venerdì 3 agosto 2012

SE IL LIBERISMO PORTA ALL'INFLAZIONE


Leggo sempre i suoi messaggi sull'euro. Mi consenta una osservazione. All'epoca della lira, io presi un mutuo in ECU. Dopo solo un semestre il valore dell'ECU aumento' di oltre il 30% e di conseguenza le mie rate aumentarono, in lire, della stessa percentuale. Mi consenta di ricordarLe  le famose inflazioni a due cifre, l'imposta sui depositi bancari, ecc.ecc. Lei ha scritto che tutto e' fondato sulla fede; ha ragione, ognuno ha la sua FEDE.  Mi permetta di evidenziarLe che la sterlina, fuori dell'EURO, a me non sembra che goda di migliore vita; lo stesso puo' dirsi del dollaro il cui rapporto con l'EURO alcuni anni fa era arrivato a 1,500. La storia dell'EURO la conosciamo; quella eventuale della lira in questi ultimi  12 anni la ipotizziamo soltanto
M. S.

Certamente vero ciò che afferma, in economia non esiste un "sistema perfetto", ma solo teorie applicabili, che i vari economisti facendo pressione sui politici servi sperimentano sulla pelle delle persone , Una democrazia  più o meno sana (se la vogliamo chiamare cosi)  sulla carta, potrebbe essere  quella che il popolo (informato e formato) sui vari sistemi economici e sopratutto di emissione monetaria (ricordiamoci che non esiste politica economica che tenga se a monte non c'è anche una politica monetaria)  conosciuti i rischi delle varie teorie (capitalismo, socialismo, neoliberismo, liberalsocialismo, ecc) decide in maniera sovrana quali rischi correre. Invece lei, io (l'europa) si trova a rispondere di rischi di un contratto  (l'euro-sistema) che lei, io (gli euro-schiavi)  sostanzialmente non ha mai firmato, ma cosa più grave, di cui non ci hanno messo a conoscenza dei rischi di cui invece stiamo pagando i danni. Ecco, anche, perché gran parte del debito generato è illegittimo, oltre che fasullo.
Il popolo dovrebbe scegliere in maniera sovrana il sistema che più gradisce dopo essere informato dei rischi che ogni sistema si porta dietro e che quindi è disposto a caricarsi.
La moneta debito ha come rischio quello che stiamo vedendo (tagli, aumento di tasse, debito alle stelle, chiusura di aziende, suicidi, banche che comandano a casa nostra, sequestro di case, esproprio di aziende, equitalia, aumento della vita, taglio delle pensioni ecc ecc ecc ecc)
La moneta credito quali rischi ha? (inflazione, aumento di prezzi, e sinceramente subito dopo mi vengono solo cose positive!!!!)
In oltre l'inflazione se si vuole è controllabile quasi totalmente, con il controllo dei prezzi, con tasse mirate non a pagare i banchieri ma semplicemente a togliere il troppo denaro dal mercato...
Poi c'è la soluzione del denaro a scadenza di cui ho già scritto e questa sarebbe la soluzione a tutte le inflazioni immaginabili perché il denaro deperirebbe come tutte le cose al mondo.
L'ECU fu la moneta virtuale pre-euro ed in effetti fu una truffa colossale, o meglio (mi spiace per lei, ma dovrebbero andare in galera tutti i promotori finanziari che fecero fare i mutui in ECU)  fu il prototipo della moneta euro per capire come indicizzarlo  nel serpente monetario, le oscillazioni dipendevano dalle mestruazioni del mercato (niente di scientifico ma solo di mosse speculative)
La sterlina la subiscono gli inglesi, o meglio pagano le fluttuazioni le imprese inglesi, il secondo proprietario della BCE è proprio la banca centrale della Gran Bretagna ci sarà un motivo per cui la Gran Bretagna non usa l'euro?, 
Certo anche il popolo inglese subisce il neoliberismo, dalla Tacher in poi ma non come lo subbiamo noi.
La banca inglese sebbene privata è in qualche modo controllata dalla camera dei Lord come la FED in qualche modo è controllata dal congresso (ultimamente proprio per non subire attacchi speculativi ha tolto il limite al debito americano, ossia la FED emetterà ILLIMITATAMENTE (ed allora perché non torniamo di nuovo al fenomeno inflattivo? a questo punto rimaniamo nel sistema inflattivo direttamente senza passare per l'esproprio del liberismo.
Giuseppe Turrisi 






la terra è l'inferno... dove l'infinito soffoca nell'errore del tempo....



Ognuno è affezionato alle proprie favole, e superata una certa eta si fa fatica ad ascoltarne di nuove, al punto
di finire per credere che la proprie favole siano la verità, proprio per questo chi fa ricerca
mette in dubbio anche le cose che crede di conoscere alla perfezione, 
Se poi non trova niente cambia anche metodo e strumenti,  diversamente ci si può rifugiare sempre nelle favole dell'infanzia ridicolizzando
la ricerca altrui poiché le proprie favole sono territorio mio e solo mio e nessuno si può permettere di mettere in discussione un favola.

(omissis)


Il tuo altrove si fonda sulla concezione dello spazio che è un errore del tempo, l'infinito  rappresentato dal limite delle mente umana prevede una comprensione che non può essere reale e tanto meno tangibile. una rappresentazione dell'infinito fatta con strumenti limitati è un ossimoro ed una contraddizione in termini, l'infinito non ha ne prima ne dopo, quindi non ha tempo e ancor meno spazio che è un errore del tempo.
Anche il Dio possiamo essere noi nel momento in cui comprendiamo di essere tutto, e non altro, in contrapposizione. L'infinito si auto-perfeziona a furia di prove temporali. La concezione della giustizia che ci fa misurare è una distorsione temporale che ci impone regole per quello scorcio di tempo che ci è concesso vivere, la vita è mono uso, non ci sono seconde possibilità, o per lo meno non e dato conoscerle alla tua piccola mente temporale.
Non c'è per la natura giusto o sbaglia, bravo o cattivo, bello o buono, sono solo architetture di una finestra intellettuale costruita da una piccola mente che pretende di dare regole universali, mentre queste valgono si è no per 300/400 anni di fronte a miliardi di anni che sono lo studio dell'infinito.
una vita, 10 vite cento vite hanno lo stesso valore per la natura cosi come un secondo (in cui si può perdere la vita) vale tutta la vita stessa.
Siamo noi che pretendiamo di voler spiegare l'universo con miserabili regole lineari (causa effetto) quando  anche la teoria del caos e della complessità risulta insignificante.  "Luca 13:4 O quei diciotto sui quali cadde la torre in Siloe e li uccise, pensate che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme?" Nel voler dare valore al messaggio evangelico (e lo ha a prescindere che sia rivelato o meno ma per il semplice fatto che una comunità lo condivide è lo accetta facendosi comunione di DIO), lasciando Biglino da parte ci sono dei passi sconvolgenti, come quello appena citato che ci dovrebbero far capire, che le emozioni umane se passano per il filtro della ragione (misera) sono le più grandi cause di malintesi, incomprensioni, guerre, limitazioni. Oggi è lo spazio, tutto il resto è tempo che è un inganno della mente che ti proietta ricordi (passato) e proiezioni (futuro) ma sempre al presente. L'inferno è proprio in questo limite di condizione, per cui ci ricordiamo e ci aspettiamo solo ciò che facciamo.

