sabato 26 gennaio 2013

L'Impero della vergogna - Jean Ziegler.

L'Impero della vergogna da J. Ziegler e G. P. Accardo
Verso una nuova feudalizzazione del mondo. 
Una conversazione con Jean Ziegler.
Ziegler  spiega come all'epoca della rivoluzione francese l'idea di fornire cibo a sufficienza a tutti gli esseri umani sulla terra era ancora un'utopia, un sogno, ma che oggi sarebbe una cosa tecnicamente possibile. 

Ma è impossibile per via del modo in cui la ricchezza nel mondo è usurpata da poche persone che lui chiama i Baroni della Guerra Economica. Quelle persone costituiscono un Ordine Feudale e la loro arma principale non è altro che il potere militare americano che d'ora in poi opera senza l'approvazione delle Nazioni Unite, senza alcun controllo. D'ora in poi, gli Stati Uniti utilizzano la tortura e gli assassinii come "una cosa necessaria" e si sono ritirati dalle Convenzioni di Ginevra. Jean Ziegler, rapporteur alle Nazioni Unite per questioni di risorse alimentari, ha pubblicato di recente un libro tradotto in 14 lingue:  "Empire of Shame [L'impero della vergogna]" (Edizioni Fayard). 
Jean Ziegler presenta il suo lavoro. Lui spiega come all'epoca della 
rivoluzione francese l'idea di fornire cibo a sufficienza a tutti gli 
esseri umani sulla terra era ancora un'utopia, un sogno, ma che oggi 
sarebbe una cosa tecnicamente possibile. Ma è impossibile per via del modo in cui la ricchezza nel mondo è usurpata da poche persone che lui chiama i Baroni della Guerra Economica. Quelle persone costituiscono un Ordine Feudale e la loro arma principale non è altro che il potere militare americano che d'ora in poi opera senza l'approvazione delle Nazioni Unite, senza alcun controllo. D'ora in poi, gli Stati Unitiutilizzano la tortura e gli assassinii come "una cosa necessaria" e si sono ritirati dalle Convenzioni di Ginevra. L'autore dichiara che la nomina di Wolfowitz quale direttore della Banca Mondiale è un altro disastro perché in futuro la Banca Mondiale, anziché cercare di lavorare per la giustizia, si metterà al servizio dei più potenti. Ziegler ci ricorda che Bush ha firmato un decreto legge che autorizza i commando americani armati di operare al di fuori degli Stati Uniti eliminando non solo persone colpevoli ma anche semplicemente sospette.


Lui parla delle Nuove Barbarie e di una "Organizzazione della Fame" al servizio del brutale ed assurdo Ordine Mondiale Nuovo. Ziegler parla della necessità di un'insurrezione morale. I toni di questo signore sono di grande effetto. L'intervista su un canale televisivo (TV5) [franco-]canadese fu mandata in onda in prima 
serata. Date ascolto a quello che questo signore sta dicendo, leggete il suo libro e diffondete il suo messaggio. E' il tuo futuro come essere umano che è in ballo. (Gian Paolo Accardo) L'intervista completa: Jean Ziegler: "Noi stiamo andando verso una nuova feudalizzazione del mondo". Nel suo libro nuovo: "L'impero della vergogna" (Edizioni Fayard) pubblicato il 10 marzo, 2005, [Jean Ziegler], il sociologo e intellettuale sovversivo ginevrino - oggi Rapporteur Speciale delle Nazioni Unite per il Diritto al Cibo presso la Commissione delle Nazioni Unite sui Diritti Umani - prosegue attaccando le "compagnie private transcontinentali". Accusate [da Ziegler] di mantenere la fame [nel terzo mondo], di distruggere la natura e di sovvertire la democrazia, queste corporation allargano la loro influenza sul mondo e puntano all'annientamento delle conquiste dell'Illuminismo. Per resistere a loro, dovremo ritornare allo spirito della rivoluzione francese e uscire allo scoperto come lo sta già facendo il presidente brasiliano Lula da Silvia. Il suo libro è intitolato L'impero della Vergogna. 
Che cosa è questo impero? Perché "vergogna"? Che cosa è questa vergogna? Nelle favela del Brasile settentrionale, alcune madri, alla sera, potrebbero versare dell'acqua in un vaso e poi metterci dei sassi. Loro spiegano ai loro bambini - che stanno piangendo per la fame - che "presto il pranzo sarà pronto ..." sperando che nel frattempo i bambini si addormentino. Si può misurare la vergogna che sente una madre davanti ai propri figli, torturati dalla fame, e che lei non è in grado di sfamare? Tuttavia, l'ordine brutale del mondo - che ammazza 100.000 persone ogni giorno di fame e di epidemie - non solo fa vergognare le vittime, ma fa sì anche che noi, occidentali, bianchi, dominatori, che siamo complici di questo massacro, siamo coscienti, informati e comunque zitti, codardi e paralizzati. L'impero della vergogna? Potrebbe riferire all'impatto generalizzato del sentimento di vergogna generato dall'inumanità dell'ordine mondiale.

