TUTTI ORMAI, IN RETE
QUANTOMENO, PARLANO DI TEMI ECONOMICO – MONETARI
…. MA SANNO DI COSA
PARLANO?
Di Orazio Fergnani.
Devo poi rilevare che
in molti thread si parla da mesi di
teorie monetarie e nessuno entra mai nel merito … gli unici che lo hanno fatto sproloquiano
manifestando la propria assoluta incompetenza.
Per cui tenterò di
spiegare in estrema sintesi, tentando di stravolgerne troppo il pensiero
essenziale in modo da avere del materiale quanto più affine all’originale su
cui ragionare ed eventualmente poter dibattere… da sottolineare che di
economisti in questi centocinquant’anni ce ne sono stati moltissimi ed anche di
determinanti… ma secondo il mio modestissimo parere questi sono quelli più
rappresentativi delle diverse possibili combinazioni solutive dei diverse
possibili scenari economici/politici.
Ecco quindi l’azione
e/o il pensiero di :
a)
Silvio
Gesell;
b)
Irving
Fisher
c)
Hjalmar
Schacht;
d)
Maynard
Keines;
e)
Friedrich
Von Hayek;
f)
Giacinto
Auriti;
g)
Warren
Mosler/Paolo Rossi – Barnard;
h)
AlbaMediterranea.
SILVIO GESELL
si occupò di
tematiche, relativa alla ripartizione delle terre coltivabili condividendo la
proposta marxista relativa all'eliminazione della proprietà privata della
terra, ma contestandone la statalizzazione; Gesell suggeriva la concessione
onerosa a privati (diritto di superficie), in modo da ripristinare
completamente la precedente macchina produttiva libertaria, ma con reddito
agrario comunizzato e che quindi poteva essere portato o in diminuzione delle
tasse o preferibilmente a creazione di futuribili assegni famigliari.
Gesell evidenzia come
il proletariato avendo molti figli si autopunisse perché la presenza di quei
figli, una volta divenuti adulti aumentavano l'offerta di lavoro, per la legge
della domanda ed offerta, farà contrarre i salari dei padri (esattamente come accade adesso);
invece i profitti di capitale da affitti e da commercio (si pensi alla
valorizzazione immobiliare ottenuta, nell'Italia del XXI secolo, attraverso
l'immigrazione) vengono ingigantiti dall'aumento numerico, per cui è equo e
giusto che siano essi a spesare gli assegni familiari (e non, come attualmente,
il costo del lavoro).
Per quanto riguarda i "valori
aggiunti" sulla terra (immobili, impianti d'irrigazione e di trasporto,
frutteti ecc.) essi sono e restano di proprietà privata fino ad intercorso
ammortamento, dopo di che vengono gratuitamente trasferiti al Comune, come
"annesso e connesso nonché superfetazione" della terra comunale.Gesell non credendo alla capacità dello statalismo di costruire un sistema produttivo migliore dell'esistente, credente, ma darwinista e convinto socialista proudhoniano, come economista sostiene il principio della proprietà del valore del proprio lavoro. Tuttavia, considerando insostituibile la divisione del lavoro e poiché ormai molti lavori concorrono alla formazione del valore finale, si limita a puntare all'eliminazione dei profitti di capitale, ma tenendosi ben stretto libero mercato e pluralismo economico.
Sostanzialmente vuole le stesse cose di Marx, ma cerca di ottenerlo diversamente. Molteplici sono infatti i profitti del capitale, tutti riconducibili alla formula
Profitti (P) = Somma
di Denaro (S) x Saggio d'Interesse (I)
Anche matematicamente
perché il risultato di una moltiplicazione sia nullo, deve essere nullo uno dei
moltiplicatori: Marx azzerava la S (Somma detenuta dai privati) tendendo allo
statalismo, la programmazione economica e la cancellazione del libero mercato,
il "totalitarismo economico". Gesell sempre teso al libero mercato e
al pluralismo economico opta per azzerare il secondo moltiplicatore, la I, cioè
il Saggio d'Interesse…. ovvero la rendita ….
Con occhi
proudhoniani e constatato il "potere straordinario" del denaro unica
"merce indeperibile", e addirittura a crescita continua ed infinita,
pensa ad denaro deperibile come tutte le altre merci. Un denaro non si
"dissolve", obbliga il suo possessore a utilizzarlo velocemente sul
mercato finanziario o a comprare; e ciò rappresenta la spaventosa forza di cui
egli usufruisce per procacciarsi il Premio di Liquidità e conseguentemente
tutti gli altri profitti di capitale.
IRVING FISHER
Il
merito principale che si attribuisce a Fisher è quello sin dal 1892 una
specifica versione in ingegnosi modelli matematici della teoria walrasiana del
valore e del prezzo. Il suo contributo più rilevante consiste nella teoria del
processo capitalistico basata sull’analisi dell’interesse e del reddito, con
tutte le interdipendenze che esistono tra il saggio d’interesse del capitale e
gli altri elementi del sistema economico.
Nel
campo della teoria monetaria Fisher è noto per aver formulato la teoria
quantitativa della moneta mediante la famosa “equazione degli scambi”. Egli
dimostra con un’analisi magistrale un fatto dimostrato anche dall’esperienza, e
cioè che un aumento della quantità di moneta in circolazione si traduce in un
aumento proporzionale del livello generale dei prezzi.
IL
suo interesse particolare era nella distinzione fra reddito come flusso di beni
e di servizi nel tempo e capitale come stock di beni in un dato momento,
entrambi costituiti dalle stesse cose concrete. La teoria dell’interesse di
Fisher considera l’interesse come il risultato di una preferenza temporale, una
preferenza per un reddito psichico presente(soddisfazione) rispetto ad un
reddito futuro.
