Fanciullacci assassino', Totaro assolto
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Questa querelle mi permette alcune considerazioni: premesso che il Fanciullacci RISULTA ESSERE ANCORA VIVO DOPO LA CONQUISTA ALLEATA DI FIRENZE, come hanno documentato in molti, occorre fare una piccola considerazione pertinente ma parallela.
La guerra civile fu innescata dal PC con il preciso compito di creare DISORDINE civile e sociale anticipando la conquista alleata per fare trovare l'Italia del Centro Nord già in loro possesso. Premesso anche che in tale guerra civile, ci fu la guerra INTERNA fra "togliattiani" e trotzkisti ( Bandiera Rossa) come ha dimostrato lo STORICO autentico Roberto Gremmo con la sua rivista STORIA RIBELLE e con i suoi libri. Questo procedimento NON portò ad alcun risultato per una serie di ragioni fra cui anche quella che Togliatti, in ossequio al dettato di Yalta, ed ubbidendo tassativamente agli ordini di Stalin, NON permise che l'Italia, il cui regime post-bellico era stato contrattato dal Vaticano ( Montini) con gli Alleati, cadesse in mano comunista ( fece anche la famosa amnistia dei fascisti carcerati da Berlinguer), cosa che avrebbe provocato feroci rappresaglie da parte degli Alleati ( Viet-Nam, Corea, Cina, etc...) COSì COME frenò la rivolta comunista dopo il suo attentato ( che era, appunto, un tranello...).
Come ci dice il noto scrittore ( mio omonimo) Giorgio Vitali, ex combattente cavalleria in Russia, residente semi-nascosto a Firenze, nel suo libro: I ponti di Firenze, gli ambienti monarchici- CLN toscani temevano un attentato comunista, che avrebbe riproposto la dinamica VIA RASELLA- Fosse Ardeatine, che avrebbe inevitabilmente colpito NON tanto i compagni quanto gli ambienti monarchici-CLN. Questo attentato dunque avvenne e fu colpito Giovanni Gentile, il quale se lo aspettava, ma NON faceva nulla per evitarlo. Anzi, si protese dalla macchina a quello che accennava a dirgli qualcosa, e fu assassinato.
In conclusione: occorre conoscere la storia della guerra civile italiana per rendersi conto che i comunisti fecero una serie di attentati AD PERSONAM non solo perché riuscivano ad individuare le persone da assassinare ( e NON parlo, ovviamente, delle persone IN VISTA) perché in qualche modo si permetteva loro di farlo. UN LAVORETTO FACILE FACILE. Nella sola provincia di Ravenna un solo KILLER ha fatto fuori in un anno e mezzo un'ottantina di fascisti. Quando fu arrestato colui disse alle forze di Polizia che se fosse stato rimesso in libertà avrebbe cominciato ad uccidere gli antifascisti. Questi sono gli eroi della resistenza. Citiamo sempre a titolo di esempio, Ghisellini, Resega, Facchini, Capanni, Giardina, Oggioni, Oddone e via uccidendo. NON si capisce se tutte queste persone si facessero assassinare per spirito di dedizione alla PATRIA IMMORTALE, per sacrificio mistico o per ostentare lo sprezzo della morte. In ogni caso NON hanno risolto nulla, anzi, provocando, spesso, ritorsioni a vuoto, hanno dato la stura a quelle vendette trasversali che hanno insanguinato il NORD dopo la presunta fine del conflitto.
Quanto al MITO resistenziale, occorre aggiungere che agisce come tutti i miti. Come quelli religiosi, tipo cristianesimo. Il partigiano assassino, che uccide ben sapendo di poterla fare franca ( per incapacità della Polizia, per pressapochismo, per opportunismo dei vertici politici e polizieschi, diventano automaticamente PURISSIMI EROI. Robin Hood delle montagne italiane. Il fatto che certe DISATTENZIONI si siano perpetrate anche nel dopoguerra ( Moro, Mattei, Dalla Chiesa, Cassarà, Falcone e Borsellino, Scaglione, Biagi), non cambia la desolazione del quadro generale. Nel ricordare la battuta di Alberto Arbasino che definiva l'Italia un <Paese senza>, voglio portare testimonianza della richiesta di rinvio a giudizio ( andato POI a vuoto) per l'attentato di Via Rasella. Le famiglie delle vittime delle Fosse Ardeatine avevano citato: Rosario Bentivegna, Franco Calamandrei, Carlo Salinari, Sandro Pertini, Giorgio Amendola, Riccardo Bauer e Carla Capponi. NON MI SEMBRA che queste persone abbiano, nel tempo, brillato per intelligenza. ( Forse Amenola, figlio della sorella di Bela Kuhn e capo cordata di Giorgio Napolitano). GV