Quello che si intende qui veramente è l'impero delle compagnie private transcontinentali dirette dai cosmocrati. L'anno scorso, le 500 più potenti di queste compagnie avevano il controllo del 52% del prodotto lordo mondiale, e cioè della ricchezza totale prodotta sul pianeta. Nel suo libro, lei parla di una "violenza strutturata". Che cosa significa questo? Nell'impero della vergogna, controllato con la scarsità organizzata [di cibo e di cose essenziali], la guerra non è più sporadica ma permanente. Non è più una crisi, una patologia, ma la normalità. Non implica più l'elcissi della ragione - come si espresse Horkheimer -, è il vero e proprio raison d'étre dell'impero. I baroni della guerra finanziaria hanno messo il pianeta sotto i bisturi della distruzione economica organizzata. Attaccano il potere normativo degli stati, sfidano la sovranità dei popoli, sovvertono la democrazia, sono causa della distruzione della natura, distruggono gli esseri umani e le loro libertà. La liberalizzazione dell'economia, la "mano invisibile" del mercato, è il loro modo di affrontare l'universo; la massimizzazione del profitto è il modo in cui funziona. Questa pratica e questa cosmogonia io la chiamo violenza strutturale. Lei parla anche degli "spasmi di agonia del diritto". Che cosa intende con questa espressione? Nel futuro, la guerra eterna preventiva, l'aggressività permanente dei baroni, l'arbitrarietà e la violenza strutturale regnano senza vincoli. 

La maggior parte delle barriere di legge internazionale stanno crollando. Lo stesso ONU è anemico. I cosmocrati sono sopra la legge. Il mio libro spiega il crollo della legge internazionale citando numerosi esempi tratti direttamente dalla mia esperienza come rapporteur speciale per il diritto di accesso al cibo presso le Nazioni 
Unite. Lei qualifica la fame ad una "arma di distruzione di massa". Quali soluzioni raccomanda? Attraverso il debito, la fame è l'arma di distruzione di massa che viene utilizzata dai cosmocrati per schiacciare - e sfruttare - la gente, in modo particolare quella dell'emisfero meridionale. Una serie di misure complesse, realizzabili immediatamente e che descrivo in questo libro, possono rapidamente porre termine alla fame. E' impossibile riassumerle in una frase. Una cosa è certa: l'agricoltura mondiale, nel suo stato di produttività attuale, può nutrire il doppio della popolazione mondiale di oggi. Quindi la fame non è una questione di sorte; è causata dall'uomo. Alcuni paesi sono schiacciati, secondo Lei, da un "debito odioso". Che cosa intende per "debito odioso" e quali soluzioni raccomanda? Rwanda è una piccola repubblica agricola di 26.000 chilometri quadrati sulla catena dei monti dell'Africa centrale che separa le acque dei fiumi Nilo e Congo. Gli agricoltori rwandesi coltivano tè e caffè. Tra aprile e giugno 1994, un genocidio orribile, organizzato dal governo Hutu, alleato con la Francia ai tempi di François Mitterrand, ha causato la morte di più di 800.000 uomini, donne e bambini Tutsi. Le machettes utilizzate per compiere il genocidio erano importate dall Cina e dall'Egitto ed erano finanziate essenzialmente dalla Crédit Lyonnais.

Oggi i sopravvissuti, contadini poveri come Giobbe, devono restituire alle banche e ai governi creditori persino i crediti che sono stati utilizzati per comperare le machettes degli Hutu genocidi. Questo è un esempio del debito odioso. La soluzione è la cancellazione immediata del debito senza condizioni annesse, oppure una verifica contabile del debito, così come raccomandato dall'Organizzazione Socialista Internazionale e nel modo in cui lo fece il presidente del Brasile, Lula, per cominciare e poi la sua rinegoziazione voce per voce. Per ogni voce ci sono, in effetti, delle componenti criminali - corruzione,fatture pesantemente imbottite, ecc. - che devono essere ridotte.