HJALMAR SCHACHT;
I principali
provvedimenti economici/monetari intrapresi da Schacht furono:
1)
l'annullamento
del debito estero;
2)
la
nazionalizzazione delle grosse imprese,
3)
la
germanizzazione di quelle piccole;
4)
finanziò
lo sviluppo tramite le immani opere pubbliche attraverso i MEFO, delle
obbligazioni emesse
sul mercato interno.
5)
ideò
un ingegnosissimo sistema per trasformare gli acquisti di materie prime da
altri
paesi in commesse per l'industria
tedesca: i fornitori erano pagati in moneta che poteva essere spesa soltanto
per comprare merci fatte in Germania. Il meccanismo, di stimolo al settore
manifatturiero, funzionava come un baratto: le materie prime importate erano
pagate con prodotti finiti dell'industria nazionale, evitando così il peso
dell'intermediazione finanziaria e fuoriuscite di capitali.
pose le basi per la teoria basata sul concetto di domanda aggregata, spiegando le variazioni del livello complessivo delle attività economiche così come osservate durante la Grande depressione. Il reddito nazionale sarebbe stato dato dalla somma di consumi e investimenti.
In uno stato di sotto-occupazione e capacità produttiva inutilizzata, sarebbe dunque possibile incrementare l'occupazione e il reddito soltanto passando tramite un aumento della spesa per consumi o con investimenti. L'ammontare complessivo di risparmio sarebbe, inoltre, determinato dal reddito nazionale.
Egli afferma che sono
giustificabili le politiche destinate a stimolare la domanda in periodi di
disoccupazione tramite un incremento della spesa pubblica. Poiché Keynes non
crede nella capacità del mercato lasciato a se stesso di esprimere una domanda
di piena occupazione, ritiene necessario che in talune circostanze sia lo Stato
a stimolare la domanda. Queste argomentazioni trovano conferma nei risultati
della politica del New Deal, varata negli stessi anni dal presidente
Roosevelt negli Stati Uniti.
Il ciclo economico e
le sue cause ebbero un ruolo fondamentale nell'intera opera di von Hayek. Partendo
dalla Teoria della moneta e del credito misesiana egli applicò il concetto di utilità marginale alla
moneta, utilizzando anche le teorie di Carl Menger (principio di imputazione), di
Eugen von Böhm-Bawerk (periodo medio di produzione), di Knut Wicksell (effetti
del tasso d'interesse sui prezzi), di Tugan-Baranovsky e di Spiethoff (teoria
della sproporzione), von Hayek identificò un'interpretazione del ciclo
economico, interpretazione diventata famosa come teoria austriaca del ciclo
economico. Von Hayek in conclusione sosteneva che i cicli economici sono il
frutto dell'espansione del credito artificiosa, indipendente da un effettivo
aumento del risparmio, ma operazione effettuata dalle Banche centrali che, a
causa di tassi tenuti artificialmente bassi, causa il cosiddetto malinvestment,
ossia una collocazione non ottimale degli investimenti come da anni sta tuttora
avvenendo. Tale teoria ovviamente fu molto criticata da diversi economisti,
soprattutto neoclassici e keynesiani, quelli particolarmente vicini alle
accademie e soprattutto alla banche.
Von Hayek avversava
fondamentalmente il collettivismo della storia del pensiero economico.
Sosteneva che il collettivismo per sopravvivere si doveva basare su un'autorità
centrale di un qualunque tipo, ma anche che un sistema puramente socialista
richiede un piano economico centrale e ciò, secondo von Hayek, porta al totalitarismo, in quanto necessita di sempre maggiore
forza per controllare e dirigere la vita socio-economica di un paese, e che perciò
un’economia centralizzate decisa a tavolino da uno o più individui, che decidono la distribuzione
delle risorse, è perdente in partenza, in quanto dall'alto della loro posizione
centrale e centralizzata, non hanno abbastanza informazioni per creare
un'allocazione ottimale delle risorse.
Secondo von Hayek,
l'unico sistema in grado di dare un'allocazione ottimale alle risorse è il
sistema di prezzi liberi tipico del libero mercato questo perché il meccanismo
di prezzi liberi consente l'unione e la condivisione di conoscenze locali e
personali, attraverso il principio di auto-organizzazione, concetto che definì
col termine catallaxy (catallassi) un "sistema
auto-organizzativo di cooperazione volontaria".
Lo Stato nella
visione di Von Hayek, deve servire al solo scopo del mantenimento dello Stato di diritto,con il
minimo possibile di azioni..
In merito al sistema
dei prezzi liberi, sosteneva che tale sistema non sia il frutto di interventi
umani volontari, bensì di azioni umane involontarie e spontanee, insomma il risultato
di azioni umane ma non di progetti umani" addirittura paragonando il
meccanismo dei prezzi allo stesso livello del linguaggio, in quanto "il
meraviglioso sistema dei prezzi è un meccanismo perfetto per comunicare
informazioni con la velocità del vento anche nelle regioni più remote".
Von Hayek contrappose
gli odierni modelli di ordinamento democratico, che egli reputa degenerati, ad
un ipotetico modello demarchico che secondo lui è una diversità di prospettiva
di fondo nell'approccio alla politica sottesa nel significato etimologico dei
due termini. La sua proposta, demarchia, è di carattere minarchico (dal greco
potere minimo) in cui il potere dello Stato è ridotto al minimo per evitare
ingerenze lesive della libertà del cittadino e ancor più la costituzione di
caste-gruppi oligarchici al potere.
