lunedì 28 ottobre 2013

I CONTI CON QUESTA STORIA

TUTTI ORMAI, IN RETE QUANTOMENO, PARLANO DI TEMI ECONOMICO – MONETARI
…. MA SANNO DI COSA PARLANO?

Di Orazio Fergnani.

Devo poi rilevare che in molti  thread si parla da mesi di teorie monetarie e nessuno entra mai nel merito … gli unici che lo hanno fatto sproloquiano manifestando la propria assoluta incompetenza.

Per cui tenterò di spiegare in estrema sintesi, tentando di stravolgerne troppo il pensiero essenziale in modo da avere del materiale quanto più affine all’originale su cui ragionare ed eventualmente poter dibattere… da sottolineare che di economisti in questi centocinquant’anni ce ne sono stati moltissimi ed anche di determinanti… ma secondo il mio modestissimo parere questi sono quelli più rappresentativi delle diverse possibili combinazioni solutive dei diverse possibili scenari economici/politici.

Ecco quindi l’azione e/o il pensiero di :

a)    Silvio Gesell;

b)    Irving Fisher

c)    Hjalmar Schacht;

d)    Maynard Keines;

e)    Friedrich Von Hayek;

f)     Giacinto Auriti;

g)    Warren Mosler/Paolo Rossi – Barnard;

h)    AlbaMediterranea.


SILVIO GESELL

si occupò di tematiche, relativa alla ripartizione delle terre coltivabili condividendo la proposta marxista relativa all'eliminazione della proprietà privata della terra, ma contestandone la statalizzazione; Gesell suggeriva la concessione onerosa a privati (diritto di superficie), in modo da ripristinare completamente la precedente macchina produttiva libertaria, ma con reddito agrario comunizzato e che quindi poteva essere portato o in diminuzione delle tasse o preferibilmente a creazione di futuribili assegni famigliari.

Gesell evidenzia come il proletariato avendo molti figli si autopunisse perché la presenza di quei figli, una volta divenuti adulti aumentavano l'offerta di lavoro, per la legge della domanda ed offerta, farà contrarre i salari dei padri (esattamente come accade adesso); invece i profitti di capitale da affitti e da commercio (si pensi alla valorizzazione immobiliare ottenuta, nell'Italia del XXI secolo, attraverso l'immigrazione) vengono ingigantiti dall'aumento numerico, per cui è equo e giusto che siano essi a spesare gli assegni familiari (e non, come attualmente, il costo del lavoro).
Per quanto riguarda i "valori aggiunti" sulla terra (immobili, impianti d'irrigazione e di trasporto, frutteti ecc.) essi sono e restano di proprietà privata fino ad intercorso ammortamento, dopo di che vengono gratuitamente trasferiti al Comune, come "annesso e connesso nonché superfetazione" della terra comunale.
Gesell non credendo alla capacità dello statalismo di costruire un sistema produttivo migliore dell'esistente, credente, ma darwinista e convinto socialista proudhoniano, come economista sostiene il principio della proprietà del valore del proprio lavoro. Tuttavia, considerando insostituibile la divisione del lavoro e poiché ormai molti lavori concorrono alla formazione del valore finale, si limita a puntare all'eliminazione dei profitti di capitale, ma tenendosi ben stretto libero mercato e pluralismo economico.
Sostanzialmente vuole le stesse cose di Marx, ma cerca di ottenerlo diversamente. Molteplici sono infatti i profitti del capitale, tutti riconducibili alla formula
Profitti (P) = Somma di Denaro (S) x Saggio d'Interesse (I)
Anche matematicamente perché il risultato di una moltiplicazione sia nullo, deve essere nullo uno dei moltiplicatori: Marx azzerava la S (Somma detenuta dai privati) tendendo allo statalismo, la programmazione economica e la cancellazione del libero mercato, il "totalitarismo economico". Gesell sempre teso al libero mercato e al pluralismo economico opta per azzerare il secondo moltiplicatore, la I, cioè il Saggio d'Interesse…. ovvero la rendita ….
Con occhi proudhoniani e constatato il "potere straordinario" del denaro unica "merce indeperibile", e addirittura a crescita continua ed infinita, pensa ad denaro deperibile come tutte le altre merci. Un denaro non si "dissolve", obbliga il suo possessore a utilizzarlo velocemente sul mercato finanziario o a comprare; e ciò rappresenta la spaventosa forza di cui egli usufruisce per procacciarsi il Premio di Liquidità e conseguentemente tutti gli altri profitti di capitale.


IRVING FISHER

Il merito principale che si attribuisce a Fisher è quello sin dal 1892 una specifica versione in ingegnosi modelli matematici della teoria walrasiana del valore e del prezzo. Il suo contributo più rilevante consiste nella teoria del processo capitalistico basata sull’analisi dell’interesse e del reddito, con tutte le interdipendenze che esistono tra il saggio d’interesse del capitale e gli altri elementi del sistema economico.

Nel campo della teoria monetaria Fisher è noto per aver formulato la teoria quantitativa della moneta mediante la famosa “equazione degli scambi”. Egli dimostra con un’analisi magistrale un fatto dimostrato anche dall’esperienza, e cioè che un aumento della quantità di moneta in circolazione si traduce in un aumento proporzionale del livello generale dei prezzi.
IL suo interesse particolare era nella distinzione fra reddito come flusso di beni e di servizi nel tempo e capitale come stock di beni in un dato momento, entrambi costituiti dalle stesse cose concrete. La teoria dell’interesse di Fisher considera l’interesse come il risultato di una preferenza temporale, una preferenza per un reddito psichico presente(soddisfazione) rispetto ad un reddito futuro.