(omissis)


Eccezionale disquisizione, se cerchi la logica nelle mie risposte è molto probabile che non la trovi, ansi se la trovi comincio a preoccuparmi,  per cui è giusto che tu deduca che io vada in contraddizione, ma ciò è la dimostrazione del limite della logica applicata alla natura che porta con se il germe dell'errore (come del resto hai osservato). L'errore è insito in ogni cosa, nella rappresentazione, nella percezione, nella misurazione, nelle logiche continuamente in discussione (povero Kant che tento l'esperimento nelle critica della ragion pura), perché l'errore è il tempo (visto come una dimensione a se stante e la mente non può vederlo diversamente per suoi limiti). La teoria della relatività per certi versi è la sublimazione dell'errore del tempo (errata pure lei, forse).  Come ho già detto la mente è lo strumento più stupido che abbiamo per comprendere l'universo, ma ci ostiniamo ad utilizzarlo perché è l'unico che conosciamo ed è l'unico che ci hanno insegnato ad usare (al 4%) per accedere alla conoscenza,. La conoscenza dell'essere arriva prima della mente si è anche ad otto mesi nel grembo della madre senza ancora avere fatto un solo minuto di scuola. La mente è uno strumento che si è stato dato per comprendere consapevolmente l'errore del tempo quello granello di tempo che è la nostra vita costretta a vivere in un spazio che per percorrerlo ci da l'illusione del tempo. L'insieme di tutti i centimetri dell'universo non sono l'infinito cosi come l'insieme di tutti i secondi del mondo non sono l'eternità. La mente ragiona solo per addizioni e sottrazioni (o operatori derivati) mentre la  l'evoluzione diffida le leggi che tentano di fermare il tempo. La logica ha la necessità di punti fermi e di ripetibilità, ma niente si ripete, ecco anche perché il tempo è un errore dello spazio. Sia Schrödinger  che Heisemberg già ne decretarono l'errore del tempo nello spazio, non certo io che non capisco nulla. Il tempo è (potrebbe essere) una sequenza di percezioni di immagini che permangono nella memoria collettiva (mente) delle persone, se la mente sparisse, se l'umanità sparisse, non c'è ricordo, quindi non c'è tempo. Non non riusciamo a vedere l'esistenza se non solo attraverso la piccola finestra della mente che di fatto genera il tempo come errore dello spazio da vivere e trascorrere nel presente.  La vita potrebbe essere la metafora di: "Ci viene detto non si sa da chi, perché e perché in questa epoca e non in un altra,  vai a farti un giro in barca questa è la canna, (mente)  e non ci viene insegnato ne ad usare la barca ne ad usare la canna da pesca, lo scopriamo solo provando errori su errori che ci danno la sensazione del tempo, dopo che abbiamo imparato a remare qualcuno anche a pescare, abbiamo l'arroganza, di voler capire con quegli strumenti le domande di cui sopra ossia (chi, perché, quando, dove) mentre in nostro noi diventa polvere lasciando l'anima allo spirito Intelligence universale, sotto per un'altra corsa


(omissis)


 Ti rispondo infra righe in colore rosso dopo,  ma mi costringi continuamente a riaprire il cassetto e prendere (solo)  la logica (che ti ostini ad usare continuamente)....
per una volta chiudi gli occhi è cerca solo di essere  percependolo con il copro con il plesso senza che la ragione e la mente te ne debba dare una ragione per forza...... se spegni la mente  ma soprattutto la ragione e cera di farti arrivare la verità dell'essere dal tuo io profondo che sta sullo stomaco ....e prova a stare a mente chiusa spenta, cedi spazio al tuo essere prima che alla tua mente.... fallo questo esercizio (se vuoi) e vedrai dopo un po? come la mente potrebbe essere inutile o limitata per conoscere le cose nella loro essenza.... adesso proviamo a
ripredere la logica (o quello che ci assomiglia per provare a risponderti)

(FIN QUI D'ACCORDO TRANNE IL FATTO CHE POSSANO ESISTERE COSE "UGUALI" IO HO SEMPRE SOSTENUTO CHE NON C'è NIENTE DI UGUALE E CHE IL CONCETTO DI UGUALE è SOLO UNA ARCHITETTURA MENTALE FALSA) 
 (COME FAI A SOSTENERLO SE L'UNICO MODO PER ACCEDERE A QUESTA CONOSCENZA E' LA MENTE? SIAMO NEL CAMPO DELLE PURE IPOTESI E L'UNA VALE L'ALTRA PERCHE' ENTRAMBI NON DIMOSTRABILI, SENZA LA MENTE NON C'è TEMPO, OPPURE IL TEMPO C'è SOLO CON LA MENTE, LA PRIMA è SOSTANZIALMENTE NON VERIFICABILE, DELLA SECONDA SI PUò AVERE QUALCHE FORMA EMPIRICA DI RILIEVO, TU TI RICORDI DI IERI PER ESEMPIO) 

(QUALE è L'UTILITA'LOGICA DI SLEGARE IL TEMPO DALLA SUA PERCEZIONE SE è PROPRIO LA PERCEZIONE CHE LO GENERA, CREANDO L'ERRORE, SOLO PER SPECULAZIONE FILOSOFICA?)

(Ho tentato di spiegare che il tempo e lo spazio sono, se cosi si può dire, la stessa cosa, la cultura scientifica per limiti umani è mentali li ha divisi. La nostra mente è bidimensionale e non tridimensionale ancora meno multidimensionale, quindi questo limite o ti fa studiare solo il tempo inducendoti errori di spazio, oppure puoi studiare lo spazio facendoti fare errori nel tempo, ecco perché sono uno l'errore dell'altro se studiati singolarmente e separatamente)

(Perché hai la necessità di fare un assunto? forse la tua mente ha necessità per forza di dimostrare qualcosa? A cosa servono gli assunti? o meglio perché alla mente servono assunti, o punti fermi?)