L'economista ha
sempre supportato una società basata su un organizzazione definita dal mercato,
nella quale lo Stato abbia soprattutto il compito di mantenere l'ordine legale
necessario per permettere un mercato marcatamente libero(ista) e pacifico tra
individui. Queste idee derivarono dalla sua filosofia morale tratta dai
contributi epistemologici riguardanti i limiti delle conoscenze umane. Egli fu
molto critico nei confronti dello scientismo: una falsa interpretazione dei
metodi della scienza che ha erroneamente forzato le scienze sociali, e che è in
pratica l'esatto contrario della vera scienza… a cui contrappone una visione
della scienza composta da un complesso di variabili imprevedibili e di fenomeni
“non lineari”. definiti come "Degrees of Explanation" (Gradazione
delle spiegazioni),"The Theory of Complex Phenomena"(Teoria dei
fenomeni complessi).
GIACINTO AURITI
Nell'ultimo periodo
della sua vita, pur senza aver mai compiuto studi di teoria economica ma
partendo dagli argomenti trattati dal poeta statunitense Ezra Pound, fonda la scuola
di Teramo nel campo del diritto monetario, sviluppando una teoria economica che
intende la moneta come unità di misura del valore e come tale accettata
convenzionalmente da chi la usa come mezzo di scambio, divenendo così uno
"strumento" dello scambio di beni (teoria del valore indotto della
moneta). Nel suo carattere convenzionale risiederebbe il diritto di chi ne
accetta la convenzione, ossia il popolo, di esigerne la proprietà (proprietà
popolare della moneta). In questo senso, le banche centrali che sono delle società
per azioni private, secondo Auriti ricaverebbero profitti indebiti dal signoraggio
sull'emissione di cartamoneta, assumendo una importante responsabilità
nell'origine del debito pubblico.
Tale teoria trarrebbe
ancora più forza dall'abolizione del rapporto diretto fra moneta (convertibile
in oro) e riserva aurea, già stabilita dagli accordi di Bretton Woods, avvenuta
su iniziativa di Richard Nixon il 15 agosto 1971, che avrebbe trasformato
l'attività dell'emissione della moneta in un puro esercizio tipografico,
sottolineando ancor di più il carattere convenzionale del valore monetario
creato dall'accettazione del popolo di tale convenzione.
Le teorie di Giacinto
Auriti tuttavia non hanno mai trovato accoglimento in ambito economico, ne
alcun suo articolo è mai stato pubblicato su riviste scientifiche di rilievo e
ricadono tra quelle catalogabili come teorie del complotto. In particolare le
teorie di Auriti vengono usate per sostenere le tesi relative alle teorie del
complotto sul signoraggio diffuse attraverso Internet, in particolar modo
all'interno di siti che si occupano di sovranità popolare della moneta.
PRIMA COSA CAPIRE I PILASTRI DELLA MACROECONOMIA DELLO STATO
SOVRANO.
SFATARE I FALSI MITI CON LA ME-MMT.
A.
Come spende uno Stato. Uno Stato con moneta sovrana non convertibile in oro o in
altre valute a un tasso fisso, ma variabile prima spende la moneta e dopo la
ritira tassando o prendendola in prestito. (chiarissima l’intenzionalità e l’incompetenza … in quanto
se sovrano non necessita di alcun prestito) Impossibile che siano le
tasse o i prestiti dei privati a finanziare lo Stato, perché lo Stato ha
l'esclusiva nell'emissione di moneta, ne ha il monopolio (prima ha
detto il contrario!). Si pensi ad esempio: chi
emette in esclusiva i biglietti per uno spettacolo, deve prima distribuirli e
solo poi li può ritirare. Impossibile il contrario. Ne consegue che lo Stato
sovrano non necessita affatto di tasse e prestiti al fine di spendere per la
Funzione Pubblica. Colui che ha il monopolio nell'emissione di qualcosa, non
deve prenderla in prestito da altri (mai capitato altri così ondivaghi).
Non si deve infatti confondere la condizione dello Stato
che emette la propria moneta sovrana con quella dello Stato che usa una moneta
altrui, come è oggi l'Italia nell'Eurozona. È solo nel secondo
caso che lo Stato è costretto a
spendere tassando prima i cittadini o facendosi prestare i fondi. Lo Stato a moneta
sovrana ha come unici limiti di spesa l'ideologia economica vigente, non
fattori obiettivi (altroché
se ci sono limiti ma non vale la pena spiegarli). Infatti è corretto
dire che, poiché questo tipo di Stato ha l'esclusiva nell'emissione di moneta
dal nulla, per esso la spesa e gli introiti sono solamente abitudini contabili,
non ricchezza vera che entra o esce (nel momento dell’emissione no, ma appena nel circuito economico
eccome!). Quindi preoccuparsi del fatto che lo Stato a moneta sovrana
possa esaurirla, cioè fallire, è come pensare che un professore di matematica
possa esaurire i numeri (giusto).
Ne consegue infine che questo Stato non avrà mai problemi
di solvibilità del proprio debito (interno.. non estero) , sia che esso appartenga a creditori italiani (si) che esteri (e no!).
B.
La Piena Occupazione
di Stato non costa troppo.
Il governo di uno Stato con moneta sovrana può e deve finanziare
senza limiti la Piena Occupazione (non obbligatoriamente), poiché essa rappresenta la ricchezza indistruttibile
dell'economia nazionale (falso).
Non è mai vero che questa spesa pubblica penalizzi i conti dello Stato, né che
crei inflazione (dipende).
Al contrario, essa invariabilmente li migliora e li risana
in termini di ricchezza reale creata per il Paese, poiché la Piena Occupazione è il massimo motore economico
esistente (vero… insieme a
molto altro).