HJALMAR SCHACHT;

I principali provvedimenti economici/monetari intrapresi da Schacht furono:

1)    l'annullamento del debito estero;

2)    la nazionalizzazione delle grosse imprese,

3)    la germanizzazione di quelle piccole;

4)    finanziò lo sviluppo tramite le immani opere pubbliche attraverso i MEFO, delle
obbligazioni emesse sul mercato interno.

5)    ideò un ingegnosissimo sistema per trasformare gli acquisti di materie prime da altri
paesi in commesse per l'industria tedesca: i fornitori erano pagati in moneta che poteva essere spesa soltanto per comprare merci fatte in Germania. Il meccanismo, di stimolo al settore manifatturiero, funzionava come un baratto: le materie prime importate erano pagate con prodotti finiti dell'industria nazionale, evitando così il peso dell'intermediazione finanziaria e fuoriuscite di capitali.

MAYNARD KEYNES
pose le basi per la teoria basata sul concetto di domanda aggregata, spiegando le variazioni del livello complessivo delle attività economiche così come osservate durante la Grande depressione. Il reddito nazionale sarebbe stato dato dalla somma di consumi e investimenti.
In uno stato di sotto-occupazione e capacità produttiva inutilizzata, sarebbe dunque possibile incrementare l'occupazione e il reddito soltanto passando tramite un aumento della spesa per consumi o con investimenti. L'ammontare complessivo di risparmio sarebbe, inoltre, determinato dal reddito nazionale.
Egli afferma che sono giustificabili le politiche destinate a stimolare la domanda in periodi di disoccupazione tramite un incremento della spesa pubblica. Poiché Keynes non crede nella capacità del mercato lasciato a se stesso di esprimere una domanda di piena occupazione, ritiene necessario che in talune circostanze sia lo Stato a stimolare la domanda. Queste argomentazioni trovano conferma nei risultati della politica del New Deal, varata negli stessi anni dal presidente Roosevelt negli Stati Uniti.

Il ciclo economico e le sue cause ebbero un ruolo fondamentale nell'intera opera di von Hayek. Partendo dalla Teoria della moneta e del credito misesiana egli applicò il concetto di utilità marginale alla moneta, utilizzando anche le teorie di Carl Menger (principio di imputazione), di Eugen von Böhm-Bawerk (periodo medio di produzione), di Knut Wicksell (effetti del tasso d'interesse sui prezzi), di Tugan-Baranovsky e di Spiethoff (teoria della sproporzione), von Hayek identificò un'interpretazione del ciclo economico, interpretazione diventata famosa come teoria austriaca del ciclo economico. Von Hayek in conclusione sosteneva che i cicli economici sono il frutto dell'espansione del credito artificiosa, indipendente da un effettivo aumento del risparmio, ma operazione effettuata dalle Banche centrali che, a causa di tassi tenuti artificialmente bassi, causa il cosiddetto malinvestment, ossia una collocazione non ottimale degli investimenti come da anni sta tuttora avvenendo. Tale teoria ovviamente fu molto criticata da diversi economisti, soprattutto neoclassici e keynesiani, quelli particolarmente vicini alle accademie e soprattutto alla banche.

Von Hayek avversava fondamentalmente il collettivismo della storia del pensiero economico. Sosteneva che il collettivismo per sopravvivere si doveva basare su un'autorità centrale di un qualunque tipo, ma anche che un sistema puramente socialista richiede un piano economico centrale e ciò, secondo von Hayek, porta al  totalitarismo, in quanto necessita di sempre maggiore forza per controllare e dirigere la vita socio-economica di un paese, e che perciò un’economia centralizzate decisa a tavolino da uno o  più individui, che decidono la distribuzione delle risorse, è perdente in partenza, in quanto dall'alto della loro posizione centrale e centralizzata, non hanno abbastanza informazioni per creare un'allocazione ottimale delle risorse.

Secondo von Hayek, l'unico sistema in grado di dare un'allocazione ottimale alle risorse è il sistema di prezzi liberi tipico del libero mercato questo perché il meccanismo di prezzi liberi consente l'unione e la condivisione di conoscenze locali e personali, attraverso il principio di auto-organizzazione, concetto che definì col termine catallaxy (catallassi) un "sistema auto-organizzativo di cooperazione volontaria".

Lo Stato nella visione di Von Hayek, deve servire al solo scopo del  mantenimento dello Stato di diritto,con il minimo possibile di azioni..

In merito al sistema dei prezzi liberi, sosteneva che tale sistema non sia il frutto di interventi umani volontari, bensì di azioni umane involontarie e spontanee, insomma il risultato di azioni umane ma non di progetti umani" addirittura paragonando il meccanismo dei prezzi allo stesso livello del linguaggio, in quanto "il meraviglioso sistema dei prezzi è un meccanismo perfetto per comunicare informazioni con la velocità del vento anche nelle regioni più remote".

Von Hayek contrappose gli odierni modelli di ordinamento democratico, che egli reputa degenerati, ad un ipotetico modello demarchico che secondo lui è una diversità di prospettiva di fondo nell'approccio alla politica sottesa nel significato etimologico dei due termini. La sua proposta, demarchia, è di carattere minarchico (dal greco potere minimo) in cui il potere dello Stato è ridotto al minimo per evitare ingerenze lesive della libertà del cittadino e ancor più la costituzione di caste-gruppi oligarchici al potere.

