giovedì 17 ottobre 2013

LA DEMOCRAZIA E LA SOVRANITA’ POPOLARE NEL FORZIERE DELLA BCE di ANGELO RUGERO

Dalla “sovranità popolare” alla “sovranità dall’alto”, nel centralismo verticista del federalismo dell'Europa del "quarto reich" (titolo dato dalla Prealpina ad un nostro articolo del ‘98)

NO!NO!NO! Non separate la vita dalla morte implicitata nella crisi di coscienza dello scopo del lavoro della del ragione e della vita. Donde l’indifferenza per la morte che si aggira per il mondo insinuandosi, nelle pieghe della vita. Ancor più adesso con la crisi universale della democrazia e delle classi dirigenti che perpetrano infamie ogni giorno sui popoli e le genti di ogni parte del mondo, dell’Italia e del Mediterraneo Mare di morte prodotto dalle fetide esalazioni di quel marciume chiamato “Europa” dei liberisti e riformisti del mercato dei mercanti di morte che agiscono nel mondo e sulle sponde Mediterranee di tre continenti. Con la complicità, anzi l’incitamento e la protezione, di governanti che hanno quella che non si può definire altrimenti che “faccia di culo” quale quella di Alfano e Quagliariello di nome e di fatto, del P2 Cicchito, dei mariuoli ex-cattolici ed ex-Pci del governo dei due Letta e del PD, covi delle colombe dorotee che cinicamente volteggiano sul Paese e su Lampedusa persino invocando un premio dalla aristocratica-borghese fabbrica dei Nobel della fatiscente Europa-UE, in nome della morte dei morti. Loro che tutto questo l’hanno scritto e voluto da tempo rinchiudendo la democrazia nei forzieri della BCE, e che tanti, anzi pochi, hanno tempestivamente denunciato per tempo, a suo tempo. 

“LE PERSONE VIZIOSE SI INTENDONO SEMPRE” ( Balzac) : e tutte assieme stanno nel governo dei due Letta 

L’antisovranità popolare del forziere BCE espropria la sovranità italiana con l’autonomia del politico (dalla società con separazione delle istituzioni dal Paese) - del Governo dei Letta del Tambroni Napolitano di unita nazionale democristiana e fusione tra gli antiberlusconiani e i berlusconani diversamente- berlsuconani(sic) brodi di coltura della diversamente-sovranità non più popolare da sancire sovvertendo la Costituzione che è il primo e solo scopo di questo governo e Parlamento dei nominati a coronamento dell’insediato trasformismo e notabilato DOROTEI anch’essi prodotti del maggioritario-uninominale-presidenzialista come con quello ottocentesco e pre/fascista che preparò e favori il fascismo iniziato, veramente, col Parlamento assediato dagli interventisti pro-guerra e con la prima grande guerra dichiarata dal governo.

 

Democrazia e sovranità popolare nel forziere della BCE  (dall’articolo del ’98)


……….. “Questo mentre si mistifica sul superamento dello stato-nazione, quando invece si creano e si rivendicano altri stati-nazione. Mentre l'Europa stessa si configura come un ordinamento strumentale degli stati-nazione, una loro proiezione e luogo di incontro degli esecutivi nazionali di governo, da cui questi  dettano "direttive" che dominano sugli stati, al di sopra e contro la sovranità popolare. Direttive fissate quindi da "elites" degli stati nazionali, che si dislocano in sedi sovranazionali, su cui i Parlamento e ancor più le comunità locali, non possono nemmeno interloquire.
L'ordinamento europeo risulta infatti centralisticamente imperniato: A) su una "Commissione europea" che nessuno ha mai eletto; B) sul potere monocratico (vero "dictator"  secondo l'etimologia latina  che indicava colui che veniva eletto proprio quando non si poteva farne a meno, cioè solo nei tempi di guerra, solo per 6 mesi e affiancato da un altro) del Presidente della Banca centrale europea, che con un mandato che dura il doppio di quello del presidente degli Usa, non deve né rispondere a qualcuno né essere eletto, bensì viene nominato da boiardi degli stati-nazione, che proprio in questi giorni stanno litigando, tramando e complottando per decidere chi sarà il prescelto.
Il rafforzamento centralistico dello stato-nazione con il federalismo e il super-stato-nazione europeo. E' comprensibile che questa "Europa dei boiardi"  voglia garantirsi rispetto alla "sovranità popolare". Ecco perché, appena eletto presidente della Bicamerale, il "maggiordomo" D'Alema è volato da Kol e alla Bundesbank, e ci è tornato in questi giorni, per assicurargli che le "riforme" costituzionali si faranno. Con il federalismo appunto, che garantisce i boiardi perchè eleva di potere le "elites" locali anziché le comunità territoriali.  Le quali comunità, oltre che con il centralismo nazionale, avranno a che fare con tanti altri e arroganti centralismi regionali e locali. Oltretutto privi di poteri economici e, quindi, dipendenti dalle decisioni assunte : 1)  dal governatore della Banca d'Italia, in esecuzione degli "ordini di servizio" che gli verranno trasmessi dal "dictator" della Banca europea; 2) dal governo statale nazionale, in esecuzione delle decisioni assunte nelle sedi extranazionali, subalterne ai centri monetari, in cui si proietta il vertice statale nazionale, e che il federalismo rende del tutto inarrivibili e incontrollabili dalle comunità locali.
La "sovranità popolare" trasferita ad una Banca : questo è il "deficit democratico" dell'Europa, di cui si parla, ovvero la germanizzazione da parte del "quarto reich".
L'indignazione è una categoria morale, e il fatto che non ci si indigna per questo e si guarda all'Europa come si guarda alla partecipazione dell'Italia alla fase finale dei mondiali di calcio, è segno della caduta anche morale del Paese” 

(Angelo Ruggeri, Movim. Nazion. Difesa e Rilancio della Costituzione)


*) Da un articolo su La Prealpina del il 6 maggio ‘98 e intitolato LA SOVRANITA’ POPOLARE NEL FORZIERE DELLA BCE 

 PER NON DIMENTICARE.             