C.
Il default. È impossibile che uno Stato con moneta sovrana possa
essere costretto al default (vero….
Ma per ragioni del tutto sconosciute a Rossi – Barnard). Questo perché
essendo egli il detentore della propria moneta, ha capacità illimitata di
onorare il suo debito puntuale e sempre. I mercati non possono mai in questo
caso aggredire l'economia dello Stato (falsissimo).
D.
Il debito 'pubblico'
non è il debito dei cittadini (vero … ma per ragioni del
tutto sconosciute a Rossi – Barnard). Lo Stato non è una
famiglia (al contrario invece può esservi assimilato). Il governo di uno Stato con moneta sovrana spende accreditando
conti correnti, o emettendo titoli che costituiscono, fra le altre funzioni, il
risparmio degli acquirenti (che
vo’r dì?).
E.
Quindi, non dovendo
lo Stato prendere in prestito dai privati prima di spendere, è chiaro che il debito
(la spesa) dello Stato con moneta sovrana è precisamente l'attivo
dei cittadini (settore
non-governativo) (vero… ma
per ragioni del tutto diverse da quanto ritenuto da Rossi – Barnard). Non
è mai il debito di cittadini,
delle aziende o dei nostri figli/nipoti (vero – infatti lo Stato è sempre in attivo). La
regola secondo cui un buono Stato deve spendere come una brava famiglia è falsa
e dannosa (al contrario è
vero). Questo Stato si indebita solo con se stesso, il suo debito è
solo una figura contabile denominata nel denaro che esso crea dal nulla (falso lo Stato non si indebita
mai se gestito opportunamente). La famiglia, al contrario, non può
inventare il suo denaro, e ha ben altri limiti di spesa.
F.
La spesa a deficit
dello Stato è il nostro risparmio (che vo’r dì?). Ne risulta che se lo Stato spende per noi più di quanto
ci tassa (deficit), esso ci lascia beni finanziari che sono esattamente il
nostro attivo e il nostro risparmio al netto (con quale alchimia contabile
sarebbe possibile?). Se lo Stato spende per
noi tanto quanto ci tassa (pareggio di bilancio), esso ci lascerà nulla (falso, lascerà i servizi, le
strutture, le infrastrutture), e questo ci impoverisce impedendoci
proprio il risparmio (affermazione
senza senso). Non si dimentichi che nessuno nel settore non-governativo
di cittadini e aziende può creare il denaro dello Stato e con esso arricchirci
al netto (le banche creano prestiti ma anche debiti) (frase del tutto sconclusionata). Se lo
Stato poi spende per noi meno di quanto ci tassi (surplus di bilancio) il
nostro impoverimento sarà ancora più estremo (semplicemente incompetente totale).
G.
Le tasse. Contrariamente a quando si crede, uno Stato con moneta
sovrana non usa le tasse per finanziarsi (punto A.). Le tasse servono in primo
luogo per imporre al settore non-governativo la valuta dello Stato, che
altrimenti sarebbe senza valore (affermazione da incompetente). Se infatti il settore non-governativo
non fosse costretto a pagare le tasse in quella moneta, esso potrebbe
rifiutarla o non accettarla in pagamento per i beni e i servizi che vende allo
Stato (falso). In
secondo luogo le tasse servono allo Stato come regolatrici dell'economia. Si
alzano per calmare un'economia che corre troppo, si abbassano per dare alimento
a un'economia stagnante (vero).
Soprattutto, esse devono essere sempre a un livello che garantisca la Piena
Occupazione (non condizione assoluta, ma possibile).
H.
Il Deficit Positivo è un dovere dello Stato (che vo’r
dì?). Poiché lo Stato con moneta sovrana
ha il potere di imporci di lavorare per guadagnare la sua moneta al fine di
pagare le sue tasse, ne consegue che è dovere imprescindibile di questo Stato
far sì che vi sia lavoro sufficiente affinché tutti i cittadini possano pagare
le loro tasse, vivere dignitosamente, e anche risparmiare (possibile, ma non
indispensabile). Ergo: la spesa dello Stato deve essere sufficientemente
a deficit per garantirci quanto sopra (Deficit Positivo) (vorrà
dire eccedenza?). Lo Stato che, al contrario, ci impone di lavorare per
pagargli le tasse nella sua moneta ma non ce ne fornisce a sufficienza per
appunto pagare le tasse e per vivere decorosamente, è tiranno, poiché ci
costringe a lavorare interamente per lui senza altra possibilità di crescita (questa la situazione attuale –
ed è purtroppo vera).
Le
esportazioni sono un costo, le importazioni sono vera ricchezza per il Paese (qui siamo al
puro delirio) .
Il principio fondante di un'economia funzionale al bene del 99% dei cittadini è
il seguente: la vera ricchezza sono i beni e i servizi
prodotti internamente, più quelli che il resto del mondo ci invia (non solo c’è
molto di più). Questo principio è
supportato non solo dall'evidenza logica, ma anche dall'analisi veritiera
delle economie dei Paesi che si sono gettati sull'export, in primo luogo Cina,
Giappone e Germania. Contrariamente a quanto di solito detto dai media
genericisti, questi Paesi soffrono disfunzioni interne gravi, come il crollo
dei consumi, cali significativi dei redditi reali, aumenti esasperanti dei
ritmi lavorativi (ma per
carità). Gli Stati Uniti, al contrario, sono e rimangono la prima
potenza economica del mondo, e non per nulla dedicano alle esportazioni una
quota minore dell'economia, che è all'89% domestica e basata sulle importazioni (gli Stati Uniti
sono i più grandi esportatori mondiali … però di un solo prodotto… carta
straccia che chiamano dollaro… con cui importano).
