messa a dimora da parte dell’Amministrazione.
  2. pacciamare con residui erbacei compostati e non e con coperture plastiche biodegradabili.
  3. edificare serre a tunnel, previa presentazione di apposito progetto all’Amministrazione, realizzate con teli in plastica, non più alte di 50 cm da terra, su non oltre il 30% della superficie dell’Orto Urbano, che non diano origine a strutture stabili e indecorose.
  4. installare contenitori per il compostaggio dei rifiuti organici e residui di coltivazione e delle erbe infestanti, previa autorizzazione dell’Amministrazione, in alternativa all’utilizzazione delle apposite piazzole comuni per in compostaggio.

In ciascun Orto Urbano è vietato:
  1. svolgere attività non collegate alla coltivazione;
  2. allevare e/o tenere animali (da cortile, domestici, ….);
  3. accendere fuochi di stoppie o rifiuti, è possibile bruciare residui di vegetazione o sterpaglie esclusivamente nelle zone comuni appositamente attrezzate;
  4. abbandonare o lasciare incolto l’appezzamento;
  5. irrigare in maniera incontrollata. Eventuali perdite dell’impianto d’irrigazione devono essere segnalate dai responsabili del Circolo degli Orti Urbani all’Amministrazione;
  6. impiegare prodotti inquinanti che possano arrecare danno all'ambiente, quali: concimi chimici, erbicidi e fitofarmaci di sintesi;
  7. stoccare rifiuti e materiali inquinanti e/o nocivi;
  8. lavare auto o motocicli in tutta l’Area destinata ad Orti Urbani.

Il Circolo deve provvedere alla:
apertura e chiusura dei cancelli dell’Area, rispettando gli orari concordati con l’Amministrazione Capitolina ed indicati nella convenzione
  1. manutenzione ordinaria delle parti comuni ed egli arredi in dotazione all’Area;
  2. Pulizia giornaliera dei servizi igienici.



ALLEGATO 2


DOMANDA D’ISCRIZIONE ALL’ALBO DEI CIRCOLI DEGLI ORTI URBANI


DENOMINAZIONE DEL CIRCOLO:…………………………………………….……………………………
ANNO DI COSTITUZIONE:………………………………………………….………………………………..
ASSOCIAZIONE DI APPARTENENZA:…………………………………….……………………………….
INDIRIZZO SEDE LEGALE DEL CIRCOLO:……………………………………………………………….
MUNICIPIO DI APPARTENENZA:………
NUMERO SOCI ISCRITTI:
TOTALE: ………. FEMMINE: ………. MASCHI:……….
ANZIANI DI ETA’ > 65 ANNI:……...
DIVERSAMENTE ABILI:……...
RAGAZZE MADRI:……….
CASALINGHE:………..
DISOCCUPATI:……….
RECAPITI PER EVENTUALI COMUNICAZIONI:
GENERALITÀ DEL PRESIDENTE …………………………………………………………………………………………………...
INDIRIZZO ………………………………………………………………………………………………………………………………
TEL: …………………………….……… CELL: ……………………….……….……. FAX: …………….………….….…………..
INDIRIZZO E-MAIL (scrivere in modo chiaro):……………………………………………………………………………………….

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IL TRAMONTO ARRIVA SEMPRE BASTA ASPETTARE









METTERANNO IL BAVAGLIO ANCHE ALLA RETE?

Non sanno più come fermare la verità che avanza  e trasborda alla rete, i vari blog sopratutto quelli della contro verità che osano chiamare complottasti, crescono ogni giorno e rubano attenzione alla verità di sistema, e alla fine può succedere che poi le persone comincino a capire che la verità è molto diversa da quella propagandata dalla televisione anche se nella sua finta pluralità.


La vera pluralità purtroppo per loro viene dalla rete e la rete non è facilmente controllabile per ogni blog che chiude ce ne sono almeno tre che aprono. Tutto questo fermento non è più controllabile e mina l'apparto informativo della casta e del sistema. Tale apparato che va da Vespa a Santoro da Striscia alle Iene nessuno esclude di fatto serve solo a consolidare le verità di sistema anche perché non potrebbe fare altrimenti dato che è pagato dal sistema sia pubblico ma gestito dai partiti ma anche dal privato che con il neoliberismo si è alleato con i governi per sottomettere e sfruttare il popolo che si muove solo con le informazioni disponibili (e spesso neanche con quelle) quindi basta controllare l'informazione e controlli anche il popolo. (Berlusconi credo avesse capito qualcosa del genere).

DIARIO DI UNA CONFERENZA DA VERGOGNA


Questa conferenza -presso la FONDAZIONE CORRIERE DELLA SERA- è stata una vergogna. 

Titolo: COME FAR RIPARTIRE L’ECONOMIA
(punti salienti della conferenza)

PRIMO CONFERENZIERE
La BCE ha riconosciuto il rischio di convertibilità. Era vietato parlarne, appena qualche mese addietro. Oggi non lo è più.
Il nostro progetto  è un’Unione Bancaria.
Non è più sufficiente una vigilanza comune, ma è necessario liberarci dalle politiche locali. (SIC)
Per questo abbiamo dei "Regolatori in Ombra" che impongono le regole e qualora non fossero ben rispettate o infrante, la pena comporterebbe il “non aver voce sul mercato”.

SECONDO CONFERENZIERE
Alcuni paesi europei,  non patiscono la crisi in atto. O la patiscono parzialmente.  Tra loro la Germania insieme  all’Europa dell’Est…. ma anche la Norvegia (la cui economia funziona egregiamente) la Svezia (esterna all’Euro, che viaggia speditamente e  meglio della Germania) la Finlandia (che procede tutto sommato, piuttosto bene)
In Italia l’economia non funziona perchél'Italia  rappresenta un territorio “verde” e cioè Vecchio/Ricco/e Densamente Popolato.
La causa di questa crisi non consiste, quindi,  nell’adozione dell’euro. Insomma non è l’euro la ragione della nostra mancata crescita. Piuttosto nell’essere verde cioè Vecchi, ricchi, molti.
I giovani dovranno studiare, specializzarsi, lavorare ed emigrare in mercati lontani dall’Italia. (SIC)
 Ad esempio:
San paolo, in Brasile. Là non dovrebbero accasarsi le piccole imprese.  Perché è  difficile che una piccola impresa ce la possa fare. Ma una grande azienda potrebbe riprendere forza economica.
Inoltre, come vediamo,  l’America riprende quota perché le guerre sono un volano per l’high tech. (SIC) L’Europa, invece, preferisce la pace.

(APPLAUSI)  ?????

Io, a voce udibile dalla platea, scandisco un:  “SI PUO’ FISCHIARE?”

