addì 21/5/2013
Giuseppe Quartieri,
Presidente Comitato Scientifico dei Circoli dell’Ambiente
In merito al video http://youtu.be/kxFbcopXNQU trasmesso da Andrea Filippelli, contenente l’interrogazione dell’On. Sibilia al Presidente del Consiglio dei Ministri sulla UEM, bisogna prendere atto, a chiari termini, della sua accorata e articolata filippica nei confronti delle banche (si veda Wikipedia per la definizione di banca) a difesa del risparmio degli italiani e della sopravvivenza di moltissime imprese. Soprattutto si condivide l'accorato sentimento espresso dall'On Scibilia che, almeno io, interpreto come espressione delle cattive condizioni economiche imposte al popolo italiano da una gestione dell'alta finanza e delle relative banche che è in realtà e concretamente del tutto contraria agli interessi del “popolo”. Si parla del “popolo vero” ossia del popolo povero e di basso livello di reddito e non solo delle PMI nell’ambito della crisi Europea ed internazionale.
Si prende inoltre atto del fatto che l'On Scibilia ha detto che il Presidente Letta appartiene alla Associazione Bildemberg, che è certamente una Associazione che non fa gli interessi di qualsiasi “popolo” appartenente a qualsiasi Nazione del Mondo. Quindi, non si può non condividere anche questo aspetto del dire del giovane Onorevole Scibilia che appartiene a M5S. Noto stranamente che, dopo la Presidenza del Governo dell'On Mario Monti (voluto dal Presidente Giorgio Napolitano) appartenente anche lui al Bildemberg (e non solo ma ad es. anche alla Trilateral Commission ed altre super banche internazionali), si è passati ad un nuovo Presidente – più giovane – ma sempre appartenente al Bildemberg!!
Questo fenomeno non avrebbe mai potuto verificarsi in un periodo storico come quello del dopo guerra e della cosiddetta Prima Repubblica e soprattutto, non avrebbe mai potuto essere concepito e gestito da un uomo di “sinistra” di vecchio stampo comunista.
Viene desiderio di pensare che forse anche il mio vecchio studente Antonio Di Pietro dovrebbe essere in grado di apprezzare questa proposizione!
Prima di riprendere il discorso delle Banche approfitterei per ricordare un momento interessante della vita economica italiana di un lustro fa quando era Ministro dell’Economia l’On. Tremonti. La crisi economica, a livello europeo era al vertice e, per cercare di sanare, il Ministro Tremonti propose la nazionalizzazione delle Banche come stava avvenendo in Inghilterra. Purtroppo, prima di tutto la sinistra ma anche frange della centro destra non accettarono la soluzione della nazionalizzazione. Così, mentre dopo pochi anni l’Inghilterra ha ripreso fiato ed è risalita economicamente, l’Italia è andata sempre più in basso: povertà, fallimenti, suicidi, disperazione.
Con queste premesse, si può procedere a riprendere ed analizzare, almeno in parte, la concezione delle Banche e dei loro modi di procedere in Italia ed in Europa.
Di fatto è parso (al sottoscritto) di capire che, secondo l’On. Sibilia, gli Istituti di Credito nel nostro Paese sarebbero l’espressione di una classe interessata al massimo profitto a discapito degli interessi nazionali. Pertanto, sempre secondo l'On Scibilia, questi Istituti di Credito sarebbero sicuramente immeritevoli di protezione da parte del Governo. Essi si distinguerebbero per la naturale tendenza predatoria nei confronti dei cittadini e delle imprese allorquando necessitano di liquidità per uscire dalla morsa finanziaria in cui il nostro Paese è sprofondato.
I punti di vista sull’argomento possono essere diversi poiché la politica è, per definizione, la scelta delle decisioni possibili. Secondo alcuni critici, l’On. Sibilia parte da un presupposto sbagliato poiché afferma di credere in “certe verità” che, invece, per questi stessi critici, si basano solo sul suo (di lui) personale convincimento. Non sembra, di fatto, che l'On Scibilia conosca bene la nascita e la evoluzione delle Istituzioni bancarie in Italia e nel Mondo. Pertanto si riporta una breve visione delle funzioni bancarie classiche.
Lo scopo istituzionale delle banche
La cultura economica classica afferma che bisogna, in tema di economia, porre giusto e forte rilievo al fatto che le banche non sono immancabilmente tenute a concedere prestiti a coloro che ne hanno necessità, se questi non dimostrano di essere anche in grado di restituirli alla scadenza.
Tuttavia, il sottoscritto ci tiene a fare notare che, proprio per questa ragione recentemente in Italia ci sono stati molti tentativi, da varie parti politiche, di costruire o di restaurare una sorta di Banca d'Italia (Banca di Credito Italiano del Popolo, ossia una Banca Pubblica del Popolo; BIEM) che fosse in grado di prestare denaro pubblico ad ogni cittadino senza alcuna distinzione di sorta e tenendo conto delle reali condizioni economiche che potessero garantire un minimo di sopravvivenza al malcapitato. In questi ultimi mesi - repetita - il numero di suicidi a causa di bancarotte di vario genere è stato molto elevato. Nessuna Banca può ignorare questo fatto per nessun motivo!!!!