(la montagna non ha necessità di sentirsi bella è e basta, è l'uomo che ha necessità di avere categorie di bello buono e giusto, o meglio e la sua mente che ha la necessita di classificare tutti, e facendo questa classificazione ci crea un mondo che non partecipa più a all'infinito ma semplicemente lo rappresenta nei suoi 10cm cubici di mente,partecipare ed essere l'infinito è una capacità che supera la mente che tena di comprendere l'infinito, ed è in questa lotta impari che l'inferno avanza, un inferno costruito ad arte dalle continue menzogne della mente)

(completamente d'accordo, l'eternità è tale e basta, non è la somma di niente, e la mente che inganna facendo credere che sia un tempo, che è una categoria mentale, senza fine ne inizio).

(io non scherzo quando dico che certe cose non si possono spiegare con la logica, mai stato più serio, il principio di non contraddizione, è un'aberrazione della mente, esattamente come il principio di eguaglianza, di cui abbiamo già discusso, tu per caso sei completamente bello? o completamente giusto? o completamente preparato? no e nessuno lo è proprio perché l'uomo è contraddizione nei termini e tutto ed il contrario di tutto, e la mente lo nega in continuazione, ci sono momenti in cui il contesto temporale ti impone un schieramento radicale o di qua o di la, ma solo perché a monte c'è un errore, spaziotemporale, diversamente non c'è quasi niente su questa terra che risponda al principio di non contraddizione, se non solo all'interno di architetture intellettuali, puri prodotti della mente, come per esempio la giurisprudenza, che produce delle verità giuridiche spesso lontane dalle verità reali e percepite) 

(ovviamente qualche volta sono costretto ad usare la logica,altre volte no, cerco di parlare il più possibile non solo la lingua del mio interlocutore, ma di usare il più possibile i suoi archetipi,spesso non riuscendoci, dando l'impressione ( e non solo) di sembrare illogico, scostante,irrazionale, folle, ecc ecc ecc, ma mi limiterei se pretendessi di comprendere il mondo ed essere mondo usando solo il limite della mente umana) Giuseppe Turrisi

(omissis)


Siamo alla sintesi (spero), ma vorrei insistere sul fatto che c'è più piacere a farsi travolgere ed attraversare dalla verità per mezzo delle sensazioni dell'essere che non a dimostrarle, con l'avere la conoscenza di passaggi logici dell'intelletto, è un evento difficile da fare (essere) che anche io trovo impegnativo da far succedere, ma provatolo anche una volta sola, diventa una meta/percorso ambita/o che fa diventare inutili tutte le architetture intellettuali possibili di speculazione mentale.  La mente ha bisogno di affermare la sua presenza e la sua utilità, e quindi ti obbliga,  Ingannandoti, ad avere la predominanza e la supremazia sulla conoscenza, ma questa credimi può arrivare anche da altre strade... la dimostrazione sta nei bambini che prima di utilizzare la logica la ragione (in eta adolescenziale) raggiungono conoscenze senza aver fatto una sola riga di Aristotele, Kant, o Hiddegger , ecco perché la supremazia della mente ci inganna, perché ci obbliga ad avere solo la sua visione (percezione) unilaterale delle cose....ecco perché insisto nel dire che la mente è lo strumento più stupido per capire cosa siamo veramente e va utilizzato solo quando serve, senza ostinarci a razionalizzare tutto dalle sue misere ed erronee rappresentazioni ristrette e costrette nello spaziotempo ".. 


Giuseppe Turrisi

Fox-trott from Italy - Vivere!, 1937


giovedì 2 agosto 2012

Welcome to the 2012 Illuminati Games

LE CESSIONE DI SOVRANITA' SONO INCOSTITUZIONALI

LE CESSIONE DI SOVRANITA' SONO INCOSTITUZIONALI

http://www.livestream.com/tamtamsardegna/video?clipId=pla_00709a56-fa9e-4ff1-aa34-ca23a42e32c3

LA TEORIA DELL'APPARENZA Ing. Marco Todeschini



LA BANCA ESISTE FINCHÉ TU AVRAI "FEDE" - "IO SONO IL SIGNORE EURO TUO "