TERZO CONFERENZIERE
800 euro di cassaintegrazione non sono una pacchia (ride!)
Nel 2011 si sono firmati 10 milioni di contratti di lavoro. Solo 1 quinto a tempo indeterminato (ride!)
(Sempre a voce udibile, mi sfugge un :“MA E’ SCEMO?.......”)
Ebbene….. il 20% di chi perde il lavoro, oggi,  abbisogna di almeno 2 anni per ritrovarne un altro.
Dai 15 ai 35 anni il disoccupato è ri-impiegato nell’arco di 1 anno.
Dai 35 ai ….( e qui non sono riuscita a prendere appunto!)
Comunque, è dimostrato che chiunque non possa attingere ad una cassaintegrazione e non abbia un’altra fonte di reddito,  nell’arco di 1 anno, massimo 2 anni, ritrova una seconda occupazione. (ride!)
Mentre chi è  cassaintegrato,  in linea di massima, non ci riesce.
Ora, partendo dal presupposto che non esista più la Job Property ……. (ride!)
In ogni caso, la Fornero vieta in modo efficacie la cassaintegrazione.
 E bisogna smetterla di pagare le persone per stare fuori dal mercato. (SIC)
Consideriamo, altresì, un lavoratore a tempo indeterminato, con 30 anni di contribuzione al suo attivo e prossimo all’uscita dal mondo del lavoro.  Ebbene, il soggetto andrà incontro ad una aspettativa di vita di almeno altri 30 anni. Ritenendo, per giunta, SUO  diritto (!) attingere alla pensione per altri 30 anni.

(APPLAUSI)     ????

La  platea è composta da un 90% di anziani (ho delle foto che lo testimoniano)
Chiedo ad una vecchia seduta al mio fianco
“ma se sono tutti vecchi perché applaudono?”
“Se si lamenta come ha fatto,  perché resta qui?” risponde seccata.
“ Per capire quanto siete ricchi!” (in realtà, avrei inteso ‘stronzi’ ma diligentemente, mi sono trattenuta )

QUARTO CONFERENZIERE
(Litigando, mi son persa i deliri dell’ultimo conferenziere. La vecchia, indispettita, intanto, se ne va.....)

Colgo così…. l’ultimo scampolo di conferenza….. in cui la Sproloquiante  chiude i lavori, con una simpatica nota di SPERANZA:
“Servono i Banchieri!  Anche City Group e Barkley sono tornati ai vecchi Banchieri… e questa è una speranza!”

 (APPLAUSO)
Bene!

Esco dalla fondazione del Corriere della Sera e vicino a Brera, come una cilgliegina marcia caduta sulla torta,  intravedo quella nobildonna della Santaché che traballa sui tacchi.
So che queste conferenze sono una porcheria.
Ma guardando alla platea mi sono sentita sgomenta.
Ci saranno stati 100 tizi, più di là che di qua, che applaudivano anche se gli smontavano la dentiera. E non tutti parevano i titolari di un conto in banca alle Cayman o in qualsiasi altro posto al mondo.

ralf
per accademia della libertà

giovedì 25 ottobre 2012

ITALIA IN COMA IRREVERSIBILE


ITALIA IN COMA IRREVERSIBILE
Berlusconi fa un passo indietro per l'Italia, si direbbe "sale dal campo", dopo la discesa, senza commentare il suo operato di equilibrismi tra liberismo e nazionalismo al punto di essere considerato schizofrenico certamente ha arginato l'arginabile ma con un occhietto vigile ai sui interessi, il problema che all'orizzonte c'è  meno che il nulla. Il PDL da chi dovrebbe essere portato avanti da Alfano dalla Santanchè, da chi? Certo lo scivolone verso un Monti bis ha tutto il sapore di una paura recondita relativa al giorno in cui gli veniva "suggerito" di dimettersi e poiché resisteva le azioni delle sue aziende ebbero un attacco speculativo  che in una solo seduta persero circa 350 milioni di euro. Chi c'è dietro Berlusconi politicante parlando?  Purtroppo si vede solo fumo. Non c'è nessuno in grado di capire la gravità della situazione, tanto meno di avere un solido programma per rimettere in sesto le cose. Qualsiasi programma anche il più brillante che venga costruito sopra le sabbie mobili del tritato della sovranità è destinato a fallire, lo stesso Renzi che va ad "ingraziarsi" i rappresentanti dei poteri forti, delle banche e delle assicurazioni è la palese e chiara prova che nessuno di questi ha il senso dello stato che è la espressione della sovranità di un popolo. Siamo destinati nel prossimo futuro, nel migliore dei casi (vincesse Renzi) ad una lenta agonia sotto la scure dell'eurotruffa, ad una eutanasia monetaria, che ci porterà alla completa disfatta sociale ed umana, sarà distrutto ogni riferimento di comunità e di stato,  ogni struttura che possa rispettare  e difendere il cittadino per cui uno stato ha il significato di esistere. 

