UGUALE
MA AL CONTRARIO
Da quando
starnazza il “male assoluto”, cioè la democrazia parlamentare, abbiamo
assistito a linee di tendenza pressoché simili. Se vi è un periodo di
stagnazione economica, od addirittura di crisi, quella mistificazione giuridica
che sono le elezioni ha mandato al governo forze “conservatrici”, che
raddrizzino l’economia, per dare poi la preferenza, anni dopo, alle forze
“progressiste”, affinché distribuiscano la nuova sommatoria di risorse. Né mi
si porti a confutazione il “new Deal” roosveltiano degli anni trenta; mai ci fu
politica economica più di “destra” di quella yankee: opere statali massicce,
crediti illimitati all’industria, soprattutto quella lobbistica, stipendi da
fame, serrate selvagge, stato sociale a facildonne, ecc. ecc.
Che sia tutto un
girone infernale, destra e sinistra in finta contrapposizione, è quanto in
Europa portò a Idee, Progetti e Stati che urlarono il loro “NO”, alto, virile e
forte alla logica dell’adorazione del dio denaro. Ma questa è un’altra storia. Che,
grazie a dio, sta tornando sempre più velocemente alla ribalta.
Purtroppo noi
dobbiamo vivere in una ancora terrificante democrazia, in un sistema
avviluppato dai tentacoli finanziari, in una “non-società” condizionata da
poteri forti con le mani adunche, che dalle loro tane muovono i loro servi
secondo programmi di spoliazione e depredazione. Almeno fino al giorno
dell’Armagheddon, al ritorno di Ragnarock, al rivolgimento epocale che si
avvicina. Allora si faranno e si chiuderanno i conti. Duri, salati, micidiali.
Per il momento ci
tocca nuotare in una pozza fangosa ove pesci viscidi si contendono il potere.
Dobbiamo cioè
adattarci alle regole del “male assoluto”, della democrazia parlamentare.
Ma, ancora una
volta, il magnifico Stivale dà un’interpretazione fuori norma. Partendo dal
fatto che non c’è “destra” e che non c’è “sinistra”, in Italia si cerca chi
faccia meno schifo. E’ ovvio che chi riesce ad ammantarsi di “nuovo” gode
almeno del beneficio del dubbio, ed incamera le disperate speranze della gente.
Esempi come il Regno Unito, la
Scandinavia , la
Germania , l’Ungheria, l’Austria, la Finlandia ed in parte la Francia da noi non trovano
asilo. Non siamo Nazione, ed ho dei dubbi che siamo Stato. Bolgia, sì. Girone
di latrocini e corruzione, sì. Teatro di
scontro di bande rivali, sì. Ma Stato? Figuriamoci Nazione!
Quindi affideremo
alla cosiddetta sinistra il tentativo di raddrizzare l’economia. Che è una
contraddizione in termini: ricordo una frase “nessuno Stato è così ricco da
permettersi un governo di sinistra”, figuriamoci un’Italia praticamente
fallita. E poi, di fronte all’ennesimo fallimento, si cercherà a destra la
giustizia sociale, la catarsi.
Però.
Però ricordo che
nel momento della crisi mondiale, il secolo scorso, sorsero due Idee, dissimili,
ma parallele, che risolsero la contraddizione. Non contrapposizione, ma unione
di Lavoro, al primo posto, e risorse finanziarie, considerate strumento al pari
delle materie prime e dell’energia. Pericolosissima progettualità, oltretutto
attuata in due miracoli economici sorprendenti, come lo furono Italia e
Germania, che costrinsero il resto del mondo a dichiarare loro guerra.
Quello che sta
succedendo in Europa sta a dimostrare che finalmente si ricomincia. Ma questa
volta saremo più duri e meno accomodanti.
FabrizioBelloni