giovedì 12 novembre 2015

COSE CHE NON SI VOGLIONO SENTIRE

"La democrazia è un tipo di governo creato dai massoni usurai, che illude il popolo di potersi autogovernare, ed è una droga potente, in quanto il popolo quando viene manipolato con l'illusione della democrazia, vive nella immaginazione di una democrazia potenziale, che però non si attuerà mai, mentre nel frattempo, l'oligarchia usuraia fa i suoi sporchi interessi. I sacerdoti della democrazia giocano sulla sua perenne incompletezza, ma la giustifica coprendosi con il sinonimo di libertà, nei fatti la democrazia non è sinonimo di libertà. Il gioco manipolativo sta tutto qui, far credere che esista una definizione chiara e concreta della democrazia, in effetti tale concetto non esiste, esso è invece una illusione, un "oppio dei popoli", che inganna su una pseudo definizione comune che indica una potenziale libertà ma che di fatto è una infrastruttura al servizio della usura internazionale che usando la burocrazia calpesta i diritti dei singoli "reali" in nome di una difesa di un tutti "immaginario". Il risultato non è da dimostrare in quanto sotto gli occhi di tutti in ogni nazione in cui si è instaurata la democrazia. In oltre non c'è miglior sistema di governo  come è la democrazia in cui non si inserisca il potere della usura monetaria della moneta dei banchieri privati. Non sarà un caso che questi banchieri privati sponsorizzano tutti gli "pseudo eserciti di liberazione" per impiantare il "virus" della democrazia. Una volta impiantato tale virus infatti incomincia inevitabilmente il decadimento di ogni sovranità (e dignità) fino alla morte culturale e reale della nazione che sara data in pasto alle multinazionali con l'assurda teoria neoliberista che da dignità all'uomo solo nel caso sia capace di far girare denaro, per gli usurai. Se non hai un codice fiscale non esisti nemmeno. La tua funzione sociale (la tua esistenza) vale solo se puoi far girare denaro per il sistema direttamente o indirettamente, altrimenti sei solo un peso per il sistema e sarai necessariamente un scarto.
Giuseppe Turrisi