Nel peggiore dei casi ci sarà la risoluzione e la guerra civile.  Ci sarà  un far west neoliberista dove tutti saranno contro tutti e dove vince il più furbo ed il più ricco, un darvinismo sociale, per dirla alla Giorgio Vitali. Usciranno bande armate, le rapine e gli omicidi aumenteranno, i saccheggi aumenteranno, anche le guardie private senza scrupoli difenderanno i possedimenti dei ricchi, l'individualismo egocentrico sfrenato che schiaccia la natura sociale e lo spirito di aiuto, la magistratura sarà sempre meno forte e sopratutto sempre meno credibile con uomini del tutto impreparate e sempre più senza mezzi, le forze dell'ordine tradizionali che non hanno capito niente di quel che sta succedendo e che molto presto saranno inutili, demotivate e senza mezzi. Il neoliberismo ha vinto, lo snellimento dello stato è arrivato al punto di renderlo anoressico e sotto peso che non sa più badare a se stesso. L'Europa politica è una pura utopia, è più facile che sbarchino i marziani con tre antenne, che ci sia in un futuro l'unità politica, questa Europa è stata fatta ad uso e consumo del potere bancario, il parlamento europeo oltre ad essere scandalosamente costoso è perfettamente inutile. Le oligarchie finanziarie continuano imperterrite il loro gioco di "rarefazione monetata" per comprare a man bassa tutto il possibile a due soldi per scappare prima del crac finale dell'euro. Ma del resto da dopo la seconda guerra sono cresciute una serie di generazioni che credevano nella "liberazione americana" a "costo zero", solo perché erano bravi belli e buoni e portavano i cioccolatini. Oggi si stanno prendendo il frutto dei loro investimenti, stanno incassando quello per cui erano venuti. Fessi sono stati tutti quelli che ci hanno creduto e ancora peggio tutti quelli che ancora ci credono. Le "Alleanze" obbligatorie non sono mai belle cosi come le "Democrazie" obbligatorie. Una filosofia che dovrebbe far rabbrividire ed invece l'accettiamo come naturale, "non esiste altra democrazia se non quella esportata dell'America", non esiste libertà se non quella gestita dai caccia americani. Qualunque stato non accetti il dominio americano (e soci) è un dittatore, e dovrà essere destituito se resiste eliminato (non è fantasia basta vedere con occhi oggettivi cosa hanno lascito dove sono passati). Se non riusciamo a comprendere questo "monopolio di democrazia" che la rende la peggior dittatura allora vuol dire che ci meritiamo tutto questo e di più di questo. Sull'orizzonte c'è il movimento di Grillo che potrebbe scalfire un pochino questa oscena democrazia paralizzata e tenuta in come con il vaccino americano. Ma Grillo cosa ha veramente in mente? Dice solo quello che può dire per tattica e poi farà? Se sale veramente al potere dovrà trattare (con gli americani)? Certamente all'apparenza è l'unica pietra in un deserto di sabbie mobili. Grillo sa dove sta la verità, ma sa anche che se la dice tutta si perderebbe una quantità di voti dei plagiati di sinistra e anche qualcuno di destra (perché la cosa bella e che  considerano Grillo di sinistra, nonostante ciò che dice e come gestisce il suo gruppo). Il voto di rivolta è certamente dalla sua parte, maggiormente oggi che destra e sinistra hanno perso ogni significato in quanto i vari rappresentanti italiani da un lato e dall'altro e per un motivo o l'altro hanno tradito sia l'ideologia di riferimento, sia il proprio elettorato per fare spazio ai poteri finanziari sposando la moneta debito ed il neoliberismo. Ci sarebbero poi le sottospecie di aggregati inutili al popolo, ma estremamente utili a tenere frazionato il sistema (FLI, IDV SEL,ecc) secondo la antica legge del "dividi et impera", che hanno la funzione di dare l'illusione della pluralità (con dichiarazioni estemporanee qua e la contro il sistema, Di Pietro è il più bravo)  ma che sostanzialmente sono schierati con il sistema debito. Ecco a voi il coro monofonico italiano diretto dalla finanza intenzionale con uno stonato che chiede di entrare che si chiama Grillo.  Intanto il massacro del MES e del FISCAL COMPACT è dietro l'angolo utile ad indebolire e mettere ancora più inginocchio la nazione. Il sig. Napolitano sottolinea di tenere presente "l'esperienza Monti" (urca)  e che per fare crescita dobbiamo ancora "cedere sovranità" (a ri-urca) , il direttivo della protezione civile che si dimette perché il vecchio direttivo è stato condannato. Finmeccanica sempre più nello spezzatino per essere definitivamente svenduta. Cieli solcati da aerei non meglio identificati che passeggiano in continuazione, basi italiane praticamente espropriate da stranieri. Scuola in rivolta, sindacati silenti, a parte Trefiletti che va in tv a sponsorizzare l'euro, medici sotto inchiesta per vaccini inutili (forse dannosi), benzina a 2 euro, ecc ecc Questo quadro in altri tempi avrebbe dovuto far scatenare degli scioperi generali ad oltranza ed invece tutto ok, niente di niente, la droga (scie?) del plagio sta facendo il suo effetto. La tua vita non conta niente  mettila nelle nostre mani che ne facciamo macinato per salsicce. Aveva ragione qualcuno a dire che "governare gli italiani non è impossibile ma semplicemente inutile" Giuseppe Turrisi

mercoledì 24 ottobre 2012

E NON FATE I SCHIZZINOSI CAVOLO CHE ABBIAMO GLI INTERESSI DA PAGARE AI BANCHIERI



LE STORTURE DEL MALE ASSOLUTO


LE VERITA' USCIRANNO O SARANNO ANCORA NASCOSTE?
QUALE VERITA'?

DENARO COME UNITA' DI CONTO?

Ogni uno ha il suo tempo tecnico per capire................
molti pensano di aver capito  Auriti e la teoria del tempo nel valore indotto 
ma poi si scopre che hanno capito  molto MOLTO  MA MOLTO poco....... e ciò dispiace perché poi
ci si riduce a fare queste discussioni che portano alla sterilità....
Molti non lo affrontano Auriti perché sanno perfettamente che affrontarlo significa sconvolgere  le proprie convinzioni
anche sull'essere umano, sulla società, sul modello di vita...e preferiscono dire che (per esempio è superato, non aveva capito, era di diritto e non di economia ecc ecc)
Il problema infatti non di economia, contabilità, finanza, matematica ma è un problema di filosofia, di diritto...
Tanto è superato Auriti e tanto non aveva capito che quello che ha detto sta succedendo alla lettera....
Purtroppo essendo un genio va letto e riletto ............anche dopo anni io scopro certe sfumature che fanno rabbrividire.....
c'è un tempo ed un luogo  per ogni cosa....
del resto il denaro come pura unità di conto  non è cosa nuova e chi crede di averlo scoperto ieri o capito chissà che cosa
dimostra per esempio di non aver letto Louis EVEN ..(1939) ma anche altri
ma oltre a questo  come già scritto... tolte tutte le speculazioni intellettuale che diventano noiose...
anche la neutralità e lo spostamento di scambio... di beni (baratto su una unità di conto)
è trasferimento di valore nel tempo..... e più non si vuole fare i conti con questo più si rischia di andare fuori strada
la stessa unità di conto senza valore di fatto contiene valore per il solo fatto che la usi e ne hai necessità ..
oltre al fatto che nel tempo che passa tra il primo baratto ed il secondo di fatto contiene valore...
Negare questo  .e come negare che l'acqua è bagnata.........
non solo ma chiunque deterrà quella gestione dell'unità di tempo, che non sia il popolo, 
farà di tutto per giocare su quel tempo... e trattenerlo il più possibile....valore per se

NON E' UNA QUESTIONE ECONOMICA O CONTABILE  MA DI DIRITTO

NON E' QUESTIONE DI SISTEMA E' QUESTIONE DI UOMINI

martedì 23 ottobre 2012

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PENSIERO DELL'ORA SESTEA

SE DECIDI DI FARLO 
HAI IL 50% DI SUCCESSO 
E IL 50% DI INSUCCESSO
             
MA SE STAI FERMO 
HAI IL 100% DI INSUCCESSO
MUOVITI

NON GUIDIAMO DA 45 ANNI E ADESSO VOGLIAMO ANDARE IN FORMULA UNO?

NON GUIDIAMO DA 45 ANNI E ADESSO VOGLIAMO ANDARE IN FORMULA UNO?

