venerdì 30 gennaio 2026
martedì 27 gennaio 2026
domenica 25 gennaio 2026
giovedì 22 gennaio 2026
martedì 20 gennaio 2026
domenica 18 gennaio 2026
giovedì 15 gennaio 2026
lunedì 12 gennaio 2026
domenica 11 gennaio 2026
sabato 10 gennaio 2026
L'america agli sgoccioli?
《 ... caro signor Aldo C. ,
il Suo commento mi fa tornare con la mente ad uno degli aforismi che compongono ... " Il libro degli insegnamenti di Lao-tzu " di Thomas Cleary , il n°90 , un lbriccino che conservo da quando ero un ragazzo e considero al pari di un manuale :
Lao-tzu disse :
Quando un paese combatte ripetute guerre e ottiene ripetute vittorie , perirà .
Quando combatte ripetute guerre , il popolo si logora ; quando ottiene ripetute vittorie , i capi diventano arroganti . Se capi arroganti utilizzano popoli logorati , quali paesi non periranno ?
Quando i capi diventano arroganti , si fanno gaudenti , e quando diventano gaudenti , dilapidano le ricchezze .
Quando il popolo si stanca si riempie di risentimento , e quando è pieno di risentimento smarrisce il proprio equilibrio . Quando governanti e governati raggiungono simili estremi , la distruzione è inevitabile .
Pertanto , la Via della Natura richiede di ritirarsi quando si è svolto il proprio compito con successo .
Quindi , come la Storia millenaria insegna , l'uso dell'espressione " canto del cigno " è ben centrata nel caso americhese e quelle Storie non sono state da Lei dimenticate .
Cosa curiosa : gli americhesi hanno prodotto una espressione che annuncia già di sè senza esserne consapevoli , pur producendo serie tv , films ed altre amenità sull'argomento ; l'espressione , per l'appunto , è ... " The walking dead " .
Ovviamente questo si può allargare a tutto quell'occidente barcollante , essendo influenzato dalle stesse ideologie disastrose. 》
Nando
<< Più di una volta, mi viene di pensare
che il modo di agire degli Usa
sia paragonabile al cosiddetto Canto del cigno,
anche se non saprei dirne i tempi >>
Aldo C.
venerdì 9 gennaio 2026
Lettera da Aleppo
Il dramma dei cristiani di Aleppo
Una delle conseguenze della guerra contro la Siria (c’è sempre un aggredito e un aggressore, in questo caso più aggressori), è stata la distruzione della comunità cristiana di Aleppo, che era la terza città dell’area per presenza cristiana dopo Il Cairo e Beirut.
Lettera da Aleppo
Questa lettera la scrivo dall'inferno della guerra che ha colpito Aleppo da 4 giorni. Nella nostra città ci sono due quartieri sotto il controllo delle forze curde: ACHRAFIEH e CHEIKH MAKSOUD. In questi due quartieri vivono centinaia di migliaia di persone di tutte le etnie e religioni. I cristiani di Aleppo chiamano il quartiere di CHEIKH MAKSOUD "JABAL EL SAYDEH" (la collina di Nostra Signora). In questo quartiere vive una comunità cristiana molto povera. E da questo quartiere sono nati i Maristi Blu (nel 1904).
Questi due quartieri hanno sofferto enormemente durante la guerra. Il Venerdì Santo 2013, tutta la comunità cristiana di JABAL EL SAYDEH è dovuta fuggire. In quell'occasione abbiamo creato una cellula di crisi e abbiamo accolto nella nostra comunità marista circa trenta famiglie che hanno trascorso 6 mesi nella nostra struttura. Successivamente, abbiamo aiutato tutte queste famiglie ad affittare appartamenti lontano dal loro quartiere di origine. A poco a poco, con l'installazione di una pace precaria, le famiglie tornarono a JABAL EL SAYDEH, anche se il quartiere era ancora sotto il controllo curdo. Sapevamo benissimo che non era la soluzione migliore.
Da dicembre 2024, la situazione si è deteriorata tra le forze curde e l'esercito del governo. Momenti di calma seguiti da tensioni. Il 10 marzo 2025 è stato firmato a Damasco un accordo tra il governo siriano e i responsabili dell'autorità curda. Oltre alla situazione dei due quartieri di Aleppo, questo accordo ha istituito un processo per normalizzare le relazioni tra le due parti nella regione settentrionale della Siria, anch'essa controllata dalle forze curde. L'accordo prevedeva un piano da attuare entro il 31 dicembre 2025. Purtroppo non si è avverato.
Per settimane sono scoppiati combattimenti ad Aleppo, ma una tregua con carri li ha fermati. Tuttavia, da lunedì 5 gennaio 2026 e fino al momento in cui scrivo questa lettera, i combattimenti si sono intensificati, causando soprattutto uno spostamento massiccio della popolazione dei due quartieri. Scene orribili di gente che vaga senza sapere dove andare: bambini, giovani, donne e uomini che non smettono di uscire dai quartieri. I colpi di obici non si fermano né di giorno né di notte. I quartieri limitrofi sono gravemente colpiti dai bombardamenti.