L'economista ha sempre supportato una società basata su un organizzazione definita dal mercato, nella quale lo Stato abbia soprattutto il compito di mantenere l'ordine legale necessario per permettere un mercato marcatamente libero(ista) e pacifico tra individui. Queste idee derivarono dalla sua filosofia morale tratta dai contributi epistemologici riguardanti i limiti delle conoscenze umane. Egli fu molto critico nei confronti dello scientismo: una falsa interpretazione dei metodi della scienza che ha erroneamente forzato le scienze sociali, e che è in pratica l'esatto contrario della vera scienza… a cui contrappone una visione della scienza composta da un complesso di variabili imprevedibili e di fenomeni “non lineari”. definiti come "Degrees of Explanation" (Gradazione delle spiegazioni),"The Theory of Complex Phenomena"(Teoria dei fenomeni complessi).

GIACINTO AURITI

Nell'ultimo periodo della sua vita, pur senza aver mai compiuto studi di teoria economica ma partendo dagli argomenti trattati dal poeta statunitense Ezra Pound, fonda la scuola di Teramo nel campo del diritto monetario, sviluppando una teoria economica che intende la moneta come unità di misura del valore e come tale accettata convenzionalmente da chi la usa come mezzo di scambio, divenendo così uno "strumento" dello scambio di beni (teoria del valore indotto della moneta). Nel suo carattere convenzionale risiederebbe il diritto di chi ne accetta la convenzione, ossia il popolo, di esigerne la proprietà (proprietà popolare della moneta). In questo senso, le banche centrali che sono delle società per azioni private, secondo Auriti ricaverebbero profitti indebiti dal signoraggio sull'emissione di cartamoneta, assumendo una importante responsabilità nell'origine del debito pubblico.

Tale teoria trarrebbe ancora più forza dall'abolizione del rapporto diretto fra moneta (convertibile in oro) e riserva aurea, già stabilita dagli accordi di Bretton Woods, avvenuta su iniziativa di Richard Nixon il 15 agosto 1971, che avrebbe trasformato l'attività dell'emissione della moneta in un puro esercizio tipografico, sottolineando ancor di più il carattere convenzionale del valore monetario creato dall'accettazione del popolo di tale convenzione.

Le teorie di Giacinto Auriti tuttavia non hanno mai trovato accoglimento in ambito economico, ne alcun suo articolo è mai stato pubblicato su riviste scientifiche di rilievo e ricadono tra quelle catalogabili come teorie del complotto. In particolare le teorie di Auriti vengono usate per sostenere le tesi relative alle teorie del complotto sul signoraggio diffuse attraverso Internet, in particolar modo all'interno di siti che si occupano di sovranità popolare della moneta.

PRIMA COSA CAPIRE I PILASTRI DELLA MACROECONOMIA DELLO STATO SOVRANO.
SFATARE I FALSI MITI CON LA ME-MMT.

A.            Come spende uno Stato. Uno Stato con moneta sovrana non convertibile in oro o in altre valute a un tasso fisso, ma variabile prima spende la moneta e dopo la ritira tassando o prendendola in prestito. (chiarissima l’intenzionalità e l’incompetenza … in quanto se sovrano non necessita di alcun prestito) Impossibile che sia­no le tasse o i prestiti dei privati a finanziare lo Stato, perché lo Stato ha l'esclusiva nell'emissione di moneta, ne ha il monopolio (prima ha detto il contrario!). Si pensi ad esempio: chi emette in esclusiva i biglietti per uno spettacolo, deve prima distribuirli e solo poi li può ritirare. Impossibile il contrario. Ne consegue che lo Stato sovrano non necessita affatto di tasse e prestiti al fine di spendere per la Funzione Pubblica. Colui che ha il monopo­lio nell'emissione di qualcosa, non deve prenderla in prestito da altri (mai capitato altri così ondivaghi).

Non si deve infatti confondere la condizione dello Stato che emette la propria moneta sovrana con quella dello Stato che usa una moneta altrui, come è oggi l'Italia nell'Eurozona. È solo nel secondo caso che lo Stato è costretto a spendere tassando prima i cittadini o facendosi prestare i fondi. Lo Stato a moneta sovrana ha come unici limiti di spe­sa l'ideologia economica vigente, non fattori obiettivi (altroché se ci sono limiti ma non vale la pena spiegarli). Infatti è corretto dire che, poiché questo tipo di Stato ha l'esclusiva nell'emissione di mo­neta dal nulla, per esso la spesa e gli introiti sono solamente abitudini contabili, non ricchezza vera che entra o esce (nel momento dell’emissione no, ma appena nel circuito economico eccome!). Quindi preoccuparsi del fatto che lo Stato a moneta sovrana possa esaurirla, cioè fallire, è come pensare che un professore di matematica possa esaurire i numeri (giusto). Ne consegue infine che questo Stato non avrà mai problemi di solvibilità del proprio debito (interno.. non estero) , sia che esso appartenga a creditori italiani (si) che esteri (e no!).

B.            La Piena Occupazione di Stato non costa troppo. Il governo di uno Stato con moneta sovrana può e deve finanziare senza limiti la Piena Occu­pazione (non obbligatoriamente), poiché essa rappresenta la ricchezza indistruttibile dell'eco­nomia nazionale (falso). Non è mai vero che questa spesa pubblica penalizzi i conti dello Stato, né che crei inflazione (dipende). Al contrario, essa invariabilmen­te li migliora e li risana in termini di ricchezza reale creata per il Paese, poiché la Piena Occupazione è il massimo motore economico esistente (vero… insieme a molto altro).