La nostra conosce parte da dei parametri deformati in partenza, per esempio l'uguaglianza come principio e con come obbiettivo e su questo che ci fregano in continuazione  per fare un esempio milioni di americani voteranno Obama per si è riempito la bocca di dare a tutti le stesse possibilità!!! che nell'immaginario collettivo viene letto come uguaglianza una truffa psicologica e di comunicazione.
Nel nostro linguaggio la parola democrazia è una pia illusione, è un oppio, è una religione che ci hanno imposto di pregare mentre loro possono esercitare la loro dittatura.....  Ci sono dei problemi di carattere antropologico, sociale, culturale  territoriali per cui la democrazia non può esercitarsi in società estremamente complesse come è quella italiana..... la democrazia può funzionare con territori piccoli e con popolazione che non superi i 5/6 milioni oltre del quale non funzionerà mai proprio per questioni di dinamiche sociali e di organizzazione.. (la svizzera è l'unico esempio mondiale in cui la democrazia funzionicchia ) Tutto il resto sono solo equilibri di poteri tra piccole quote di democrazia in cambio di potere delle oligarchie a cominciare dalla America che non avendo storia pretende di dare lezioni di "libertà" e "democrazia" al mondo intero e quando non capisci bene la lezione è pronta a fa volare i caccia e bombardarti finché non capisci bene ma per bene cosa significhi "libertà" e democrazia". La "democrazia è una cosa troppo seria perché gli italiani capiscano di poterla esercitare, a loro basta un po' di pallone, un po' di sanremo, e preoccuparsi dei cagnolini maltrattati di striscia la notizia.  Mancando una alimentazione dello spirito umano, della cultura della comunità e del sociale, in modo permanente (hanno pure tolto educazione civica a scuola), succede che, poi quando si riparla (ogni 50 anni circa) di sovranità scopriamo che troviamo vuoto questo termine e sorge la necessità di spiegarlo capirlo, cosa è? come si esercita? di chi è? a cosa serve? come si traduce? ecc Normale che se non si "guida" l'auto per diverso tempo si finisce per non sapere più guidare a non sapere a cosa serve la patente e cosi via. Sullo spezzatino della sovranità mi sono già pronunciato diverse volte, certamente l'ermeneutica gioca diverse declinazioni della sovranità, ma in un momento di "over load" di informazione bisogna tenere duro nel percorrere in senso inverso la corrente e tentare di fare sintesi, spogliarsi anche di una certa speculazione intellettuale che tutto vuole spiegato fino all'ultima virgola e tentare di capire in maniera spoglia e spartana che sovranità significa non avere nessuno sopra la nostra testa che decide per noi. Senza tentare di aggiungere milioni di parole, ma tentare anche di lasciarci andare un po' dall'istinto primordiale di propria sopravvivenza, e comprendere che ogni qual volta subbiamo un torto prima di tutto hanno stuprato la "sovranità umana". L'uomo prima di tutto deve ritornare ad essere padrone della sua vita, del suo tempo, delle sue decisioni del suo spirito, del suo presente, del suo futuro. Quanto di tutto questo è realmente nel "potere" del singolo e quanto è determinato dal contesto? Se la macchina della politica e della "res pubblica" non la si guida (controlla) da anni per incuria, pigrizia  e facile delega, non si può pretende di colpo di capire cosa significa codice della strada e pensare di dare lezioni a chi scientificamente ha insediato un apparto  normativo italiano ed europeo (e anche internazionale)   fatto proprio per infischiarsene della democrazia e fare dei coriandoli della sovranità dei popoli. La strada è lunga e comincia da riprendere coscienza della nostra dignità e del valore della nostra vita, continuiamo a sprecare tempo che è il più grande valore che ci ha concesso madre terra. Dopo si passa alla consapevolezza del valore comunitario, l'uomo è un animale sociale se cosi non fosse non avrebbe senso la capacità degli uomini di parlare e relazionarsi allora si che Dio sarebbe stato folle nella creazione di un uomo di cosi grande capacità per poi distruggersi a vicenda. La determinazione di: storia, territorio, cultura, tradizione, energia, risorse, capacità, e del popolo ne realizza una Nazione. Lo ripeto "Nazione" termine troppo distrutto da una certa cultura disfattista che continua a sostituirlo con "Paese" con il risultato di un territorio di nessuno in cui tutti governano tranne chi ci abita. In fine le comunità hanno necessità di essere governate, non certamente da un sorteggio o da una folle ed utopistica rotazione, ma da una vera elezione dei migliori, posti  sotto monitoraggio continuo delle comunità e del popolo. Oggi la selezione purtroppo è dei peggiori, i competenti devono scappare o adeguarsi non hanno alternative.  In tutto questo purtroppo c'è lo svuotamento delle società giuridiche della componente umana (Auriti) che con il fatto di essere terza parte de-responsabilizza che le gestisce, ma basterebbe cambiare le leggi che dovrebbero essere fatte da uomini che sappiano cosa sia la "sovranità del popolo" ed invece è stato fatto l'esatto contrario, per cui si entra in un loop perverso da cui sembra non poter uscire, se poi ci mettiamo che la magistratura, in ritardo, disattenta, disarmata, distratta, pigra, ceca e a tratti "anche giusta" fa quel che può, siamo veramante in mano a Dio che però come sempre in questi casi preferisce non essere coinvolto.     Giuseppe Turrisi


IPOTECA DELLA MENTE


I MEDIA GUARDIANI DELLA VERITÀ'
LA MANIPOLAZIONE MEDIATICA PER L'INGEGNERIA DEL CONSENSO
 DE-PROGRAMMAZIONE
(chiedo scusa per la ri-pubblicazione di questo post ma la vecchia pagina era stata attaccata da un Hacker almeno cosi ha detto google ed è stata cancellata)
           
(articolo in evoluzione)              

Premessa
Spesso veniamo attratti dalla scienza del controllo mentale con tutte le sue variabili solo nell'aspetto più spettacolare che è quello realizzato con la forza o sotto le dittature, quando invece c'è un controllo mentale plateale e globale in sordina e continuo di cui non ci accorgiamo e di cui siamo costantemente vittime, un controllo mentale che ci vizia, ci programma, ci da le chiavi di lettura e sopratutto ci prepara a servire il "sistema" cosi come esso ci vuole. Tale controllo è sempre esistito dal capo tribù che esercitava il suo carisma sulla sua piccola comunità, fino al padre di famiglia con la sua autorità. Ogni organizzazione ha i suoi sistemi di controllo e "formazione" dei suoi componenti, il problema nasce da quanto questa formazione sia imposta o subita e quali sono gli obbiettivi che questa si prefigge. Il controllo mentale come tecnica e poi come scienza ha diversi punti di partenza che vanno dall'oratoria ellenica (retorica) fino al neuromarketing passando per il plagio della propaganda per le masse di Le Bon fin alla "socialengineering". Qui trattiamo solo la parte relativa alla plagio e alla programmazione gabbandole che subbiamo tutti senza accorgercene, e che sembra non avere elementi "coercitivi" e di forza come invece sono quelli del MONARC o l' MK-ULTRA . 

