La chiamano azione delle banche centrali, guerra delle valute, quantitative Easing... La mettono in azione le banche centrali le quali, nell'interesse delle rispettive nazioni (?), adottano misure convenzionali o non, allo scopo di mantenere stabilità finanziaria, contenere inflazione, garantire la sicurezza dei mezzi di pagamento e poco altro.
Molte di loro, seguendo non precisi obiettivi di rilancio dell'economia alzano o abbassano il tasso di sconto allo scopo di espandere o contrarre l'accesso al credito. " immettere o togliere liquidità " come dicono gli esperti.
Ma sarà vero?
Sarà vero cioè che tali istituti, che hanno un ruolo così importante nella nostra vita svolgono tali funzioni nell'interesse nazionale e non nell'interesse di qualcun altro, di qualcos'altro? Siamo certi che le loro scelte siano dopo tutto così sagge da giustificare la loro totale autonomia e indipendenza rispetto al potere politico ? Due giorni fa il premio nobel Stigliz scriveva sul NYTche la Yellen dovrebbe pensare più alla lotta alla disuguaglianza che al tasso di inflazione. Evitando di alzarlo al primo lievissimo segno di surriscaldamento dell'economia, col rischio di bloccare ogni vero segnale di seria ripresa economica, dato che obiettivo della Federal Reserve ( ma non ad es. della Bce ) e' la difesa dell'occupazione. Obiettivo fallito, in assenza di ripresa... Ovviamente. Ma allora cosa ci sta che non va? I conti non tornano, chiaro, perché se alle banche centrali occidentali viene riconosciuto il diritto alla totale autonomia e indipendenza dal potere politico nelle proprie scelte, come difendersi quando queste scelte sono di continuo sbagliate ? Sappiamo che nemmeno il dato storico e' acquisibile. Cioè se un domani volessimo ad esempio ricostruire i motivi del perché tale Trichet governatore della bce decise incredibilmente nel 2011, in piena crisi, l'innalzamento del tasso di sconto nell'euro zona, non arriveremmo a nulla di più che ad un buco nell'acqua. Quegli atti non esistono e se anche esistessero sarebbero già scomparsi e se non fossero scomparsi nessuno può richiederli, per valutare la correttezza professionale dello stesso Trichet. Però ci raccontano che dal trattato di Lisbona in poi, la Bce fa parte delle istituzioni dell'Unione. Una istituzione il cui operato e' per statuto così segreto e insindacabile al punto da derivarne la totale insindacabilità delle azioni dei suoi membri ( non solo del governatore ma di chicchessia operi al suo interno ). Una istituzione che si vuole essere indipendente ( ma vedremo tra poco che così non è ) ma che non disdegna lettere più o meno aperte ai governi, come la famosa lettera a firma congiunta Trichet / Draghi al presidente del consiglio Berlusconi il 5 agosto 2011. Missiva in cui cui venivano imposte ( verbo non casuale) misure poi pesantemente abbozzate dal ministro Tremonti con due leggi finanziarie lacrime e sangue emanate a breve distanza, nonché con l'anticipo del pareggio di bilancio al 2013. La reazione di Berlusconi a tale forma di potere esterno sovranazionale, reazione che sarebbe potuta arrivare fino all'uscita dall'euro del nostro Paese, fini per provocare un attacco al debito italiano prima ( innalzamento dello spread ) ed ai titoli Mediaset poi, ponendo fine all'esperienza governativa del centro destra. Insomma la finanza per salvare se stessa ha decretato la fine di un governo legittimamente eletto imponendo misure recessive e dannose in un periodo di grave crisi. Questi sono i fatti e che ci sia stato un complotto contro la figura del comunque presidente del consiglio più criticato della storia italiano ( per certi versi anche indifendibile, va detto) lo sostiene peraltro un giornalista economico che non può certo ritenersi un complottista dell'ultima ora, trattandosi dell'"Atlantico nonché atlantista " Alan Friedman ( " ammazziamo il gattopardo "). Quindi i governi non possono interferire sulle banche centrali ma le banche centrali possono interferire sui governi. Altro es lo abbiamo avuto in Grecia con la sostituzione del presidente Papandreou eletto con l'ex vicepresidente della Bce Papademous. " morto un papa se ne fa un altro" dicono a Roma, ma qui trattasi di papabanchiere, non proprio una forma di garanzia per il popolo greco, che infatti.... Ma e' storia nota... Prima bastonati, ora bastonati e presi in giro da " prode" Alexis. Non troppo pero': ormai austerità e privatizzazioni sono ufficialmente in programma. Chissa' cosa attende i poveri greci... Ancora Stigliz attacca il concetto di autonomia e indipendenza delle banche centrali dato che ( scrive in " bancarotta. la civiltà del denaro in crisi" il premio nobel 2001) tutta questa segretezza del loro agire pare solo nascondere i loro errori laddove invece risultati migliori sono stati ottenuti da quelle banche centrali dei paesi emergenti le quali dovevano rispondere del proprio operato al potere politico. Beh non ha torto: se si vuole parlare