LA BANCA ESISTE FINCHÉ TU AVRAI "FEDE" - "IO SONO IL SIGNORE  EURO TUO "
Il sistema bancario è basato sulla fiducia e come tutte le fiducie si fondano sulla "fede", ma cosa è la fede? Chiunque ha provato a darne una spiegazione o definizione ha finito per essere odiato. La fede non si spiega o c'è, o non c'è! La fede nasce da un contesto che ci ha "condizionato" a "credere" ad una religione, o struttura simile che in ogni caso poi "condiziona" la nostra vita e le nostre scelte.  Una delle fedi imperanti in questo secolo è certamente quella del "dio denaro" (o meglio moneta) a cui bisogna "credere e basta". Questa fede prevede, come ogni religione, la credenza di dogmi senza spiegazione (emissione "fiat man"), prevede dei sacrifici (tasse), prevede dei riti (F24), prevede delle preghiere (e dai direttore dammi questo prestito!!)  e sopratutto prevede una buona dose di guerra psicologica, con frequenti lavaggi di cervello.  L'esistenza di Dio, ha la necessita ontologica di una fede. L'uno non esiste senza l'altro. Uno rappresenta il trascendentale l'altro il trascendente, entrambi (almeno mi si conceda questo) frutto della rappresentazione della mente, non può essere dimostrata l'esistenza di dio senza che esista pure l'uomo e la sua mente che genera l'esigenza della dimostrazione.  Il "Dio"  esistere finché l'ultimo uomo avrà l'ultimo briciolo di fede, un minuto dopo che questa sparisce, non vi è più la necessità ontologia di un Dio. Parimenti si può fare un ragionamento del genere  con il "Valore" (DIO) , il sistema bancario (la religione), la banca (la chiesa) e tutto quello che fa esistere questo, la fiducia (la fede). L'inghippo nasce quando nell'errore del tempo, vogliamo "materializzare" questo valore per "conservarlo". Quando la moneta assunse la terribile funzione di "riserva di valore". Prima si conservava grano, sementi, legumi, ecc   per l'inverno, poi (purtroppo) quando la moneta divento mezzo di scambio "sempre" più accettato, la "riserva" dalla cose "reali e materiali", passo all'immateriale "fede" (denaro) sebbene sempre su supporto fisico materiale (moneta). Naturalmente qui c'è una delle "matrici di tutti i mali" poiché la "riserva" (che ha a che fare con il dominio del tempo) sarà l'elemento dietro cui nascondere la truffa del materiale sull'immateriale,  se ne occuperanno in forme diverse  (Steiner, Jefferson, Gesell, Pound, ecc). Ma andiamo con ordine, perché io conservo qualcosa?  Perché ho incertezza del futuro e quel qualcosa andrà a coprire delle esigenze che io prevedo di avere. Metto in dispensa un sacco di farina, e quando avrò fame la userò per farci del pane.  La previsione, per una eventuale incertezza (incertezza ed insicurezza su cui poi tutta la "ingegneria del consenso" ci giocherà per il controllo delle masse e della fiducia)  mi induce a "fare riserva". Ma questa riserva (di farina, di legumi, ecc) come tutte le cose del mondo deperisce (anche il ricordo deperisce, anche la carta su cui si fissano le idee per evitare che il ricordo si affievolisce, deperisce, brucia, marcisce, ec). Oggi la "riserva" viene effettuata direttamente con denaro (debito) virtuale al 98%  (fede pura) che diminuisce (non deperisce) per effetto dell'interesse da riconoscere al prestatore, che ne prosciuga la quantità in circolazione attraverso le tasse che sono un "pizzo" (tangente)  bello e buono che lo stato si è impegnato a riscuotere per conto terzi massacrando i suoi cittadini. Oggi non c'è il sacco nella dispensa che io posso andare a vedere e toccare con mano.  C'è solo la "fede" nella religione bancaria, di un qualcuno  che sta tenendo per noi (quanto è buono) una "riserva" di "valore" (in un "qualcosa" che è un debito)  che se in futuro si avrà bisogno la si potrà utilizzare per comprare i fagioli, ma questa "riserva" continua a diminuire in continuazione, al punto ché è meglio tornare ad avere il sacco di fagioli che deperisce almeno più lentamente.  Ma come mai tutto deperisce (anche le riserve) mentre il denaro cresce sempre di interessi? Il denaro dovrebbe rappresentare valore deperibile!! Certo che si, ma per spiegare questo si rimanda ai testi di Gesell, qui possiamo solo dire che sostenere questa ipotesi del "demurrage", viene presa per follia pura, poiché crollerebbe tuta la ingegneria industriale della finanza ( la finanza oggi è 80% del Pil Mondiale, fonte "Uscita di Sicurezza" di Giulio Tremonti) e chiuderebbero due terzi delle banche ed andrebbero a spasso tutti gli speculatori. La cosa interessante (sempre a livello di programmazione mentale sottile)  è che questa tecnica della moneta di ghiaccio la vogliono introdurre sulle monete complementari, strano molto strano, ansi chiarissimo, poiché stanno esplodendo le moneta complementari e fra poco saranno di grande necessità, magari le concederanno proprio con il "principio della deperibilità", cosi che non si possa fare (per il poveraccio) "riserva di valore", mentre il demurrage dovrebbe essere applicato a tutte le monete.  Se cosi si facesse, uscirebbe cosi tanto denaro in circolazione per paura che perda valore ché l'economia riprenderebbe con indici di crescita a due cifre, ma ciò comporterebbe anche inflazione, e tutto verrebbe rimesso in discussione secondo gli economisti classici (in effetti una soluzione c'è ma non è oggetto di questo articolo).  Per ovviare a queste forme inflattive derivanti da abbondanze monetarie,  si cerco di legare la moneta a sua volta a qualcosa di "raro" e stabile, ossia l'oro, che fu e ancora lo è, una moneta per eccellenza, e poiché, per la legge della rarità, una cosa più è ricercata e più è limitata più assume valore, divenne un riferimento (psicologico - "fede") soprattutto, subito dopo la seconda guerra mondiale. Infatti nel tentativo di regolamentare il "sistema bancario" o meglio il "sintema di emissione monetario"  si realizzò il Golden Standard (1944, purtroppo nello stesso contesto di Bretton Woods nacque anche il FMI e la BM) .  Come al solito le regole sono fatte per essere infrante sopratutto se chi li deve rispettare sono proprio dei banchieri. Infatti  l'emissione "felice" di moneta anche legata ad una "riserva rara e preziosa" come l'oro porto altri disastri. Non importava per l'utilizzatore della banconota controllare la quantità d'oro presente (ammesso che lo potesse fare) bastava solo "credere" che c'era l'oro (fede).  Poi, per una pura legge statistica (solo meno del 10% chiedeva la convertibilità ) la banca poteva emettere moneta in quantità superiore alla propria riserva  fin quando anche questa fu regolamentato (si fa per dire) oggi le banche creano moneta dal nulla utilizzando questo principio, in ragione del 2%,  accordo di Basilea II e III, (salvo altre novità). Tutto si regge sempre e solo sulla fiducia ("valore indotto"- G. Auriti) non importa infatti che ci sia "realmente" qualcosa a garanzia, ma semplicemente che tutti "credano che ci sia" questa in italiano si chiama " fede"             (del resto tutte le guerre psicologiche sono realizzate da "eventi più o meno inventati" e fatti passare per veri, con la propaganda, con il plagio della mente sociale collettiva; quando tutti credono che qualcosa sia vera, questa cosa diventa vera), salvo aspettare un miracolo che ano arriva mai.   Tutto questo diventò tremendamente sostanziale e sopratutto palese,  dopo il  1971 ossia dopo che Nixon pose fine al Golden Standard.  Secondo J.K. Galbraith il Golden Standard, anche se in vigore dal 1944, di fatto non fu mai effettivo se non per un anno e mezzo. La moneta è quasi sempre stata bancaria, o comunque in gran parte bancaria, in altri termini la banca ti fa un prestito "Fiat man" (creato quasi dal nulla) e quello diventa denaro (debito) solo perché  tu ci credi, peccato che poi la banca lo rivuole indietro con gli interessi. Ammesso di graziare la teoria degli interessi, questi dovrebbero essere chiesti solo sulla parte della riserva frazionaria, perché "moneta vera" e depositata, piuttosto che sull'intera somma (capitale prestato), ma lasciamo queste elucubrazioni costruite su una base, in ogni caso matematicamente folle.  Finché il popolo "crede" che  una banca con la sua moneta abbia valore, e compie i vari "riti religiosi bancari" (comprare, chiedere prestiti, pagare interessi,  pagare le tasse,  ecc) la banca esiste ed è vegeta, nel momento in cui quella banca perde la mia fiducia (BCE), quella banca non esiste più,  per esempi chiudo il conto e lo apro in un'altra "religione" ops!! Banca, oppure vado in un bosco e divento ateo (non uso più nessuna banca e nessun denaro).   Peccato che l'euro (moneta assolutamente fiduciaria) ci è imposto a corso forzoso, altro che liberismo, e ci sono imposte anche le penitenze conseguenti alla sua "adozione" (nel vero senso della parola). L'euro sta in piedi solo per le tasse che sono la sua copertura. Ora anche la "fede" sta vacillando e quando la fede vacilla arriva il terrore. La paura del mostro che terrorizza gli europei (o "dio" se si rompe l'euro cosa succede? niente assolutamente niente , o meglio quello che è sempre successo, si ricomincia con un'altra moneta, sperando nella onesta e serietà dei prossimi (ma i prossimo sono sempre gli stessi?) Portare alla disperazione, i propri "fedeli" è uno degli errori dei banchieri parassiti, ma come si sa la "fede" non si può "imporre" per lungo tempo. Tutto questo è sempre avvenuto, non è questione di oggi o di un passato prossimo, infatti avviene dalla notte dei tempi (saltando a piè apri il Deuteronomio per non attirarmi le Ire) sempre il grande Galbraith nel favoloso libro "l'età dell'incertezza" nel capitolo "ascesa e declino della moneta" raccontando come nasce il dollaro spiega come l'apertura di prestiti senza garanzia o con pochissima garanzia (oggi diremo riserva frazionaria) con grande gioia dei Banchieri  e della ignoranza  (in altri termini si potrebbe dire "fede") popolare, tuttora persistente,  era all'ordine del giorno, e siamo a fine 1700.  La fiducia è solo  un atto di previsione, senza la previsione (induzione del valore, quindi fede e fiducia) tutto il sistema cade miseramente. Io accetto denaro solo perché ho fiducia di poterlo spendere, nel momento in cui questo perde la mia fiducia cerco di cambiarlo e di non accettarlo più. É curioso scoprire come nella storia della moneta, diversi oggetti abbiano "rappresentato" e "conservato" valore assolvendo la funzione di moneta. Alcuni oggetti hanno dell'incredibile: conchiglie, ossicini, sale, pelli, bestiame, lavoro, avorio, biglietti dell'autobus, le carte da gioco, ecc , l'elenco è lunghissimo: La cosa che si vuole sottolineare  è che sempre c'è in gioco, la fede nell'accettazione del mezzo monetario. Senza la fede nel sistema monetario non si fa nulla, non esiste la moneta, e non ha valore. Il professor Giacinto Auriti nella sua analisi ha sostenuto che se il sistema monetario ha valore è perché il popolo gli da valore fiduciario. Succede però, che dopo tanti sacrifici e penitenze e sopratutto dopo tanto tempo che non arrivano miracoli, ma solo ulteriori penitenze che uno perde la fede. Oggi con questa crisi in Europa  i cittadini "euro-schiavi" stanno perdendo la" fede" nell'euro (che non avrebbero mai dovuto avere). Chi conosce,  soprattutto perché è il regista, ha già diversificato le proprie riserve( con altre valute o beni reali), e sta operando per rastrellare il più possibile, a danno di chi ancora non vuol capire che questa non è nemmeno una religione, ma una setta sanguinaria (suicidi). L'euro è un fantasma sanguinario che infesta l'Europa, prima bonifichiamo il sistema e lo sconsacriamo meglio è per tutti gli europei. Quante anime dopo l'inferno passeranno ancora per questo "purgatorio" con la certezza di "... riveder le stelle"? accademia della libertà  Giuseppe Turrisi  

