giovedì 11 luglio 2013

DAI GHETTI EUROPEI A WALL STREET

Negli Stati Uniti essere un gangster ha rappresentato per molti la strada per diventare un capitalista.
Questa considerazione di Mario Puzo, l’autore del romanzo “Il Padrino”, è storicamente vera e deve essere associata a quella altrettanto famosa di Balzac: “Dietro ogni grande fortuna c’è un crimine”.
Il sogno americano è stato in fondo niente altro che questo. La possibilità offerta ai reietti dell’Europa di trovare nel Nuovo Mondo un’occasione per cambiare vita e per arricchirsi.
Un capitalista, o un banchiere, in fondo non è altro che un gangster che non si è fatto arrestare. Molti degli antenati di coloro che oggi siedono da padroni negli uffici di Wall Street hanno costruito la loro ricchezza grazie ad azioni che, se all’epoca fossero state scoperte, li avrebbero portati sulla forca.
John Davison Rockefeller I°, il fondatore della famosa dinastia, divenne incredibilmente ricco nella seconda metà dell’Ottocento con il petrolio sia grazie alle sue capacità imprenditoriali che alla sua abitudine di fare saltare con la dinamite i pozzi petroliferi dei concorrenti.
Oggi i suoi discendenti gestiscono i soldi di famiglia, fanno i filantropi e si atteggiano a progressisti, e sono fautori del Libero Mercato e della globalizzazione. David Rockefeller, tanto per ricordarlo, giù presidente della Chase Manhattan Bank, è stato uno dei fondatori e finanziatori della Commissione Trilaterale.
http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=21941