Di Maurizio Barozzi
ITALYAND ADDIO
Quelle Forze Armate rispecchiavano un archetipo della storia e dell’uomo, quello per il quale la GUERRA c’è sempre stata e sempre ci sarà, che la pace non può che essere un momento transitorio della vita perché la gli esseri umani vivono nella tensione, nella lotta. Quindi se vuoi la pace preparati per la guerra: mai detto, fu più appropriato.
Ma a questo se ne aggiungeva una altro, altrettanto sacrosanto: chi non porta le proprie armi finisce sempre per portare quelle degli altri, il destino degli schiavi.
Puntualmente, di fronte allo sfoggio militare delle sfilate, i marxisti strillavano che sarebbe stato meglio impiegare quei soldi per comprare burro e non cannoni, costruire scuole e ospedali e non carri armati.
Ma era una retorica solo in parte veritiera e poi anche ipocrita. Primo, perché senza le armi, senza la forza, non costruisci un bel niente e sarai sempre sottomesso, e secondo, il pulpito dal quale veniva la predica dimenticava che nella patria del socialismo, Nell’URSS, suo riferimento ideale, ogni anno si devolveva il 34 percento del reddito per gli armamenti, una spesa spropositata che neppure il peggior Stato di generali Golpisti e guerrafondai ha mai fatto nella storia.
La parata militare infine non è disgiunta dal concetto e valore di Patria, un valore che si pone superiore ai singoli ed egoistici interessi degli uomini, per innalzarli verso mete e dimensioni superiori.
“Right or wrong is my Country” si diceva a indicare che i governi e i governanti possono sbagliare, ma comunque resta sempre la mia Patria, perché fuori di essa ci sono le “Patrie” degli altri che non possono che essere contro di me.
Ci fu, anni addietro, chi in una certa area volle mutuare il concetto che “la mia Patria è ovunque si lotta per la mia idea”, già esternato da un grande pensatore quale Evola. Ma questo concetto poteva valere per una ristretta èlite, per “iniziati”, non per il popolo e neppure per un partito di popolo che è legato al suo destino spazio - temporale comune.
BENE, DETTO QUESTO, GUARDIAMOCI OGGI ATTORNO, NON C’E’ PIU’ NULLA, CI HANNO SPAZZATO VIA TUTTO, CI HANNO PIU’ CHE COLONIZZATO, CI HANNO RIDOTTI A SCHIAVI.
Per tutti noi italiani la Patria non esiste più, non può più esistere perché oramai lo “stivale” è semplicemente una estensione territoriale della potenza americana e sionista nel Mediterraneo
Non vale neppure più il detto che anche se i nostri governanti sbagliano o sono corrotti, resta sempre la mia Patria, perché con la Seconda Repubblica, ancor più che nella prima, i governanti che si sono succeduti hanno di italiano soltanto la carta di Identità, essendo a tutti gli effetti uomini del mondialismo, uomini al servizio di poteri stranieri, in particolare bancari, i Banksters, al servizio di un Governo extranazionale di carattere EU, a sua volta parte di un progetto di governo mondiale di stampo mondialista.
E non c’è più Patria perche questi governi extra e anti nazionali hanno letteralmente dissolto un popolo con le sue culture e tradizioni, per realizzare una società multietnica e multirazziale.
Ma guardatevi attorno, qual’è oramai la cultura media dell’italiano? La sub cultura dell’american way of life, per giunta degenerata nel consumismo. E non c’è più neppure lo schermo religioso del Cattolicesimo che, bene o male, sostanziava l’italiano medio, essendo oggi il Cattolicesimo, modernizzato, giudaizzato, il nulla.
Ergo non c’è più quella identità di storia, di lingua, di costumi, quel destino comune. Nomadi, islamici, negri d’Africa, sud americani, cinesi, genti dell’Est e quant’altro popolano oramai, in modo permanente e con crescenza esponenziale, il territorio italiano in non trascurabile numero, e tutte le proiezioni dicono che per varie cause, compresa quella del consumismo, nel giro di un paio di secoli, l’italiano sarà sparito.
AVETE CAPITO BENE? SPARITO!
Dunque siamo in presenza di una Italyland, un territorio governato e occupato dall’Occidente mondialista e dal suo braccio criminale armato Usa – Israel.
Ed ovviamente, come detto sopra, i cittadini di questa Italyland, carne di porco dell’usura bancaria, sono costretti a portare le armi degli altri per servire in guerre, spacciate per missioni di pace, a saldo di altrui interessi.
Le divise dei soldati di questa Italyland non sono le nostre divise, sono le divise dell’Occidente mondialista.
Le armi di questa Itlayland non sono le nostre armi, sono le armi dell’Occidente mondialista.
Il Tricolore di questa Italyland non è il tricolore storico della nostra nazione, ma è la bandiera, sotto altre sfumature e colori, a stelle e strisce e con la stessa di David al centro.
Rinfoderate quindi gli anni, lasciate stare i Marò Atlantici “a contractors”, scordatevi il tricolore, sono tutte cose che riguardano la EU, il Mondialismo, non quei pochi italiani rimasti.
MAI NELLA SUA STORIA, L’ITALIA ERA STATA COSI’ RIDOTTA, ANZI LETTERALEMNTE FATTA SVANIRE.
QUAND PERDIì ANCHE IL MINIJO RESIDUO DI SOVRANITA’ NAZIONALE, LA PATRIA E’ MORTA. NON C’E’ PIU’.
Nei primi decenni del ‘900 l’Italia, nata dal risorgimento massonico che agiva dietro gli interessi anglo francesi, aveva una dinastia corrotta e infame, quella dei Savoia, ma tutto sommato era una nazione indipendente, un popolo amalgamato nei valori di Patria e come tale si fece rispettare nella Grande Guerra.
Nella seconda guerra mondiale l’Italia, per la rima volta nella sua storia, dietro la spinta del fascismo, tentò la carta della vera indipendenza internazionale, di recitare finalmente un suo ruolo sulla scena della storia. Venne sconfitta e occupata.
Oggi tutto questo è finito, scomparso, l’Italia, la nostra Patria non c’è più: a queste Istituzioni, a questi uffici civili, a queste strutture locali è nazionali abbiamo solo l’obbligo di una osservanza formale e di rapporto civile. Viviamo pur sempre in questo territorio dell’Italyland, e se, per esempio ci derubano o aggrediscono, a queste polizie, che stanno per diventare Gendarmerie europee, ci rivolgiamo. Ma siamo come degli ospiti, degli “stranieri” e quindi la nostra osservanza non può spingersi più di tanto, e soprattutto non può avere alcuna partecipazione ideale.
Oggi nessuno può più commuoversi alla sfilata, può inorgoglirsi alla vista dei soldati in armi.
SONO ORAMAI SOLDATI STRANIERI ANCHE SE HANNO LA CARTA DI IDENTITA’ ITALIANA IN TASCA.
SIAMO VERAMENTE AL PUNTO ZERO DI TUTTI I VALORI.
PRENDIAMONE COSCIENZA, ALMENO SAPPIAMOLO. E COMPORTIAMOCI DI CONSEGUENZA.
ITALYLAND… ADDIO!
Maurizio Barozzi