C.           Il default. È impossibile che uno Stato con moneta sovrana possa essere costretto al default (vero…. Ma per ragioni del tutto sconosciute a Rossi – Barnard). Questo perché essendo egli il detentore della propria moneta, ha capacità illimitata di onorare il suo debito puntuale e sempre. I mercati non possono mai in questo caso aggre­dire l'economia dello Stato (falsissimo).

D.           Il debito 'pubblico' non è il debito dei cittadini (vero … ma per ragioni del tutto sconosciute a Rossi – Barnard). Lo Stato non è una famiglia (al contrario invece può esservi assimilato). Il governo di uno Stato con moneta sovrana spende accredi­tando conti correnti, o emettendo titoli che costituiscono, fra le altre funzioni, il risparmio degli acquirenti (che vo’r dì?).
E.            Quindi, non dovendo lo Stato prendere in prestito dai privati prima di spendere, è chiaro che il de­bito (la spesa) dello Stato con moneta sovrana è precisamente l'attivo dei cittadini (settore non-governativo) (vero… ma per ragioni del tutto diverse da quanto ritenuto da Rossi – Barnard). Non è mai il debito di cittadini, delle aziende o dei nostri figli/nipoti (vero – infatti lo Stato è sempre in attivo). La regola secondo cui un buono Stato deve spendere come una brava famiglia è falsa e dannosa (al contrario è vero). Que­sto Stato si indebita solo con se stesso, il suo debito è solo una figura contabile denominata nel denaro che esso crea dal nulla (falso lo Stato non si indebita mai se gestito opportunamente). La famiglia, al contrario, non può inventare il suo denaro, e ha ben altri limiti di spesa.

F.            La spesa a deficit dello Stato è il nostro risparmio (che vo’r dì?). Ne risulta che se lo Stato spende per noi più di quanto ci tassa (deficit), esso ci lascia beni finanziari che sono esattamente il nostro attivo e il nostro risparmio al netto (con quale alchimia contabile sarebbe possibile?). Se lo Stato spende per noi tanto quanto ci tassa (pareggio di bilancio), esso ci lascerà nulla (falso, lascerà i servizi, le strutture, le infrastrutture), e questo ci impoverisce impeden­doci proprio il risparmio (affermazione senza senso). Non si dimentichi che nessuno nel setto­re non-governativo di cittadini e aziende può creare il denaro dello Stato e con esso arricchirci al netto (le banche creano prestiti ma an­che debiti) (frase del tutto sconclusionata). Se lo Stato poi spende per noi meno di quanto ci tassi (surplus di bilancio) il nostro impoverimento sarà ancora più estremo (semplicemente incompetente totale).

G.           Le tasse. Contrariamente a quando si crede, uno Stato con moneta sovrana non usa le tasse per finanziarsi (punto A.). Le tasse servono in primo luogo per imporre al settore non-governativo la valuta dello Stato, che altrimenti sarebbe senza valore (affermazione da incompetente). Se infatti il settore non-go­vernativo non fosse costretto a pagare le tasse in quella moneta, esso potrebbe rifiutarla o non accettarla in pagamento per i beni e i servi­zi che vende allo Stato (falso). In secondo luogo le tasse servono allo Stato come regolatrici dell'economia. Si alzano per calmare un'economia che corre troppo, si abbassano per dare alimento a un'economia sta­gnante (vero). Soprattutto, esse devono essere sempre a un livello che ga­rantisca la Piena Occupazione (non condizione assoluta, ma possibile).

H.           Il Deficit Positivo è un dovere dello Stato (che vo’r dì?). Poiché lo Stato con mone­ta sovrana ha il potere di imporci di lavorare per guadagnare la sua moneta al fine di pagare le sue tasse, ne consegue che è dovere im­prescindibile di questo Stato far sì che vi sia lavoro sufficiente affinché tutti i cittadini possano pagare le loro tasse, vivere dignitosamente, e anche risparmiare (possibile, ma non indispensabile). Ergo: la spesa dello Stato deve essere sufficiente­mente a deficit per garantirci quanto sopra (Deficit Positivo) (vorrà dire eccedenza?). Lo Sta­to che, al contrario, ci impone di lavorare per pagargli le tasse nella sua moneta ma non ce ne fornisce a sufficienza per appunto paga­re le tasse e per vivere decorosamente, è tiranno, poiché ci costrin­ge a lavorare interamente per lui senza altra possibilità di crescita (questa la situazione attuale – ed è purtroppo vera).
Le esportazioni sono un costo, le importazioni sono vera ricchezza per il Paese (qui siamo al puro delirio) . Il principio fondante di un'economia funzionale al bene del 99% dei cittadini è il seguente: la vera ricchezza sono i beni e i ser­vizi prodotti internamente, più quelli che il resto del mondo ci invia (non solo c’è molto di più). Questo principio è supportato non solo dall'evidenza logica, ma an­che dall'analisi veritiera delle economie dei Paesi che si sono gettati sull'export, in primo luogo Cina, Giappone e Germania. Contraria­mente a quanto di solito detto dai media genericisti, questi Paesi sof­frono disfunzioni interne gravi, come il crollo dei consumi, cali signifi­cativi dei redditi reali, aumenti esasperanti dei ritmi lavorativi (ma per carità). Gli Stati Uniti, al contrario, sono e rimangono la prima potenza economica del mondo, e non per nulla dedicano alle esportazioni una quota minore dell'economia, che è all'89% domestica e basata sulle importazioni (gli Stati Uniti sono i più grandi esportatori mondiali … però di un solo prodotto… carta straccia che chiamano dollaro… con cui importano).
I.              Si deve comprendere che la corsa all'export implica la dedizione al lavoro di masse di lavoratori e di mezzi per produrre beni e servizi che saranno goduti da altri fuori dall'Italia, e non da noi. In cambio ne rice­viamo beni finanziari, che non solo sono assai precari, ma che finiscono sempre nel basket dei profitti delle corporation e sono solo in minima parte re-distribuiti ai cittadini (questo vale anche per i prodotti del mercato interno). Inoltre, la corsa all'export nell'economia globalizzata impone tagli al costo del lavoro sempre più esaspera­ti, con conseguente calo dello standard di vita dei lavoratori italiani (l’Italia esporta solo prodotti di alta qualità ed alto prezzo quindi falso quanto affrmato).
Non solo: la corsa all'export impone al governo di scoraggiare i con­sumi domestici il più possibile, per favorire l'esportazione dei beni prodotti dai lavoratori di casa (ma per carità di merce e beni sono stoccati i magazzini, i piazzali, i distributori – manca solo la grana) .
Anche questo danneggia l'economia.
Il principio fondante di cui sopra si può formulare anche nel seguen­te modo: un governo sovrano che mantenga sempre le Piena Occu­pazione interna deve permettere solo le esportazioni necessarie ad acquisire importazioni (? E perché mai?). La Piena Occupazione garantisce sempre un'economia domestica stabile, e le importazioni aggiungono ricchezza reale (real terms of trade). Le esportazioni sottraggono economia reale (non ho parole).

