Le associazioni in difesa dei consumatori si sono allontanate, almeno in Italia, dalla ecologia sociale e dall'educazione ai consumi. Con i consumatori, infatti, si fa business. In pratica, la strategia vincente del sistema in qualsiasi fenomeno dove sia predominante l’entusiasmo e l’idealismo, è introdurre i soldi.
I fenomeni cambiano: sono stravolti nella loro matrice originaria per divenire la negazione di quello che erano. Per esempio, sempre in Italia, le associazioni dei consumatori fanno tutto tranne che difendere i consumatori.
Ignorando, per ignoranza, di come a ogni problema volutamente ricercato da chi col problema ci guadagna, c’è un’alternativa. È proprio per questo, chi ci guadagna, ossia il sistema, finanzia le associazioni dei consumatori ingenerando in quest’ultimi – nei consumatori – l’erronea convinzione di essere difese. Guardiamo per esempio l’aumento del costo del petrolio.
Di per sé la cosa, anziché essere una tragedia, dovrebbe essere una cosa da valutare positivamente. La benzina, infatti, checché se ne dica, è la maggiore causa di inquinamento. Se quindi le associazioni dei consumatori non negassero il loro ruolo e se la politica, a sua volta, non ricevesse le indicazioni da chi ci guadagna, l’industria degli armamenti e quella del petrolio, finalmente questa fonte di energia assolutamente sbagliata, potrebbe essere sostituita.
Le alternative infatti esistono e sono, nell’immediato, i combustibili alternativi e le rinnovabili. Solo domani, le free energy e l’idrogeno. Non a caso, invece, si è spostata l’attenzione del consumatore verso il biocombustibile, ossia quello che dovrebbe essere prodotto dalle eccedenze alimentari. E si è fatto presente, con dovizia di particolari, di come questa fonte alternativa, anziché difendere l’ambiente, lo devasta.
Paradosso dei paradossi, poi, è richiamata l’Amazzonia dove, come noto, la deforestazione è dovuta all’industria della carne. Quindi anziché fare quello che avrebbero dovuto fare, le associazioni dei consumatori, ossia spingere affinché fossero effettivamente create le misure finalizzate a convertire l’agricoltura e l'allevamento industriale in agricoltura estensiva, si plaude a misure ridicole finalizzate ad abbassare di qualche centesimo di euro il costo della benzina o del gasolio per i mezzi meccanici.
Esaminando poi le notizie urbane, di fronte al costo insostenibile delle vittime della strada, anziché procedere a tutelare in tutti i modi possibili queste, le associazioni dei consumatori si sono prestate con le compagnie di assicurazioni per ridurre al massimo il costo del risarcimenti. Eliminando l’assistenza degli avvocati. E poi ci stupiamo di notizie folli quali quelle del ventenne che spinge la propria ridicola macchinetta a 200 km/h davanti alla scuola bus facendo poi una strage. Esiste però tutto un mondo variegato che, seppure non catalogato come “associazione dei consumatori”, difende i consumatori. Non sapendolo, certe volte. È questo mondo, di fronte a questa incapacità e di fronte a questa disonestà diffusa, che ha il dovere morale di tentare di cambiare le cose. Sia pur con i limitati mezzi a disposizione ma sapendo pure che Archimede già aveva detto: “datemi una leva e vi solleverò il mondo”.
In Italia, c’è stato un ”coup d’Etat couvert”. Che ha levato ai cittadini inferociti la possibilità di poter sostituire questa classe dirigente, creando delle barriere insormontabili all’accesso di nuovi soggetti nell’agone politico. I partiti sono stati aiutati in questo da soggetti che hanno sterilizzato l’opinione pubblica dandogli l’idea che stesse per arrivare il Messia, per esempio Beppe Grillo....
A questo punto, i giochi sono quasi fatti. Abbiamo però visto come ultima chance, le candidature in fondo indipendenti, dentro alcuni nuovi raggruppamenti democratici. In quel caso, dai nostri forum e dei nostri siti, passeremo direttamente alla gestione della cosa pubblica. E finalmente ci sarà qualcuno che difende i consumatori.
Vittorio Amedeo MARINELLI - European Consumers