(Reiterazione per l'imprinting)
1) Ripetere la notizia  in maniera ossessiva in ogni spazio e con ogni mezzo (esiste l'orco con 32 zanne) più volte si ripete una notizia, anche falsa, più la mente ci si abituerà e non la filtrerà razionalmente, anzi dopo un certo periodo verrà ritenuta familiare. Una campagna pubblicitaria (idea politica o prodotto non cambia) per essere realmente efficace deve prevedere un piano su diversi canali anche con forme di "crossmedialità" e multimedialità ma sopratutto un determinato periodo sufficientemente lungo. (esposizione- massiva)



(Meta messaggio per l'inconscio)
2) Costruire altre notizie in cui la notizia falsa passi come "meta messaggio" esempio  (sono stati straziati 10 bambini dall'orco con 32 zanne) L'attenzione non sarà più sull'orco a 32 zanne, che non esiste, ma sul fatto che l'orco a 32 zanne ha ucciso 10 bambini. (tecnica da usarsi insieme allo stimolo emozionale).
Nei meta-messaggi la razionalità è presente ed attenta solo ad alcune cose di un quadro visivo. La stessa lettura avviene per immagini, la codifica si processa nel cervello sulle istantanee che i nostri occhi effettuano. La dimostrazione è consolidata anche da uno studio che fa vedere come in uno scritto anche se le lettere sono messe in disordine il cervello riesce lo stesso a dare il significato giusto. Immaginate in un quadro visivo quanti elementi ci sono di cui non non abbiamo un consapevolezza razionale ma ne percepiamo comunque il messaggio emozionale. La pubblicità spesso gioca su questo, fatte attenzione ai dettagli, ai colori, ai fuochi, alle cose che sembrano contorno.

(Intelligenza - stimolo-emozionale)
3) L'uso di immagini, figure, scenari a carattere fortemente emotivo, (bambini che piangono, donne, sesso, guerra, anziani, ecc). C'è un meccanismo mentale automatico (salvo i psicopatici) che fa innescare subito l'abbassamento delle difese (Tra cui anche la diffidenza razionale) e ti fa subito agire d'abitudine. Ad ogni stimolo c'è una risposta e la tecnica è quella di spostare l'impulso di partenza sull'oggetto associato. (esempio)  Grande SUV con una bella donna a fianco un po' svestita - si sollecita la forza sessuale che potrà essere soddisfatta solo se acquisti quel SUV. L'abitudine è un protocollo acquisito (un programma) che spesso parte su stimolo emozionale, esso è stato razionalizzato a suo tempo, ma dopo parte in maniera assolutamente automatica, da qui l'intelligenza emozionale.


(Confondere e sovrapporre l'autorità con la verità)
4) Far dire  la notizia ad una persona autorevole al fine di rafforzarne la veridicità
L'uso dei gatekeeper  (link) siano essi personaggi televisivi, cantanti, politici, studiosi, giornalisti, ecc non cambia è fondamentale che realizzino la funzione del "Testimonial" (lo ha detto lui è certamente vero)

(Capro espiatorio)

5) Individuare un colpevole ed un nemico al fine di definire accusatore (buono) ed colpevole (cattivo) al fine di immedesimarsi nella dicotomia buono cattivo, solitamente si cerca un piccolo cattivo per nascondere il grande cattivo. La tecnica serve anche per chiudere un caso, o calmierare l'opinione pubblica. La paura di un colpevole in giro (libero)  si risolve (psicologicamente) con il "capro espiatorio", che riassume su di se tutte le colpe.


(Over-load di informazione)
6) Distrazione industriale,  film, telefilm, industria dell'intrattenimento, al fine di saturare il tempo tecnico di attenzione della naturale stanchezza umana. Quando poi serve stare attenti per le cose serie non si ha più voglia tempo ed attenzione. Dare molte informazioni senza chiavi di lettura e di riflessione. L'information over-load in italiano è anche conosciuta come fenomeno  di: "eccesso di informazione nessuna informazione".


(Saturazione temporale - dell'attenzione)

7) Occupare il più possibile il tempo per non attivare la riflessione e la consapevolezza. Maggior lavoro, intrattenimenti vari, ecc. Il nostro intelletto ha un supporto fisico e biologico quindi materiale, tutta la materia è soggetta a "fatica", ossia si stanca e va in saturazione, ciò avviene anche per le capacità intellettive come la ragione. Se l'obbiettivo è quello di spegnere la ragione che attua delle "resistenze" basta affaticarla e questa dopo un certo periodo si spegne da sola per autodifesa e sopravvivenza, ma l'inconscio e l'intelligenza emozionale rimangono attive ed è su quelle che la manipolazione agisce.  (in collegamento con l'over-load information e l'occupazione)

(Ingegneria mentale - linguaggio- opinione)
8) Unificare e impoverire sia il livello culturale che la qualità del linguaggio. Io ti insegno una qualità di comunicazione che poi tu comprenderai. Utile per produrre  la uguaglianza industriale, sia per trasformare l'uomo in un oggetto intercambiabile in funzione del sistema. La manipolazione mentale che viene dal contesto e sopratutto dal controllo della comunicazione. Distruzione sistematica della istruzione, dei programmi di formazione, rendendo sempre più difficile l'accesso alla conoscenza in genere, dalla scuola alle biblioteche alla cultura in genere. Non dare mai strumenti di conoscenza e di consapevolezza, solo la ripetizione di un messaggio imparato a memoria (l'ha detto Vespa, l'ha detto Obama,lo hanno detto alla televisione). Distruzione di ogni minimo senso critico ed analitico e sopratutto di andare a verificare la notizia (vera per definizione).

(Destrutturazione psicologica dell'identità)
9) Indurre con ogni mezzo la sensazione di solitudine, per distruggere la programmazione dell'animale sociale, al fine di far aumentare la paura, l'insicurezza, le fobie, la depressione, le malattie inventate, ecc. Su questo argomento basti fare riferimento al romanzo di Giorgio Orwel 1984.

(Destrutturazione della rete civile)
10) Distruggere ogni tipo di riferimento sia culturale che istituzionale, demolizione delle ideologie, demolizione delle istituzioni religiose, demolizioni delle istituzioni sociali, demolizione delle istituzioni amministrative (sanità, scuole, comuni, enti vari).  Serve per far perdere ogni riferimento reale e sostanziale. Solitamente l'attuazione di un regime monetario privato ed il neoliberismo portano alla scomparsa dello stato che tra le altre cose serve a rendere servizi sociali al popolo.

