Europa,
islam, guerra.
Non ho voluto
scrivere subito alcun commento a caldo circa gli accadimenti di Parigi e
dintorni. Penso sia meglio usare la freddezza della ragione piuttosto che la
furia del fegato e del cuore.
Oggi, a bastardi
ammazzati dalle teste di cuoio, con la macabra conta dei cittadini ammazzati
dai bastardi, coi feriti che non credo si capacitino delle motivazioni del loro
dolore, penso sia giusto elaborare le conclusioni e, possibilmente, proporre
delle soluzioni.
L’islam ha dichiarato guerra all’odiata Europa.
Sfido chiunque a
dimostrare il contrario.
In tempi non
sospetti ho elencato e reso noto i passi del corano che ne tracciano le linee.
E’ la tipica e classica natura della religione semita che è diventata Stato, Istituzione.
I cristiani non
sono stati da meno, con mattanze sparse qua e là per il mondo. E non cito
neppure la terza religione semita, il giudaismo, che ancora oggi, compie
massacri ripetuti e frequenti. E ripugnanti.
Il fatto vero è
che le tre religioni monolatre semite sono altro dal vero spirito Europeo. Sono
aliene all’Europa.
L’islam, che ha
avuto nei secoli anche momenti di grandezza, basti ricordare i filosofi
Avicenna ed Averroè, che l’iconografia ci dice essere i meritori portatori
della cultura dei classici Greci (forse sono stati solo i traduttori di
traduttori, ma non importa), ha trovato incarnazione in popolazioni per lo più
sbandate e senza istituzioni, gli arabi primi fra tutti.
Da quindici secoli l’islam è in guerra con
l’Europa.
Con alterne
vicende, sconfitte e vittorie alternate, fino
alla grande, definitiva battaglia di
Lepanto, ove il 7 ottobre 1571 una flotta Europea (Imperiali, Pontifici,
Veneziani, Genovesi, Cavalieri di Malta, Cavalieri di Santo Stefano) distrusse
la flotta turca islamica, pur superiore di numero. Il promotore era stato il
piemontese papa Pio V°. La flotta era guidata dal ventenne Arciduca Don
Giovanni d’Austria. A sfondare furono i Fiumani-Dalmati, e con i Veneziani che
schieravano le “galeasse”, veri mostri con una potenza di fuoco enorme.
L’islam sa che
anche oggi in uno scontro frontale verrebbe annientato: anche senza gli
americani, gli Europei potrebbero fare neri i cieli arabi e dintorni. L’islam
lo sa, e alla tecnologia dell’occidente enne volte superiore, contrappone la
tecnologia del loro corpo, facendosi saltare, o, mutazione della tattica,
scatenando piccoli gruppi di bastardi, che mettano in atto le disposizioni più
truculente del corano.
Dovremo aspettarci
altre Parigi, quindi.
Ricordo
soavemente, solo gli ultimi e più tragici atti del terrorismo islamico:
- Timor Est. Circa un milione di cinesi
massacrati.
- Isole Molucche, mattanza di cristiani.
- Nigeria: non si riesce a star dietro
al numero dei morti ammazzati.
- Caucaso (Daghestan, Cecenia, Nagorno
Karabak….)
- Sudan: un girone infernale.
- Filippine.
- Teatro di Mosca, 191 morti.
- Scuola Beslan, 400 morti.
- Madrid, metropolitana, un paio di
centinaia di morti
Solo negli ultimi
anni.
Offrire colloqui,
negoziazioni, comprensione, dialoghi vuol dire non aver capito nulla
dell’islam. Loro disprezzano tutto questo.
E non venite a
parlarmi di islam moderato. Se sembrano “moderati”, se si atteggiano ad
integrati, è solo per dar fumo negli occhi. Mentono per endemica
predisposizione, per natura. Soprattutto con gli infedeli. La riprova? Mai, mai
una denuncia è partita da loro, dai loro imam, dalle loro moschee, dalle loro
comunità. A parole non possono (per ora) solidarizzare con i bastardi. Ma fra
di loro, nell’intimo sono fieri dei loro…. “martiri”. A tale ignominia può
arrivare la religione, soprattutto se di origine semita (giudei, cristiani,
mussulmani hanno lo stesso dio).
Quello che mi fa
imbufalire è constatare come gli islamici non riescano a capire che sono
diventati una pedina geopolitica in un gioco più grande di loro.
Non se ne accorgono,
ma stanno diligentemente, forse a loro insaputa (proprio non ci arrivano)
recitando la parte che altri hanno loro affidato. Prendete una carta geografica
mondiale. Vedete gli USA? Bene, andate ad Est e trovate l’Europa. Che è il
nemico mortale dei Nord Americani. Soprattutto ora, da quando il comunismo è
morto e putrefatto. Soprattutto non rimpianto. Dall’Atlantico agli Urali sono
700 milioni di persone, con alta tecnologia, ed ora anche con enormi quantità
di materie prime e dei energia. Un incubo per i Nord Americani, che non
vogliono abbandonare la figura di leaders del mondo, arrogandosi il diritto di
intervenire dove e come pensano di difendere i loro interessi. Camuffano le
guerre di occupazione con la scusa della democrazia, dei valori di libertà, di
diritti umani. Guarda caso sempre e solo in Paesi ricchi di materie prime, mai
ove non c’è nulla. E la strategia americana è semplice e cretina: far scontrare
islam ed Europa. Un viaggio due servizi.
I risultati li
stiamo vedendo.
Cosa fare?
Capire che siamo Europei.
Fortificare la Fortezza Europa.
Avvisare il mondo che la musica è cambiata.
O forse è sempre la stessa.
Il …. “Male
Assoluto”, Adolf Hitler, disse che la Grande Germania Nazionalsocialista “era l’unica
speranza rimasta per unire l’Europa”. Ed infatti sotto la bandiera del Terzo
Reich accorsero milioni di giovani Europei da ogni dove. (Persino
dall’Inghilterra….) E combatterono fino alla morte, per l’Idea.
Hitler non aveva,
quella volta, completamente ragione. Era nel giusto per il secolo scorso, nella
contrapposizione fra il potere usuraio dei “democratici”, ed il Sangue, la Razza bianca Europea. Ci
sono voluti settanta anni perché il risveglio si affacciasse ancora una volta
sulla scena della Storia.
Oggi, con Tedeschi
e Russi che non si combattono più, con il risveglio dell’orgoglio bianco che si
va diffondendo sempre a maggior velocità in Europa, con la fine del
capitalismo, sia privato che statale, sempre maggior parte degli Europei
comincia, dapprima confusamente ma con sempre miglior e maggior consapevolezza,
a capire quale è il proprio destino, quale è la strada tracciata.
L’Europa si sta
svegliando. Era ora.
Sarà inevitabile il confronto con l’islam.
E sarà inevitabile il confronto col Nord America.
Berlino e Mosca ne
garantiscono la possibilità.
L’Italia, vero
porto di mare, popolata da troppe prostitute politiche come ogni porto, deve
decidersi: è in Europa o in Nord Africa?
E rapidamente: lo
scontro si avvicina.
Europa, erwache!
Europa, sveglia!
E’ l’ora.
Fabrizio Belloni