HAARP su GOOGLE EARTH

mercoledì 1 agosto 2012

LA PUPILLA DEL MONDO di Giorgio Vitali

DIFFERENZA TRA MITO E STORIA di Giorgio Vitali per Accademia della Libertà

I TOTEM COSI COME SI TIRANO SU SI POSSONO ANCHE ABBATTERE !!!

CAPIRE LA COSTRUZIONE DEL MITO di Giorgio Vitali

LIBRI CONSIGLIATI 2 (MANIPOLAZIONE- COMUNICAZIONE - RELIGIONE)

SULLA MANIPOLAZIONE -IL CONDIZIONAMENTO- IL PLAGIO- GUERRA PSICOLOGICA E ALTRI ARGOMENTI

IL DESTINO COME SCELTA di Dethlefsen Thorwald edizioni mediterranee

E' SE FOSSE COSI? E SE DIPENDESSE DA NOI? Marco Clementi

LA FAVOLA DI GESU' - Cascioli Luigi

Giovanni il Nazireo - Emilio Salsi

La croce di spine - Giancarlo Tranfo

LA VITA DI GESU' IN INDIA - HOLGER KERSTEN

IL VANGELO SECONDO MIKADO

IL SEGRETO OCCULTO DEGLI ILLUMINATI

Strategie per una guerra mondiale. Dall'11 settembre al delitto Bhutto  -Cabras Pino - AISARA
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"La tecnica del colpo di stato" AVV

"La tecnica del colpo di stato! Edward Lutwak

Menzogna e propaganda, di Massimo Chiais

"Operation Mind Control" -Walter H. Bowart

"Operation Mind Control" -Walter H. Bowart (LIBRO)

Brianwosching -THE SCIENCE OF THOUGHT CONTROL-Kathleen Taylor

NEUROSCHIAVI - Marco Della Luna

The Brain that Changes Itself (Penguin Books, 2007)

"Come i servizi segreti usano i Media!  (Aldo Giannulli)

La violenza delle folle (la viol des le foiles)

Programmazione mentale

Propaganda, disinformazione e manipolazione dell’informazione a cura di Massimo Chais
Public Opinion Walter.Lippmann B

"PROPAGANDA" EDWARD BERNAYS

Edward L. Bernays, Crystallizing Public Opinion, 1923

"I PERSUASORI OCCULTI" VANCE PACKARD

"La Fabrica del Consenzo" Noam CHOMSKY

"La propaganda tra passato e presente" Massimo Ragnedda

"Comunicazione e propaganda" Massimo Ragnedda

"The effects of mass communication" 1960; trad. it. 1964- Joseph T. Klapper,

Marcello Foa, Gli stregoni della notizia. Da Kennedy alla guerra in Iraq: come si fabbrica informazione al servizio dei governi, Ed. Guerini e Associati, 2006

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(SINTESI IN SPAGNOLO)

SINTESI IN INGLESE

MASS MEDIA EFFECT JIM R. MACNAMARA

DIVI DI STATO- BALLE SPAZIALI DI HOLLYVOOD JOHN KLEVES

WALL STREET AND THE BOLSHEVIK REVOLUTION

By Antony C. Sutton

ARTICOLO DI TIZIANO TERSANI

ILGOVERNO MONDIALE EBRAICO "Il governo mondiale ebraico" Dagoberto Huseyn Bellucci 

EINSTEIN E IL TALMUD

MEDIA E SOCIETA' CONTEMPORANEA


The Einstein Hoax

“La posta in gioco è la Memoria e l’esistenza dei popoli”


“La posta in gioco è la Memoria e l’esistenza dei popoli” – 14/7/2012, discorso integrale del dott. Gianantonio Valli
15 Sunday Jul 2012


