domenica 9 novembre 2014

FRIULI – VENEZIA GIULIA SOTTOCCHIO, IL RESTO COL CANNOCCHIALE

FRIULI – VENEZIA GIULIA SOTTOCCHIO, IL RESTO COL CANNOCCHIALE

Amici mi dicono che continuo a scrivere “cattiverie”, che sono un catasrofista, che mi incazz….. adiro facilmente.
Vedete voi.                          
La settimana scorsa, giovedì, si è tenuta l’inaugurazione e la presentazione del <<Calendario della Grande Guerra>>, proprio vicino al Sacrario di Redipuglia.
Da Roma è arrivato un Senatore, di cui per adesso non faccio il nome, né il partito di appartenenza, (che è facile immaginare), visto che era una manifestazione ufficiale. Non lo faccio perché è, oggettivamente, irrilevante. Sono tutti uguali….
Il rappresentante della casta è arrivato all’aeroporto di Ronchi dei Legionari su un Airbus A 139, noleggiato appositamente. Dall’aeromobile scesero due (due!) persone: il Senatore ed il suo portaborse. Particolare significativo: circa dieci minuti più tardi atterrò il volo di linea Roma – Ronchi con una sessantina di passeggeri, a fronte di una capienza di circa un centinaio di posti. Da notare che l’Airbus A 139 contiene a sua volta quasi un centinaio di posti. I commenti sono disabilitati, visto che il turpiloquio non è consentito. Però sarebbe simpatico e rispettoso nei confronti della cittadinanza se il Potere mi smentisse, oppure facesse il nome del Senatore, e che indicasse costi ed autorizzazioni necessarie per tale “produttivo” impiego di pubblico denaro. Senza sottolineare come in Nord Europa i Primi Ministri vanno in giro in bicicletta (ma io sono uno sporco demagogo, populista, reazionario…), confesso tuttavia di non capire la logica che sovrintende comportamenti simili. Oppure la capisco fin troppo bene….
Altra facezia. Quando girano per l’italiche lande, i vari Napolitano e i vari Renzi fanno pervenire uno strano ordine, una disposizione curiosa alle Forze dell’Ordine: tranne un po’ di pattuglie, scarse e diluite, tutti gli appartenenti ai servizi di protezione e vigilanza <<Si vestano in borghese e non in divisa>>. Scopo recondito e subliminale: far credere al Popolo che la casta, nelle persone maggiorenti, è ben voluta, con affetto e stima popolare, senza il timore di eccessive manifestazioni di rifiuto, di contestazione, di protesta. Magari qualche operaio licenziato può farsi notare, per dar modo all’esponente della casta di incontrarlo e di battergli una fraterna pacca sulle spalle. Ma senza correre il rischio di far apparire l’apparato di protezione come un mezzo esercito. Evidentemente la casta sa cosa pensa la gente. Ricorda la favola dei vestiti del Re, con l’innocente bambino che strilla “Il Re è nudo”. Già, la casta è nuda, ma finge di non accorgersene.
Ulteriore amenità. Un Poliziotto (o un Carabiniere, o una Guardia di Finanza: non è importante, visto che tutti sono servitori dello Stato), ha scoperto un fatterello curioso. Circa 300 (trecento) albanesi sopra i 65 anni di età, sono riusciti ad ottenere la “pensione sociale” in Italia. Poi hanno delegato qualcuno a ritirarla. Questo qualcuno la ritira e la spedisce in Albania, ove i 300 sono tornati. E’ ben vero che le pensioni sociali in Italia sono a livelli di quarto/quinto mondo. Ma tale cifra in Albania è un piccolo tesoro, che permette una vita agiata. Questa notizia si è confrontata nella mia mente maligna con un’altra. Un pensionato italiano non era in grado di pagare l’ultima rata di una bolletta dell’acqua. Solerti e spietati gliela hanno tagliata. L’acqua! E’ morto di infarto, ieri.  La rabbia monta, inarrestabile. Tumultuosa. Un fiume che ha rotto gli argini.
Ma non basta. Devo giustificare la nomea di “cattivo” che i miei tre o quattro lettori mi hanno affibbiato.
Il prefetto di Gorizia, dottor Vittorio Zappalorto, ha rilasciato un’intervista esplosiva. Lo riferisce il COISP, Coordinamento per l’Indipendenza delle Forze di Polizia. In parole chiare il prefetto ha detto che <<tanti dei richiedenti asilo non sono veri profughi, ma furbi. Gran parte dei richiedenti asilo a Gorizia, soprattutto afgani e pakistani, non scappano da “talebani”, ma arrivano, talvolta in aereo, da altri Paesi europei, con soldi, carte di credito e smartphone>> Continua il prefetto: << Siamo la Lampedusa del Nord, ma senza barconi, nessuno ne parla>>. Ha aggiunto che ciascuno di quei signori costa allo Stato (noi) 35 euro al giorno. Io aggiungo che si lamentano pure, che sono spesso arroganti e violenti, che pretendono e si comportano da padroni, artefici di una invasione vera e propria, studiata, programmata, gestita.
Il bello, o il brutto, è che il giornale locale, “Il Piccolo”, del gruppo Espresso, Repubblica, non ne fa cenno. Il giornalista di tale giornale, di stanza a Ronchi, tale Luca Perino, o non scrive, ubbidiente, o se scrive, non vede il suo lavoro pubblicato. Eppure le cose che ho detto le conosce e le sa.
Ecco perché anche oggi, domenica 9 novembre, sono incazz….furibondo e disgustato. Scusatemi, ma non riesco a fingere  e ho la fortuna di riuscire ad avere ancora entusiasmo per la vita e rabbia per le cose storte e malvagie.
Unica consolazione: la mia rabbia è sentimento comune che va diffondendosi a macchia d’olio..
I conti saranno salati. E la va a pochi!

Fabrizio Belloni