Ma gli analisti sono convinti che le azioni della NATO nei pressi dei confini russi sono il seguito logico, dal punto di vista dell’Occidente, del gioco politico iniziato in Ucraina.
Per la partecipazione alle manovre Saber Strike-2014 sul poligono lettone di Adagi sono giunti più di mille militari stranieri provenienti da Lettonia, Estonia, Lituania, USA, Gran Bretagna, Finlandia e Norvegia. Dalla Danimarca sono arrivati mezzi corazzati.
L’obiettivo ufficialmente dichiarato delle esercitazioni è perfezionare l’esperienza di partecipazione alle operazioni internazionali, compreso in Afghanistan, la sinergia delle truppe terrestri ed aeronautiche e la compatibilità delle unità militari degli alleati della NATO.
Le esercitazioni parrebbe siano programmate, si svolgono ogni anno. Ma questa volta quasi un mese prima del loro inizio gli USA hanno invito in ognuno dei paesi baltici e in Polonia 150 para. È ben vero che le capitali baltiche e Varsavia hanno rivolto essi stessi la relativa richiesta a Washington – tanto le hanno spaventato la situazione in Ucraina e l’imprevedibilità della Russia. Alcuni politici d’opposizione lettoni avvertivano che la presenza di truppe straniere sul territorio della Lettonia può avere un impatto negativo sulla stabilità nella regione. Ma la Casa Bianca non bada a simili argomenti – ha il suo piano d’azione secondo il quale in Europa, nell’aerodromo militare britannico delle Forze Aeronautiche Reali Fairford, in Glosteshir, sono arrivati due ulteriori bombardieri strategici B-2 di stanza nella base aeronautica americana in Missouri. All’aerodromo Fairford c’erano già tre B-52. A proposito, tutti questi aerei sono capaci di portare l’arma nucleare. Le azioni degli strateghi americani s’inquadrano in due mosse – destabilizzazione della situazione in Ucraina come pretesto per l’avanzata dell’Alleanza verso le frontiere russe.
I discorsi dei politici e mass-media occidentali sulla presunta annessione russa della Crimea, sul fatto che Mosca starebbe provocando gli avvenimenti nel sud-est dell’Ucraina, non convincono più nessuno. A Tutti già da tempo è chiaro che la crisi in Ucraina è una parte del progetto dell’Occidente puntato contro la Russia,- osserva il politologo Semen Bagdassarov.
L’essenza del progetto geopolitico consisteva nell’intenzione di mettere sotto controllo tutto il territorio dell’Ucraina, compresa la Crimea. Particolare interesse, sicuramente, suscitava la base marittima profonda a Sebastopoli. Non solo, l’Ucraina dispone di consistenti risorse il cui uso contro la Russia Кроме suscitava vivo interesse dell’Occidente. Esso non nasconde che in prospettiva vorrebbe disgregare la Federazione Russa.
Secondo gli esperti, dopo la rimozione di Janukovich e l’arrivo delle forze filoamericane al potere, Washington intendeva denunciare gli accordi di Kharkov sulla Flotta del Mar Nero per indurre, in tal modo, la Russia ad andarsene dalla Crimea. Ma le cose sono andate in modo diverso. Non è il caso di ignorare anche la possibilità di dislocamento in Ucraina di basi della NATO. Gli USA già da tempo sognano di avvicinarsi strettamente ai confini russi. In questo senso l’Ucraina è solo una carta di scambio nel gioco contro la Russia,- ritiene Alexandr Kofman, capo della Segreteria del Consiglio di coordinamento del Movimento pubblico del Sud-Est dell’Ucraina.
“L’Ucraina è esclusivamente una carte di scambio nel gioco geopolitico contro la Russia. Penso che ora ciò sia chiaro a tutti. È un ostaggio degli interessi che ora sta tentando di giocare il mondo occidentale. O la sua presenza militare in questa area o il coinvolgimento della Russia in un grave conflitto con l’Europa, d cui avrebbe da guadagnare molto l’America.
Secondo Kofman, se ora l’Ucraina non saprà far fronte all’imperversare del fascismo nel Paese, è molto alta la possibilità che in futuro sul suo territorio ci saranno basi militari della NATO. Nell’area del sud-est saranno avviati i lavori per l’estrazione del gas scisto, i quali la trasformerebbero in un deserto. Tale è la prospettiva contro cui stanno combattendo i militanti del sud est.
Quanto alle attuali azioni militari nei pressi dei confini russi, le spigano le parole che ha detto il Segretario Generale della NATO Anders Fogh Rasmussen, il quale ritiene, in particolare che l’Alleanza si sta preparando a far fronte al nuovo modo di conduzione di guerra applicato dalla parte russa. Secondo lui, la Russia ha dimostrato il suo atteggiamento aggressivo verso l’Ucraina aumentando notevolmente la sua presenza militare nelle aree confinanti. Mosca non fa la guerra con nessuno ma porterà avanti la sua politica nell’interesse nazionale. I leader della NATO sono costretti ad abituarsi ad adattarvisi.
Fonte. La Voce della Russia
Per saperne di più: http://italian.ruvr.ru/2014_06_09/La-NATO-si-vedra-costretta-ad-adattarsi-8250/
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