Damasco: il dott.Gianantonio Valli nella sede del Parlamento della Repubblica Araba di Siria
Riceviamo e pubblichiamo per conto dell’autore la trascrizione integrale del discorso del dott. Gianantonio Valli, tenuto alla manifestazione del 14 luglio 2012 a Milano in Largo Cairoli, in supporto e solidarietà con il popolo siriano ed il suo legittimo governo rappresentato dal presidente Bashar al-Assad, sotto attacco terroristico da parte di bande mercenarie al soldo e diretto comando dell’usurocrazia apolide, tramite le sue creature USA-Israele-NATO-e Petrolmonarchie del Golfo.
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“Esprimerò oggi liberamente pensieri che tutti abbiamo nel cuore. Ringrazio gli organizzatori della manifestazione, in particolare gli amici siriani, il direttore del quotidiano di liberazione nazionale Rinascita, esemplare per correttezza professionale, il direttore della rivista l’Uomo libero, sulla quale è uscito il resoconto del mio viaggio a Damasco (“L’Uomo libero” n. 73 – Siria 2012 – baluardo di libertà di Gianantonio Valli
Diario di un viaggio). Ringrazio voi per l’anticonformismo, o almeno la curiosità, che vi ha portati qui, a sentire voci fuori dal coro. Ringrazio infine il destino che mi ha concesso di vivere quest’ultimo, atroce ventennio di menzogne.
Lo ringrazio perché solo così ho potuto fare esperienza diretta, vedere coi miei occhi come sia possibile manipolare le masse attraverso l’«informazione democratica». Sui libri ho letto delle mani tagliate ai bambini belgi nella prima guerra mondiale e di atrocità ancora più grandi, sempre imputate ai tedeschi. Tali narrazioni vengono oggi riconosciute, quasi sempre e quasi tutte, come sconce invenzioni di propaganda. Sono quindi lieto di avere assistito di persona alla creazione di realtà fittizie con immagini manipolate e false «testimonianze» di falsi testimoni. In particolare, mi riferisco ai massacri compiuti da Stati Uniti, Inghilterra, Francia e Israele. Compiuti col massimo di buona coscienza umanitaria e avallata dall’indifferenza dei popoli del Libero Occidente.
Ricordo per l’Iraq la farsa delle «bombe intelligenti», delle «fiale di antrace», delle fantomatiche «armi di distruzione di massa». I 120.000 morti del golpe compiuto dai militari algerini dopo la vittoria elettorale del Fronte Islamico di Salvezza. Il massacro del popolo serbo operato dalla NATO. E qui apro una parentesi, ricordando come obiettivo primario dei democratici fosse, allora come oggi, zittire a suon di bombe le televisioni. Allora serba, e poi libica, e poi siriana.
E l’esclusione dei giornalisti da Falluja, stragizzata al fosforo dagli americani, e da Gaza, stragizzata all’uranio dagli israeliani. Al contrario, le falsità create da al-Jazeera e da al-Arabiyya vengono riprese da ogni televisione e giornalone occidentale. Solleticando il buon cuore dei sudditi democratici, l’Afghanistan è stato aggredito col ridicolo pretesto di «liberare le donne dal burqa».
Quanto alla cosiddetta «primavera araba» ci si accorge solo ora che l’obiettivo centrale era la distruzione della Libia, riportata all’ovile occidentale. Nessuno ha poi parlato, se non per un giorno, del Bahrein, ove la repressione dei moti di libertà, quelli sì veri, ha richiesto il mitragliamento della popolazione da parte degli elicotteri americani.
Per la Siria, l’accento viene posto sugli shabiha, gli «sgherri» del cosiddetto «clan» del presidente Bashar. Tutto senza documentazione. In effetti, come documentare gli shabiha, i «fantasmi»? Se sono fantasmi, come se ne può fotografare la presenza? Altro che società dell’informazione! altro che la guerra in diretta, come ci hanno fatto credere con le indimenticabili scie verdi della contraerea irachena! Altro che la verità di chi diffonde su internet filmati girati nelle centrali di propaganda occidentali! Vedi le foto false sulla strage dei bambini di Hula. Schifosi pennivendoli, commentatori assetati di sangue alla Bernard-Henri Lévy – toh, guarda caso, un ebreo! – o peggio La Repubblica, megafono dell’intellighenzia giacobina.
Ogni aggressore della Siria ha i propri obiettivi. Certa è in ogni caso l’intercambiabilità dei personaggi. Il risultato è lo stesso che ad aggredire sia Bush, repubblicano massone bianco e cattivo, od Obama, negro massone buono e democratico. Il Nobel per la Pace zombizzato dall’odiosissima Hillary. Il risultato è lo stesso, vi sia il socialista Blair o il conservatore Cameron, il semiebreo destrorso Sarkozy o il semiebreo sinistrorso Hollande, i militari massoni di Istanbul o l’islamico Erdogan. Complici e pagatori pronta cassa, gli sceicchi delle monarchie del petrolio, sauditi e Qatar. E a tirare le fila, ovviamente, Israele.
Ho avuto la fortuna di passare in Siria la prima settimana di maggio. Sui giornalisti che si abbeverano, stando a casa loro, alle fonti più squalificate, ho anche un altro vantaggio: il mio cervello non lo paga nessuno. Certo, una settimana non permette di conoscere la realtà di un paese in tutta la sua complessità. Ma almeno io ci sono stato. E ho interrogato il generale medico, cristiano figlio di contadini, direttore del maggiore ospedale di Damasco. Incontrato decine di soldati feriti e mutilati. Intervistato il presidente del parlamento. Il ministro dell’Informazione. Il governatore di Daraa, la prima città ad essere infiltrata dai terroristi.
Il patriarca greco-cattolico Gregorios III ci ha parlato a nome di tutte le confessioni cristiane. Il massimo studioso dell’Islam, Mohammad Albouti, nella moschea degli Omayyadi, ci ha detto: «Credo nella vostra fratellanza più che in quella dei nostri cugini arabi che falsificano la verità».
A differenza della Libia, paese di tribù in eterna discordia, la Siria è un vero Stato, uno Stato laico nel quale convivono una quindicina di confessioni religiose e una ventina di etnie. La scuola è gratuita. La sanità è anch’essa a carico dello Stato. Se il presidente è di religione musulmana-alauita, il vicepresidente è di confessione sunnita. E non solo, il vicepresidente è una donna, l’unica donna a rivestire una carica di tale importanza nel Vicino Oriente. In Arabia Saudita alle donne è vietato persino guidare l’automobile.
Impressionanti, a confronto del deserto stepposo della Giordania, sono i cento chilometri che separano Damasco da Daraa, verdeggianti, bonificati e irrigati dalle riforme volute dal padre di Bashar, Hafez al Assad, «il padre della Siria». Un personaggio di umili origini divenuto generale d’aviazione, un modernizzatore che ha spazzato via le tracce del peggiore feudalesimo.
Che un paese assediato usi un pugno saldo per mantenere la convivenza civile, non fa meraviglia. La Siria è comunque un paese che sta vivendo una fase di dinamismo politico caratterizzato da una nuova Costituzione e dalla presenza di un multipartitismo sempre più vivace.