I.
Si deve comprendere
che la corsa all'export implica la dedizione al lavoro di masse di lavoratori e
di mezzi per produrre beni e servizi che saranno goduti da altri fuori
dall'Italia, e non da noi. In cambio ne riceviamo beni finanziari, che non
solo sono assai precari, ma che finiscono sempre nel basket dei profitti delle
corporation e sono solo in minima parte re-distribuiti ai cittadini (questo vale anche per i
prodotti del mercato interno). Inoltre, la corsa all'export
nell'economia globalizzata impone tagli al costo del lavoro sempre più esasperati,
con conseguente calo dello standard di vita dei lavoratori italiani (l’Italia esporta solo prodotti
di alta qualità ed alto prezzo quindi falso quanto affrmato).
Non solo: la corsa all'export impone al governo di
scoraggiare i consumi domestici il più possibile, per favorire l'esportazione
dei beni prodotti dai lavoratori di casa (ma per carità di merce e beni sono stoccati i magazzini,
i piazzali, i distributori – manca solo la grana) .
Anche questo danneggia l'economia.
Il principio fondante di cui sopra si può formulare anche
nel seguente modo: un governo sovrano che mantenga sempre
le Piena Occupazione interna deve permettere solo le esportazioni necessarie
ad acquisire importazioni (? E perché mai?). La Piena Occupazione garantisce sempre un'economia
domestica stabile, e le importazioni aggiungono ricchezza reale (real terms of
trade). Le esportazioni sottraggono economia reale (non ho parole).
J.
Il settore bancario e
finanziario. Uno Stato pienamente
sovrano deve regolamentare il settore bancario nell'esclusivo
Interesse Pubblico (giusto e vero). Primo:
eliminare interamente il settore finanziario che è parassita (forse). Secondo: si eliminino
tutte le funzioni bancarie che esulano dal pubblico interesse (e cioè?). Terzo: si
elimini l'emissione di titoli del Tesoro, che con i moderni sistemi monetari
sovrani sono del tutto anacronistici e che costano allo Stato cifre immense in
interessi e parcelle di intermediari finanziari (e con che cosa si sostituiscono … o come?).
K.
Uscire dall'Eurozona non basta. Ma si badi bene: se, come ci auguriamo, l'Italia tornerà
alla sua sovranità monetaria abbandonando l'Eurozona, ma poi non applicherà il
principio della Spesa a Deficit Positivo per la Piena Occupazione e per il rilancio di tutto il settore di cittadini e
aziende, poco o nulla migliorerà, come infatti accade a Stati come gli USA o la
GB che pur avendo sovranità monetaria non applicano la Spesa a Deficit
Positivo. (sono spossato)
ALBAMEDITERRANEA
CAMBIALE SOCIALE IN SINTESI V.09.2012
INTRODUZIONE
IDEOLOGICA – FILOSOFICA
La “Cambiale Sociale” non è soltanto un freddo ed
inerte strumento monetario. Tutti gli strumenti comunque (volutamente o meno)
hanno un “anima”…. Noi di AlbaMediterranea abbiamo voluto darle
intenzionalmente, precisamente e scientemente una sua ben definita
identificazione e collocazione, anche in ambito culturale, sociale, storico,
politico che possono essere definite attraverso le formulazioni che seguono :
1)
I poteri dello Stato sono quattro :
a)
Monetario;
b)
Legislativo;
c)
Esecutivo;
d)
Giudiziario;
2)
Il potere monetario non può e non deve essere mai
delegabile;
3)
La prima sovranità del cittadino è il riconoscimento
del valore economico e l’emissione di divisa che rappresenti la quantità di
detto riconosciuto valore;
4)
Emissione individuale del denaro da parte di ciascun
cittadino come massima forma di democrazia orizzontale;
5)
Il denaro è una funzione
sociale con due principali aspetti/caratteristiche :
a)
è di tutti, come uso individuale e sociale;
b)
è di possesso esclusivamente collettivo in quanto
non singolarmente accumulabile;
6)
La funzione prima del denaro è la sua circolazione e
non la sua tesaurizzazione, capitalizzazione, accaparramento;
7)
La circolazione del denaro è una funzione sinergica
della fiducia sociale e collettiva e la sua circolazione è prova e
testimonianza della restituzione e distribuzione del valore emesso
dall’individuo in favore della collettività e viceversa.
PREMESSO CHE :
A)
Occorre trovare soluzione al continuo, prolungato
drenaggio, accaparramento e perdita di liquidità del circuito
economico-monetario avvenuto e, ormai ben compreso, messo in atto scientemente
negli ultimi anni dalle banche; fatto questo che comprime artificiosamente
l’economia reale e colpisce pesantemente la piccola impresa e le famiglie
italiane ….e sempre più si verificherà nei prossimi mesi portando al tracollo
della vita socio-economica, delle Istituzioni e dello Stato.
B)
In seguito al trattato di Maastricht e successivi
ampliamenti … l’euro è “moneta” (il che è concettualmente e giuridicamente
falso ….. ma comunque come tale ci è imposta a corso forzoso;
C)
Va quindi per onore del vero precisata la vera
essenza dell’ euro ed evidenziare che questa non è una moneta,,, in quanto non
è un “Titolo” e meno che mai “Titolo al portatore”….. ed una “moneta” per
definirsi tale DEVE OBBLIGATORIAMENTE essere un “Titolo al portatore”….e che
quindi non potrebbe già solo per questo né essere emesso (ed adottato come
“Moneta”) e neppure essere utilizzato come rappresentazione di “valore” in
quanto solo un “Titolo” può integrare in sé del “Valore”
D)
Ciononostante, dato che impropriamente e numerose
volte, agendo illegalmente su vari livelli, qualcuno si è assunto l’onere, e la
responsabilità di agire in tal senso,…. E che si è pure stabilito non possa
essere emessa altra moneta…. Salvo i cosiddetti buoni sconto “et similia” ;
E)
Noi in Europa oggi ci ritroviamo a fare i conti con
un tale perverso regime di circolazione del “Valore” controllato da un ente
poco trasparente che non controlla la produzione del “valore”… ma che comunque
ne determina a suo piacimento la immissione nel circuito economico generale ….
