domenica 3 novembre 2013
Le origini del tramonto italiano - Prima parte - (+playlist)
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sabato 2 novembre 2013
INNO - MIA MARTINI
Uno dei più grandi hit di Mia, scritto da Piccoli-Baldan Bembo,
Tratto dall'album "E' proprio come vivere" del 1974.
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Canterò se vuoi - ma non credermi
Stelle nelle tasche più non ho
E tu - non sai - volare più - più - più in alto
Nel viso della sera che nasce
Sulla spiaggia coi falò.
Canterò - per noi - che non siamo più,
più forti - di quel po' - di gioventù e e
Che sta - bruciando dentro e poi - finirà
Nel viso della sera che nasce
Sulla spiaggia coi falò
Dimmi che vuoi - che puoi - darmi felicita
E sotto - la mia pelle nascerà
Per te un dolce fiume che - canterà
La mia speranza d'esser donna
E la tua bocca poi lo berrà
Dimmi che il posto mio non sto per perderlo
Dentro la mia fiaccola tu sei
Ma se - non sai bruciare più - resta ancora
Insieme canteremo e legna
Porteremo al nostro falò
Dimmi che puoi - che vuoi - darmi felicità
Apri le tue braccia e se ne andrà
La mia tristezza, finalmente sara un esplosione
Di stelle cadenti sopra i fuochi già spenti dei falò.
Sole no! Non puoi - più mandarci via
Rosso stai salendo sempre più.
Lui sta dormendo e il mare sa - quanto amore
Mi ha dato e mi darà rubando il viso di una sera.
GRAZIE MIA
AVVISO AI NAVIGANTI: COSA C’E’ DIETRO L’ANGOLO? IL RITORONO DELLA STRATEGIA DELLA TENSIONE?
Prendete questo che sto per dirvi con disincanto, ma non sottovalutatelo troppo. E’ il frutto di mie considerazioni, che mi derivano dalla esperienza, dal notare iri giro tanti personaggi “chiacchierati” (strategia della tensione) e dalla mia attitudine di modesto ricercatore storico. Il ricercatore storico, di solito, vede la storia all’indietro, ma io ora voglio prevederla in prospettiva. Nel prevedere, prevalendo nel ricercatore il catastrofismo, spesso si sbaglia, ma qualche volta ci si prende e allora sono dolori.
Partiamo da un dato di fatto: ci sono due generi di crisi gravissime che non possono avere soluzione se non con la forza:
1. Crisi internazionale, laddove vi è una necessità, per chi ha progettato il dominio mondiale globale, di distruggere la Russia di Putin, l’Iran e la Siria, a meno che prima, le grandi massonerie mondialiste, non riescano a far collassare internamente la Russia stessa.
2 Crisi finanziaria. E’ questo un tipo di crisi irrisolvibile, perché è causata dal potere usurocratico dei banksters, la quale provoca, per salvare appunto il pizzo che le Nazioni pagano all’Alta Finanza, l’impoverimento dei singoli paesi. L’avanzamento dell’indigenza, provoca contrasti sociali, esasperazioni e quant’altro, tragiche conseguenze che ad un certo punto potrebbero essere risolte solo con un atto di forza, repressivo, tipo un colpo di stato, palese o mascherato che sia.
Partendo da queste due incontrovertibili situazioni, osserviamo adesso alcuni fatti che ultimamente si sono verificati in Italia, mentre al contempo si sta sviluppando una violenta repressione, dei reati di opinione, che si intuiscono da varie denunce, interventi della polizia postale, e quant’altro, su svariate persone. Figuriamoci cosa accadrà quando alcuni correttivi di Legge, alla “Mancino”, introdurranno il reato o l’aggravante di “negazionismo”.
- Il caso Priebke. Quello che è accaduto ad Albano, per chi ha esperienza in materia, mostra chiaramente che “chi di dovere” ha applicato i noti “protocolli” dei Servizi in modo che si verificasse l’immondo scempio delle iene sul feretro, e la manifestazione, per reazione, che ai mass media ha fatto comodo definire “neonazista”.
- La manifestazione per la Casa davanti al Parlamento. E’ assurdo che sia stato consentito ai manifestanti di manifestare con violenza in quel modo e in quel luogo, salendo addirittura sui blindati dei Carabinieri. E’ evidente che si era dato ordine di non reagire. Ergo qualcuno voleva che si verificassero quegli incidenti.
Se tutto questo si è verificato, come io sospetto, è possibile, lo metto come possibilità, ovviamente non ho certezze, che si stia “lavorando” a che la situazione degeneri, che si riesumino gli “OPPOSTI ESTREMISMI” e magari gli anni di piombo. E’ la condizione indispensabile per un colpo di Stato, ripeto palese, ma forse più probabilmente mascherato.