J.            Il settore bancario e finanziario. Uno Stato pienamente sovrano deve regolamentare il settore bancario nell'esclusivo Interesse Pubblico (giusto e vero). Primo: eliminare interamente il settore finanziario che è parassita (forse). Se­condo: si eliminino tutte le funzioni bancarie che esulano dal pubblico interesse (e cioè?). Terzo: si elimini l'emissione di titoli del Tesoro, che con i mo­derni sistemi monetari sovrani sono del tutto anacronistici e che costano allo Stato cifre immense in interessi e parcelle di intermediari finanziari (e con che cosa si sostituiscono … o come?).

K.            Uscire dall'Eurozona non basta. Ma si badi bene: se, come ci auguria­mo, l'Italia tornerà alla sua sovranità monetaria abbandonando l'Euro­zona, ma poi non applicherà il principio della Spesa a Deficit Positivo per la Piena Occupazione e per il rilancio di tutto il settore di cittadini e aziende, poco o nulla migliorerà, come infatti accade a Stati come gli USA o la GB che pur avendo sovranità monetaria non applicano la Spesa a Deficit Positivo. (sono spossato)

ALBAMEDITERRANEA

CAMBIALE SOCIALE IN SINTESI V.09.2012

INTRODUZIONE IDEOLOGICA – FILOSOFICA

La “Cambiale Sociale” non è soltanto un freddo ed inerte strumento monetario. Tutti gli strumenti comunque (volutamente o meno) hanno un “anima”…. Noi di AlbaMediterranea abbiamo voluto darle intenzionalmente, precisamente e scientemente una sua ben definita identificazione e collocazione, anche in ambito culturale, sociale, storico, politico che possono essere definite attraverso le formulazioni che seguono :

1)    I poteri dello Stato sono quattro :
a)    Monetario;
b)    Legislativo;
c)    Esecutivo;
d)    Giudiziario;

2)    Il potere monetario non può e non deve essere mai delegabile;

3)    La prima sovranità del cittadino è il riconoscimento del valore economico e l’emissione di divisa che rappresenti la quantità di detto riconosciuto valore;

4)    Emissione individuale del denaro da parte di ciascun cittadino come massima forma di democrazia orizzontale;

5)    Il denaro è una funzione sociale con due principali aspetti/caratteristiche :
a)    è di tutti, come uso individuale e sociale;
b)    è di possesso esclusivamente collettivo in quanto non singolarmente accumulabile;

6)    La funzione prima del denaro è la sua circolazione e non la sua tesaurizzazione, capitalizzazione, accaparramento;

7)    La circolazione del denaro è una funzione sinergica della fiducia sociale e collettiva e la sua circolazione è prova e testimonianza della restituzione e distribuzione del valore emesso dall’individuo in favore della collettività e viceversa.
PREMESSO CHE :

A)   Occorre trovare soluzione al continuo, prolungato drenaggio, accaparramento e perdita di liquidità del circuito economico-monetario avvenuto e, ormai ben compreso, messo in atto scientemente negli ultimi anni dalle banche; fatto questo che comprime artificiosamente l’economia reale e colpisce pesantemente la piccola impresa e le famiglie italiane ….e sempre più si verificherà nei prossimi mesi portando al tracollo della vita socio-economica, delle Istituzioni e dello Stato.