E questa situazione induce numerosi problemi oggi finalmente chiari e sotto gli
occhi di tutti e a cui occorre trovare rimedio…..
F)
Visto ed analizzato da anni lo scenario
giuridico-legislativo vigente sia in Italia che in Europa rimane come unica
alternativa efficace, legale, inappuntabile ed inconfutabile a noi nota lo
strumento da noi denominato “Cambiale Sociale”….
E dato che :
Ci si è posto il problema di risolvere per quanto di
nostra competenza tale penuria di liquidità, eccoci qui dunque a tentare “in
primis” di rappresentare azioni e concetti tramite parole e nominalizzazioni
innovative a volte configgenti, e poco comprensibili al primo impatto, a causa
di preconcetti malevolmente indotti nel corso dei decenni dai nostri
antagonisti…. significati a loro volta
integranti o indicativi di azioni,….. la quale opera di rieducazione è sempre
estremamente complessa…. in particolare e soprattutto quando i concetti che
tenteremo di esprimere sono stati volutamente travisati e diffamati dal
“Sistema di Potere” che dalla fine della seconda guerra mondiale ci opprime
culturalmente, economicamente, politicamente, militarmente.
Per cercare di dare un senso, consistenza, solidità,
concretezza alle nostre affermazioni e tentare di centrare un punto di
riferimento credibile possiamo dire che lo strumento nostro originale che
abbiamo chiamato “Cambiale sociale” in realtà in formule molto simili è stato
proposto ed applicato già molte volte nel corso della storia sempre con
risultati eclatanti ed epocali, come ora esporrò…
Per tentare quanto più di essere imparziale, per una
questione di veridicità, e per non turbare troppo la sensibilità di ciascuno
dei lettori ne citerò due fra di loro agli antipodi culturali, sociali, etnici,
politici, storici, ma entrambi con una comune caratteristica…. Un grande
inconfutabile successo….
Il primo che va ricordato per una questione puramente cronologica è l’episodio del
prestito statunitense durante la Guerra di Secessione, quando il governo
nordista si trovò a chiedere la stratosferica cifra di 449 milioni di dollari
di allora. Le banche americane (si fa’ per dire) pretendevano interessi del
30 % annuo in quanto il rischio d’insolvenza dello Stato era ancora
altissimo (solo dall’anno seguente, il 1863, l’esito del conflitto si mutò a
favore dei Nordisti). Allora il presidente nordista, Abrahm Lincoln ricorse al
potere conferitogli dall’articolo
primo della Costituzione americana, ovvero stampare cambiali di
prestito ( i cosiddetti “Greenback”)
che qualunque popolo sovrano può concedere al proprio governo (vale a dire a se
stesso) senza pagare interessi di sorta e coperto
non da riserva aurea, ma unicamente dalla forza lavoro del popolo medesimo.
(esattamente come gli Italiani, possono fare nel momento che lo decidano
attraverso le “Cambiali Sociali”)
Il secondo episodio che voglio ricordare è stato messo in atto dalla
Germania nazista, che
tra il 1933 e il 1938 realizzò uno dei più grandi miracoli economici della
storia moderna, molto più eclatante del tanto celebrato “New Deal” Keynesiano di Francis D. Roosevelt . Alcuni dati :
L’edilizia, grazie ai lavori pubblici e alla costruzione della rete
autostradale, creò la maggiore occupazione (+209%), seguita dall’industria
dell’automobile (+117%) e dalla metallurgia (+83%). I risultati
sull’occupazione sono mirabolanti per ampiezza e rapidità : nel gennaio 1933,
alla sua introduzione, i disoccupati erano oltre 6 milioni e mezzo; a gennaio
1934 erano dimezzati, a giugno 2,5 milioni, nel 1936 calavano a 1,6 milioni e
nel 1938 erano rimasti circa 400.000.
Tutto
questo ottenuto tramite la MetallForschungsgesellschaft
m.b.H (Società per la ricerca in campo metallurgico) …abbreviata in
”MEFO”, che era una società ideata da Hjalmar Shacht, una scatola vuota, un
fatturificio. Una specie di chimera creata “ad hoc” col capitale da un milione
di marchi e costituita da Siemens S.p.A., la Gutehoffnungshutte, la Rheinstahl,
e la Krupp azioniste tutte per un quarto del milione di capitale…. utilizzata
per finanziare la ripresa economica tedesca aggirando furbescamente i limiti e
le vessazioni dei 100.000.000 di marchi di emissione complessiva annua da parte
della Reichbank imposti da Francia, Regno unito e Stati Uniti a seguito del
Trattato di Versailles.
Occorreva insomma un
cavallo di Troia che imbrogliasse le carte e che aggirasse la volontà dei
Vincitori di impedire la ripresa economica tedesca. Esattamente come occorre
oggi eludere l’obbligo imposto (sempre dai discendenti dei tangheri di allora)
ai Comuni ed allo Stato del limite di indebitamento e della parità di bilancio,
del trattato di Maastricht, dall’ESM…. etc., etc., etc..-
Per gli aspetti normativi e legali
rimando ad altro contesto ma per chi volesse saranno consegnati a parte
ed eventualmente spiegati.
