martedì 26 aprile 2016

dal Cairo un vaffanculo per l'Italia?

dal Cairo un vaffanculo per l'Italia?
Rania Yassen, giornalista per la tv saudita Al Arabiya, sostiene dal Cairo che l'omicidio di Giulio Regeni sia "un complotto internazionale" e che "l'Italia andasse al diavolo",visto che di morti simili è pieno il mondo e che noi,per mafia in testa,non possiamo impartire lezioni in materia a nessuno.

In effetti,visto pure quanto da me fatto notare già dal primo momento,il crescendo mediatico e politico della tragica esecuzione del giovane ricercatore e giornalista al Cairo ha assunto aspetti inusitati di cui non si comprende il vero fine.
Tralasciando i dubbi che continuo ad avere sul reale operato di Regeni in Egitto,mi ha molto colpito la posizione del governo italiano,una fermezza (a chiacchiere) mai usata in precedenza per nessuno dei poveri nostri connazionali ammazzati più o meno misteriosamente all'estero e rimasti "senza giustizia" e senza neppure "energiche proteste" verso i governi responsabili.
Per non citare Calipari (agente segreto doc),freddato da un americano a Baghdad per punire il pagamento del riscatto Sgrena,di appena mesi fa è lo stranissimo omicidio in Libia degli operai Piano e Failla,ammazzati da quei tagliagole libici che oggi costituiscono le "forze armate" del governo Sarraj...da noi riconosciuto ed imposto in Libia senza elezione alcuna.
Per questi ultimi niente di niente...neppure uno striscione allo stadio e neanche una audizione alla Camera dei familiari in nome dell'immancabile "antifascismo".
Per Regeni,no...tutti mobilitati : da Amnesty a (udite,udite) BombObama !!
Gli stessi (Renzi ed Obama per tutti) che hanno inneggiato al golpe di Al Sisi ed alla "democrazia" restaurata in Egitto (che ha provocato migliaia di morti,torture ed incarcerazioni) oggi pretendono "verità su Regeni" dal dittatore con cui (però) fanno affari d'oro...
Fermo restando che le "verità" si dovrebbero conoscere per Regeni e per chiunque altro,in patria e fuori, non credo proprio che il caso troverà mai una soluzione "vera"...impossibile che le autorità italiane (e dei paesi "alleati") non lo sappiano.
Ed allora ? Quale è il fine di questo can can mediatico ? La caduta di Al Sisi ? La guerra all'Egitto se non consegnerà i colpevoli ?
Non estrarremo il gas che abbiamo trovato da quelle parti e non pagheremo le tangenti relative ? O cosa...?
Non ho certo la pretesa di saper dare io una o più risposte....
Intuisco però che,tramite la giornalista egiziana,la prima vera indicazione è arrivata : "andate vaffanculo" !!
Vedremo assieme cosa saremo capaci di fare in concreto e quale "verità" porteremo a casa.

Grazie per l'attenzione
Vincenzo Mannello 

lunedì 25 aprile 2016

Neurologist Warns Aluminum in Chemtrails Could Cause “Explosive Increase in Neurodegenerative Diseases”

Neurologist Warns Aluminum in Chemtrails Could Cause “Explosive Increase in Neurodegenerative Diseases”

QUERELA CONTRO FEDERICA GUIDI, AMMINISTRATORI ENEL, AUTHORITY ENERGIA, E...

