Risposta:
Putin
“Ma
sei scemo?”, l’obiezione scatta dall’imbecille di turno. “In Russia non si
votava, non è neanche nell’Unione Europea”. Frasi da premio Nobel. Dell’ovvio e
dello stupido.
Se
invece guardiamo con occhio disincantato e con il grandangolare quello che è
uscito dalle urne, si vede delineato un quadro per alcuni scioccante, per altri
(per me, per esempio) esaltante.
Prima
considerazione. Astensionismo alle stelle, crescente ed inarrestabile. “Quest’Europa”
è più di una delusione, è un tradimento di un amore regalato, è una speranza
stracciata, è un’attesa neppure presa in considerazione. E gli europei lo hanno
mandato a dire chiaramente: l’Europa dei banchieri, dei poteri forti, delle
multinazionali non è la nostra Europa. Vi delegittimiamo standocene a casa,
rifiutando la vostra offerta …. “democratica”. Faranno finta di niente, gli
esponenti della casta, anzi, rafforzeranno lo strato di vinavil sotto il sedere
incollato alla poltrona-bancomat. Mi ricordano quella del tipo che cade dal
decimo piano “Per ora va bene, dice ad ogni piano, per ora va bene…..”.
Contenti loro………
Ed
anche la metà degli europei che ha votato, ha mandato messaggi di ribellione
forti e chiari.
In
Inghilterra stravince la nuova
destra, anti europea, anti immigrazione, anti banche, anti city. Vogliono
uscire dall’Europa. Ponti d’oro, perbacco. Ma, in verità, ci siete mai stati in
Europa, cari albionici? Via, via, ….. andatevene con gli SUA, il vostro figlio
storico.
In
Francia stravince l’estrema destra,
anti europea, anti immigrati, anti banchieri, vagamente anti semita. Aggancio
con le masse popolari, non solo con il ceto medio.
In
Italia stravince Renzi, il non precedentemente votato e
certificato a posteriori, il democristiano rimasto solo al governo orfano d’alleati.
(Ennesima dimostrazione che le elezioni sono una inutile manifestazione di
sperpero di quattrini, tempo, energie. Mistificazione giuridico-morale). Dato
positivo: il Berlusconi si farà
leccare le ferite (mortali) dal cagnolino Dudù, unico fedele rimastogli.
In
Germania vince la Angela :
e vince pur arretrando. E ci mancava! Ha obbligato l’Europa a fare quello che
voleva. Però i segnali arrivano anche da lì: Nazisti sfondano la barriera, nuova
destra si affaccia e si afferma. Spiegazione: attenti, se le cose vanno male,
ci muoviamo noi. Come sempre.
Nel resto d’Europa, a parte la povera e massacrata Grecia (attenti: tutto il PIL della
Grecia è inferiore a quello dalla provincia di Verona, tanto per mantenere le proporzioni), si affermano
tumultuosamente i partiti più o meno xenofobi, nazisteggianti, nazionalisti
comunque. E non parlo solo dell’Ungheria.
Svezia, Danimarca, Cechia…..
In
sintesi: quest’Europa ha fallito la missione. Il servilismo nei confronti del
sistema bancario mondiale, col suo culmine nella presentazione di quel
vermiciattolo viscido che è l’Euro, ha iniziato il proprio funerale. Poco da
vivere, per la “non moneta” Non si torna indietro. I Popoli vincono sempre,
alla faccia degli adunchi, pelosi, usurai gnomi dalle mani avide e dai nasi a
becco.
Oggi
l’Europa, la sua esistenza ha un difensore, uno scudo, un guerriero sceso in
campo, Vladimir Putin, che ha
mostrato i denti (e le truppe corazzate!) quando i “poteri forti” hanno cercato
di far ribellare le periferie dell’Impero: Cecenia, Ossezia, Nagorno Karabak,
Crimea, Caspio e Caucaso, Georgia…. Giù le mani, bastardi! Non provateci,
perché da queste parti si spara sul serio!
Oggi
l’Europa ha un difensore, Vladimir Putin,
che conia monete d’oro, destinate a sostituire lo sfilacciato, duplicato, falso
dollaro.
Putin, che stringe un patto con i Tedeschi, perché combattersi è guerra civile
e disastrosa per entrambi, mentre l’alleanza e lo scambio è diventato l’incubo degli SUA, della City
londinese, nel covo Tel Aviv.
La
risposta dell’Europa, con astensionismo stellare, con successi anti europei,
con l’Euro che è simpatico come una carie dentale e moribondo allo stato
terminale, con affermazioni dell’estreme destre, ciascuna nei suoi modi e
nazioni, con le due caste ueiste traballanti e moribonde, sta a dimostrare che
i Popoli europei sono pronti per una nuova Europa, per un nuovo patto sociale
europeo. Banche, multinazionali, poteri forti finanziari, grandi famiglie
storiche, hanno due strade davanti a loro. La prima (che non sarà percorsa) è
un auto dimensionamento, un dignitoso ritiro, comprendendo che la loro stagione
è finita. Sarebbe una strada intelligente e dignitosa. Quindi non intrapresa.
La
seconda porta ad uno scontro che rischia di non essere solo sociale, ma che può
sconfinare nella lotta armata, nel confronto bellico. Ci sono una decina d’anni
di tempo. Poi di tempo non ce ne sarà più.
Hanno
tirato fuori i cavalli dalle stalle, le Walkirie,
e in Europa si sente con crescente furore la musica di Wagner: la cavalcata
delle Fanciulle Guerriere si sta trasformando in una carica inarrestabile.
Europa, erwache!
Fabrizio
Belloni
