sabato 11 luglio 2015

VITALI AL VETRIOLO

in verità Hitler andò anche più in là e disse che in Spagna avevamo aiutato il porco sbagliato, Franco, che il popolo vero era dalla parte dei repubblicani e che comunisti e anarchici erano una minoranza.
Mentre con Franco stava un gruppo di speculatori capitalisti e pretacci. Verissimo.
Come hai detto tu, il nostro intervento avvenne per ragioni geopolitiche, sfruttate poi anche propagandisticamente nell’ottica, mal ripagata,  della difesa della cristianità (Concordato). Ma ci furono anche forti opposizioni specialmente dai reduci del  dannunzianesimo fiumano ed anche fascisti che combatterono per la Repubblica. Mussolini, sotto banco, aveva avuto il consenso inglese, e sperava di erigersi a pilastro antisovietico nel continente. I tedechi invece sfruttarono il diversivo spagnolo, come avevano sfruttato quello Ethiopico (appogiavano l’Italia, ma la contempo fornivano armi al Negus, e non per commercio, ma per far perdurare la guerra in Abissinia), per imporre la loro politica rivendicativa e al contempo sperimentare armi ed aerei. Ci guadagnò quel farabutto di Franco.
Comunque sia il franchismo non è neppure lontanamente paragonabile al fascismo, neppure con quello pur conservatore del ventennio, con buona pace di avvoltoi missisti che belavano verso il Caudillo e ne raccattavano qualche spicciolo.
Nel dopoguerra ovviamente Franco fece da ruota di scorta per l’Alleanza Atlantica, proponendosi subito, dopo l’uscita di De Gaule dal comando integrato Nato, come rincalzo, a conferma della natura filo Occidentale di tutti i regimi di destra. Regimi di destra , militari  dittatoriali, come quelli dei Colonnelli greci e di Pinochet, che gli americani hanno utilizzato come servi per risolvere momenti di difficoltà strategica, ma poi hanno sempre buttato a mare, perché per le strategie mondialiste sono molto più confacenti i regimi progressisti e democratici, che questi fantocci.
Nel 1966 la FNCRSI , ex combattenti della RSI, tenne a Roma in un teatro una memorabile conferenza dove appunto si denunciò il Franchismo e l’operato di Franco che, di fatto, aveva appositamente negato la possibilità di salvezza per Josè Primo De Rivera e lo lasciò fucilare, eliminando così, deliberatamente,  la pericolosa componente socialista nella Falange. Una Falange infatti che venne dopo, e fu una squallida associazione di comodo funzionale al regime franchista.
Quella conferenza a cui seguirono 4 articoli saggistici, sul periodico della Fncrsi “Corrispondenza Repubblicana”  sugellò finalmente la presa di posizione storica dei fascisti repubblicani, con grande rabbia e scorno del MSI.
Da notare che pochi anni prima l’amico dei camerati in divisa, l’uomo salvato dagli angloamericani nel 1945, ovvero Giorgio Pisanò, filo atlantico doc., colluso con il “noto servizio”, il criminale servizio segreto anomalo l’Anello (assieme al suo amico ed ex commilitone Tom Ponzi),  aveva sparato dalle pagine della sua  nuova rivista “Secolo XX”, fin dal primo numero, una faziosa rievocazione della guerra di Spagna, in linea con i dettami reazionari e i più vieti luoghi comuni.  
Quella rivista infatti, finanziata anche da Cefis, doveva servire per criticare i primi governi di centro sinistra, presentando l’apertura a sinistra nel 1963 di Moro,  come un cavallo di troia per portare al govenro il PCI. Vi faceva appunto il paragone con  i precedenti governi spagnoli che portarono alla guerra civile.  Erano gli stessi temi che poi il desso, andò a illustrare al convegno, sponsorizzato dal Sifar, all’Hotel Parco dei Principi per le orecchie dei ratti reazionari italiani (quasi tutti collusi con i Servizi), e la gìoia della intelligenec americana, che appunto, di lì a poco utilizzò il neofascismo per la sua strategia della tensione.