Sono tutti fatti auesti sicuramente di minima portata, ma potrebbero essere propedeutici ad un innalzamento della tensione. Qualcosa di simile mi sembra si stia verificando in Grecia (anzi lì, il livello di tensione è molto più avanti come del resto lo è la crisi economica) dove il feroce assassinio dei due ragazzi di Alba Dorata, eseguito in quel modo così professionale, con tanto di colpi di grazia, ha tutto il sapore di una azione dei Servizi.
Si ricordi sempre: in questo OCCIDENTE, in questa società degli spettri, le Intelligence, super accessoriate, super potenti, onnipervadenti, non stanno di certo a pettinare le bambole. Il loro è un lavorio dietro le quinte: hanno sotto controllo determinati personaggi, i quali a loro volta hanno sotto controllo frange facilmente strumentalizzabili, e… beh il resto lo sapete o lo intuite. Ergo….
MAURIZIO BAROZZI
Il triste ed immondo spettacolo della “democrazia 2.0”
Il triste ed immondo spettacolo della “democrazia 2.0”
di Enrico Galoppini
Nel panorama già avvilente della politica italiana, sta emergendo – a colpi di battage mediatico - un personaggio che rappresenta al massimo grado l’evanescenza dell’uso moderno di concepire e fare politica, ridotta a puro spettacolo per masse di smidollati. Si tratta del sindaco di Firenze Matteo Renzi.
ORA POSSIAMO FINIRE CIÓ CHE ABBIAMO INIZIATO NEL 1956” - L'Ungheria da lezioni di dignita'
Comunicato di un cittadino ungherese (Kovacs Andras) al popolo italiano del 31 ottobre 2013.
Testimonianze di cittadini italiani sull'Ungheria.
Discorso di Orban nella giornata commemorativa del 23 ottobre.
MANIFESTAZIONE PACIFISTA DEL 23 OTTOBRE A BUDAPEST
"ORA POSSIAMO FINIRE CIÓ CHE ABBIAMO INIZIATO NEL 1956”
Testimonianze di cittadini italiani sull'Ungheria.
Discorso di Orban nella giornata commemorativa del 23 ottobre.
MANIFESTAZIONE PACIFISTA DEL 23 OTTOBRE A BUDAPEST
"ORA POSSIAMO FINIRE CIÓ CHE ABBIAMO INIZIATO NEL 1956”
Gentili persone italiane, come sempre vi invio delle notizie nuove sull’Ungheria e nello specifico
riguardo alla giornata del 23 ottobre a Budapest.Purtroppo come quasi sempre i media italiani di sinistra hanno trasmesso la notizia riguardante la manifestazione parallela del partito di sinistra ungherese scrivendo un’ articolo ma della vera manifestazione commemorativa riguardante la giornata del 1956 é stato scritto solo un piccolo trafiletto. Quello che piú mi dispiace e' che anche i grossi media di destra non hanno che riportato solo che due righe sulla giornata del 23 ottobra a Budapest.57 anni fá il 23 ottobre 1956 la popolazione ungherese non ha piú tollerato la pressione della dittatura comunista e hanno provato a combattere impossibilmente la grande dittatura. In mezzo ai comunisti c’era una grande persona di nome Nagy Imre „in questo periodo in Ungheria esisteva solo un partito politico il comunismo”, lui nel 1956 é diventato capo del governo ma questa persona ha voluto „partire”in un’altra direzione rispetto a quella esistente,ha voluto rompere e dividere la dittatura sovietica ma purtroppo allora non ci é riuscito.I sovietici russi assieme ai comunisti ungheresi hanno brutalmente fermato e schiacciato la popolazione ungherese sparando alla folla presente che manifestava il proprio pensiero,folla composta da bambini,giovani,anziani. Senza pietá i militari armati di armi e carrarmati hanno schiacciato e ucciso tantissime persone. Nagy Imre e le persone politiche del suo pensiero vicine a lui sono state uccise e buttate letteralmente in una fossa comune con il viso rivolto verso il basso, verso il fondo della fossa. Gli anni successivi al 1956 un gruppo speciale ha cercato tutti quelli che avevano preso parte alla rappresaglia e quelli che trovavano venivano portati o in prigione o portati in esilio oppure uccisi.
Una casa molto importante voglio scrivere riguardo questi anni, il ministro degli interni era Biszku Béla,si puó dire lui ha comandato queste „spedizioni”. Lui ha ”le mani insanguinate” di tante persone ed ancora oggi vive libero ma sembra che non sia ancora per molto perché la veritá lo schiaccerá nella punizione giusta. Anche per questo ovvero grazie alla vittoria di Orbán Viktor con i 2/3 che ha potuto portare tante modifiche.