Compagnie internazionali di verifiche contabili come la PriceWaterhouseCooper oppure la Ernst&Young possono benissimo essere responsabili per queste verifiche così come lo sono, ogni anno, per la verifica contabile delle multinazionali. In molte occasioni Lei cita il presidente Lula da Silva come un modello. Che cosa le ispira questa alta considerazione per le sue azioni? Sento sia ammirazione che preoccupazione quando considero gli obiettivi politici e le azioni del presidente Lula: ammirazione perché lui è il primo presidente del Brasile che osa a riconoscere che ci sono 44 milioni di cittadini seriamente e permanentemente sotto-nutriti nel suo paese e il primo che vuole mettere fine a questa situazione disumana; e preoccupazione perché con il debito del suo paese di 235 miliardi di dollari, Lula non ha le risorse per porre fine a questa situazione. Nel suo libro, Lei parla di una "nuova feudalizzazione del mondo". Che cosa vuole dire? Il 4 agosto del 1789, i deputati dell'Assemblea Nazionale Francese abolirono il feudalesimo. La loro azione ebbe una ripercussione universale. Oggi, tuttavia, siamo testimoni di un grosso passo all'indietro. L'11 settembre, 2001, non solo fornì a George W. Bush il pretesto per estendere l'influenza degli Stati Uniti nel mondo, l'evento servì anche come giustificazione per inscenare la distruzione economica organizzata dei popoli dell'emisfero meridionale per mano delle grosse corporation transcontinentali private. Nel suo libro, Lei riferisce molto spesso alla rivoluzione francese ed alcuni dei suoi protagonisti (Danton, Babeuf, Marat, ...): In quale modo pensa che essa abbia ancora qualcosa da insegnarci dopo due secoli in un mondo così diverso? 

Legga i testi! La Dichiarazione di Jacques Roux e degli Enragés (estremisti radicali della Rivoluzione Francese che chiesero dei controlli economici stringenti) fissa l'orizzonte per una qualsiasi battaglia per la giustizia sociale planetaria. I valori fondanti della repubblica o della civiltà stessa, risalgono ai tempi dell'Illuminismo. Tuttavia, l'impero della vergogna distrugge persino la speranza della 
realizzazione di questi valori. Nel suo libro, Lei accusa la guerra totale al terrorismo di deviare delle risorse necessarie ad altre più importanti lotte come la lotta alla fame. Lei pensa che il terrorismo sia una minaccia falsa, coltivata da qualche stato? Se sì, che cosa Le fa pensare questo? Pensa che quella minaccia non sia reale o che meriti un trattamento diverso? Il terrorismo di stato di Bush, Sharon, Putin ... è tanto spaventoso quanto il terrorismo dei piccoli gruppi della jihad islamica o altri uomini pazzi e assetati di sangue di quel genere. Sono due facce dello stesso tipo di barbarie. Sono entrambi piuttosto reali poiché Bush uccide e Bin Laden uccide. Il problema è come estirpare il terrorismo: questo può essere fatto solo con la sospensione totale dell'impero della vergogna. Solo tramite la giustizia sociale globale sarà possibile tagliare i jihadisti dalle loro radici e privare i lacchè dei cosmocrati dei loro pretesti per i contrattacchi. Lei è stato nominato rapporteur speciale per il diritto al cibo presso l'ONU nel 2002. Che cosa ha imparato da questa missione? Il mio mandato è affascinante: sono totalmente indipendente e rispondo all'Assemblea Generale dell'ONU e alla commissione per i diritti umani.