Ti invito ad  andare nel Sito della FNCRSI  (http://fncrsi.altervista.org/), prendi sulla sinistra della home page, la Sezione PERIODICI. Aprila la sezione periodici e prendi Corrispondenza Repubblicana. Ci sono le annate. In quella del 1966 e un numero di gennaio del 1967 troverai gli articoli a puntate “SPAGNA: DALLA FALANGE ALL’OPUS DEI”. Sono nei  numeri 6, 7, 8, e 9 di settembre 1966 / gennaio 1967.
Maurizio
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L'aspetto interessante della guerra di Spagna consiste nel fatto che se ne parli ancora oggi. A me sembra però che molti proiettino sulla questione le proprie personali opinioni di questo( attuale) momento storico. Allora si tratta di fare un salutare distinguo circa la partecipazione italiana a quella avventura.CERTO....oggi dovremmo avere una sufficiente conoscenza degli avvenimenti per poter dare un giudizio leggermente più sereno. Tuttavia nemmeno oggi si può prescindere dalle proprie opinioni personali. NON A CASO UN GIUDIZIO DEFINITIVO DA PARTE DEGLI STORICI SERI ( tipo: De Felice, Del Noce, ancorché cattolico..Luciano Garibaldi, Fabio Andriola, Marco Tarchi, Alain De Benoist, Domenico Settembrini, quell'autore di Fascismo, Controrivoluzione imperfetta, testo ancora TUTTO da meditare e, per finire, Anthony Galatoli Landi: Mussolini e la Rivoluzione sociale, ISC) NON è STATO ANCORA EMESSO.
Di sicuro si sa che tale guerra MEDITERRANEA ( come tutte le attuali, vedi miei interventi su ALBAMEITERRANEA e Accademia della libertà) è stata la prova generale del secondo conflitto mondiale. Ho anche scritto, in un precedente mio intervento su questo dibattito, che per noi ha rappresentato un FAVORE ALL'INGHILTERRA ( è indubbio!) e contemporaneamente alla CHIESA. Un tentativo di compromesso storico con altri obiettivi e con altre modalità. POTEVAMO estraniarci?? Assolutamente NO. Come oggigiorno. Infatti l'Italia di oggi è SEMPRE PRESENTE, spesso sotto mentite spoglie, nel grande gioco, trovandosi ad essere per DESTINO GEOPOLITICO nel ventre del Mediterraneo. A questo punto si tratta di definire un concetto basilare: Essere presenti significa scegliere. Scegliere significa scartare, come diceva un noto uomo politico francese. Quindi: noi dovevamo essere presenti come Stato Italiano seppure sotto falso nome, poi si trattava di scegliere il partner, ed a questo punto la scelta non può che essere per quello che in quel momento si presenta come il più debole, anche se militarmente più agguerrito. Tutte scelte meditate a lungo. Stalin fu il primo a dare ragione a Mussolini quando, parlando con Nenni in occasione del conferimento a quest'ultimo del PREMIO STALIN, gli disse che l'Italia NON può MAI essere neutrale. La guerra di Spagna, oltre a servire per valutare la consistenza degli armamenti, è servita anche per FAR FUORI i non pochi residuali elementi trotzkisti, come tentavano di dimostrare i Fratelli Rosselli, prima di essere tacitati dalla Cagoule, come dimostra Franco Bandini ( Il Cono d'ombra). E scusatemi se è poco. La conclusione avverrà poi con la morte di Trotzky stesso, ad opera dello zio di Manuel De Sica, in Messico. Ho accennato al fatto che l'Italia NON può essere assente alle porte di casa sua. E lo fa come può. Anche e soprattutto OGGI. ma sono fatti che NON devono apparire. Ciò che appare, invece, è la critica all'inefficienza ed alla cialtroneria, cose vere, beninteso. Ma dietro c'è sempre una presenza enigmatica, come BEN sanno i nostri partner atlantici.....vedi il caso dei Marines, detenuti, poverini, nelle orride CARCERI indiane.Questo per quanto riguarda la nostra presenza nel Mediterraneo. Differente è il caso della nostra partecipazione alla UE, strutturata sull'accettazione di una serie di trattati per lo più SEGRETI, che qui elenco: Lisbona, M.E.S.; Fiscal Compact, E.R.F.; Velsen-Eurogendfor, TISA, Accordo Italia-Usa sul clima, W.T.O.; Stone Ax.
[NOTA finale...se uno come Renzi fosse persona seria, si studierebbe almeno questi accordi cercando di farsi spiegare qualcosa da qualcuno capace di capirli...] GV  

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