FRIULI –
VENEZIA GIULIA SOTTOCCHIO, IL RESTO COL CANNOCCHIALE
Amici mi dicono
che continuo a scrivere “cattiverie”, che sono un catasrofista, che mi
incazz….. adiro facilmente.
Vedete
voi.
La settimana
scorsa, giovedì, si è tenuta l’inaugurazione e la presentazione del <<Calendario
della Grande Guerra>>, proprio vicino al Sacrario di Redipuglia.
Da Roma è arrivato
un Senatore, di cui per adesso non
faccio il nome, né il partito di appartenenza, (che è facile immaginare), visto
che era una manifestazione ufficiale. Non lo faccio perché è, oggettivamente,
irrilevante. Sono tutti uguali….
Il rappresentante
della casta è arrivato all’aeroporto di Ronchi dei Legionari su un Airbus A
139, noleggiato appositamente. Dall’aeromobile scesero due (due!) persone: il
Senatore ed il suo portaborse. Particolare significativo: circa dieci minuti
più tardi atterrò il volo di linea Roma – Ronchi con una sessantina di
passeggeri, a fronte di una capienza di circa un centinaio di posti. Da notare
che l’Airbus A 139 contiene a sua volta quasi un centinaio di posti. I commenti
sono disabilitati, visto che il turpiloquio non è consentito. Però sarebbe
simpatico e rispettoso nei confronti della cittadinanza se il Potere mi
smentisse, oppure facesse il nome del Senatore, e che indicasse costi ed
autorizzazioni necessarie per tale “produttivo” impiego di pubblico denaro.
Senza sottolineare come in Nord Europa i Primi Ministri vanno in giro in
bicicletta (ma io sono uno sporco demagogo, populista, reazionario…), confesso
tuttavia di non capire la logica che sovrintende comportamenti simili. Oppure
la capisco fin troppo bene….
Altra facezia.
Quando girano per l’italiche lande, i vari Napolitano
e i vari Renzi fanno pervenire uno
strano ordine, una disposizione curiosa alle Forze dell’Ordine: tranne un po’ di pattuglie, scarse e diluite,
tutti gli appartenenti ai servizi di protezione e vigilanza <<Si
vestano in borghese e non in divisa>>. Scopo recondito e
subliminale: far credere al Popolo che la casta, nelle persone maggiorenti, è
ben voluta, con affetto e stima popolare, senza il timore di eccessive
manifestazioni di rifiuto, di contestazione, di protesta. Magari qualche
operaio licenziato può farsi notare, per dar modo all’esponente della casta di
incontrarlo e di battergli una fraterna pacca sulle spalle. Ma senza correre il
rischio di far apparire l’apparato di protezione come un mezzo esercito.
Evidentemente la casta sa cosa pensa la gente. Ricorda la favola dei vestiti
del Re, con l’innocente bambino che strilla “Il Re è nudo”. Già, la casta è
nuda, ma finge di non accorgersene.
Ulteriore amenità.
Un Poliziotto (o un Carabiniere, o una Guardia di Finanza: non è importante,
visto che tutti sono servitori dello Stato), ha scoperto un fatterello curioso.
Circa 300 (trecento) albanesi sopra
i 65 anni di età, sono riusciti ad ottenere la “pensione sociale” in Italia.
Poi hanno delegato qualcuno a ritirarla. Questo
qualcuno la ritira e la spedisce in
Albania, ove i 300 sono tornati. E’ ben vero che le pensioni sociali in
Italia sono a livelli di quarto/quinto mondo. Ma tale cifra in Albania è un
piccolo tesoro, che permette una vita agiata. Questa notizia si è confrontata
nella mia mente maligna con un’altra. Un pensionato
italiano non era in grado di pagare l’ultima rata di una bolletta dell’acqua.
Solerti e spietati gliela hanno tagliata. L’acqua! E’ morto di infarto, ieri. La rabbia monta, inarrestabile. Tumultuosa. Un
fiume che ha rotto gli argini.
Ma non basta. Devo
giustificare la nomea di “cattivo” che i miei tre o quattro lettori mi hanno
affibbiato.
Il prefetto di Gorizia, dottor Vittorio
Zappalorto, ha rilasciato un’intervista esplosiva. Lo riferisce il COISP, Coordinamento per l’Indipendenza
delle Forze di Polizia. In parole chiare il prefetto
ha detto che <<tanti dei
richiedenti asilo non sono veri profughi, ma furbi. Gran parte dei richiedenti asilo a Gorizia, soprattutto
afgani e pakistani, non scappano da “talebani”, ma arrivano, talvolta in aereo,
da altri Paesi europei, con soldi,
carte di credito e smartphone>> Continua il prefetto: << Siamo la Lampedusa
del Nord, ma senza barconi, nessuno ne parla>>. Ha aggiunto che
ciascuno di quei signori costa allo Stato (noi) 35 euro al giorno. Io aggiungo che si lamentano pure, che sono
spesso arroganti e violenti, che pretendono e si comportano da padroni,
artefici di una invasione vera e propria, studiata, programmata, gestita.
Il bello, o il
brutto, è che il giornale locale, “Il
Piccolo”, del gruppo Espresso, Repubblica, non ne fa cenno. Il giornalista
di tale giornale, di stanza a Ronchi, tale Luca
Perino, o non scrive, ubbidiente, o se scrive, non vede il suo lavoro
pubblicato. Eppure le cose che ho detto le conosce e le sa.
Ecco perché anche
oggi, domenica 9 novembre, sono incazz….furibondo e disgustato. Scusatemi, ma
non riesco a fingere e ho la fortuna di
riuscire ad avere ancora entusiasmo per la vita e rabbia per le cose storte e
malvagie.
Unica
consolazione: la mia rabbia è sentimento comune che va diffondendosi a macchia
d’olio..
I conti saranno
salati. E la va a pochi!
Fabrizio Belloni