Rara istantanea nella storica casbah di Damasco: il dott. Gianantonio Valli (a destra) con il prof. Paolo Sensini, “Libia 2011-Jacabook.it- (a sinistra) – Foto di Filippo Fortunato Pilato per SyrianFreePress.net ©.

Contro questa splendida realtà l’Occidente ha scagliato migliaia di delinquenti comuni, veri e propri tagliagole, mercenari sperimentati in Libia, Iraq ed Afghanistan, religiosi esaltati contro il «miscredente» Bashar, terroristi salafiti, wahhabiti e alqaedisti, armati, addestrati, pagati e guidati dall’Occidente. Assassini che nelle zone più periferiche e in qualche città hanno creato repubblichette partigiane ove regna la violenza più cruda, dove hanno distrutto centinaia di scuole, eliminato impiegati statali, poliziotti, amministratori, insegnanti, medici, religiosi non allineati. Dove hanno sequestrato e massacrato cittadini di ogni età. Ma questo non ve lo diranno mai. Il tutto, in attesa delle bombe NATO. E di un bagno di sangue.
Per una documentazione su tali atrocità, indico su internet Maurizio Blondet (effedieffe.com) e soprattutto l’eccezionale SyrianFreePress.net e Networks con varie estensioni Video / Facebook / Siti e Blogs varii associati, coordinati dall’amico Filippo Fortunato Pilato, con cui ho condiviso esperienze e testimonianze in Siria, e l’insostituibile suo socio siriano, l’irriducibile patriota dott. Wajeeh Assaf, oltre ad altri collaboratori e autori come Ryuzakero, che già è impegnato su vari altri fronti tra cui LibyanFreePress.
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Finalmente, contro tale realtà assassina si è mobilitato con decisione, il 27 giugno, il presidente Bashar, affermando in parlamento: «Siamo entrati in una vera situazione di guerra, tutte le forze devono essere dirette alla vittoria».
Non sono mai stato politicamente corretto, non ho paura delle parole. Questo non è il tempo dei compromessi. È il tempo delle affermazioni assolute e delle negazioni radicali. Non è tempo di neutralità. Non è il tempo degli utili idioti del «né con Saddam né con Bush, né con Milosevic né con la NATO». Il privilegio dell’ignoranza lo lasciamo a chi sventolò gli stracci arcobaleno con scritto «pace», a coloro che usano termini ammuffiti come colonialismo e imperialismo. Si tratta di un blocco non solo psichico, ma pure culturale.
Il nemico dell’uomo, il nemico dei popoli liberi è il Nuovo Ordine Mondiale. È il mondialismo, l’universalismo, il cosmopolitismo. Il re è nudo, nudissimo. I Diritti Umani sono la più atroce impostura, inventata da coloro che vogliono dissolvere ogni comunità non sinto­niz­zata sulle loro frequenze. Sono un’arma letale. Sono l’arma intellettuale per distruggere le razze, le nazioni, l’umanità, le culture. Una cultura è un insieme coerente di memorie che garan­ti­sce la coesione di un popolo, impeden­dogli di scomparire in una massa indifferenziata di «esse­ri umani». L’umanitarismo, il ca­pi­talismo finanziario del quale gli Stati Uniti sono l’espressione più compiu­ta, è il male assoluto, un disastro come il mondo non ha mai cono­sciuto. Per­ché com­porta l’an­nien­ta­mento di ogni cosa.
Se qualche si­stema politico del pas­sato ha distrut­to gli indivi­dui, il Sistema ha decom­po­sto tutte le culture, attaccato i valori che fanno la spe­ci­ficità delle civiltà, privato l’uomo delle sue appartenenze naturali, ridotto le nazioni a folklore. Quando pure non ha distrutto, fisicamente, interi popoli.
          Dei suoi complici fanno parte gruppi come Amnesty International, come gli altermondialisti, i neoglobal già no global ! I cosiddetti «aiuti umanitari» mascherano i più torbidi interessi, quando non dirette forniture di armi. Già disse Proudhon: «Chi dice umanità cerca di ingannarti». Se non si capisce che l’universalismo è la tara di fondo, che la «vera democrazia» esiste solo nella mente di Giove, che la democrazia è solo democrazia reale – i marxisti direbbero formale – non si è capito nulla. La differenza non è più tra destra e sinistra, tra rossi e neri e così via. La differenza è fra mondialisti e difensori del diritto dei popoli ad essere se stessi.
Nella linea dell’universalismo si situa il delirio giudaico di Bush. In un discorso pubblico del 7 ottobre 2005 il mentecatto si è così vantato: «Io sto portando avanti una missione divina. Dio mi ha detto: George, va’ e combatti questi terroristi in Afghanistan, e io l’ho fatto. Poi mi ha detto: George, vai e metti fine alla tirannide dell’Iraq, e io l’ho fatto».
Due sono le caratteristiche di tali Prescelti da Dio, di tali Eletti a compiere la missione divina con buona, buonissima coscienza.
(A) In primo luogo, non esistono più dichiarazioni di guerra, da parte loro; e come potrebbero? un poliziotto non dichiara guerra al malvivente, agisce!; mancando una dichiarazione di guerra, mancherà poi sempre un trattato di pace; mai finirà la guerra, ed infatti il motto bushiano recita «guerra infinita»; almeno, cent’anni fa il presidente Wilson cercava la guerra «per porre fine a tutte le guerre».
(B) In secondo luogo, i Buoni non aprono le ostilità, sono costretti a rispondere alle «provocazioni» da loro stessi innescate. Nelle guerre i Buoni devono essere tirati per i capelli. Sempre. Così fu nel 1898 per la Spagna (e nelle Filippine gli americani uccisero 600.000 refrattari alla Missione Divina). Così fu nella prima guerra mondiale col Lusitania e nella seconda con Pearl Harbor. A pretesto per il Vietnam crearono l’«incidente del Tonchino». E non parliamo dell’autoattentato dell’11 settembre. Riflesso incondizionato, Le Monde e il Corrierone, direttori Colombanì e De Bortoli, titolarono: «Siamo tutti americani».
La lezione è stata imparata dal turco Erdogan dopo l’abbattimento dell’aereo spia nel cielo siriano: «Colpiremo la Siria se attaccati ancora». Nel frattempo, oltre a infinite minacce, proseguono le esercitazioni militari in Giordania e in Turchia, mentre gli Occidentali si vantano apertamente dell’addestramento, dell’armamento e della guida da loro fornita ai terroristi assassini.
In un’intervista televisiva a Damasco mi è stato chiesto: perché la Siria? Ho risposto che non è solo questione di geopolitica o di economia, ma anche di ideologia. I piani degli aggressori datano da decenni, sono piani a lunga scadenza. L’obiettivo finale è la distruzione delle nazioni e l’instaurazione di un unico governo mondiale. A guida, ovviamente, americana. A guida, ovviamente, dell’Alta Finanza. A guida, ovviamente, giudaica.
Sappiamo che non è un complotto, un oscuro, tenebroso complotto. Un complotto, quando gli scopi sono stati apertamente dichiarati, in decine di pubblicazioni?
(A) Nel 1997 una trentina di neoconservatori, ventotto dei quali ebrei, lanciò il Project for the New American Century, Progetto per il Nuovo Secolo Americano. Le stesse tesi di aggressione al Medio Oriente erano state espresse ventitré anni prima, nel 1974, nel finale del film «I tre giorni del Condor». Ovviamente, era una semplice fiction.
(B) Quanto a Israele, nel 1982 un gruppo di neorevisionisti capeggiati dal politologo Oded Yinon codificò la futura distruzione di ogni Stato considerato nemico. «Geopolitica del caos, i signori del caos», possiamo definire tale strategia. Frantumare gli Stati laici e modernizzatori – Iraq, Libia, Siria, Iran – in miniregioni in lotta una contro l’altra per motivi etnici e religiosi. Uno Stato dopo l’altro, la politica del «carciofo», eliminare una foglia dopo l’altra fino a giungere al cuore. L’ultima foglia è l’Iran. Il cuore, il nemico strategico dell’Alta Finanza, sono la Russia e la Cina. Ma i giochi non sempre riescono, e l’ultimo osso sarà troppo duro per questa banda assassina. Anche la distruzione dell’Europa, in quanto potenza alternativa agli USA, rientra nei piani.
Dal punto di vista ideologico le finalità sono quelle vantate da un personaggio buffo ma pericoloso, l’amministratore delegato FIAT Sergio Marchionne, quello dei maglioncini e della barba incolta, quello della delocalizzazione e della miseria nazionale. Cito tra virgolette: «Bisogna superare l’attaccamento emozionale al proprio paese». Ma la disgrazia, per loro, è che ci sono popoli che al loro paese – alla loro gente, alla loro nazione – non vogliono rinunciare.
          Noi non siamo all’interno di una disputa filosofica, ma di una guerra di civiltà. È una guerra politica, una guerra intellettuale, una guerra morale, una guerra spiri­tuale, è una guerra totale quella che ci coinvolge. La posta in gioco, nel suo senso più profondo, non è il Potere, ma la Memoria e l’esistenza dei popoli.
Per distruggere le appartenenze al mondo reale, fatto di razze, stirpi, nazioni, popoli e Stati, tre sono le strategie messe in atto dai Nemici degli uomini liberi.
(A) La prima è una strategia di distruzione armata contro gli Stati che non s’inchinano ai loro voleri nel Vicino Oriente, Africa e America Latina, ma anche in paesi europei come la Serbia.
(B) La seconda sono le rivoluzioni colorate – arancioni, viola, gialle, rosa, verdi e chi più ne ha più ne metta – contro i paesi ex comunisti. «Rivoluzioni» studiate a tavolino da gruppi come la Fondazione Società Aperta del supermiliardario George Soros. Guarda caso, sempre un ebreo.
(C) La terza, la strategia contro l’Europa, prevede l’invasione migratoria terzomondiale, la distruzione dello Stato sociale, la riduzione in miseria dei suoi popoli. Compiuta attraverso colpi di Stato chiamati governi tecnici. Due esempi: in Italia mister Monti, in Grecia l’altro maggiordomo Goldman Sachs. Colpi di Stato coordinati dalle massime cariche istituzionali e avallati dalla quasi totalità dei parlamenti, complici ricattati o semplici idioti.
Quella in atto è la stessa guerra che, con ben altre speranze, fu combattuta settanta anni fa dall’Europa. Contro gli stessi nemici, gli affamatori dei popoli liberi. Allora, contro le democrazie plutocratiche e reazionarie dell’Occidente. Oggi, contro il Sistema demoliberale, maschera dell’Alta Finanza. La Siria è un esempio unico di fierezza e dignità, un rimprovero perenne per i popoli vili, un baluardo di libertà”.