Queste semplici verità non sono state citate dal giovane ed inesperto On. Scibilia.
D'altra parte, tornando al concetto classico di banca privata, risulta che, normalmente, queste prestino denaro in modo vessatorio fino a negare il credito a coloro che, pur avendo effettivamente bisogno, non sono in grado di soddisfare l’eccessiva pretesa di interessi debitori.
Si deve, infatti, ricordare all’On. Sibilia ma anche all’amico Filippelli, che le banche in senso moderno sono nate prima a Genova 1406 e quindi esplose in Toscana nel secolo quattordicesimo in forma privata. Sotto forma di fondazioni o di istituti privati che gestiscono denaro privato o anche pubblico, il loro compito prioritario è stato ed è quello di venire incontro alle richieste di coloro che, offrendo le necessarie garanzie di restituzione, richiedono dei capitali sotto forma di prestito, di mutuo o di altro tipo di convenzione bancaria.
Le banche però non devono impiegare dei tassi di interesse elevati ossia paragonabili a quelli degli usurai e non sempre questo avviene.
Lo spirito dell'Istituto Bancario privato impone di fatto che se un Cliente non restituisce la somma prestata allora l'Azienda insolvente può essere passibile di bancarotta. In questi casi non è affatto lo Stato, a sopperire alla mancata restituzione di quanto prestato, rifondendo le perdite delle banche. Eppure in casi eccezionali, per strane ragioni politiche, interventi di questo genere sono stati eseguiti talvolta anche in caso di somme cospicue.
Tutto questo tipo di discorso dovrebbe invece essere valido e convalidato in caso di bancarotta delle banche che essendo per natura implicita delle istituzioni private possono anche esse andare in bancarotta. In altre parole, ed il Presidente Mario Monti docet, invece le Banche non vanno mai o quasi mai in bancarotta, almeno in Italia. Anzi succede che il Governo oppure le Istituzioni per mettere a disposizione del cittadino o meglio del popolo del denaro fresco, lo presta invece alla grandi banche a tasso agevolato (ad es. all'1%). A questo punto, le Banche mettono a disposizione - previe le suddette garanzie – parte del denaro fresco ricevuto a disposizione del popolo (cittadini, imprese ecc.). Purtroppo però queste simpatiche banche impongono, mediamente, ai clienti privati, il pagamento di un tasso di interesse molto più elevato: al minimo 6 oppure 7 volte se non 10 volte superiore a quello operato dallo Stato nei Loro confronti.
D'altra parte, la regola è che la banca deve garantire ai clienti che depositano il denaro presso gli stessi istituti di credito, la completa restituzione, possibilmente con una parte di interesse.
La logica delle banche (o se si vuole del profitto) impone che il prestito di denaro a cittadini o imprese che senza un minimo di garanzia, richiedono ciò che non potranno restituire, non può essere concesso. Nell'ambito di questa logica ristretta, sembra pertanto, corretto che gli Istituti di Credito, a tutela degli stessi clienti, adottino metodi prudenziali e che non espongano i capitatali gestiti ad una situazione di “sofferenza” al momento della restituzione, quando questa poi, non avviene.
La Banca d’ Italia
Una cosa che l’On. Sibilia ha dimostrato di non sapere è che la Banca d’Italia, così come tutte le Banche Centrali degli Stati Europei non sono Enti pubblici, ma privati. In quanto tali questi enti possono anche fallire. Tuttavia, alla pari della Banca d’Italia, questi Enti attingono conferimenti dai loro stessi soci che sono le banche dei singoli Paesi che aderiscono a questa sorta di confederazione nazionale; confederazione che prende di solito il nome dei singoli Stati di cui sono espressione come, appunto, la Banca d’ Italia a cui l’On. Scibilia si riferiva. Tuttavia, andrebbe fatto notare che la Banca d'Italia, prima del 1992, aveva una configurazione e conformazione squisitamente e sostanzialmente “pubblica”. L'allora Presidente Romano Prodi, con la complicità di uomini come l'On. Giuliano Amato e il Presidente Ciampi, riuscì a cambiare tutta la struttura della Banca d'Italia svendendola alle maggiori Banche private italiane.
In questa linea maestra di organizzazione, adesso, si pone la Banca d’Italia che segue ed è compatibile con il ruolo della Banca Europea la quale è, per accordo internazionale, espressione nei conferimenti dei singoli Stati CE che aderiscono al sodalizio. La Banca d’Europa (BCE) ha lo scopo di intervenire a favore delle necessità pubbliche e anche private dei vari Paesi della stessa CE, ovviamente concordando tra i Paesi soci, di volta il volta, il da farsi.