Entriamo nel vivo e presentiamo quindi il progetto
nella sua forma realizzativa più appariscente ed immediata…..
ELEMENTI E FASI PRELIMINARI E GENERALI SINTETIZZATI:
A)
Il Comune si attiva per costituire una onlus
commerciale con soggetti di comprovata serietà, solvibilità ed onorabilità, da
cui si tiene esterno (chiamandola ad esempio : “METAFORA”); a cui vanno
girate le “Cambiali Sociali”
B)
La onlus provvede ad immettere ed iscrivere nel circuito tutti i cittadini
maggiorenni residenti nel Comune che vengono sollecitati a registrarsi al sito
di gestione dell’account….….
C)
La onlus fornirà primariamente il servizio di
gestione contabile per i privati cittadini provvedendo a creare un account on
line per ogni cittadino maggiorenne residente che vorrà aderire al progetto...e
di gestione e verifica contabile per conto delle imprese… come in seguito verrà
spiegato
D)
Le “Cambiali Sociali” potranno essere utilizzate
solo ed esclusivamente per l’acquisto di beni e servizi reali .
E)
La “Cambiale Sociale” viene garantita
dall’emettitore, dall’accettatore “METAFORA” (o come si chiamerà la ONLUS) e
dal Comune come istitutore dell’iniziativa e patrocinio/sponsorizzatore
ufficiale;
F)
Ogni cittadino che si registra ha la capacità di
emissione annuale di 12.000 € equivalenti in “Cambiali Sociali”, in rate
mensili non capitalizzabili di 1.000 €, da spendere all’interno del
circuito “CEA” ….
G)
L’account di ciascun privato cittadino deve essere,
e sarà sempre in positivo
1) In
pratica per aderire ad ONLUS “Circuito di Economia Alternativa (CEA)” occorre :
a. che
il socio aderente emetta una “CAMBIALE SOCIALE” in favore dell’associazione,
che sarà trattenuta a pagamento della quota associativa di euro 100 equivalenti
all’anno;
b. che
l’associazione metta a disposizione i files elettronici del testo da stampare e
contrassegnare con simboli propri le cambiali ancora intatte da compilarsi da
parte dell’emittente, nonché l’elenco degli altri soci accettatori della
“Cambiali Sociali”; e se professionisti/imprenditori economici ed industriali
una vetrina virtuale dove illustrare e pubblicizzare tutte le potenzialità di
scambio del “Circuito Economico Alternativo”;
2) nel “Circuito di Economia Alternativa (CEA)” si
comprano beni/servizi/prodotti pagando con lo strumento di scambio che è la
“CAMBIALE SOCIALE” (A TUTTI GLI EFFETTI TITOLO DI PAGAMENTO AL PORTATORE);
3) la
“CAMBIALE SOCIALE” viene emessa nel momento in cui la si consegna completamente
compilata in ogni sua parte secondo le norme del R.D. 1669 DEL 14 DIC 1933
nelle mani dell’accettatore, che accettandola integra in essa il valore del
bene/prestazione/merce che si è acquistato;
4) nel
momento della transazione tra l’emettitore e l’accettatore è d’obbligo che il
venditore/accettatore interroghi il front-office (del C.E.A.) la disponibilità
residua dell’emettitore, e, avuta conoscenza della residua disponibilità,
emette la relativa “Cambiale Sociale” in cui si indichi con precisione
l’identità dell’emettitore e dell’accettatore (che sarà sempre e in ogni caso ME MEDESIMO) :
5) Le
“Cambiali Sociali” sono sempre emesse in favore di SE STESSI, occorre inoltre
barrare posteriormente tutto lo spazio riservato alle girate con la dicitura
“ME MEDESIMO” e quindi si possono cedere in pagamento. La
“CAMBIALE SOCIALE” è esente da bolli, e l’unità di misura del valore (divisa)
della “CAMBIALE SOCIALE” è l’Euro;
6) La
“CAMBIALE SOCIALE” viene “tassata” dall’associazione ONLUS “Circuito
di Economia Alternativa (CEA)” del 4% all’atto della sua
emissione a cui viene riconosciuto come commissione e nei successivi 48 mesi è
a tasso negativo del 2% al mese per cui alla fine del 48° mese; scenderà al 2%
del suo valore originario (ad esempio da 100 a 2);
7) la
“CAMBIALE SOCIALE” viene contraddistinta con i simboli e i contrassegni
dell’associazione ONLUS “Circuito
di Economia Alternativa (CEA)” di appartenenza del socio
emettitore e viene contraddistinta esclusivamente tramite i dati del socio
emettitore, mai in nessun caso con
numeri di serie o simboli o altro assegnanti dall’associazione (questo per
ovviare a qualunque sospetto di raccolta del credito o azioni riconducibili ad
ipotesi di attività bancaria ;
8) l’associazione
verifica che il socio emettitore non emetta nell’arco del mese più della somma
totale di “CAMBIALI SOCIALI” stabilita di cifra identica per tutti (si
potrebbe ipotizzare dodicimila euro l’anno a componente della famiglia).