(Ingegneria della notizia- propaganda)
11) "Mistificazione positiva" delle notizie per dare "veridicità" ad una notizia "falsa" basta inserirla in mezzo a ad altre notizie "notoriamente" vere ma inutilmente espresse se non con la funzione di rendere vera quella falsa.   esempio :  a) il papa ha detto l'angelus a cartel Gandolfo alle ore 1200 ,  b) come ogni anno tutti vanno in vacanza il 15 agosto con molte partenze,  c) é stato trovato l'orco con 32 zanne mentre stritolava una vecchietta indifesa,  d) Ancora acqua alta a Venezia problemi per i negozianti.
La "Mistificazione negativa" della notizia per cercare di "non renderla vera" ossia basta inserire la notizia vera da "demonizzare" in un contesto ridicolo (striscia, iene  funzionali a creare una chiave di lettura) ossia metterla insieme ad altre notizie bufale. 

 (Stimolo della reazione animale)
12) Indurre la rissosità e l'aggressività a livello emozionale (amici, ragazzi e ragazze, ecc, telefilm, polizieschi ecc) Tutto questo serve sempre ad utilizzare il meno possibile la ragione e sempre di più le "reazioni abitudinarie" (non istintuali), molte "reazioni abitudinarie" le impariamo per emulazione, ossia imitiamo i nostri simili. Le risse in televisione ci condizionano fino al punto che le consideriamo normali, ci abituano all'idea di fare rissa. Facciamo quello che vediamo fare e ci auto-programmiamo, ma quello che vediamo fare è utile per noi oppure il sistema ci sta proponendo un modello da imitare per il suo interesse. vediamo l'imbecille con il SUV anche noi vogliamo il SUV, ecc. L'uomo è una macchina programmabile al 100% sia biologicamente, sia spiritualmente sia razionalmente, la consapevolezza e la conoscenza sta proprio nel fatto di sapere di essere programmabili e sapere quale programma abbiamo installato e quale programma possiamo auto- installarci.

(Stimolo alla frenesia  psicopatologia compulsiva)
13) Indurre l'urgenza. Uno delle reazioni abitudinarie che si attivano nella mente al momento dell'urgenza e proprio quella di spegnere la ragione e quindi la capacità analitica, e di trovare risposte già preconfezionate (nei cassettini del nostro cervello) che spesso non sono mai concetti razionali ma azioni immediate ed emozionali. la pubblicità usa sempre le offerte a scadenza  "lo offro a 2 euro ma solo entro!!!!!" questo perché l'attenzione viene spostata sul'ipotetico vantaggio che sulla analisi reale della reale offerta che spesso è un fine produzione oppure una rimanenza da smaltire. Con l'urgenza si spegna la capacità analitica e si accende la parte compulsiva emozionale di rispondere ad un bisogno che spesso non è quello reale. L'uomo ha magari realmente un bisogno (comprensione, affetto, serenità, amore, stima, autodeterminazione ecc) è per un meccanismo psicologico di sopravvivenza ma anche di "programmazione" cerca di colmare quel bisogno (spirituale) con il bisogno di una azione concreta che si traduce in una compera spesso inutile. La macchina umana sotto pressione psicologica ma sopratutto temporale automaticamente disattiva il ruolo della ragione ed agisce solo d'abitudine. L'urgenza ha a che fare con il tempo che è una determinate condizione della nostra vita, un parametro fondamentale dell'esistere, le offerte di marketing (politiche = "ora o mai più", "adesso e il tempo di decidere", oppure di vendita = "l'offerta scade il xxxx, "ci sono solo 100 pezzi", "ma dovete affrettarvi perché solo fino alle fine del mese" ecc) usano questa condizione proprio perché nell'urgenza del tempo si abbassa e spesso si annulla la critica razionale dell'azione e si utilizza solo l'abitudine.

(Tecniche di PNL e di Vendita - Marketing e Neuro-markenting)
14) La creazione del bisogno e la confusione dell'essere con l'avere. Tutto il marketing viaggia su questo, spinto da un mercato folle che deve fare solo profitto, si arriva a vendere il famoso condizionatore agli eschimesi. C'è tutta la tecnica della PNL (di cui parleremo un'altra volta) che tende proprio ad innestare, nel "territorio" (area culturale, sociale, ideologia, emozionale) personale del cliente (vittima) il bisogno finto (avere) sul bisogno vero (essere) per vendere prodotti inutile per la sua autorealizzazione accumulando prodotti a scadenza (sostanzialmente immondizia)

(Tecnica del Mirror o specchio di anticipo)
15) Creare nel teatro della ripresentazione una finta opposizione (controllata ed addomesticata) che ogni tanto fa delle esternazioni contro il sistema, ma quasi sempre senza sostanza e soprattutto   senza continuità. Il popolo deve" credere" che ci sia una "reale" controparte che faccia opposizione e che dica cose diverse. la verità non ha niente a che vere con la realtà, la verità è semplicemente quello che la maggioranza "crede che sia vero". Per questo motivo è necessaria l'ingegneria del consenso, non importa che Gheddafi sia cattivo veramente, ma solo che la gente creda che sia tale, al fine di avere il consenso delle masse, ma questo consenso è realizzato proprio manipolando l'opinione. Uno dei migliori modi di rafforzare un verità piuttosto che un altra è proprio quella di crearne una opposta dallo stesso sistema.  Un verità opposta non controllata sarebbe lo sconquasso del sistema.

(Arruolamento "intellettuale" dei giovani)
16) Alcuni archetipi e strutture mentali nella formazione della Psiche avvengono in età preadolescenziale. Per cui il primo obbiettivo  non è tanto vendere un prodotto o un idea, ma fidelizzarsi (programmare) un individuo il prima possibile per averlo cliente (schiavo fedele) per tutta la vita. In fatti non importa quale prodotto venderò al mio "adepto" è importante che lui veda solo me nel momento che avrà un bisogno (finto o vero non importa). La prima fase infatti è il "Brand-washing" ossia il lavaggio del cervello (brainwashing) di un Brand (non importa se multinazionale, partito, idea, casa automobilistica, sindacato ecc). Con la reiterazione imponente ed insistente deve risultare famigliare quel "Brand". Un bambino conquistato prima dei 15 anni è cliente (programmato per tutta la vita). Non solo la conquista dei bambini/teenager è una doppia conquista in quanto il loro convincimento farà leva più facilmente sui genitori, per diverse ragioni tra cui quello di colmare l'incapacità di essere veri genitori con il riempimento di cose materiali e la soddisfazione di qualunque "richiesta" al fine di coprire il "bisogno" di sentirsi padre/madre realizzato. La natura poi sempre più debole della "famiglia" come istituzione e protezione della prole fa il resto (divorzi, liti, poco tempo, orari di lavoro assurdi, materialismo, bassa cultura, consumismo, ecc).