ancora di democrazia, non è possibile nascondere al pubblico le motivazioni di decisioni dalle quali discende il benessere di intere popolazioni. Diversamente va cancellato ogni riferimento alla democrazia e solo allora il quadro potrebbe definirsi coerente. Io farei ancora una distinzione tra autonomia e indipendenza. Se la banca centrale e' autonoma vuol dire che la sua decisione non è influenzabile dal potere politico, se è indipendente vuol dire che il governo non può' imporre misure alla banca come la banca però non dovrebbe poter imporre i propri dettami allo stesso governo. Insomma nell'indipendenza e' necessaria la bi-direzionalita'. Se io sono indipendente da te vuol dire anche che tu sei indipendente da me. Oggi invece le banche centrali sono autonome ma non indipendenti poiché esercitano una propria azione peraltro non autorizzata sui governi. Lo stesso trattato di Maastricht ( art.108 ripreso dall'art. 7 statuto bce) precisa in questo senso il concetto di " indipendenza" stabilisce che in virtù di tale regola aulica, la Bce non può DARE o RICEVERE ( ecco la bidirezionalita') consigli dai governi. tale regola non viene pero' rispettata dalla stessa Bce . È vero anche che essa può formulare pareri ( art. 127 comma 4 TFUE) ma solo nelle materie di propria competenza. la famosa lettera di cui sopra a firma Trichet/Draghi, si esprimeva invece in termini ben differenti suggerendo ( veramente l'espressione usata era letteralmente " riteniamo essenziali le seguenti misure') addirittura sospette forme di flessibilità ( riforma contrattazione collettiva, che però arriverà solo col Job Act ) e privatizzazioni sotto forma di "liberalizzazioni dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali ", materie insomma che non risultano di certo tra i compiti istituzionali della Bce pure a voler accedere ad una interpretazione della norma esageratemente estensiva. E la politica monetaria ? Non sarà mica questa? Verrebbe da chiedere ... Infatti ad es strumento di politica monetaria sarebbe il famoso quantitative Easing i cui risultati in termini di "iniezione di liquidità al sistema" come previsto, sono prossimi allo zero e sarebbe stato strano sostenere cosa diversa dato che i famosi 60 miliardi al mese di Draghi non sono altro che soldi dati alle banche stesse in cambio dei loro titoli deteriorati. In una strana inversione di ruoli o meglio in controtendenza rispetto alle opinioni generali, tocca prendere atto quindi che il dominus della situazione non è Draghi ma sono le grandi banche, i famigerati mercati dei capitali! Chi darebbe liquidità fresca in cambio di " monnezza finanziaria " ? Le banche dal canto loro decidono poi se erogare o meno prestiti ad imprese la cui carenza di solidità e' determinata proprio dalla loro scarsa attitudine a concedere credito. Un cane che si morde la coda, in un circolo vizioso irrisolvibile. Ti vedo in crisi, la colpa e' mia, ma poco posso fare per aiutarti. Non ti presto nulla poiché la tua crisi permane. Avendo loro e non altri il monopolio della moneta non se ne esce se non attraverso una drammatica deflazione generale. Bella quindi questa politica monetaria ! La politica dell'insolvenza generale con le banche, i fondi d'investimento stranieri pronti ad acquistare a quattro soldi il meglio del nostro Made in italy . Ecco la politica monetaria ! Difesa a spada tratta delle prerogative dei più potenti dietro una coltre di assoluta insindacabilità e irresponsabilita' circa ogni decisione adottata ma nel pieno nome della " democrazia". Di fatto sepolta. Ma non fanno tutto questo certamente gratis: per l'esercizio delle sue funzioni di politica monetaria, la Bce ha diritto a percepire un Reddito Monetario che si spartisce insieme alle varie banche centrali nazionali ( art. 32 statuto Bce ). Tale reddito e' dato dagli attivi detenuti in contropartita delle banconote in circolazione. Non approfondisco anche se il tema lo meriterebbe poiché nasconde una clamorosa truffa contabile . Basta osservare adesso quanto ci si spertica tanto nel lodare l'alto ruolo istituzionale della Bce ma nessuno tratta il punto fondamentale che una ISTITUZIONE DELLA UE ( come la definisce il trattato di Lisbona) percepisce oggi un reddito diretto derivante dallo svolgimento della propria attività. Avete mai visto un istituto pubblico autofinanziarsi? Con i proventi dell'attività propria, quindi in APERTISSIMO CONFLITTO DI INTERESSI dato che nessuno può rassicurarci sulla circostanza che l'attività della banca non sia finalizzata a massimizzare questo reddito ( come sarebbe umanamente comprensibile ) piuttosto che a perseguire gli interessi di questa disgraziata Unione. Su questo tema, l'unica cosa che rileva e' , al limite, l'unione bancaria mai quella dei popoli oggi più divisi che mai. Una politica monetaria che punti a restituire vero potere d'acquisto alle genti sarebbe un toccasana generale ma nessuno ne parla. Un altro tabù del grande bluff.
GDR