martedì 3 novembre 2015

BOTTA RISPOSTA E VITALI AL VETRIOLO..... (L'ARISTOCRAZIA DELLA VERITÀ?)

BOTTA
Caro ".....", ora ti parlerò in modo romano e gerarchico, come piace a te: purtroppo non sei “gerarchicamente” pronto a dialogare con me, devi crescere molto per ottenere la mia attenzione teorica, sei inadeguato, insomma, impreparato, le tue riflessioni sono un po’ patetiche, superficiali, infantili, banali, perciò non ti avevo risposto, per carità cristiana. Nietzsche stesso lo conosci poco, hai studiato pochissimo la letteratura secondaria, e molto probabilmente tutto in traduzioni, devi cioè studiare molto se vuoi confrontarti con me, io, come faceva Pitagora, accetto allievi con molta cautela e gradualità, agli altri parlo poco e a una certa distanza. Ma specialmente, caro Maurizio, devi curare di più il tuo povero cuore di bambino impaurito, che sogna grandezze irreali. Quando sarai un po’ cresciuto, e ti sarai stancato di fare il gradasso soffrendo come un cane, forse tornerai ad ascoltare queste parole, e io ci sarò, se vorrai.  Ciao. M.G.

RISPOSTA
La mia Risposta – Apprezzo il suo impegno di darmi il "colpo di grazia", ma credo che lei non abbaia abbastanza grazia per poter dare il colpo di grazia, e sa perchè? Perchè quando è passato dal registro della "carità" al registro dell'attacco "Romano" (si fa per dire) ha considerato questo cambio di registro come "ultima spiaggia", come un incidente di percorso dovuto al fatto che io non volevo dialogare in maniera "umana" e non ho voluto rispettare la "reciprocità" umana tra me e l'altro, è per queste ragioni meramente reattive e mortifere che ha cambiato registro, ha provato ad attenersi ad un atteggiamento gerarchico ma non è riuscito a plasmarlo, perchè la sua anima considera la gerarchia, la disuguaglianza e la potenza come un "meccanismo di difesa che sorge nel momento in cui manca il dialogo, non ha imparato a fare quello che dice Zarathustra, e cioè a "prendere mentre si dona", la sua violenza ed il suo "egoismo" che ha cercato di manifestare nella sua ultima Mail non sono segno di generosità ma di cinismo, non riescono a "sfondare" se stessi in una gerarchia ascendente e superiore (gerarchia della potenza e della volontà di questa potenza) Lei non può prendere mentre dona, perché non accetta gerarchia, stirpe e Razza - le Razze aristocratiche di indole Europea - pertanto non è degno di darmi ordini, e siccome inconsciamente è in grado quanto meno di comprendere tutto ciò, lei vede nella "selezione gerarchica" dei propri allievi un atto di violenza reattiva e di cinismo, lei stesso ha ammesso che mi ha parlato in modo Romano (si fa per dire) solo quando si è accorto che non vi era dialogo con me, quindi nel momento in cui ha cercato di "selezionare" come faceva Pitagora - citato da lei come esempio nella Mail, anche se io preferisco i Romani ai Greci - lo ha fatto con cinismo, perché in questa sua selezione ha visto il fallimento del metodo della carità cristiana, ragion per cui ha selezionato con "risentimento" e con "spirito di vendetta" per vendicarsi del suo fallimento - del fallimento del dialogo "reciproco" e "umano" - ovvero ha selezionato con i tipici criteri della decadenza Signor Guzzi, lei ne deve fare di strada, non ha ancora imparato a "morire" e a "tramontare", non ha imparato ad aggredire con generosità, non ha imparato a prendere nel momento stesso in cui dona, non riesce ad uccidere con generosità e dare il colpo di grazia, guardi la differenza tra me e lei, io mi sono mostrato e ho "affermato" e attaccato fin dal'inizio, lei non fa che nascondersi in modo subdolo, le piace strascicare invece che correre, le piace "indebolire" invece che cantare, lei è dalla parte dei decadenti, è anche una questione di indole dopotutto Non c'è bisogno di nascere sani e forti per essere dalla parte degli aristocratici, a condizione però che i più deboli come il sottoscritto accettino di morire e di essere "sacrificati" in virtù della volontà di potenza, quella potenza che produce la potenzialità di creature che si avvicinino alla figura del Superuomo, la volontà id potenza è una "potenza" la cui "volontà" (la volontà della potenza stessa, non certo la volontà dell'Io) non si accontenta e non si identifica col proprio atto di esistere, ma accetta - per l'appunto - che il proprio "atto" sia "dominato" da una potenza superiore, il nostro "atto" altro non è che la "volontà della potenza" stessa, ecco perché Nietzsche - nonostante fosse malato - era dalla parte dei forti, perché aveva accettato che il suo "atto" dovesse tramontare in nome della "potenza" delle stirpi aristocratiche, la volontà di potenza non è una volontà individuale (ovvero una prospettiva in cui la potenza e l'individuo che l'attualizza si identificano), ma è una volontà potenziale... prodotta da chi? Dalla Potenza stessa, che circola in maniera gerarchica, non dalla volontà individuale, ecco perché io vorrei vivere in una civiltà come quella dell'Impero Romano, anche se uno come me in una società di quel tipo morirebbe giustamente dopo poche settimane, perché l'uomo romano fa morire con generosità e uccide con generosità, l'uomo romano è colui che "prende mentre dona", spero di essermi spiegato adesso Quanto a lei Signor Guzzi, non può "selezionare" gerarchicamente i suoi allievi, semplicemente perché non accettando l'indole dello spirito europeo e iperboreo non è capace di avere alcun criterio di selezione, detto in parole giuridiche lei è privo di ogni Autorità, perché per lei non esiste la gerarchia, la genealogia, il culto degli antenati, l'impero Romano ecc, pertanto dovrei essere io ad avvisarla e a dirle che non ha alcun criterio per poter "selezionare" in senso gerarchico gli esseri viventi, però apprezzo il suo spettacolino pittoresco, la sua volontà la cui potenza è quella d'essere commediante, è un piccolo giullare con cui credo si possa "colorare" l'umore che mi trasmettono le sue parole - parole pittoresche, simpatiche, certe volte addirittura interessanti, ma non abbastanza da passare oltre al commediante - Signor Guzzi, posi la spada, perché la guerra non è una "rissa" piena cinismo e aberrazione come la immagina lei, la guerra è una delle tante maschere della volontà di potenza, la ringrazio comunque per la sua mail,mi stuzzica venire a sapere che la filosofia non rinunci mai ai suoi commedianti, forse che la verità fabbrichi questi commedianti proprio perché si annoi? Così la forza più annoiata e debole costruisce voi commedianti, per poi disarmarvi con una potenza ascendente e superiore, proprio perché non si rassegna a tale commedia, questo perché a differenza dei commedianti la vita riesce ad annoiarsi in modo comico e nobile, costruendo anche un bello "spettacolino" satirico, voi invece ci costruite una "morale" e una "reciprocità", ma si sa... molto spesso la strategia e il modo con cui la si concepisce sono un ritratto delle anime che l'hanno elaborata, e qual è la strategia dei commedianti? Limitare ed opporsi alla volontà di potenza, non avendone alcuna, se non quella che acquisiscono con la loro opposizione reattiva. Le ho risposto anche perché ho apprezzato l'impegno che ci ha messo nel darmi il colpo di grazia, ma l'impegno senza il dominio - e della sua magnanimità - non basta a fare dell'anima un'anima nobile. So già che mi accuserà di "imitare Nietzsche", in realtà non cerco di imitarlo ma di venerare l'indole che "interessa" alla mia anima e che ho visto negli scritti di Nietzsche -l'indole Romana ed europea Arrivederci
M.C.

