domenica 27 dicembre 2015

Il mistero del dio Mitra, il più fiero avversario di Cristo

Mitra era un dio-guerriero di origine indo-iranica. Era anche il dio che custodiva i patti. Questi due aspetti lo rendevano oggetto di particolare venerazione tra i legionari romani. La divinità era anche collegata a particolari culti solari: ora come aiutante del dio Apollo ora personificazione del sole (il Sol invictus). 
Nella tradizione più antica, indo-iranica appunto, il dio combatteva accanto al dio del Bene, Ahura Mazda, nella guerra cosmica contro il dio del Male, Ahriman. La sua dimora sarebbe sulla catena montuosa dell'Erbuz: più esattamente sul monte Damavand, il più alto vulcano del pianeta (oltre 5.600 metri), considerato il "monte Olimpo" dell'Iran. Dove pure, secondo le leggende popolari, abiterebbe, incatenato all'interno di una spelonca, un terribile demone che un giorno si libererà e distruggerà la vita sulla Terra.
Il culto di Mitra arrivò a Roma intorno alla metà del I Secolo d.C. Tra il II e III secolo d.C. esso era talmente diffuso che, secondo l'opinione quasi unanime degli storici, se il mondo antico non fosse diventato cristiano sarebbe stato mitraista. 
Chissà come sarebbe cambiata l'Europa se avesse trionfato questa forma di monoteismo guerriero, ma tollerante e sincretico, erede della tradizione culturale classica (nella forma del Neoplatonismo) e senza compromissioni con quel mondo abramatico che generò l'Ebraismo, il Cristianesimo e l'Islam. Posso dire per certo che ciò avrebbe reso più semplice l'assimilazione delle popolazioni germaniche migrate all'interno dei confini tra il 370 e il 405 d.C. , che erano tutte pagane e guerriere con l'eccezione di qualche decina di migliaia di Goti (le popolazioni germaniche si convertiranno in massa al cristianesimo, nella forma ariana, solo durante il V secolo).

L'articolo che vi propongo è un saggio di eccezionale profondità sulle origini e il significato del culto di Mitra. Roba da veri intenditori! Questo è il link:


Buona lettura e buon Natal Solis Invicti!

Enrico Montermini