O qualcosa di mezzo? Paradossalmente prima che il trio delle meraviglie (Cavour, Mazzini, Garibaldi) imponesse le sue imprese, la maggior parte delle italiche banche, erano in mano di privati, oggi non si sa. Mi spiego meglio. L'attività bancaria nei paesi cristiani (cattolici e ortodossi) era esercitata da grandi banchieri che operavano per conto proprio e da una miriade di associazioni di cittadin i privati (corporazioni laiche, confraternite religiose, associazioni di beneficienza, ecc.) attenti, attentissimi a non prestare denaro a tassi di usura.
Non esisteva un tasso di usura specifico, anche perché dipendeva dalle operazioni che si andavano a finanziare; l'importante, comunque, era "non approfittarsene".
Col laicismo risorgimentale le associazioni cristiane furono espropriate legalmente (ex lege) e le loro proprietà passarono agli enti pubblici, territoriali (comuni, province) ed economici.
Questi enti pubblici oggi sono governati dai partiti. Quindi le banche sono governate da fondazioni pubbliche, pubblico-private, fondi privati che comunque prima di entrare nel c. d. a. devono avere il placet della politica (leggasi partiti più forti), ed ecco codsa accade:
[pote
te trovare il volumetto online di Auriti intitolato : IL VALORE DEL DIRITTO tale volumetto vi aiuterà a comprendere che il problema non è la proprietà privata, ma il fatto che non si sa chi comandi certi apparati] di Rocco Nuzzo
http://www.liberoquotidiano.it/news/economia/1167683/La-storia-del-crac-di-Mps---la-banca-rossa-e-nei-guai--per-l-aiuto-a-Prodi-e-D-Alema.html
http://finanzanostop.finanza.com/2013/01/24/ecco-le-operazioni-contestate-di-mps-e-cosa-rischiano-correntisti-e-azionisti-di-monte-dei-paschi/
http://digilander.libero.it/Terra_Nostra/Il_valore_del_diritto.pdf