Sul tuo prato è cresciuto un nero asfalto, ma nei cortili il tuo nome risuona ancora. Nella tua Dora scorre fango e cresce il fumo, ma il tuo tempio parla sempre di primavera.
RIT. Scendi nelle strade, scendi ancora, insieme a te cammineremo cantando. Su mille occhi di ragazzi spenti di sorriso, ritornerà la vita (2v).
Nella città di tutti i giorni tu sei atteso, fa risentire la tua voce di giovinezza. Non son più spazzacamini, né maniscalchi, ma volti stanchi, intossicati con il progresso.
Siamo saliti verso il colle che ti ha donato, là dove il vento è profumato di caldo fieno. Il nostro occhio ci disseta , nel tuo azzurro e come il pane noi cerchiamo, la tua pace.