Scuole e università, nel pieno della stagione degli esami semestrali, sono chiuse a tempo indeterminato. La vita è paralizzata. Un vero coprifuoco immerge la città nel silenzio e nella paura... Una notte buia invade i cuori degli abitanti.
È un orrore, come se 14 anni di guerra, sanzioni e terremoti non fossero sufficienti. Come se questa città fosse maledetta. Come se le strade di Aleppo fossero assetate di sangue... Come se l'orrore si moltiplicasse senza fine. Perché Aleppo e i suoi abitanti devono subire un tale destino? Fino a quando? Quando si avvererà l'orizzonte della pace? Non abbiamo più forza di resistenza o di resilienza. Abbiamo paura e ci chiediamo: fino a quando?
Condivido con voi queste parole di un giovane medico marista che, dall'ospedale universitario dove è tirocinante, mi trasmette i suoi sentimenti: «Nel cuore dell'ospedale universitario di Aleppo... facce terrorizzate... personale preoccupato, chiedendosi se la strada è percorribile per tornare a casa... Pazienti esausti, senza medicine o soldi... Un esodo e uno sradicamento che segnano il cammino dell'arrivo, un freddo glaciale stringe ciò che rimane dei battiti di un cuore stanco... E continuiamo a dire: c'è speranza... »
Vi scrivo queste parole per denunciare le guerre, i loro autori, i loro istigatori. Ho bisogno di voi per denunciare: Basta, basta... I nostri nervi non ce la fanno più. Siamo traumatizzati e angosciati. Preghiamo, invochiamo Dio... Dacci la Tua pace.
8 gennaio 2026, f. Georges Sabe, Marista
Fonte: https://oraprosiria.blogspot.com/2026/01/un-appello-drammatico-da-aleppo.htm
Sullo stesso argomento: "Ad Aleppo hanno ripreso a tuonare i cannoni"
https://www.terrasanta.net/2026/01/ad-aleppo-hanno-ripreso-a-tuonare-i-cannoni/
https://www.centrostudifederici.org/il-dramma-dei-cristiani-di-aleppo/
martedì 6 gennaio 2026
finanzi Hamas e finisci in galera .. alla faccia dell'ONU e del diritto internazionale
Prendo spunto dallo strombazzato arresto di 7 finanziatori di Hamas eseguito dalla polizia italiana (in concorso con quella olandese) con la pesantissima accusa di relativa complicità in attività terroristica.
La cosiddetta "giustizia" funziona sempre con un doppio metro. Già in passato la magistratura ha (in sostanza) sancito che "quanto stabilito da norme derivanti dalla sottoscrizione di accordi internazionali è prevalente sullo stesso contenuto nel diritto nazionale".
Ora Hamas è considerata un'organizzazione terroristica da Unione europea, Stati Uniti, Israele, Canada, Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda, Giappone, l'Organizzazione degli Stati Americani, Paraguay, Argentina e, a seguito del 7 ottobre 2023, dalla Svizzera. Ovvero da Stati ed "entità" come la UE che rappresentano soltanto se stesse e non certamente il resto del mondo.
Soltanto le Nazioni Unite possono sancire la qualifica di "terrorista" relativamente ad una organizzazione o governo che operi in tutto il mondo. In mancanza di un deliberato ONU in tal senso qualunque provvedimento di definizione, assunto da singoli o gruppi di altre nazioni, non ha valore alcuno.
In pratica, HAMAS NON È UNA ORGANIZZAZIONE TERRORISTA !!
Nel caso specifico : essendo stati gli accordi istitutivi sulla nascita ed il funzionamento delle Nazioni Unite accettati e sottoscritti a suo tempo dall'Italia sembra ovvio debbano essere considerati "prevalenti" su tutti gli altri che vadano in direzione opposta.
N.b. (onde evitare "spiacevoli equivoci" : sono un vecchio, fermo sostenitore della Palestina libera e del diritto (negato) dei Palestinesi ad avere uno Stato sovrano (come appunto sancito dal diritto internazionale). Non sono un simpatizzante di Hamas, troppo legata alla sinistra globalista mondiale e dimentica che fu proprio Stalin a volere la nascita di israele, armandone le forze armate ed impedendo alle nazioni arabe di affrontarla con un minimo di proporzione bellica. Tutto in combutta con gli Stati Uniti ed i circoli sionisti mondiali.
Però, visto che Hamas rappresenta comunque una consistente parte del popolo Palestinese, non posso non fare rilevare (sia pure in termini generici) le contraddizioni esistenti nella adozione di provvedimenti giudiziari contro i (presunti) finanziatori.
Grazie per l'attenzione
Vincenzo Mannello
lunedì 5 gennaio 2026
Iscriviti a:
Commenti (Atom)