Devo fare sì che un nuovo diritto umano sia considerato giustificabile attraverso dei diritti prescritti o convenzionali: il diritto al cibo. E' un compito da Sisifo! Si avanza millimetro per millimetro. Il baricentro essenziale di questa lotta è la coscienza collettiva. Per un
tempo troppo lungo la distruzione degli esseri umani per fame è stata 
tollerata con una specie di freddissima accettazion. Oggi è considerata intollerabile. L'opinione pubblica mette pressione sui governi e sulle organizzazioni internazionali (OMC, l'FMI, la Banca Mondiale, ecc.) perché siano intraprese delle misure di base per abbattere il nemico: la riforma della terra nel Terzo Mondo, il pagamento di un prezzo adeguato per i prodotti agricoli del Sud del mondo, la razionalizzazione dell'aiuto umanitario anche nei casi di catastrofi inaspettate, la chiusura della Borsa di Chicago per i prodotti agricoli e per le materie prime che specula per l'aumento del prezzo dei principali prodotti alimentari, la lotta contro la privatizzazione dell'acqua potabile, ecc. Nel suo libro, Lei sembra di difendere la causa degli "altermondialisti" come se [Lei] fosse un portavoce di questo movimento. Come mai Lei partecipa così raramente alle manifestazioni "alternative" e [come mai] che generalmente non è considerato un intellettuale "alternativo"? Che cosa intende dire? Ho parlata davanti a 20.000 persone nel "Gigantino" del Porto Alegre nel gennaio del 2003. Mi sento un intellettuale organico della nuova società civile planetaria, delle sue facce multiple di resistenza, questa fraternità straordinaria della notte. Ma rimango fedele ai principi dell'analisi rivoluzionaria delle classi, a Jacques Roux, Babeuf, Marat e a Saint-Just. Lei sembra di attribuire le sfortune del mondo alle multinazionali e ad una manciata di stati (gli Stati Uniti, la Russia, Israele, ...): non è un po' semplicistico? L'ordine del mondo attuale non è solo brutale, è anche assurdo. Uccide, distrugge, massacra, ma lo fa per nessun'altra ragione che il desiderio di profitti massimi per alcuni cosmocrati che sono motivati da un'ossessione per il potere e da un'ingordigia illimitata. Bush, Sharon, Putin? Lacchè, complici. Aggiungerò un postscriptum su Israele: Sharon non è Israele. Lui è la perversione di Israele. Michael Warshavski, Lea Tselem, i "Rabbini per i diritti umani" e tante altre organizzazioni di resistenza incarnano la vera Israele, il futuro di Israele. Meritano la nostra solidarietà. Lei pensa che la morale ha un posto nelle relazioni internazionali dal momento che sono dettate da interessi economici e geopolitici? Non c'è scelta. O scegliamo lo sviluppo e l'organizzazione normativa o scegliamo la mano invisibile del mercato, la violenza del più forte e l'arbitrarietà. Il potere feudale e la giustizia sociale sono radicalmente paradossali. Il marxista tedesco Ernst Bloch esorta ad [andare] "avanti verso le nostre radici". Se non restituiamo urgentemente i valori dell'Illuminismo, la Repubblica, la legge internazionale, la civiltà quale abbiamo costruita negli ultimi due cento cinquant'anni sarà annichilita, incorporata nella giungla. Dalla dipartita dei talebani, il Medio Oriente e il mondo arabo-mussulmano sembrano essere colpiti da un'ondata di democratizzazioni più o meno spontanee (elezioni in Afghanistan, in Iraq, in Palestina, l'apertura delle elezioni presidenziali a candidati multipli in Egitto ...). Come si sente di questo e pensa che la democrazia può essere esportata a quei paesi? Oppure crede che sono condannati a sistemi dispotici? Non è una questione di "esportare la democrazia". Il desiderio di autonomia, di democrazia, di sovranità popolare è innata negli esseri umani non importa in quale angolo del mondo siano nati. Il mio amico Bassam Tibi, il grande sociologo siriano, vuole passare la sua vita sotto una democrazia e ne ha il diritto. Tuttavia, per trent'anni lui vive in Germania, in esilio dalla dittatura terribile che prevale nel suo paese. Lo scrittore palestinese, Elias Sambar, un altro dei miei amici, ha il diritto ad una Palestina libera e democratica, non ad una Palestina occupata, né dovrebbe dover vivere sotto un governo oscurantista islamista di ferro. Io, Tibi e Sambar vogliamo la stessa cosa e abbiamo tutti il diritto di averla: la democrazia. Il problema: la guerra fredda, gli strumenti dei sistemi messi in piede dai poteri grandi, e in fine la codardia dei democratici occidentali, la mancanza  della loro solidarietà attiva e reale hanno reso possibile il perdurare fino ad oggi delle tirannie nel Medio Oriente, nell'Arabia Saudita, nell'Egitto, nella Siria, nel Golfo e nell'Iran. www.zmag.org31 dicembre 2005

L'Impero della vergogna da J. Ziegler e G. P. Accardo







fonte 
http://www.oasidelpensiero.it/documenti/IMPERO%20DELLA%20VERGOGNA.pdf