B)   In seguito al trattato di Maastricht e successivi ampliamenti … l’euro è “moneta” (il che è concettualmente e giuridicamente falso ….. ma comunque come tale ci è imposta a corso forzoso;

C)   Va quindi per onore del vero precisata la vera essenza dell’ euro ed evidenziare che questa non è una moneta,,, in quanto non è un “Titolo” e meno che mai “Titolo al portatore”….. ed una “moneta” per definirsi tale DEVE OBBLIGATORIAMENTE essere un “Titolo al portatore”….e che quindi non potrebbe già solo per questo né essere emesso (ed adottato come “Moneta”) e neppure essere utilizzato come rappresentazione di “valore” in quanto solo un “Titolo” può integrare in sé del “Valore”

D)   Ciononostante, dato che impropriamente e numerose volte, agendo illegalmente su vari livelli, qualcuno si è assunto l’onere, e la responsabilità di agire in tal senso,…. E che si è pure stabilito non possa essere emessa altra moneta…. Salvo i cosiddetti buoni sconto “et similia” ;

E)   Noi in Europa oggi ci ritroviamo a fare i conti con un tale perverso regime di circolazione del “Valore” controllato da un ente poco trasparente che non controlla la produzione del “valore”… ma che comunque ne determina a suo piacimento la immissione nel circuito economico generale …. E questa situazione induce numerosi problemi oggi finalmente chiari e sotto gli occhi di tutti e a cui occorre trovare rimedio…..

F)    Visto ed analizzato da anni lo scenario giuridico-legislativo vigente sia in Italia che in Europa rimane come unica alternativa efficace, legale, inappuntabile ed inconfutabile a noi nota lo strumento da noi denominato “Cambiale Sociale”….
E dato che :

Ci si è posto il problema di risolvere per quanto di nostra competenza tale penuria di liquidità, eccoci qui dunque a tentare “in primis” di rappresentare azioni e concetti tramite parole e nominalizzazioni innovative a volte configgenti, e poco comprensibili al primo impatto, a causa di preconcetti malevolmente indotti nel corso dei decenni dai nostri antagonisti….  significati a loro volta integranti o indicativi di azioni,….. la quale opera di rieducazione è sempre estremamente complessa…. in particolare e soprattutto quando i concetti che tenteremo di esprimere sono stati volutamente travisati e diffamati dal “Sistema di Potere” che dalla fine della seconda guerra mondiale ci opprime culturalmente, economicamente, politicamente, militarmente.

Per cercare di dare un senso, consistenza, solidità, concretezza alle nostre affermazioni e tentare di centrare un punto di riferimento credibile possiamo dire che lo strumento nostro originale che abbiamo chiamato “Cambiale sociale” in realtà in formule molto simili è stato proposto ed applicato già molte volte nel corso della storia sempre con risultati eclatanti ed epocali, come ora esporrò…

Per tentare quanto più di essere imparziale, per una questione di veridicità, e per non turbare troppo la sensibilità di ciascuno dei lettori ne citerò due fra di loro agli antipodi culturali, sociali, etnici, politici, storici, ma entrambi con una comune caratteristica…. Un grande inconfutabile successo….

Il primo che va ricordato per una questione puramente cronologica è l’episodio del prestito statunitense durante la Guerra di Secessione, quando il governo nordista si trovò a chiedere la stratosferica cifra di 449 milioni di dollari di allora. Le banche americane (si fa’ per dire) pretendevano interessi del 30 % annuo in quanto il rischio d’insolvenza dello Stato era ancora altissimo (solo dall’anno seguente, il 1863, l’esito del conflitto si mutò a favore dei Nordisti). Allora il presidente nordista, Abrahm Lincoln ricorse al potere conferitogli dall’articolo primo della Costituzione americana, ovvero stampare cambiali di prestito ( i cosiddetti “Greenback”) che qualunque popolo sovrano può concedere al proprio governo (vale a dire a se stesso) senza pagare interessi di sorta e coperto non da riserva aurea, ma unicamente dalla forza lavoro del popolo medesimo. (esattamente come gli Italiani, possono fare nel momento che lo decidano attraverso le “Cambiali Sociali”)

Il secondo episodio che voglio ricordare è stato messo in atto dalla Germania nazista, che tra il 1933 e il 1938 realizzò uno dei più grandi miracoli economici della storia moderna, molto più eclatante del tanto celebrato “New Deal” Keynesiano di Francis D. Roosevelt . Alcuni dati : L’edilizia, grazie ai lavori pubblici e alla costruzione della rete autostradale, creò la maggiore occupazione (+209%), seguita dall’industria dell’automobile (+117%) e dalla metallurgia (+83%). I risultati sull’occupazione sono mirabolanti per ampiezza e rapidità : nel gennaio 1933, alla sua introduzione, i disoccupati erano oltre 6 milioni e mezzo; a gennaio 1934 erano dimezzati, a giugno 2,5 milioni, nel 1936 calavano a 1,6 milioni e nel 1938 erano rimasti circa 400.000.

Tutto questo ottenuto tramite la MetallForschungsgesellschaft m.b.H (Società per la ricerca in campo metallurgico) …abbreviata in ”MEFO”, che era una società ideata da Hjalmar Shacht, una scatola vuota, un fatturificio. Una specie di chimera creata “ad hoc” col capitale da un milione di marchi e costituita da Siemens S.p.A., la Gutehoffnungshutte, la Rheinstahl, e la Krupp azioniste tutte per un quarto del milione di capitale…. utilizzata per finanziare la ripresa economica tedesca aggirando furbescamente i limiti e le vessazioni dei 100.000.000 di marchi di emissione complessiva annua da parte della Reichbank imposti da Francia, Regno unito e Stati Uniti a seguito del Trattato di Versailles.

