sabato 26 gennaio 2013

RAZZISMO DA OPERATTA E FUNZIONALE AL SISTEMA


“Buuh,...” NEGLI STADI SIMBOLO DEMENZIALE DI QUESTA SOCIETA’

Un chiaro simbolo di questa demenziale società, che definirla “dei consumi” è riduttivo, sono i famosi “Buuh,...” urlati negli stadi  e altri luoghi, spesso con lancio di banane, contro atleti di colore.
Trattasi di esternazioni del tutto becere, tipiche del tifo belluino da stadio, quello per capirci del classico “Devi morire...” cantato-urlato con tutto l’odio possibile ad un avversario caduto e ferito a terra. Esternazioni e odio demenziale e insensato che, più o meno dagli anni ’60 in avanti, venne sempre più introdotto nell’immaginario collettivo, anche per caratterizzare gli scontri politici, arrivando fino a quel criminale corollario degli anni di piombo, echi del quale sono ancora facilmente reperibili in facebook, osservando i messaggi d’odio che si scambiano cretini di destra e di sinistra.
Ma torniamo ai “Buuh,...” contro i negri.
A scanso di equivoci voglio premettere che la mia concezione dell’uomo e della vita non è egualitaria, tutt’altro, e del pari non considero positivo il mescolamento delle razze, quando troppo difformi tra loro, il meticciato e la perdita delle tradizioni, culture e peculiarità proprie, naturali e salutari, per ciascuna etnia.  Ovvio che, tra i peggiori mali possibili, per l’umanità, pongo proprio quella forzata società multietnica, propedeutica ad un melting pot, un crogiolo indistinto di tutte le razze.
Se poi devo dire la mia, per quel che potrebbe riguardare una eventuale classifica di razze superiori o inferiori, il discorso è alquanto complesso perchè qui subentrano valutazioni anche di carattere spirituale e metafisico che ci porterebbero troppo lontano. Diciamo quindi che eventuali “superiorità” o “inferiorità” di razza sono del tutto relative, perchè sono in rapporto a determinati parametri che possono essere di ordine spirituale, psicologico o biologico in base, oltretutto, al tipo di civiltà da questi espressa e quindi anche qui non ha senso stilare “classifiche” di sorta.
Ma ancor più l’essenza di una razza, della sua cultura, dei suoi caratteri distintivi e volitivi, non è che resta fissata nello spazio e nel tempo  (non ci si campa di rendita), tanto è vero che, per esempio, molti cultori delle razze ariane, hanno dovuto convenire che da tempo alcuni esemplari, quasi perfetti dal punto di vista biologico con i caratteristici capelli biondi, occhi azzurri e pelle chiarissima, come possono per esempio essere molte comunità nordiche, risultano come interiormente “morte”, con buona pace di tutte le presunte “superiorità” decantate rivolgendo lo sguardo agli antichi aria.
Tanto per dare un idea, vorrei proprio che qualcuno mi spiegasse dove stanno le differenze e le eventuali superiorità o inferiorità nella sottostante foto, tratta dalla commedia di Cristina Comencini nel film commedia multietnica: “Bianco e nero”, che mostra alla perfezione l’andazzo uniforme e tipico di tutti gli esemplari umani  in questa demenziale società.
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Detto questo, riprendiamo il discorso dei “Buuh,...” e osserviamo quante demenzialità e assurdità sono insite in queste becere esternazioni da stadio:
1. Gli stessi tifosi che si scagliano con questi ululati di odio verso il “negro quale scimmia”, sono poi quelli che applaudono e incitano nella propria squadra altri atleti di colore. Esemplare coerenza di comportamento e di pensiero (del resto, in genere. stiamo parlando di soggetti di “destra” e quindi non è che ci si può aspettare chissà chè).
2. Premessa: se prendiamo un qualsiasi gruppo di giocatori di una squadra di calcio o altro, alcuni di colore e altri bianchi o mezzi bianchi, possiamo solo constatare che trattasi di professionisti, milionari grazie a quello sport e agli imbecilli che lo seguono, perfettamente integrati in questa società consumista e virtuale, nella quale sguazzano alla grande in virtù delle loro facoltose disponibilità economiche. Ergo: dove sarebbe questa presunta “superiorità” tanto da dare della scimmia al nero, visto che il bianco non gli è di certo diverso o superiore?
E il giovanotto italiota di pelle bianca (che magari però se va a darsi una controllatina alla sua discendenza potrebbe anche incorrere in qualche spiacevole inconveniente), con tanto di orecchini, tatuaggi e altro, spesso di destra e spesso nullafacente alle spalle dei genitori, crede davvero di essere “superiore” a quel negro che addita?
3. Si rendono conto questi mentecatti che così facendo, con queste esternazioni di razzismo epidermico e demenziale, fanno il gioco del Sistema che ne approfitta per criminalizzare il tutto e per introdurre regole, leggi, consuetudini, che vanno nel senso di promuovere e valorizzare la multietnicità e il meticciato come valore?
(Loro, massa beota, forse non se ne rendono conto, ma qualche farabutto che li organizza e li ispira, lo sa benissimo. Capisca, chi vuol capire).
Si rendono conto che, grazie a loro, si è arrivati al punto che dare del cornuto, del figlio di puttana o peggio, ad un giocatore o arbitro qualsiasi, non ha alcuna conseguenza, nè viene stigmatizzato, mentre invece un “Buuh,...”, profferito ad un atleta di colore, comporta linciaggio mediatico, sanzioni sportive e incriminazioni per la legge sull’odio razziale?
4. Lo sanno questi razzisti da operetta che l’italiano in prospettiva futura sparirà dalla faccia della terra, e non perchè come qualcuno magari gli ha fatto credere, perchè vinto dall’utero delle donne islamiche o extracomunitarie, ma perchè questo balordo italiota è un prodotto della società dei consumi in cui è immerso, una società priva di valori, dove la famiglia è disintegrata, dove già alle elementari i figli piangono e starnazzano perchè vogliono le scarpe della Nike che “cianno tutti”. E la conseguenza, per navigare in questa società “all’americana”, dove nonni e vecchi genitori, quando non più utili sono buttati via, è quella che in media ogni coppia mette al mondo poco più di un figlio. Fatevi i conti: due genitori vanno a morire e non sono rimpiazzati. In prospettiva....
MAURIZIO BAROZZI