Non per me. Io ho vergogna di festeggiare sconfitta e tradimento. Non per me, non in mio nome. Fabrizio Belloni

VENTICINQUE APRILE, FESTA NAZIONALE

L’Italia, Repubblica “democratica” nata dalla resistenza (tassativamente minuscolo), é l’unico Stato al mondo che festeggia contemporaneamente una sconfitta ed un tradimento.
La Grande Germania non ricorda né l’ammiraglio Doenitz, ultimo responsabile demandato a firmare la resa, né la data della resa.
Il Giappone ricorda con molta più enfasi i martiri dell’olocausto nucleare, piuttosto che la firma di resa a bordo della corazzata Missouri, dopo  Hiròshima e Nagasaki. E lo avevano detto chiaramente, i Giapponesi: “Se non lasciate l’Imperatore sul trono, siamo pronti a combattere casa per casa”. Hiroito era l’ultimo figlio della Dea del sole, della Madre del Giappone. Dio in terra.
In questo miserabile, sfilacciato, prostituto Stivale invece si glorificano i massacratori di civili, i bombardieri angloamericani, che rasero al suolo le città; si chiamano “occupanti” gli alleati Tedeschi venuti a difendere con unghie e con denti la “fortezza Europa”, ultimo tentativo eroico della salvaguardia di una speranza. Meglio le truppe marocchine francesi, che non facevano molta differenza se la persona stuprata fosse maschio o femmina. O anche pecora.
Dimentichi di Roma, quella vera; immemori della rivoluzione culturale chiamata rinascimento; sprezzanti dei valori comunemente chiamati onore, fedeltà, parola data; tesi unicamente alla gratificazione dell’ego personale, dell’epa e della verga; schiavi dell’apparire, dell’oro, del possedere,gli abitanti di questo squinternato, dannato,  hanno un solo dio da servire fedelmente: il motto << O Franza o Spagna, purché se magna>>.
Squallore infinito.
La semita subdola e viscida volontà di gratificare una parte, per far dimenticare il tutto.
Ci fu una pausa, il secolo scorso. E la piccola, miserabile medievale Italietta savoiarda divenne potenza mondiale. Non la maggiore, naturalmente, ma da tener in considerazione ed in parte temuta. E corteggiata da tutti, copiata da molti, rispettata a destra e a sinistra. Marina forte, almeno sulla carta: otto navi di linea (si chiamano corazzate) di cui quattro nuovissime,  ed il maggior numero di sommergibili al mondo, dopo l’Unione Sovietica. Aviazione in parte obsoleta, tenuta in aria da piloti che non temevano rivali. E i nuovi velivoli da caccia erano migliori dei caccia avversari; unico difetto: avevano solo due mitragliatrici, contro le otto degli sputafuoco albionici (spitfire). Il caccia bombardiere S 79 (il gobbo maledetto) era un incubo per i nemici. E nessuno, o pochissimi sanno che avevamo dei quadrimotori da bombardamento, i Piaggio P 08, con otto membri di equipaggio che erano in anticipo di anni nei confronti delle “fortezze volanti” yankee. Partirono da Foggia ed andarono a bombardare i depositi di petrolio inglese ad Acqaba, in Arabia Saudita. Panico nella City di Londra. Il problema era la quantità: in tutta la guerra costruimmo diecimila aerei contro i 150 mila inglesi ed i 160 mila tedeschi. Media potenza, appunto, anche se il primo volo di congiunzione di due metropoli, Milano – Roma con un aereo a reazione fu effettuato da un Campanini-Caproni, con i Fasci Littori sulle ali.
In più, a chiusura, l’Italia usciva da due guerre vittoriose: la conquista dell’Etiopia e la Guerra di Spagna, ove i rossi erano stati sculacciati a dovere e ripetutamente, checché dicano i film e la propaganda. Due guerre che avevano prosciugato gli arsenali e le scorte.
Ma sia Hitler che Mussolini sapevano che l’immane crogiuolo, lo scontro micidiale necessitava di tutte le loro forze sia fisiche che psichiche che morali. Gli anni passano per tutti, anche per i giganti. Aspettare cinque o dieci anni ed iniziare nel 1950 a costruire la nuova Europa sarebbe stato forse più prudente, ma entrambi (assolutamente consci della durata: almeno cinque anni, come confidò il Duce a Claretta) sapevano che necessitavano di energie sovra umane. Oggi si direbbe che era l’ultima “finestra” temporale utile.
E scoppiò la Seconda Guerra Mondiale. Per inciso furono le logge inglesi ad obbligare il governo di sua Maestà balbuziente a dichiarare guerra al Terzo Reich, seguite a ruota dalle servette francesi, e non viceversa. Hitler anzi tentò di fermare il tutto. Il volo di Hess in Scozia aveva una missione precisa: accordo con gli Inglesi. A loro i mari e l’Impero. Alla Germania il Vecchio Continente. All’Italia il Mediterraneo ed il Nord Africa. Scudo anti comunista,
I giudei, i banchieri inglesi, i massoni inglesi non vollero: troppo pericoloso l’esempio nazi-fascista. Troppo vittorioso il Sangue europeo contro l’oro giudaico. Troppo contagioso il Socialismo Nazionale.
Poi, dopo aver rifornito la casa madre di tutto e di più, anche i cow boys scesero in campo. E ci si misero in tanti: cinquantaquattro Paesi, tutto il mondo che conta.
L’Europa, quella vera, combattè oltre l’umano. Ma i numeri sono numeri, anche per i giganti ariani.
Fummo sconfitti. (Anche se una parte d’Italia, quella serva e prostituita, si affrettò a cambiare bandiera e campo, suscitando il disprezzo del mondo). Ma cademmo in piedi.
Tanto è vero che il sogno non è morto,
E torna nonostante settanta anni di menzogne e di propaganda. Menzogne e propaganda che vengono sbugiardate del fallimento del loro sistema democratico e reazionario.
E torna il sogno, fatto realtà in giro per l’Europa: la visione dei due giganti si avvera, visto che le due sorelle, la Storia e la Realtà, sono ragazze per bene, ed il loro fratello, il Tempo, sta mettendo le cose a posto.
Il sogno non è morto.
Gli zombie festeggiano la loro messa nera sulle tombe dei loro cimiteri ove sono sepolte bugie democratiche marcite e verminose, sistemi falliti, civiltà drogate in disfacimento, nebbia morale, vuoto di idee. La democrazia ha dato il meglio di sé.
Il sogno sta tornando.
I democratici festeggiano il 25 aprile, lutto per l’Europa.
Noi festeggiamo la rinascita, il ritorno.
Gott mit uns!
Hann till ragnarok!
Fabrizio Belloni
25 aprile 2016