Povero Silvio?            BLIND TRUST

Per evitare guai morali seri, scandali, accuse di corruzione e per non cadere nelle polemiche sui ricchi al potere che avviliscono l'Italia, l'allora presidente degli Stati Uniti, George Bush, nominò Boyden Gray come Sovraintendente Morale. In pratica un occhiuto controllore sulle eventuali illegalità dei governanti: chi possiede azioni Ibm non poteva legiferare in quella materia e così via.
Invidiosi, eh? Immagino che, oltre a tutti gli altri, chi come Ersilia Salvato, a nome di Rifondazione ha parlato della proposta dei saggi di Berlusconi, come di un passo avanti, ne trarrà il convincimento di uno standard etico politico superiore al nostro. Senz'altro niente di simile è paragonabile all'operetta sudamericana che ognuno sta recitando, e seriamente senza che gli scappi neppure una risata, attorno alla proposta di blind trust che, già ridicola di per sé (che senso ha dire che uno non fa più i suoi interessi quando sa benissimo che quell'azienda è sempre sua e di lì a 3 anni la dirigerà direttamente, se vuole, per di più nell'era del management che permette ad Agnelli di avere più tempo libero e alla sinistra di credere che non ci sono più i padroni?) lo è diventata ancor più con la pretesa che tre saggi (come nel ventennio fascista le "persone di chiara fama") nominati da colui di cui dovrebbero proporre la limitazione degli interessi, pretendono che sia una soluzione il rendere Berlusconi cieco, muto e sordo rispetto ai dirigenti delle aziende Fininvest, come se questo fosse veramente possibile e come se veramente questo servisse a qualche cosa. E' il dramma e il ridicolo in cui si incorre quando si rincorre nel modo più sfacciato una democrazia solo "formale", del tutto dimentichi di quella "sostanziale". E che sia questo il problema e non la differenza di standard etico politico, lo dimostra il fatto che il "nostro" elegantissimo Boyden Gray, da bravo Sovraintendente Morale, impiegò ben sei mesi dopo la scadenza dei termini per consegnare la sua dichiarazione dei redditi, come vuole la legge per gli uomini di governo. Peccato, per i nostri progressisti, che quando finalmente quegli spioni di giornalisti riuscirono a leggere i documenti, saltò fuori che Grey era ancora consigliere di amministrazione di un impero dei media del valore di mezzo miliardo di dollari (800 miliardi di lire). Nel frattempo incassava 87.000 dollari l'anno di parcelle private fuori legge.
Benvenuti negli Stati Uniti, paradiso dell'etica politica che noi tanto invidiamo e di altrettante porte girevoli che consentono di aggirare gli sceriffi della morale. Quanto sia “morale” Washington e gli Usa e a chi servano le leggi antitrust e, quindi, ancor più i Blind Trust, lo abbiamo già visto in "La riscoperta dell'America" sui numeri 28-29 e 30-31 del lavoratore/oltre.

Per chi voglia invece restare in Italia, nella Repubblica antifascista fondata sul lavoro, quella dotata di una Costituzione che, dopo aver dato vita al "caso italiano" e alla democrazia sociale più avanzata nel mondo, dopo aver costretto nelle trame occulte e piduiste coloro che considerano insopportabile una Costituzione che vuole sottomettere la proprietà privata all'utilità sociale, continua a resistere da sola agli attacchi e assalti sia della destra più becera e raffinata che agli sputi di una sinistra che, in quanto anti-istituzionalista e incapace di padroneggiare il diritto - che è il punto vero di sintesi ed equilibrio tra le varie discipline e l'esperienza storica e sociale delle masse -, quand'anche "abbattesse lo stato", è destinata a vedersi riproposte in continuità le più vecchie e tradizionali forme del potere borghese, chi voglia restare sul terreno proprio di una democrazia e non della pseudo democrazia americana o anglosassone, si rifaccia all'articolo 43 della Costituzione. Anche per rispondere a un Berlusconi che presume anticostizionale il costringere a vendere le sue aziende e proponga, "a fini di utilità generale", una legge per "trasferire mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti" le imprese di Berlusconi. Così aiuteremo il povero Silvio a trovare finalmente la soluzione al suo problema di trovare un compratore. E vedremo che una sinistra che sputa su una Costituzione, che non conosce, perché moderata, liberale e borghese, dirà che è massimalista proporre l'esproprio costituzionalmente previsto. E scopriremo come mai, di fronte al fatto che, storicamente, il senso dello stato e del diritto appartiene solo, oltre che ai vecchi liberali, ai comunisti, ai cattolici e ai fascisti, oggi che comunisti e cattolici sono in crisi, emergono i fascisti, anche a livello governativo. Vedi anche, soluzione data alla direzione di Banca Italia.                             (Angelo Ruggeri)



Da Il Lavoratore/oltre del 21 ottobre 1994