"Il PIL misura tutto meno ciò per cui vale la pena di vivere" (Robert Kennedy)
"La religione senza scienza è cieca, ma la scienza senza religione è zoppa" (Albert Einstein)
"Meglio morire in piedi che vivere in ginocchio" (briganti, decennio 1861-'70, grande spirito, senza scuole, senza libri o professori, senza capi, solo con l'ispirazione della natura, della tradizione atavica, dei propri sentimenti, della religione, della vita)
"Noi, popolo americano, aborriamo le società segrete, perchè è nel segreto che avvengono i peggiori crimini ed io chiedo l'aiuto del popolo per sbaragliare questi odiatori dell'umanità intera" (John F. Kennedy, pochi mesi prima di essere ucciso dai cospiratori, tra cui era il suo vice Lyndon B. Johnson)
"La mente intuitiva è un dono sacro, la mente razionale è un utile servo. Noi abbiamo costruito una società che onora il servo ed ha dimenticato il dono" (Albert Einstein)
"Chi sa e non agisce, due volte tradisce" (briganti, decennio 1861-'70, idem come sopra)
mercoledì 5 settembre 2012
martedì 4 settembre 2012
Registi della propria vita
Spesso ci arrovelliamo le cervella sulle sorti e l'andamento della nostra vita, della nostra comunità del nostro paese e pensiamo subito alla sorte, al destino fino poi arrivare anche a Dio per qualcuno. La battaglia della natura umana in fondo si può sintetizzare in una lotta contro il fato. Ma chi è questo fato oscuro che diventa benevolo o cattivo per una parte dell'umanità e cattivo per l'altra? La battaglia fin dalla nascita è quella di strappare tempo e certezza in una dimensione materiale che ci costringe a vivere in una finestra di tempo veramente ridicola se consideriamo i miliardi di anni che il nostro universo si porta con tanta facilità. Un minuscolo spaziotempo concesso per vedere la dimensione materiale e poi forse tornare ad essere luce, se si è compresi di essere Dio. In questo tempo c'è una lotta di legami contro il tempo e contro la materia che distruggono la nostra energia la esauriscono in sessanta ottanta anni. La lotta non è tanto tra il bene ed il male ma su quanto siamo protagonisti di questa storia, su quanto riusciamo ad essere registi della nostra vita. Il destino è di essere attori lo scegliamo giornalmente, sta a noi volere diventare registi. La bilancia della vita è quella di capire quanti eventi della nostra esistenza sono stati effettivamente voluti dalla nostra coscienza e quanti invece sono stati subiti. La libertà non esiste già il solo fatto che un essere di luce debba per completare la sua perfezione passare per l'umiliazione della materia è duro da digerire per chi sente l'essenza dell'infinito. La libertà è solo una consapevolezza delle forze che ci tengono in equilibrio, ed il gioco della liberazione è proprio nell'avere il coraggio di sciogliere tutti i legami con lo spaziotempo, e solo quando avremmo sciolto l'ultimo laccio ci renderemo conto della nostra piccola mente. Il Dio che è in noi cerca di esplodere ma l'errore del tempo non permette l'estrinsecazione dell'eternità, e la vera divinità sta proprio nell'umanizzazione della materialità. L'universo segue delle regole sue che forse vanno verso il disordine universale, mente la piccola mente umana piena di se nell'ordine di un settemiliardesimo, tanti sono gli uomini e ancor cresceranno, vuole comprendere e mettere in ordine le cose pretendendo di dare le sue regole, che possono essere spazzate in un istante. Anche la macchina umana è un agglomerato di leggi biologiche fisiche e psicologiche che sono destinate ad autodistruggersi ed andare verso il disordine che noi chiamiamo morte. Dove è l'essenza, dove è la logica in un governo illogico di un rimescolarsi di esperimenti ciclici e millenari che vanno verso il disordine. L'umanizzazione di un universo disordinato potrebbe essere la creazione di un Dio giusto che l'uomo vorrebbe andasse verso l'ordine universale. L'esistenza di un dio è una rappresentazione di un essere che realmente è dentro noi che cerca una sua approvazione nell'uomo sociale, al fine di renderlo sempre più vero in virtù della regia del nostro misero tempo, buona la prima, non ci sono repliche di cui dobbiamo gestire la nostra meravigliosa misera esistenza. Giuseppe Turrisi
lunedì 3 settembre 2012
PICCOLI PARTITI CRESCONO
Sempre più partitini, sempre più divisi, sempre più perdenti.
- (Più tutti i secessionisti del sud e vari)
domenica 2 settembre 2012
LA FUNZIONE DI UNA MONETA
Quello che fa andare avanti una economia di produzione non è la moneta, ma il lavoro. La moneta facilita gli scambi dei prodotti lavorati (o di servizi). Per cui sono necessarie due cose:
1. L’accettazione della moneta da parte di chi lavora e vuole scambiare il lavorato suo con quello altrui:
2. La circolazione, cioè che la moneta esca da e rientri a lo stesso punto. Questo non sono riusciti a farlo tutte quelle monete complementari emesse da gruppi generalmente benintenzionati ma che non ne hanno compreso l’importanza.
Quanto sia importante la velocità di circolazione lo prova l’esperimento di cui ti parlai qualche tempo fa: MPESA. In cinque anni, 2007-2012, le transazioni monetarie di contante in Kenya hanno raggiunto la cifra di 1400 miliardi di scellini (100 scellini = 1 €), equivalenti al PIL annuale del paese. Il totale ufficiale di circolante fuori dalla banche è di 119 miliardi, quindi la cifra non rispecchia la quantità di moneta ma la sua circolazione rapida. Ad occhio e croce, 1,4 miliardo ha circolato 1000 volte in cinque anni, o 200 volte in un anno, o al ritmo di 380 milioni al giorno, che divisi per 38mila chioschi dove si vende il servizio fa una media di 10mila scellini giornalieri per chiosco.
Quel contante le banche non lo vedranno più, e il loro tentativo di sbarazzarsene per vie legali è fallito.
In Italia basterebbe un solo Comune con un sindaco dagli attributi di Michael Unterguggenberger di Wörgl per ribaltare la situazione. Quando la cosa funzionerà in un circondario, si spargerà come fuoco di polveri ad altri.
Sempre a disposizione,
Silvano Borruso
sabato 1 settembre 2012
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