COMMENTO

Lettera alquanto esemplare che consiglio di leggere, perché oltre certe forzture naturali, DENUNCIA L'ESSENZA DEL DOMINIO DEL BUONISMO. Non a caso il buonismo contemporaneo è cultura ed espediente di DOMINIO messo in atto d una cultura cattocomunista che mi ricorda certi pretonzoli degli anni 50-60. Forse il senso di ripulsa che questa pretaglia mi/ci suscitava era proprio l'ipocrisia intrinseca. Se sei bravo ti regalo una caramella, se sei buono ti faccio fare la comunione. Il contrario dei fatti, perché i fatti, come ci spiega con dovizie di particolari il papa-gesuita (Avrebbe dovuto prendere il nome di Ignazio, non di Francesco, che era ben altra pasta umana. Ignazio di Lojola, o, a rigor di tempi, Ignazio Marino, il pidocchio ( è una mia definizione del personaggio) che importunava i suoi progetti di DOMINANZA economica sulla città di Roma, tramite l'abusato strumento del Giubileo, rituale che, fin dai tempi di Borgia il Santo, fa venire l' acquolina in bocca ad osti, vinai,albergatori, or ora affiancati dalle nuove strutture ex conventi, scuole, asili, seminari, cappelle, scuderie per i cavalli da carrozza, ORA DIVENUTI OBSOLETI per il crollo delle nascite e delle ( dicono) vocazioni. E, soprattutto, puttane e baldracche, personaggi NON parassiti della vita romana, ma essenza stessa del sottobosco della Capitale. Ma queste vocazioni, in realtà, ci sono mai state??? Non si trattava forse di RECLUSIONI FORZATE DA PARTE DI FAMIGLIE o troppo ricche per spartire i terreni o troppo povere per dividere i pasti ? Non è forse vero che tutti coloro che per varie ragioni sono costretti a subire una pressione fisica, psicologica e morale, una volta subitane ed assorbita tutta l'ideologia ed il contorno rituale e spettacolare, si trasformano per reazione nei peggiori e cinici persecutori di coloro che, contrariamente a loro stessi, non si sono piegati alle lusinghe di una vita che, nelle posizioni di prestigio di sacerdote, (immaginiamo le società dei secoli precedenti al nostro), non era certo da scartarsi?? La conclusione di questo mio intervento è solo questa...lottare strenuamente per la VERITA'. GV