IN DIFESA DELL’AGRICOLTURA, DEGLI AGRICOLTORI… e degli agronomi
Quanta confusione!!! Pesticidi o fitofarmaci ??? L’articolo su Conegliano??? delinquenti di viticoltori che cercano di salvare il prodotto ma uccidono uccelli, gatti e vicini di casa???
E’ a dir poco offensivo (ma ben calcolato da chi deve far presa sull’opinione pubblica) l’utilizzo del termine “pesticida” che induce l’opinione pubblica a guardare, chi li utilizza o ne consiglia l’utilizzo, come apportatori di peste. Siamo sicuri di questo? Siamo sicuri che il mondo in generale e quello agricolo in particolare si possa permettere di fare a meno di tutti gli agro farmaci? Siamo sicuri che i fitopatologi che consigliano un uso rispettoso dei fitofarmaci possano da domani starsene a casa a coltivare l’orticello senza procurare danni “immani” all’umanità? Sì forse è ora di lasciare spazio agli “stregoni” !!!
Per carità…. Rispetto tutte le opinioni e sono sempre attento alla agricoltura naturale, ma odio gli integralismi.
Non si può nemmeno iniziare un dibattito serio su fitofarmaci sì - fitofarmaci no, quando chi vorrebbe porre un problema all’attenzione del pubblico inizia con il chiamarli pesticidi e ne propone l’abbandono immediato e totale.
Io credo che il problema è troppo grande e troppo complesso per poterlo affrontare in quattro righe di un blog, senza una adeguata informazione e senza dedicargli molto tempo (di cui purtroppo non sempre disponiamo).
Per questo, sperando che non venga scambiato per un “untore”, essendo in realtà un fermo sostenitore dell’uso di tecniche “naturali e rispettose dell’ambiente” (quando esistono e quando sono praticabili in termini economici per l’agricoltore) faccio solo alcune considerazioni non come agronomo, ma come uomo che si pone dinanzi a questi problemi con rispetto delle idee altrui e senza molte certezze.
Oltre al problema ambientale, al problema della salute per l’uomo e per la vita del pianeta in generale, vanno analizzate anche problemi economici:
Per chi fa agricoltura da reddito e non per hobby: spesso si vorrebbe scaricare il problema generale su chi tutti i giorni vive del suo “duro” lavoro. E’ pensabile che un imprenditore agricolo rinunci all’uso di mezzi “leciti” (fitofarmaci, non pesticidi), che sono sottoposti ad una ferrea legislazione sia per ottenere l’idoneità all’impiego, sia per un loro corretto utilizzo in campo, per il gusto di vedere il suo prodotto irrimediabilmente distrutto in tutto o in g ran parte…. Perché questo avviene!!!
E’ pensabile per l’umanità perdere il 50% di produzione per il gusto che qualche miliardo di persone si diverta a guardarne qualche altro milione, gli “eletti”, cibo 100% naturale (che non esiste!!!)??? O vogliamo tornare al 7500 a.C., all’uomo cacciatore o pastore che si nutriva di bacche??? E sì perché dopo è arrivato l’agricoltore a combinare disastri…. A sottrarre spazio agli incolti … a disboscare…. A lavorare dalla mattina alla sera….. a non guadagnare nemmeno la centesima parte di quello che meriterebbe…. A vedersi descrivere come l’utilizzatore di pesticidi …. che inquina per salvare il suo prodotto a danno dei cittadini???
Il prodotto “naturale” è sempre più sano di un prodotto ottenuto usando “secondo i termini prescritti dalla legge”? …e le micotossine ???
Visto che è impensabile affrontare il problema fitofarmaci sì – fitofarmaci no, sperando di risolverlo in un sol colpo, vi risulta che ci sia una corretta informazione sulle “produzioni da agricoltura integrata”??? O pensiamo di poter risolvere tutto con il biologico e il biodinamico??? E l’opinione pubblica saprebbe poi cosa significa prodotto biologico o biodinamico o deve essere ancora subdolamente messa in condizione di pensare al nettare degli dei???
E visto che ci siamo… perché nelle farmacie un “farmacista” e nelle rivendite di fitofarmaci “… uno qualsiasi”? Chi consiglia l’uso degli agro farmaci? Chi informa sul corretto uso? Chi conosce il “tempo di rientro”? chi conosce il “tempo di carenza”, “prodotto Xn”, “prodotto Xi”, , “DL50”, “R40”, “R60”.... “selettività”… sono termini riportati sulle etichette…. Chi li conosce??? Gli esperti che consigliano la difesa integrata ne sono a conoscenza.
di Pietrangeli Fabio
-------------------------------------------------------------
in merito ai pesticidi o fitofarmaci in agricoltura posso dire la mia esperienza diretta nella mia azienda di produzione di fiori recisi.
faccio presente che il fiore è molto più delicato di qualsiasi ortaggio o frutto, perchè una minima macchia procura il deprezzamento del prodotto.
quando ho iniziato la coltivazione, mi sono fidato dei agronomi tradizionali, dei venditori dei bulbi e dei rivenditori dei fitofarmaci o pesticidi, il risultato è stato che mi ritrovavo 3 o 4 volte a settimana a dare prodotti chimici con uno scarso risultato e peggio ancora mi sono massacrato la salute.
per puro caso ho conosciuto un consulente agronomo che applica la coltivazione biologica, o meglio fa una mappatura dei batteri presenti nel terreno da coltivare e provvede a dar da mangiare a quei batteri che combattono i batteri o funghi dannosi per la pianta. gli unici prodotti che mi faceva usare erano il rame e lo zolfo, ed in caso di estrema necessita qualche fungiciga, ma si trattava di 1 trattamento ogni 2 mesi. i risultati sono stati veramente ottimi, ottima qualità, massima durata del prodotto nei negozi e sopratutto mi sono ripreso la salute. poi ho scoperto che a Viareggio, dove abita e dove ha il suo laboratorio di ricerca, lo chiamano stregone! la sua consulenza l'ho avuta per 8-9 anni di fila, è qualche anno che l'ho interrotta perché faccio una piccola produzione dato che il mercato non paga più il lavoro della produzione.
non dico che è più economica di quella chimica, perché la sua consulenza annua se la fa pagare bene, ma a parità di spesa preferivo il miglior prodotto e maggior salute...
ritengo che l'industria farmaceutica, con tanti soldi che investe cerca un grosso utile(l'industria farmaceutica è la lobby che fa più reddito al mondo) e se ne frega della sana produzione e della salute delle persone.
Andrea Rossi