Federazione fra le
associazioni ed i sindacati nazionali dei dirigenti, vicedirigenti, funzionari,
professionisti e pensionati della Pubblica Amministrazione e delle imprese
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IL VICE
SEGRETARIO GENERALE
SEMINARIO ISTITUZIONALE
DEL 20.7.2015-
ATTI GOVERNO 181-182-185
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MEMORIA SCRITTA DIRSTAT
Gli Atti Governo in epigrafe,in corso di
esame,concernono:
- MISURE PER LA REVISIONE DELLA
DISCIPLINA DELLA
ORGANIZZAZIONE DELLE AGENZIE FISCALI.
- STIMA E MONITORAGGIO DELL'EVASIONE FISCALE E
RIORDINO IN MATERIA DI EROSIONE FISCALE.
- MISURE PER LA SEMPLIFICAZIONE E
RAZIONALIZZAZIONE
DELLE NORME IN MATERIA DI RISCOSSIONE.
Alcun dubbio che i temi allo studio sono di scottante
attualità e richiedono interventi urgenti,non superficiali,ma miranti alla
eliminazione delle troppe criticità che si sono prodotte.
L’attività di gestione delle Agenzie Fiscali segna un
tempo più che sufficiente per verificare quali correttivi debbano apportarsi
per migliorarne il rendimento. E’ quasi pleonastico dire che a porsi in prima
linea è l’ Agenzia delle Entrate, che già era un organismo non da poco,e che
ora ha assunto la dimensione di una megastruttura a seguito dell’accorpamento
dell’Agenzia del Territorio,avvenuto nell’anno 2012,e forse con troppa fretta,se
poi il tempo dimostrasse che i disagi sono di gran lungo superiori al risparmio
di spesa.
Non è questo il thema decidendum,ma tant’altro c’è da
fare.
La recente sentenza della Consulta che ha azzerato gli
incarichi dirigenziali che erano stati affidati a soggetti non dirigenti sta
causando non pochi scompensi gestionali per cui urgono interventi di
riequilibrio che appaiono prodromici al raggiungimento di importanti obiettivi.
Non è pensabile che possa instaurarsi un diverso rapporto tra il fisco ed il
contribuente se l’uno e l’altro non recuperano in fretta la reciproca
credibilità che è condicio sine qua non per avviare un serio contrasto alla
evasione fiscale nelle sue diverse manifestazioni. Si evadono le tasse ponendo
in essere sofisticati aggiustamenti contabili che riducono la base
imponibile,ma accade anche di peggio. Il risultato resta invariato, solo che i
più “ attrezzati “ manipolano cifre e poste di bilancio servendosi di leggi che
finiscono per sortire effetti diversi da quelli che le avevano ispirate,quando
non accade pure che arrivino in soccorso dei malintenzionati norme calate in
leggi di diverso oggetto e contenuto. Si tratta allora di soppesare i danni che
produce l’erosione fiscale e valutare la opportunità che si costituisca una Commissione
di studio composta da esperti che sfrondino la giungla delle leggi agevolative
da tutte quelle che si rilevino perniciose e raccogliendo quelle utili in una
sorte di Testo Unico.Vale la pena di ricordare i guasti prodotti dalla legge
2/7/1949 n.408,in materia di edilizia residenziale, la cui vigenza durò fino a
tutto l’anno 1985 inondando di un colossale contenzioso gli Uffici,le
Commissioni Tributarie e finanche la giustizia ordinaria fino alla Cassazione.
L’evasione fiscale c’è, è tanta,ed è associata al tristo
fenomeno della corruzione,come sostengono gli osservatori al di sopra dei quali
lo certifica la Corte
dei Conti che annualmente dirama cifre da capogiro. E’ cosa buona e giusta che
il Fisco recuperi un rapporto di leale collaborazione con il contribuente ed
eviti comportamenti invasivi,sarebbe però una imperdonabile stranezza se
passasse l’idea di un Fisco divenuto il Calandrino di boccaccesca memoria.Il
lavoro che è chiamata a svolgere L’Agenzia delle Entrate è immane,complesso e
difficilissimo. Riorganizzare un colosso di dimensioni gigantesche significa
curarne la collocazione logistica,significa aprire palestre di formazione e di
aggiornamento ad alto livello,significa provvedere allo stanziamento di risorse
economiche e strumentali, significa la verifica periodica e capillare degli
indici di produttività. Gli accertamenti ex cathedra sono un ricordo del
passato che oggidì si rivelano quasi inconcludenti. Serve il controllo del
territorio.discreto quanto si voglia, ma continuo ed incisivo che sarà efficace
solo se svolto da specialisti del diritto societario e della contabiilità
aziendale.
Il grande economista Epicarmo Corbino sosteneva che nel
bilancio sa leggerci solo chi lo ha redatto. Esperti economisti ritengono che
l’I.V.A. sia la Madre
della evasione fiscale,posto che determina la indebita appropriazione del
tributo e apre la strada alla evasione del reddito.
Non sarà mai possibile valutare una posizione iva sulla
base della dichiarazione di imposta che ovviamente contiene numeri situati.
Il legislatore ordinario deve però fare la sua parte.Non
può e non deve accadere che la legge che ripristina il reato di falso in
bilancio venga giudicata peggiore della precedente che lo aveva abolito,quando
si capisce benissimo che,al di la dell’aspetto penale,la norma è uno strumento
indispensabile per smascherare furbi e furbetti di vario taglio, ma anche la
letale commistione tra il lecito e l’illecito.
Si può fare,esistono le condizioni per rendere l’Agenzia
delle Entrate, che è la massima Agenzia Fiscale,efficace ed efficiente,ma non
bastano le menti amministrative se al loro fianco non c’è la volontà politica.
Infine anche la riscossione abbisogna di attenta
rivisitazione.Senza voler ripercorrere l’esegesi storica che ha caratterizzato
il servizio,tanto importante,quanto complicato,anche qui serve un approfondito
monitoraggio dei carichi iscritti a ruolo che pur avendo i requisiti di
certezza,liquidità ed esigibilità,sono di fatto inesigibili per varie cause.Ma
se il tempo si è incaricato di congelare i crediti erariali,resta tuttavia
l’inutile ingombro dei cosi detti residui e di montagne di carte che servono
solo da pasto ai comuni roditori.
Un dato di fatto è incontrovertibile.Quando ciascun
ufficio provvedeva ex se alla riscossione dei carichi,il servizio era più
snello,molto più efficace, e sicuramente meno costoso.
Non è un ritorno nostalgico al passato,ma la memoria del
passato attraverso il presente costruisce il futuro.
Dr.Pietro Paolo Boiano
