venerdì 8 giugno 2012

IL PREZZO CHI LO FA?

Magari ci fosse una risposta incontestabile univoca e razionale purtroppo non è cosi... tutto nasce dalla dimensione del valore, ma prima di inoltrarmi in una pseudo spiegazione filosofica vediamo se riesco a dare una risposta pratica il prezzo ha diverse componenti che dipendono assolutamente dal contesto in cui questo viene posto.
C'è la famosa legge della rarità che dice più di una cosa c'è ne tanta più questa vale meno, ed è il principio su cui si basa l'oro e anche la moneta.... (la tengono limitata per combattere l'inflazione) non solo, se tutti ne hanno tanta, i ricchi diventano meno ricchi perché si svaluta anche la loro moneta.
La rarità di fatto è un artificio forzato proprio per determinare l'aumento di valore, l'oro è certo un metallo limitato nella quantità per questioni naturali ma anche questo viene gestito sul mercato dalla Rothschil House of london e poiché nei momenti di crisi diventa ulteriore riserva (nella diversificazione del paniere) chi lo detiene lo fa oscillare per specularci infatti dopo la crisi (o rivoluzione) crollerà nuovamente, adesso si trova al suo picco massimo, poiché diventa rifugio per chi non vuole perdere capitale.
Il prezzo è sempre drogato dal contesto e sopratutto dal compratore.
La gioconda di Leonardo a  Parigi per un amatore vale miliardi,  se la prendi e porti a un barbone sotto un ponte 
nel freddo di natale vale si e no 1 minuto di fuoco.

Il valore intrinseco di un prodotto  (materia prima + ore di lavoro+ trasporto+vendita) hanno senso in un contesto industriale di marketing e di mercato, ma quel valore "speso" non è detto che poi sia un valore "attribuito", dal potenziale compratore. Anche se SAY direbbe che tutto si vende "perché l'offerta crea sempre la domanda" purtroppo non è cosi semplice cambia sempre da contesto a contesto. Il valore è anche una relazione (le contrattazioni di ogni ordine e grado dalla borsa fino all'ultimo mercatino sono la dimostrazione che il valore nasce solo nel contesto  e non ha regole rigide ansi tutt'altro).
Tutto parte dai bisogni (primari reali indotti)  quanto si pagherebbe un bicchiere d'acqua dopo tre giorni nel deserto?
Quanto costa una ferrari? quanto vale una ferrari? quanto cosa un pezzo di pane? direbbe Galimberti   se in un bosco entra un poeta e un falegname non vedono la stessa cosa!!!
In ultimo la mia divagazione metafisica..(Auritiana).. il valore è un rapporto tra fasi di tempo (tempo previsionale di un possibile vantaggio futuro, e il momento edonistico di utilizzo, senza memoria ed immaginazione non esisterebbe il valore) il valore è una funzione del tempo, il tempo è una funzione della mente quindi il valore è una funzione della mente... il valore è sempre indotto. (ed è qui la truffa bancaria se il valore lo da la relazione di entrambi perchè il beneficio se lo prende solo una parte, ossia il banchiere)
Niente ha valore se l'uomo non glielo da, nella sua architettura mentale che viene educata a questo.
(Colombo dava campanellini in cambio di oro agli indigeni americani)
Noi siamo educati ad essere consumatori ossia ci vengono programmati valori di riferimenti e comportamenti (un ragazzo fino a 15 anno calcolando solo 10 minuti di pubblicità al giorno, ma sono molti di più, riceve 900 ore di programmazione mentale che determineranno bisogni, che determineranno prezzi!!!! Se tutti i bambini vanno con le scarpe Nike a scuola anche tuo figlio dovrà andarci con le Nike che costano 230 euro e anche tu sei programmata a non essere severa con tuo figlio, perché tu vuoi tutto il bene per tuo figlio..(anche perché hai la colpa di esserti divorziata e non gli vuoi fare pesare questo..... sono tutte architetture mentali... sono tutte convinzioni a cui obbediamo.... ciecamente.
In oltre la pubblicità è fatta al 60/70 percento per i bambini perché saranno i consumatori del domani. 
Certamente nel valore di riserva c'è anche la componente del lavoro umano...

Riepilogando  nella determinazione di un prezzo:
c'è certamente un costo di produzione (materia-lavoro) (sulla materia c'è la legge della rarità ma anche del bisogno)
c'è un prezzo di mercato ( qualcuno è disposto a comprare il tuo pomodoro o quadro?) (che può non coincidere con il prezzo di produzione)
c'è la determinate psicologica del bisogno (vero o indotto) (ho bisogno del pomodoro?, ho bisogno del 15° paio di scarpe?)
c'è la componente sociologica (valore collettivo reale o suggestione)(una strada, una scuola, oppure siccome tutti fanno le vacanze alle Maldive!! allora anche io....!!!)
l'insieme delle tre/quattro determina il mercato dei prezzi ballerini........

(ci sarebbe da fare una disquisizione sulla competenza/competizione - prezzo-quantità/prezzo-qualità ma divagheremmo).

Spesso parlo della forte imposizione che abbiamo avuto nella monetizzazione della vita, induzione forzata ad utilizzare moneta per fare ogni cosa, oggi qualsiasi cosa si voglia fare c'è bisogno del denaro (bisogno indotto) perché? 
Per utilizzare il più possibile il loro denaro che genera interessi? e poi controllato dalle loro banche via la banconota di carta.. ecc. per il momento credo che basti.
Giuseppe Turrisi