(Mistificazione pro-attiva)
17) La Mistificazione pro-attiva è quella che in passato veniva usata come propaganda in tempi di guerra oggi invece è più sofisticata e si usa sopratutto in tempi di "pace", per operazione di peacekeeping , per creare opinione su un evento ancora non avvenuto, e fare in modo che questo avvenga, caricando psicologicamente le folle. Un esempio lampante è stata la false flag della presa della città principale di tripoli in Libia, la notizia girata in tutt'altra piazza e tutt'altra gente è servita a: dare più coraggio ai rivoltosi, scoraggiare i militari del governo, immedesimazione della opinione internazionale con i vincitori.

(Neuromarketing)
18) La condizione per la modellazione della mente. La neuroplasticità del cervello tende a modellare le funzioni del cervello per quello che servono, più ti tratto da schiavo più svilupperai le funzioni di schiavo, più usi la capacità di analisi più sarai analitico, più vedi la tv più vorrai vederla, il cervello si modella all'assorbimetro più tosto che all'immaginazione e allo sviluppo. Si tratta di una vera e propria "ipnosi di massa".

(Clima di guerra)
19) Mantenere un clima di incertezza con la induzione della necessità di "democrazia", il clima di guerra induce una condizione psicologia di depressione e di incertezza. Le masse, ma sostanzialmente la psicologia dell'individuo sotto pressione della paura della guerra (per guerra si deve intendere anche terrorismo e minacce pseudo fondamentaliste) risultano deboli e facilmente manipolabili. Il oltre la guerra vera è propria serve al controllo diretto, delle nascite, delle ricchezze, del territorio, delle risorse naturali di un territorio. La guerra ad un paese serve di monito agli altri paesi. Punirne uno per educarne cento. Le tecniche di plagio possono essere a carattere individuale ma sopratutto a carattere sociale in un gruppo o una intera nazione.

(Influencer marketing)
20) Si tratta di una figura molto evoluta a metà tra il testimonial e il gatekeeper, solitamente vi parlerà sempre di altro, o di argomenti che non hanno nulla a che fare (apparentemente) con quello che poi sostanzialmente vende. Spessa ansi mentre vi parla d'altro applica la controreazione vi dice non comprate questa cosa (suscitando  di fatto la curiosità). Di fatto questi personaggi non sono venditori di brand ma creatori di opinione su un modo di essere di comprare di comportarsi. Generano una cultura di opinione. La tecnica sta proprio nell'essere rispettati in una attività che svolge, o di avere un discreto seguito, e ne mettere in parallelo l'idea, il brand o l'abitudine (cultura) che si vuole influenzare (influencer). (Se lo fa lui, allora lo faccio anche io) Ricordiamoci che un programma biologico che abbiamo dentro è quello di copiare, emulare, fare cose uguali solo perché le vediamo fare, a prescindere se siamo razionali o meno, ma solo perché abbiamo visto che possono aver recato un beneficio. Gli influencer sono personaggi creati essenzialmente da quando esiste internet ed il mercato digitale, ogni influencer dovrebbe avere dei follower (fedeli seguitori), naturalmente queste figure sono state schematizzate solo per una classificazione razionale,di fatto è molto difficile che questo avvenga in una sola sessione, ma è molto più facile che avvenga in gruppi organizzati che si vedono con una certa frequenza, dove potrebbero nascere anche fenomeni di plagio e condizionamento.

(Il finto bersaglio)
21) Spesso nella comunicazione e nella propaganda è necessario occultare una notizia se non la si può mistificare, in quel caso è necessario "creare un diversivo" pesante e continuo al fine di far concentrare l'attenzione su quello per distoglierlo dalla notizia vera. La distrazione di fondo è creata dalle trasmissioni scandenti di intrattenimento, qualche volta queste non bastano ed allora è necessario generare un diversivo pesante per raccogliere l'attenzione dei più "disattenti". Questo meccanismo spesso è legato a quello del "capro espiatorio".

(Pressione psicologica e stress)
22) Ci sono poi gli aspetti di pressione psicologica esercitati in diverse forme come: il senso di colpa, la vergogna, la paura, la solitudine, l'impotenza, la distruzione dell'io e della consapevolezza, al fine di distruggere le strutture mentali che reggono la razionalità. Basti pensare al romanzo di Giorgio Orwel 1984.

(Fake persuaders - marketing virale)
23) Con l'avanzare della tecnologia e soprattutto di internet e dei social network spesso sono presenti degli utenti "sospetti" che in maniera "disinteressata" cercano di proporre un argomento, un idea, un prodotto, come fosse un semplice "passa parola". Questa è una tecnica evoluta del passa parola chiamato anche  metodo Biving.  Vedi anche "lobbying internet".

(Omologazione - conformismo - confronto scontro) (ASH EXPERIMENT)
24) L'uomo è un animale sociale e tende per sua natura psicologica ad immedesimarsi ad emulare, copiare ripetere i comportamenti a prescindere se siano giusti o meno, razionali o meno, per la semplice ragione di essere accettati dal gruppo ci auto-modifichiamo, ci rendiamo uguali (oltre all'ingegneria dell'uguaglianza industriale) proprio per omogeneizzarsi ed "appartenere", nell'appartenenza c'è come un senso di protezione, allo stesso modo chi invece risulta in contrasto "non si fa programmare" diviene il capro espiatorio e va allo scontro. Per questo motivo basta avere dei gruppi o persone pilota (vip, testimonial, gatekeeper, fake persuader) non serve plagiarli tutti. Infatti chi solitamente è un follower (cultura inferiore) è destinato a auto-influensarsi da solo e auto-programarsi da solo. In questo gli esperimenti del prof. Ash  sono altamente dimostrativi. Il senso di appartenenza per quello che si fa insieme non per quello che si è ma per i "riti" che si fanno insieme al gruppo per sentirsi accettati e si è accettati solo se tutti esercitano quel rito. Il "rito" può essere una moda, un marchio, un modo di parlare, cose da acquistare che in ogni caso determinano un comportamento omologato ma riconoscibile come "gruppo". Il gruppo giustifica l'annullamento della diversità individuale per una individualità collettiva replicata dalle diverse individualità livellate ade essere inesorabilmente tutti uguali,

(Senso del debito)
25) La natura psicologia della mente e della coscienza oltre a fare i conti con il senso della vergogna e del peccato (due grandi armi di oppressione) deve fare i conti con la risposta all'offerta gratuita. Spesso l'offerta del gadget, del viaggio, di un qualche cosa associata che viene percepita come "regalo" è l'esca per la risposta. Infatti con l'intento di "sdebitarsi" poi si finisce per pagare e anche oltre. Per esempio i lavavetri questa tecnica l'hanno assimilata perfettamente anche se si gesticola ferocemente dicendo non non lo voglio lavato loro insistono e spesso ottengono la moneta. Naturalmente c'è l'eccezione (il tirchio nato ma sopratutto lo psicotico, ossia quello senza emozioni) che nonostante abbia lavato il vetro, e ti dovrebbe far venire il senso di colpa, non si smuove di un millimetro.


