domenica 4 gennaio 2015

COME FU FATTO... REPETITA IUVANT

L’imperante populismo qualunquista, massicciamente sostenuto dai media di una precisa lobby miliardaria che fa capo ad un “pregiudicato” condannato in via definitiva per frode fiscale contro lo Stato del quale era Capo di Governo, vede uniti nella lotta per scardinare l’Unione Europea e l’Euro e per tornare alla carta del formaggio (pardon alla lira) e rifiutare il debito (il debito non è nostro e non lo paghiamo!!) l’estrema Sinistra, i grillini, i leghisti e settori dell’estrema Destra ex missina.

A questi ultimi che, chi più chi meno si rifanno o hanno come riferimento ideologico il Fascismo, vogliamo ricordare ,“repetita iuvant”, che il Fascismo in occasione della grave crisi dell’Italia del 1926 non si arrampicò sugli specchi alla ricerca di miracolistiche e utopistiche soluzioni economico-finanziarie come quelle sbandierate oggi da euroscettici, indignados e populisti vari, ma adottò severe misure di rigore e austerità, perché un Popolo in difficoltà può risollevarsi solo con i sacrifici e rimboccandosi le maniche e non inseguendo fole, fantasiose invenzioni economico-finanziarie e furbate varie.
Ecco quindi per chi non sa (o fa finta), per gli smemorati e per chi non sa la Storia (o fa finta), l’elenco delle misure adottate nel 1926 dal Ministro delle Finanze Giuseppe Volpi Conte di Misurata, sotto la supervisione di Benito Mussolini, per salvare l’Italia e farla uscire dalla grave crisi che l’attanagliava :
RIDUZIONE DELLA CIRCOLAZIONE MONETARIA  attraverso il blocco del credito bancario, con divieto di incetta di valuta estera e della esportazione di denaro;
LIMITAZIONE DELLE IMPORTAZIONI di materie prime e prodotti alimentari da sostituire con prodotti nazionali o ricavati da prodotti nazionali;
LIMITAZIONE DELL’APERTURA DI NUOVI NEGOZI  ne furono anche chiusi circa 25.000, principalmente negozi di lusso, bar, osterie e locali notturni;
- LIMITAZIONE DELLA COSTRUZIONE DI CASE DI LUSSO ;
LIMITAZIONE DELL’UTILIZZO DELLA CARTA con diminuzione delle pagine e del formato dei giornali;
- RIDUZIONE PER LEGGE DI SALARI E STIPENDI nella misura del 10% per impiegati e dipendenti pubblici e del 20% per gli operai;
AUMENTO DELLE ORE LAVORATIVE da 8 a 9, senza variazione del salario o dello stipendio;
LICENZIAMENTO DI MIGLIAIA DI DIPENDENTI PUBBLICI dello Stato e degli Enti locali con snellimento della burocrazia;
TASSA SUL CELIBATO da utilizzare a sostegno delle famiglie;
- AUMENTO DELLE TASSE SULLE CONCESSIONI GOVERNATIVE;
PRESTITO DEL LITTORIO (Decreto Legge 1831 del 6 novembre 1926) con la trasformazione “forzosa” dei Bot e Btp in un Debito Consolidato TRENTENNALE al 3,5% (i risparmiatori italiani per 30 anni non potevano più ritirare il capitale ma solo gli interessi).
Per ridurre l’impatto di queste severissime misure sulle famiglie ed i ceti popolari furono bloccati i prezzi dei generi di prima necessità e gli affitti delle abitazioni e ridotte le tasse a carico delle famiglie con figli.
Come si vede furono una serie di severissime misure di austerità e rigore, ben più “lacrime e sangue” di quelle che oggi fanno strillare gli euroscettici ed i fautori dell’indebitamento (tanto poi ......il debito non è nostro e non lo paghiamo!!), che non hanno capito (o fanno finta) la gravità della situazione italiana che si è andata incancrenendo negli ultimi vent’anni.
Grazie a quelle misure però il Fascismo riuscì a riequilibrare la bilancia dei pagamenti, a sistemare i conti pubblici, a salvare la lira che stava crollando (in dieci anni si era svalutata di 5 volte il suo valore), ad attrarre nuovamente i capitali esteri per la fiducia riconquistata sui mercati, a pagare la prima quota dei debiti della Prima Guerra Mondiale ottenendo una lunga rateizzazione per la parte rimanente, a rilanciare una nazione stremata e con il gravoso problema del sostentamento delle famiglie dei 600 mila morti e degli oltre un milione di mutilati e invalidi della guerra.
Tutto questo consentirà poi all’Italia fascista di superare meglio di altre nazioni la grave crisi mondiale del 1929 e di attuare tutte quelle conquiste sociali e grandi opere degli anni ‘30 che la resero grande nel mondo e che sono riconosciute da tutti gli studiosi seri ed obiettivi.
Repetita iuvant!

di Adriano Rebecchi