scaricate e depositate la denuncia

Un Parlamento illegittimo modifica la Costituzione: scaricate e depositate la denuncia per usurpazione del potere politico, fermiamo il colpo di Stato.

MOVIMENTO 5 STELLE SONO SOLO PAROLE


COMMEMORAZIONE DEL NATALE DI ROMA DAVANTI ALLA STATUA DI SIMON BOLIVAR

Riforma pensioni 2016 / Galloni (Inail): usiamo moneta fiduciaria e buoni acquisto per la flessibilità

Riforma pensioni 2016 / Galloni (Inail): usiamo moneta fiduciaria e buoni acquisto per la flessibilità.

RIFORMA PENSIONI 2016 «Le contraddizioni del sistema previdenziale italiano si superano introducendo un reddito di cittadinanza che può essere reso sostenibile attraverso la moneta fiduciaria e i buoni acquisto». Ne è convinto il sindaco Inail, Nino Galloni. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, nel corso dell’audizione di fronte alle commissioni Lavoro di Camera e Senato aveva sottolineato: “Ci sono margini per ragionare sia sugli strumenti sia sugli incentivi per migliorare le opportunità per chi sta per andare in pensione e per chi deve entrare nel mondo del lavoro. In questo senso sono aperto a forme di finanziamento complementare”.