Occorreva insomma un cavallo di Troia che imbrogliasse le carte e che aggirasse la volontà dei Vincitori di impedire la ripresa economica tedesca. Esattamente come occorre oggi eludere l’obbligo imposto (sempre dai discendenti dei tangheri di allora) ai Comuni ed allo Stato del limite di indebitamento e della parità di bilancio, del trattato di Maastricht, dall’ESM…. etc., etc., etc..-

Per gli aspetti normativi  e legali  rimando ad altro contesto ma per chi volesse saranno consegnati a parte ed eventualmente spiegati.

Entriamo nel vivo e presentiamo quindi il progetto nella sua forma realizzativa più appariscente ed immediata…..

ELEMENTI E FASI PRELIMINARI E GENERALI SINTETIZZATI:

A)   Il Comune si attiva per costituire una onlus commerciale con soggetti di comprovata serietà, solvibilità ed onorabilità, da cui si tiene esterno (chiamandola ad esempio : “METAFORA”); a cui vanno girate le “Cambiali Sociali”

B)   La onlus provvede ad immettere  ed iscrivere nel circuito tutti i cittadini maggiorenni residenti nel Comune che vengono sollecitati a registrarsi al sito di gestione dell’account….….

C)   La onlus fornirà primariamente il servizio di gestione contabile per i privati cittadini provvedendo a creare un account on line per ogni cittadino maggiorenne residente che vorrà aderire al progetto...e di gestione e verifica contabile per conto delle imprese… come in seguito verrà spiegato

D)   Le “Cambiali Sociali” potranno essere utilizzate solo ed esclusivamente per l’acquisto di beni e servizi reali .

E)   La “Cambiale Sociale” viene garantita dall’emettitore, dall’accettatore “METAFORA” (o come si chiamerà la ONLUS) e dal Comune come istitutore dell’iniziativa e patrocinio/sponsorizzatore ufficiale;

F)    Ogni cittadino che si registra ha la capacità di emissione annuale di 12.000 € equivalenti in “Cambiali Sociali”, in rate mensili non capitalizzabili di 1.000 €, da spendere all’interno del circuito “CEA” ….

G)   L’account di ciascun privato cittadino deve essere, e sarà sempre in positivo

1)    In pratica per aderire ad ONLUS  “Circuito di Economia Alternativa (CEA)” occorre :

a.    che il socio aderente emetta una “CAMBIALE SOCIALE” in favore dell’associazione, che sarà trattenuta a pagamento della quota associativa di euro 100 equivalenti all’anno;

b.    che l’associazione metta a disposizione i files elettronici del testo da stampare e contrassegnare con simboli propri le cambiali ancora intatte da compilarsi da parte dell’emittente, nonché l’elenco degli altri soci accettatori della “Cambiali Sociali”; e se professionisti/imprenditori economici ed industriali una vetrina virtuale dove illustrare e pubblicizzare tutte le potenzialità di scambio del “Circuito Economico Alternativo”;

2)    nel “Circuito di Economia Alternativa (CEA)” si comprano beni/servizi/prodotti pagando con lo strumento di scambio che è la “CAMBIALE SOCIALE” (A TUTTI GLI EFFETTI TITOLO DI PAGAMENTO AL PORTATORE);

3)    la “CAMBIALE SOCIALE” viene emessa nel momento in cui la si consegna completamente compilata in ogni sua parte secondo le norme del R.D. 1669 DEL 14 DIC 1933 nelle mani dell’accettatore, che accettandola integra in essa il valore del bene/prestazione/merce che si è acquistato;

4)    nel momento della transazione tra l’emettitore e l’accettatore è d’obbligo che il venditore/accettatore interroghi il front-office (del C.E.A.) la disponibilità residua dell’emettitore, e, avuta conoscenza della residua disponibilità, emette la relativa “Cambiale Sociale” in cui si indichi con precisione l’identità dell’emettitore e dell’accettatore (che sarà sempre e in ogni caso ME MEDESIMO) :

5)    Le “Cambiali Sociali” sono sempre emesse in favore di SE STESSI,  occorre inoltre barrare posteriormente tutto lo spazio riservato alle girate con la dicitura “ME MEDESIMO” e quindi si possono cedere in pagamento. La “CAMBIALE SOCIALE” è esente da bolli, e l’unità di misura del valore (divisa) della “CAMBIALE SOCIALE” è l’Euro;

6)    La “CAMBIALE SOCIALE” viene “tassata” dall’associazione ONLUS  “Circuito di Economia Alternativa (CEA)” del 4% all’atto della sua emissione a cui viene riconosciuto come commissione e nei successivi 48 mesi è a tasso negativo del 2% al mese per cui alla fine del 48° mese; scenderà al 2% del suo valore originario (ad esempio da 100 a 2);

7)    la “CAMBIALE SOCIALE” viene contraddistinta con i simboli e i contrassegni dell’associazione ONLUS  “Circuito di Economia Alternativa (CEA)” di appartenenza del socio emettitore e viene contraddistinta esclusivamente tramite i dati del socio emettitore, mai in nessun caso con numeri di serie o simboli o altro assegnanti dall’associazione (questo per ovviare a qualunque sospetto di raccolta del credito o azioni riconducibili ad ipotesi di attività bancaria ;

8)    l’associazione verifica che il socio emettitore non emetta nell’arco del mese più della somma totale di “CAMBIALI SOCIALI” stabilita di cifra identica per tutti (si potrebbe ipotizzare dodicimila euro l’anno a componente della famiglia). Qualora la somma non venga spesa nel mese di riferimento questa non sarà capitalizzabile per il futuro ed andrà persa;

9)    ogni socio/accettatore può a suo insindacabile giudizio decidere autonomamente e liberamente, come, quando, da chi, e quante “CAMBIALI SOCIALI” vuole accettare;

