mercoledì 3 aprile 2013

Follie della scuola moderna: il “libro elettronico” obbligatorio dal 2014-2015

di Enrico Galoppini

Ha veramente senso oggigiorno mandare un figlio a scuola?

È questa la fondamentale domanda che uno dovrebbe porsi quando per un figlio arriva la fatidica età dei sei anni. Come A. K. Coomaraswamy, nel saggioL’illusione dell’alfabetismo (in Sapienza Orientale e cultura occidentale, trad. it. Rusconi, Milano 1977), nel quale il celebre tradizionalista indiano rifletteva sui reali vantaggi dell’istruzione di massa, confrontati coi danni che questa ha comportato.

Tutto, a questo mondo, è ambivalente (o plurivalente), nel senso che non è possibile dare un giudizio assolutamente positivo o negativo al riguardo di cose, situazioni, uomini. Perché esso dipende dal punto di vista dell’osservatore, dalla “posizione” che egli occupa, nel mondo, in quel determinato momento, e dall’indefinita serie di interrelazioni che lo legano a tutto il resto. E, sopra tutto, vi è una profonda verità: che noi possiamo ritenere qualcosa un bene ed invece è un male per noi, e viceversa, com’è insegnato nel Corano.

Ma diciamo che, fondamentalmente, il valore positivo o negativo di qualsiasi cosa, istruzione di massa compresa, o diciamo almeno la sua auspicabilità, dipende dal tipo umano che si ha in vista e che s’intende “formare”.