Di tutto ciò l’On. Sibilia non sembra essere molto informato poiché si lascia andare ad affermazioni che hanno una lacuna iniziale e quindi non potranno che approdare ad una conclusione altrettanto errata, in quanto è errato il presupposto.
Qualcuno sostiene che, oltre ad essere fuori luogo, suona altresì eufemisticamente “irrispettosa” l’affermazione dell’On Scibilia secondo la quale le banche in Italia non farebbero che coniare denaro che presterebbero ai cittadini per lucrare sugli interessi.
La moneta come cardine dello Stato
Io credo che sia possibile costruire una Banca di Stato, ripeto, allo scopo di aiutare veramente il popolo. In altre parole, una Banca di Stato si dovrebbe prefiggere di garantire che “Ogni cittadino italiano che abbia raggiunto la maggiore età abbia il diritto di aprire un conto corrente bancario gratis con pari gestione gratis di un numero minimo di operazioni mensili. Inoltre, dovrebbe questa Banca di Stato garantire un minimo di “credito” a ciascun cittadino per consentire di potere superare i gravi periodi negativi come quello attuale in cui la disoccupazione è veramente elevata.”
Questo processo non significa però che la Banca di Stato dovrebbe tornare a coniare abusivamente denaro poiché, in seno Europeo, sarebbe un reato gravissimo le cui pene severe non tarderebbero ad abbattersi sugli eventuali autori, se ciò accadesse.
Una proposizione effettiva di questo genere, ossia creazione di una Banca di Stato con scopi sociali non va assolutamente confusa con la proposizione di chi spinge a coniare denaro in modo indipendente all’Interno dell’Europa.
Una Banca di Stato Italiana dovrebbe, per definizione e per storia, avere i suoi possedimenti e i suoi averi indipendenti dall’Europa. Ripeto, io non dico che la Banca di Stato Italiana deve coniare nuovo denaro poiché sarebbe in contrasto con la regolamentazione europea.
La eventuale Banca di Stato Italiana non né considerabile né considerata un covo di falsari, ossia di falsari che, come invece si sa, nei secoli scorsi, erano condannati a morte mediante rogo, in quanto minavano la stessa stabilità dello Stato.
Per quanto concerne la posizione presa dal giovane On. Scibilia va sottolineato che la crisi europea in generale e quella italiana in particolare, si incentrano proprio nel fatto che l’Italia, non può coniare moneta, neppure con la propria Zecca. Ciò fa parte delle regole di costituzione della Europa che implica, fra l’altro, che la quantità complessiva di euro circolante, che deve essere proporzionale al corrispettivo del tesoro di Stato dei singoli Paesi membri, appartiene alla Comunità Europea.
La possibilità di aumentare la massa monetaria era stata auspicata dai governi precedenti nei ricorrenti incontri internazionali. In particolare, forte di questa posizione centrale europea, in cui la BCE è sostanzialmente nelle mani di banche private tedesche, la Cancelliera tedesca Merkel, timorosa di entrare in una spirale inflattiva della massa monetaria circolante, ha mantenuto, come anche l’On. Sibilia dovrebbe sapere, quel clima di austerità finanziaria di cui l’Italia si duole.
D’altronde, come ha chiaramente e lucidamente, ma anche stranamente, detto il Presidente Monti: fare parte dell’Europa consiste nel cedere, pezzo per pezzo, parti di indipendenza e signoria nazionale. Concetto chiaro e accettabile purché non avvenga, come purtroppo accade, che altre Nazioni Europee ne approfittino troppo sovrastando e accumulando potere a scapito delle Nazioni più deboli come l’Italia.
Il rimedio in teoria vi sarebbe
Come accennato, queste condizioni impongono la suddetta austerità agli italiani. Inoltre panoramica fa comprendere pure perché si impedisce al nostro Paese di poter coniare moneta supplementare o anche semplicemente immettere in circolazione moneta virtuale, come quella della QE (Quantitative Easing) alla quale molti Paesi del mondo fanno ricorso al fine di incentivare la crescita economica.
L’una o l’altra soluzione avrebbe dato, come linfa vitale, liquidità alle imprese in difficoltà di moneta circolante. In tal modo, moltissime di queste aziende avrebbero potuto rientrare nel ciclo produttivo, riportando con il necessario sforzo economico e soprattutto con la retribuzione delle maestranze, la condizione a regime.
Se tutto questo fosse avvenuto si sarebbe superata la crisi monetaria in cui l’Europa in generale e l’Italia in particolare, si stanno trovando.
Così, il problema rimane e rimarrà, forse per decenni.
Fino a quando queste nozioni di base non verranno acquisite dai politici per controbattere l’austerità economico-finanziaria a cui il nostro Paese deve far fronte, difficilmente si potrà instaurare un’interlocuzione intelligente tra opposizione e Governo per capire quali siano le strade finanziarie percorribili per la ripresa dell’economia.
In ogni caso il giudizio globale sull’interrogazione dell’On Scibilia dovrebbe essere positivo non foss’altro che per avere posto il problema in termini chiari e crudi.
GGMQ