10) l’associazione attraverso una centrale informatizzata ha fra gli scopi principali quello del monitoraggio elettronico sugli emettitori, su richiesta dell’accettatore al momento della presentazione della “CAMBIALE SOCIALE” in pagamento;

11) la “CAMBIALE SOCIALE” non è immediatamente, né mai, protestabile per definizione e convenzione contrattuale anche in questa sede, perché così viene convenzionalmente stabilito tra i soci aderenti al circuito ONLUS  “Circuito di Economia Alternativa (CEA)” né è possibile modificarla, né applicare bolli successivamente alla sua emissione per renderla e titolo protestabile ed esecutivo, salvo incorrere nei rigori della legge;

12) per legge sulla “CAMBIALE SOCIALE” devono essere evidenziati il codice fiscale e il domicilio. L’associato dovrà apporre in accordo con l’impegno preso con l’associazione anche un numero di cellulare ed una e-mail;

13) la “CAMBIALE SOCIALE” è un “titolo al portatore” (l’euro no), e come tale cedibile, la si deve intestare a sé ed in favore della ONLUS  “Circuito di Economia Alternativa (CEA)” che poi può cederla come titolo “al portatore” anche ad altri, rimanendone però fino all’esaurimento del  “valore” l’emettitore e responsabile, ed anche beneficiario del residuo 2% che gli verrà riconosciuto e ricontabilizzato alla fine del 48° mese in aggiunta alla normale disponibilità del socio emettitore;

14) Per quest’azione di gestione, controllo, verifica, monitoraggio, rinnovo, spedizione, etc., etc. l’associazione viene sostenuta con il 4 % del valore delle “CAMBIALI SOCIALI” emesse ( % modificabile con aggiustamenti in base all’esperienza);

15) TITOLO AL PORTATORE  perfettamente legittimo, inconfutabile, irreprensibile, col vantaggio che non si pagano tasse di nessun tipo fino all’avvenuto pagamento in base all’art.6, comma 4 del D.P.R. 633/72 come stabilito dalla sentenza 7348/2003 .… (ma siccome al momento della scadenza valgono solo il 2% del valore iniziale…. Le tasse si pagano su un imponibile pari al 2%)

Per semplificare la gestione contabile del demourage della “Cambiale Sociale” sarà approntata l’opportuna tabella scaricabile e consultabile on line.


RiCAPITOLANDO SUGLI ELEMENTI ESSENZIALI

A)   Silvio Gesell;

Non si poneva il problema del debito pubblico e dei suoi vari corollari per quanto a noi noto Ma all’epoca gli stati gestivano la gestione dello Stato e il debito pubblico attraverso l’esazione fiscale. ;

B)   Hjalmar Schacht;

SI pose il problema del debito pubblico e lo risolse brillantemente, arditamente ed efficientemente.portando i bilanci in attivo;

C)   Maynard Keines;

Abbiamo sotto gli occhi gli effetti del pensiero di Keynes e del baratro del debito pubblico e di tutto il resto in cui l’azione composta messa in atto dalle banche, dalle agenzie di rating e dalla finanza internazionale;

D)   Friedrich Von Hayek;

Anche lui subiva gli stessi condizionamenti psico-culturali dei grandi banchieri (ci lavorava!);

E)   Giacinto Auriti;

Conosceva perfettamente il problema e detestava l’approccio morale nei confronti della moneta – debito e del “debito” in generale e quindi era ben consapevole della impossibilità degli Stati di indebitarsi (principalmente con le banche)

F)    Warren Mosler/Paolo Rossi – Barnard;

Costoro, come Keynes ed altri citati e non citati, sono partecipi di un’azione di stampo criminale che coinvolge centinaia di migliaia di persone in posti e Ruoli di rilievo che operano consapevolmente e a volte inconsapevolmente a vantaggio esclusivo delle banche e in danno degli Stati e degli ignari cittadini …. Questi tangheri affermano che il debito pubblico, esiste, è fondato, è legale, e deve essere “onorato”. In qualunque caso questa affermazione è un falso sotto tutti gli aspetti… ma nella situazione particolare attuale, in cui il debito è stato indotto attraverso il raggiro dell’euro (che in altra sede spiegherò come è stato realizzato…) è un vero e proprio progetto strategico della delinquenza internazionale messo in atto con l’intenzionalità di truffare i cittadini e gli Stati europei… e per nessun m9otivo andranno pagati… ma non solo … esso “debito”
In realtà rappresenta un credito in favore dei cittadini di esatta pari entità.
Teoria già solo per questo da aborrire e rifiutare.

G)   AlbaMediterranea.

AlbaMediterranea (come in parte aveva affermato Auriti) addirittura rifiuta e disconosce il concetto stesso della moneta – debito, ma ha evoluto il concetto tele che pure se inizialmente nel momento della transazione negoziale esso debito ovviamente deve esistere… però nel corso degli anni questo sparisce esattamente come svanisce il valore della moneta che lo ha rappresentato… e allo stesso modo in cui sparisce e/o deperisce il valore del bene/manufatto/prodotto/servizio che è stato oggetto della transazione negoziale originale.

Quindi qualunque tipo di debito esiste solo per un breve lasso temporale.



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http://www.lanzone.it/materiali/05/nolte_su_fascismo.pdf
http://www.fascismoeliberta.info/docs/Cultura_Fascista/Politica_sociale_Fascismo.pdf
http://www.fondazionespirito.it/1923gentile.pdf