giovedì 18 febbraio 2016

RIFLESSIONI FACILI OPPURE MOLTO DIFFICILI ... DIPENDE

“L’unico Dio onnipotente creatore di tutte le cose deve necessariamente contenere anche l’assenza di dio, condizione che si attua solo nel dominio imperfetto dello spazio tempo, ma fuori dove c’è solo il dominio dello spirito e dove tutto è uno ed onnipresente non può esistere la condizione dell’assenza di Dio in quanto tutto è Dio.”
  Giuseppe Turrisi
“Qualunque religione che faccia distinguo tra fedeli ed infedeli e per questa ragione, attiva azioni violente contro gli infedeli, non solo non ha compreso la verità sul vero Dio, ma è semplicemente una setta”
“L’uomo è la macchina più programmabile in assoluto sotto il profilo psichico, mentre è già programmata sotto il profilo chimico-biologico. Basta quindi programmare la sua psiche è può fare qualunque cosa. C’è però un problema, l’uomo è una unità indivisibile di spirito psiche ed anima, per cui una programmazione sbagliata della psiche porta inevitabilmente a rompere gli equilibri chimico-biologico. Quale è la soluzione “continua” è quella che l’uomo ricerca quale sia il giusto “programma” da inserire (innestare) nella mente per avere il giusto senso della vita. Il procedimento della ricerca del “giusto progetto per l’uomo” nella esperienza terrena/umana ad oggi ha avuto due strade, quella di ricerca per esclusione, ossia intraprendere una via comprendere che non è quella giusta per cui ci porta al male (guerre, malattie, ecc.) oppure quella di seguire un messaggio “rivelato” che già conosce il “disegno di Dio” che basa applicare. Va da se che qui c’è il grande scontro con il concetto di libertà. Seguire un progetto deciso da un altro, oppure fare esperienza ogni giorno per escludere ciò che non funziona? Non solo la consapevolezza di ricercare un senso alla propria vita quando nasce nell’uomo? Quando si è strutturato un linguaggio? Quando ha compreso di non essere solo nella stessa condizione di “uomo” e da qui la necessità di comunicare e quindi relazionarsi con l’altro “simile”. Un uomo solo sulla terra è sicuramente un caso! Due uomini sulla terra possono essere una coincidenza, ma l’intera umanità divisa in razze (antropologiche) diverse non è né un caso né una coincidenza, ma un preciso progetto, un “progetto in itinere”, una interiezione continua che muta la realtà temporale dello spirito. Come spiegare l’intervento “Storico” di Dio in un preciso momento temporale? Dio dove era quando l’umanità (che umana non era)  viveva di cannibalismo e ci ha messo secoli per comprendere che forse non era il caso mangiare il propri “simili”. Se tutto era già scritto, questo tipo di “evoluzione” della consapevolezza umana/spirituale non ha senso poiché in contrasto con la immutevolezza “presunta” della verità rivelata in un preciso periodo storico. Troppo bello presentarsi solo 5500 anni fa e prima? Cosa diversa è se tutto è Dio e tutto ciò che muta e si sperimenta è sempre Dio. Dentro l’uomo e fuori l’uomo.
Giuseppe Turrisi
Il tempo è la variabile che ci separa da Dio quando siamo partiti da Dio facevamo piramidi che dovevano durare in eterno, poi il male ci ha rubato tutto il tempo ed oggi costruiamo tutto a scadenza. Il tempo era il grande nemico, oggi è il valore assoluto, che gestisce il tempo gestisce la vita materiale, ma non certamente lo spirito, che soffre nella “condizione del tempo”. I mistici non a caso chiedono il ricongiungimento con la realtà prima, e nelle loro visioni scompare la variabile deleteria del tempo.

Giuseppe Turrisi