Il governo ha detto più volte di essere intenzionato ad attuare una riforma delle pensioni, ma finora non ha fatto nulla. Stavolta il messaggio di Padoan è più forte rispetto al passato?
Sì. Però nel nostro sistema quando si parla di pensioni obbligatorie bisogna sempre distinguere queste ultime da tutte le altre forme di previdenza complementare e integrativa. Il cosiddetto “secondo pilastro” richiede risorse e la sua redditività va valutata con sistemi attuariali seri, perché nei fatti potrebbe non dare tutti questi risultati. Inoltre se l’assegno erogato dalla pensione obbligatoria si riduce sempre di più, confidando in un aumento delle pensioni complementari, di fatto è come se ci trovassimo di fronte al gioco delle tre carte.

A quale modello si ispira il ministro Padoan?
Dalle sue dichiarazioni il ministro Padoan sembra ispirarsi ai sistemi previdenziali britannico o americano, che però sono molto diversi dal nostro. C’è una pensione minima, che è quella obbligatoria, sostenuta in parte con i versamenti dei diretti interessati e in parte con una componente di solidarietà fornita dai redditi più elevati. Questi ultimi beneficiano del fatto che hanno degli sgravi molto importanti sulla pensione complementare.

Lei ritiene che qualcosa di simile potrebbe funzionare anche in Italia?
Se introduciamo il reddito di cittadinanza o altri strumenti, poi possiamo ripensare l’intero sistema pensionistico. Paradossalmente in base a quello che ha detto il presidente Inps, Tito Boeri, invece di mandare le persone in pensione a 75 anni, si potrebbero abolire del tutto i versamenti e introdurre un reddito minimo a carico della fiscalità generale. Mentre ai più benestanti si assicura la possibilità di avere degli sgravi su un sistema previdenziale a capitalizzazione. Questa è una possibilità, anche se non sono sicuro di condividerla.

Quale ruolo avrebbero le banche in questa riforma?
Il governo invita le banche a entrare in questo business, anticipando l’assegno anche con bassi tassi d’interesse e garantendo così una pensione privata da aggiungersi a quella pubblica che si riduce. 

Coinvolgere le banche è la strada giusta? 
Secondo me questa non è la soluzione del problema, quanto piuttosto una parte del problema: la finanziarizzazione dei versamenti previdenziali e della previdenza complementare. 

Quindi secondo lei qual è la strada da seguire? 
Personalmente ritengo che si dovrebbe intervenire con una riforma della previdenza obbligatoria. Bisogna fare in modo che ci sia la possibilità di uscire anticipatamente dal sistema quando si vuole, con una pensione che ovviamente sarà proporzionata ai versamenti. Se poi si capisce che questo è incompatibile con un assegno minimo, comunque bisognerà mettere mano alla fiscalità generale a costo di emettere moneta fiduciaria e buoni acquisto a sostegno del reddito dei pensionati poveri. 

Di fatto questo è un reddito di cittadinanza? 
Sì, anche se non è attuato aumentando le tasse o distribuendo la ricchezza in modo più equo, bensì immettendo nel sistema mezzi di pagamento fiduciari che poi lo Stato recupera attraverso le entrate tributarie. Gli strumenti sono questi, la bacchetta magica non ce l’abbiamo ancora. 

In base alla dichiarazione di Padoan, ci sono altre soluzioni possibili? 
Quello di Padoan è un discorso generale. Siccome le pensioni di base si riducono o possono essere insufficienti, il suo invito è a incentivare quelle complementari attraverso sistemi a capitalizzazione che consentano maggiori entrate

QUELL'ALTRA STORIA TUTTA DA RISCRIVERE







LE NUOVE ANTENNE HAARP ALLE ISOLE FALKLAND HANNO COMINCIATO AD OPERARE

Liberi pensieri di un giovane sul 25 aprile


Buon 25 aprile... Buona sovranità!


Il 25 aprile 1945, le classi lavoratrici italiane furono tradite in nome della finanza e dei mercati.


NON SOLO A SODOMA E GOMORRA.... (RUBRICA LA STORIA DA RISCRIVERE)


Approfondimento: scie chimiche - 16.04.2015


A cosa serve veramente il Bitcoin

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