Gianantonio Valli,
Milano, largo Cairoli, 14 luglio 2012


LA TURNAZIONE OPZIONALE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE


Ho esperienza ventennale di lavoro in un Ufficio Tecnico Comunale quale Architetto e altri 13 anni di esperienza nella Scuola Pubblica come docente di materie artistiche; l'esperienza di funzionario comunale l'ho svolta a cavallo della riformissima che ha rimodulato ruoli e responsabilità rispettive della politica e della burocrazia a partire dal 1989. Di cose ne ho viste tante ma mi limito qui ad attenermi al merito della discussione.
I problemi di funzionamento della P.A. che evidenzia Danilo D'Antonio esistono davvero e sono gravi, come è grave certo "radicamento a vita" di funzionari nel ruolo ricoperto e dubito fortemente che tutte le eccellenze presenti nella P.A. siano sempre rivolte al bene dei cittadini e della stessa P.A.
Del pari diffido tanto del ricorso generalizzato allo spoiler system quanto di quella che Giuseppe Turrisi definisce con icastica chiaroveggenza e felice espressione una "turnazione militare obbligatoria di stampo sovietico".
Credo, ma sottopongo questo convincimento al vostro gradito giudizio, che ci sia una terza via , assai economica ed efficace: l'attribuzione a tempo determinato di funzioni ispettive (svolte a titolo gratuito)presso tutte le articolazioni della P.A. a privati cittadini (meglio se pensionati recenti) da prescegliersi da Albi specifici, magari formati presso le Prefetture (a seguito di domande di inclusione degli interessati) previi i necessari controlli sulla validità dei titoli esposti dal richiedente e della assenza di precedenti penali specifici per i reati contro la P.A. o di carichi pendenti.
Gli albi dovrebbero essere più d'uno presso ogni Prefettura e, secondo me, dovrebbero essere distinti secondo i rami amministrativi di destinazione. Quindi non albi professionali (ce ne sono già abbastanza nelle sedi proprie) ma Albi di ispettori volontari che si autopropongono in base alla loro personale competenza/esperienza.
Le relazioni ispettive, prodotte alla Prefettura, verrebbero poi da questa autorevolmente smistate alla Amministrazione competente per l'emanazione di Atti di regolamentazione interna o per l'azione disciplinare e/o all'Autorità Giudiziaria in caso di comportamenti individuali passibili di valutazione in sede penale.
Credo che la cosa funzionerebbe assai bene anche con riferimento a quella articolazione dello Stato che è il "Pianeta Giustizia", almeno per tutti quei procedimenti che non interferiscono con la segretezza delle indagini preliminari.
Le Prefetture potrebbero procedere alla nomina di pool di ispettori d'iniziativa o su sollecitazioni di persone giuridiche (Sindacati, associazioni...) o di semplici cittadini in base ad argomentati esposti sottoscritti da una o più persone fisiche identificate.
Amelia Sciascia