Certe volte mi
arrabbio con me stesso. Cosa continui a pensare ed a scrivere quindi, contro
questo sistema? Tanto non cambia….
Vero.
Questo sistema non cambia né può farlo, per sua –perversa- natura.
Però bisogna lottare per abbatterlo. E le “armi” che ho sono quelle della
divulgazione di un pensiero contrario, di una opposizione a mio avviso logica e
necessaria, di un tentativo di indurre chi legge a pensare, libero da Tv e
media asserviti e funzionali.
Vediamo un po’.
Oggi i “media – linguetta”
sono stracolmi della confusione che regna nella cosiddetta sinistra.
Accantonato Vendola (ha le gatte da pelare a casa sua), nel PD (Partito del Denaro?) si chiacchiera di scissione a sinistra. E si individua
Landini (Fiom) a capo della nuova banda di trinariciuti.
E Renzi non
reagisce, anzi spinge allo scontro. Leopolda docet.
Il suo
ragionamento (suo?) è chiaro.
Eliminiamo le
frange estreme (cinque, sette, fino al dieci per cento?), e convergiamo al
centro.
Italia, paese di
moderati apprezzerà.
In più ha praterie
di voti davanti a sé. Gli astensionisti, che erano la metà degli aventi
diritto.
La oggettiva crisi
del Berlusconi, sia politica, che anagrafica (le energie necessarie evaporano
ogni giorno che passa), può far convergere su Matteo parte dei benpensanti
piccolo borghesi.
In più c’è il
parco buoi dei “cespugli” vagabondi, in cerca di remunerate poltrone, pronti a
qualsiasi mercimonio.
Credo di non
essere lontano dal valutare in un trenta
per cento di voti in più, la somma di cui Renzi potrebbe disporre.
I poteri forti che
lo hanno espresso (ha ragione la
Camusso - passionaria nel citarli) si fregano le mani. Solo
che lady-Cgil ha sbagliato obiettivo: non sono in Italia, quei poteri. Sono al
di là dell’Atlantico e al di là del Mediterraneo. Come sempre.
Cioè Renzi andrà
ad elezioni, spacciandosi per tranquillizzante personaggio “che fa”. Un vero
prozac politico.
Ed in effetti,
Renzi “fa”. Porta a compimento il criminoso disegno di svendita dello Stivale.
Come gli è stato ordinato. Preso e scelto
in funzione anti Grillo (che sta
suicidandosi allegramente), svolge il compitino con la diligenza e l’entusiasmo
che gli anni gli consentono.
Ed incarna
perfettamente quello che vado ululando da anni: lasciateci fare i nostri porci
comodi all’interno dell’Italia, in cambio di una obbedienza pronta, cieca ed
assoluta.
Sottoporre a
referendum alcuni trattati come è stato fatto in altre Nazioni? Mai! Il Popolo
potrebbe pensare!
Chiedere se l’euro
è simpatico? Il turpiloquio non dovrebbe essere ammesso!
Toccare certi
poteri (la lista degli evasori, per esempio. La Germania la “comprò”
dalle banche svizzere – tra l’altro passate di proprietà agli USA, guarda caso
– e mise mano al problema). Qui da noi? Ma sei matto?
E potremmo
continuare con le vecchie cariatidi re re re investite di poltrone e stipendi
satrapeschi, per mantenere l’equilibrio e la pax genziana…….(Treu, Valentini,
ma ce ne sono a piramide un reggimento). Alla faccia della sbandierata
rottamazione.
Renzi è un
furbetto. E lo capisco. Si gode il momento. Carpe
diem, diceva Orazio. Che però
faceva il poeta, non il primo ministro.
Unico problema,
per il Matteo: il Popolo comincia a “sentire”.
Comincia a capire.
Comincia a porsi
delle scomode e scorrette domande.
La fame aguzza
l’ingegno e l’insicurezza scuote coscienze e polluzioni.
Attento, furbetto!
Il Popolo italiano cova le braci sotto la cenere del perbenismo e del quieto
vivere. Ma la disperazione soffia sul fuoco che, quando divampa, non è
arrestabile. Da nulla.
Nulla e nessuno
può fermare un Popolo che si ribella.
Fabrizio Belloni