Qualora la somma non venga spesa nel mese di riferimento questa non sarà
capitalizzabile per il futuro ed andrà persa;
9) ogni socio/accettatore
può a suo insindacabile giudizio decidere autonomamente e liberamente, come,
quando, da chi, e quante “CAMBIALI SOCIALI” vuole accettare;
10) l’associazione
attraverso una centrale informatizzata ha fra gli scopi principali quello del
monitoraggio elettronico sugli emettitori, su richiesta dell’accettatore al
momento della presentazione della “CAMBIALE SOCIALE” in pagamento;
11) la
“CAMBIALE SOCIALE” non è
immediatamente, né mai,
protestabile per definizione e convenzione contrattuale anche in questa sede,
perché così viene convenzionalmente
stabilito tra i soci aderenti al circuito ONLUS “Circuito
di Economia Alternativa (CEA)” né è possibile
modificarla, né applicare bolli successivamente alla sua emissione per renderla
e titolo protestabile ed esecutivo, salvo incorrere nei rigori della legge;
12) per
legge sulla “CAMBIALE SOCIALE” devono essere evidenziati il codice fiscale e il
domicilio. L’associato dovrà apporre in accordo con l’impegno preso con
l’associazione anche un numero di cellulare ed una e-mail;
13) la
“CAMBIALE SOCIALE” è un “titolo al
portatore” (l’euro no), e come tale cedibile, la si deve intestare a sé ed
in favore della ONLUS “Circuito
di Economia Alternativa (CEA)” che poi può cederla come
titolo “al portatore” anche ad altri, rimanendone però fino all’esaurimento
del “valore” l’emettitore e
responsabile, ed anche beneficiario del residuo 2% che gli verrà riconosciuto e
ricontabilizzato alla fine del 48° mese in aggiunta alla normale
disponibilità del socio emettitore;
14) Per
quest’azione di gestione, controllo, verifica, monitoraggio, rinnovo,
spedizione, etc., etc. l’associazione viene sostenuta con il 4 % del valore
delle “CAMBIALI SOCIALI” emesse ( % modificabile con aggiustamenti in base
all’esperienza);
15) TITOLO
AL PORTATORE perfettamente legittimo,
inconfutabile, irreprensibile, col
vantaggio che non si pagano tasse di nessun tipo fino all’avvenuto pagamento in
base all’art.6, comma 4 del D.P.R. 633/72 come stabilito dalla sentenza
7348/2003 .… (ma siccome al momento
della scadenza valgono solo il 2% del valore iniziale…. Le tasse si pagano
su un imponibile pari al 2%)
Per semplificare la
gestione contabile del demourage della “Cambiale Sociale” sarà approntata
l’opportuna tabella scaricabile e consultabile on line.
RiCAPITOLANDO
SUGLI ELEMENTI ESSENZIALI
A)
Silvio
Gesell;
Non si poneva il
problema del debito pubblico e dei suoi vari corollari per quanto a noi noto Ma
all’epoca gli stati gestivano la gestione dello Stato e il debito pubblico
attraverso l’esazione fiscale. ;
B)
Hjalmar
Schacht;
SI pose il problema
del debito pubblico e lo risolse brillantemente, arditamente ed
efficientemente.portando i bilanci in attivo;
C)
Maynard
Keines;
Abbiamo sotto gli
occhi gli effetti del pensiero di Keynes e del baratro del debito pubblico e di
tutto il resto in cui l’azione composta messa in atto dalle banche, dalle
agenzie di rating e dalla finanza internazionale;
D)
Friedrich
Von Hayek;
Anche lui subiva gli
stessi condizionamenti psico-culturali dei grandi banchieri (ci lavorava!);
E)
Giacinto
Auriti;
Conosceva
perfettamente il problema e detestava l’approccio morale nei confronti della
moneta – debito e del “debito” in generale e quindi era ben consapevole della
impossibilità degli Stati di indebitarsi (principalmente con le banche)
F)
Warren
Mosler/Paolo Rossi – Barnard;
Costoro, come Keynes
ed altri citati e non citati, sono partecipi di un’azione di stampo criminale
che coinvolge centinaia di migliaia di persone in posti e Ruoli di rilievo che
operano consapevolmente e a volte inconsapevolmente a vantaggio esclusivo delle
banche e in danno degli Stati e degli ignari cittadini …. Questi tangheri
affermano che il debito pubblico, esiste, è fondato, è legale, e deve essere
“onorato”. In qualunque caso questa affermazione è un falso sotto tutti gli
aspetti… ma nella situazione particolare attuale, in cui il debito è stato
indotto attraverso il raggiro dell’euro (che in altra sede spiegherò come è
stato realizzato…) è un vero e proprio progetto strategico della delinquenza
internazionale messo in atto con l’intenzionalità di truffare i cittadini e gli
Stati europei… e per nessun m9otivo andranno pagati… ma non solo … esso
“debito”
In realtà rappresenta
un credito in favore dei cittadini di esatta pari entità.
Teoria già solo per
questo da aborrire e rifiutare.
G)
AlbaMediterranea.
AlbaMediterranea
(come in parte aveva affermato Auriti) addirittura rifiuta e disconosce il
concetto stesso della moneta – debito, ma ha evoluto il concetto tele che pure
se inizialmente nel momento della transazione negoziale esso debito ovviamente
deve esistere… però nel corso degli anni questo sparisce esattamente come
svanisce il valore della moneta che lo ha rappresentato… e allo stesso modo in
cui sparisce e/o deperisce il valore del bene/manufatto/prodotto/servizio che è
stato oggetto della transazione negoziale originale.
Quindi qualunque tipo
di debito esiste solo per un breve lasso temporale.
Per maggiori
informazioni andare qui : http://www.albamediterranea.com/index.php?option=com_k2&view=itemlist&layout=category&task=category&id=2&Itemid=113
------------------------------------------------------------------------------------
http://www.lanzone.it/materiali/05/nolte_su_fascismo.pdf
http://www.fascismoeliberta.info/docs/Cultura_Fascista/Politica_sociale_Fascismo.pdf
http://www.fondazionespirito.it/1923gentile.pdf