(Effetto Milgram)
26) Si tratta di un fenomeno psicologico che colpisce soprattutto chi viene incaricato di esercitare una certa autorità. Spesso l'ordine impartito (programmazione) elude ogni principio morale ed etico. La dimostrazione che gli esseri umani (alcuni) sono macchine programmabili a piacimento e possono essere "usate" per eseguire un ordine che escluda la funzione razionale e soprattutto la funzione emozionale rimanendo operativa solo l'istruzione da eseguire. Paradossalmente i più plagiati e programmati in un sistema sono proprio i "capetti" (vip, testimonial, gatekeeper, fake persuader) i quali non devono fallire nella loro missione di mera "esecuzione", dell'ordine impartito dal sistema.


(Ipnosi collettiva e di massa)
27)  Ipnosi collettiva  Ipnosi di Massa, Sono dei fenomeni che avvengono sostanzialmente per emulazione l'uomo è un animale sociale adattabile. L'adattabilità è una funzione umana di adeguarsi al sistema e/o contesto con il minimo sforzo, ossia senza opporre resistenza;  si imita piuttosto che comprendere e capire, per quanto possiamo odiare questa triste verità la maggior parte della popolazione si limita ad eseguire ordini e programmi che ha ricevuto dal suo contesto, familiare, religioso, sociale, formativo, lavorativo, ecc. Non penserà e farà nulla che lo estranei da ciò che lo rende simili agli altri, quindi il "conformismo" gli suggerirà di pensare le stesse cose che pensano gli altri pena l'esclusione dalla socialità e l'espulsione dal sistema.

(La creazione delle convinzioni)
28) Le convinzioni per convenzione. Si sa che la verità non dipende dal realmente accaduto ma solamente quante persone che rappresentano una maggioranza in una collettività credano che una cosa sia vera, a prescindere della realtà. Gli opinion maker servono proprio a creare idee (verità fatte a tavolino) da essere programmate nei cervelli delle persone. La natura umana ha la necessità di avere convinzioni a cui aggrapparsi per non essere smarrita nell'ignoto. Le convinzioni servono a dare dei riferitemi e dei punti fermi al modo poi di comportarsi e di decidere. Più queste convinzioni sono programmate da un agente esterno (marketing, stato, multinazionali, partiti, religioni) più sara facile  far fare quello che si vuole alla massa.

(L'adattabilità umana)
29) L'adattabilità umana è un processo insito nella psicologia e nella biologia dell'uomo è ha lo stesso potenziale di quello di modificare l'ambiente alle proprie esigenze. L'uomo cambia il suo Habitat e la sua cultura ma allo stesso tempo si fa condizionare e si adatta alle circostanze. L'esempio più lampante è l'adattamento al clima, ma quello più contagioso a cui non si da minimamente importanza ed invece è preponderante è quello culturale. Se una comunità crede in certe idee queste diventano i paletti per gli ospiti. Un esempio di adattabilità culturale è dato dall'immigrazione che deve accettare le nostre leggi e consuetudini, noi le imponiamo in quanto stato ospitante. La stessa cosa avviene con la colonizzazione delle idee neoliberiste d'oltre oceano a cui ci siamo già adattati in quanto imposte con il sistema debito e con la globalizzazione.

(L'insoddisfazione e l'obsolescenza programmata)
30) Nella natura umana c'è la ricerca del proprio benessere e della propria soddisfazione, solitamente le risorse materiali appagano i bisogni primari e sono di ausilio al benessere anche spirituale (l'uomo come unità psicofisica) rispondendo ai bisogni primari anche lo spirito ne ha benessere. Ma se si induce una costante insoddisfazione al benessere materiale raggiunto si innesca una perversa ricerca del benessere che diventa una vera e propria droga (spesa compulsiva) ma che lacera anche la parte più profonda e spirituale dell'anima. Una mancanza materiale diventa un vuoto anche spirituale che però non si riesce mai a coprire. Per cui la pubblicità sopratutto, induce ad avere l'ultimo modello, oppure ad averne due piuttosto che uno, tre e meglio, se di tutti i colori ancora meglio. Non solo la pubblicità invoca una corsa alla soddisfazione correndo dietro i prodotti, ma ne determina subito il "fuori moda" coadiuvata dalla "obsolescenza programmata" che è una precisa scelta progettuale di ingegneria del guasto, il che significa che un prodotto non è fatto per durare in eterno ma per rompersi ad una data prefissata dopo un preciso tempo predeterminato. Sono meccanismi psicologici puramente emozionali molto più veloci della razionalità che fatica a seguire questi comportamenti. Spesso dopo le compere c'è il cosiddetto pianto del coccodrillo proprio perché l'impulso di comprare è più forte e sopratutto più veloce della ragione che deve attivarsi.

(Marker somatici- emozionali) (marcatori somatici - emozionali)
31) Questa è una tecnica basata sulle funzioni della nostra mente. Noi crediamo che la mente abbia certe funzioni e crediamo pure che queste siamo attive ventiquattro ore su ventiquattro, naturalmente niente di più falso. L'istruzione diretta che riceviamo è indirizzata alla sola parte razionale e solo ai primi livelli di razionalità. Tutto il resto che c'è e funziona senza la nostra consapevolezza, che rientra nelle abitudini e nella sfera emozionale, viene utilizzato dai pubblicitari, dagli spin doctor, dai manipolatori di notizie, dalla ingegneria del consenso proprio per ottenere il loro obbiettivi. Il gioco è semplice ricercare quelle associazioni che mentali prese anche dal dominio della storia, della cronaca, della scienza ed associarla al prodotto (materiale-ideale) per riportare alla mente non tanto la razionalità è la logica ma quel segno-marker di esperienza positiva di benessere al fine di far scattare l'abitudine meccanica di comprare o scegliere quella cosa proposta per riprodurre la stessa emozione. Facciamo alcuni esempi per l'acqua  c'è sempre una montagna, per un prodotto dolciario o simili c'è sempre una mamma, oppure un luogo santo per un olio e cosi via.

Giuseppe Turrisi









BIBLIOGRAFIA - Fonti ed approfondimenti
HOWARD GARDNER MANIPOLAZIONE (ARTICOLO)
La propaganda nella storia. Strategie di potere dall'antichità ai nostri giorni MASSIMO CHIAIS

siti
http://www.disinformazione.it/ipnosidimassa.htm
http://scan.oxfordjournals.org/
http://marketingpsychology.wordpress.com/tag/associazioni-mentali/
http://www.lacomunicazioneefficace.eu/blog/
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