Una casa molto importante voglio scrivere riguardo questi anni, il ministro degli interni era Biszku Béla,si puó dire lui ha comandato queste „spedizioni”. Lui ha ”le mani insanguinate” di tante persone ed ancora oggi vive libero ma sembra che non sia ancora per molto perché la veritá lo schiaccerá nella punizione giusta. Anche per questo ovvero grazie alla vittoria di Orbán Viktor con i 2/3 che ha potuto portare tante modifiche.
Come ogni anno il 23 ottobre ricordiamo gli eroi dell’anno 1956 e quest’anno la commemorazione si é svolta a Budapest nella piazza degli eroi e li il capo del governo Orbán Viktor ha tenuto un discorso dove ricordava la data del 1956 e univa un discorso riguardante la manifestazione dove centinaia di migliaia di persone erano presenti.Chi non ha partecipato dal vivo alla manifestazione non puó capire quanti eravamo ,questa grande folla pacificamente si é svolta per
molti chilomentri fino ad arrivare alla piazza degli eroi,ogni persona parlava tranquillamente con l’altra, alcuni cantavano, altri sventolavano la bandiera ungherese e anche bandiere di altre nazionalitá, gente dal giovane all’anziano ai bambini e persone diversamente abili e tutti assieme abbiamo seguito il discorso del capo del governo Orbán Viktor. Il discorso in sé svolto iniziando dal ricordo di quello che si é svolto nel 1956 arrivando ai giorni nostri sulla situazione attuale che esiste,semplicemente ha spiegato con parole semplici e comprensibili a tutti quello che esiste e quello che dobbiamo fare se vogliamo ''restare liberi e non tornare indietro”. Una parte importante del discorso diceva:
''adesso finiamo quello che nel 1956 gli eroi hanno iniziato,non esiste una strada centrale o ci liberiamo oppure non saremo liberi.'' Penso che questa frase faccia riflettere molte persone e non solo gli ungheresi ma anche i cittadini di altre nazionalità. É stato bello vedere e sentire che questa folla immensa pensa tutta allo stesso modo, che tutti assieme siamo vicini e appoggiamo il nostro capo del governo Orbán Viktor.
Questa manifestazione pacifista é la dimostrazione di come ci sia vicinanza della popolazione verso il suo governo, non é la prima volta che é accaduto, ma anche in passato si é svolta, e nel prossimo futuro ci sará se sará necassario.
Grazie per aver letto il mio articolo,vi auguro che anche voi possiate avere un futuro piú sereno rispetto a questa situazione che vivete oggi. Noi abbiamo la fortuna di avere un Capo del governo forte e coraggioso e questo da la forza e il coraggio alla popolazione. Anche voi potreste provare a fare come noi , l’unione fa la forza.Concludo la mia testimonianza di persona semplice che ha partecipato alla giornata del 23 ottobre come Orbán Viktor ha concluso il suo discorso.
-Forza Ungheria,Forza ungheresi- Contatto:bundi01@vipmail.hu Kovacs Andras
Testimonianze:
--Mi chiamo Manuela ed abito da ormai dieci anni in Ungheria in un piccolo paese vicino al meraviglioso lago Balaton.La prima volta che sono venuta in Ungheria é stato per le vacanze estive nel lontano 1992 e da allora ogni anno ho sempre passato le ferie estive ed invernali in una piccola casetta vicino al lago Balaton. La mia famiglia é composta da mio marito che é ungherese ed i miei
tre figli maschi,loro sono nati tutti qui ed io sono completamente integrata in questo stato che per me é „casa mia”.Ricordo con piacere la mia infanzia e la mia adolescenza in Italia sono e resterò sempre come temperamento e con una parte di mentalità italiana (dico una parte perché ho adottato anche la mentalità ungherese che apprezzo e rispetto)ma visto che la nostra famiglia é mista ci tengo che anche le tradizioni, le idee,la cucina,la lingua e quanto altro restino una fusione tra i due stati.I miei figli parlano correttamente tutte e due le lingue,conoscono entrambe le tradizioni ed assieme torniamo in Italia per brevi periodi,sono sempre molto entusiasti quando partiamo per l’Italia. Noi nel nostro piccolo siamo un ponte tra le due nazioni perché attraverso i nostri racconti,le nostre esperienze tanti amici italiani sono venuti piú volte in Ungheria e sempre sono restati e restano entusiasti del posto stupendo dove abitiamo,del silenzio, tranquillità, della cordialità della gente e dell’ottima cucina. Nel poco tempo che mi rimane libero seguo per quello che posso il telegiornale italiano e quello ungherese,seguo nel mio piccolo la politica ungherese ed ho visto e sentito di persona nei molti anni che vivo quí, molti cambiamenti negativi e positivi qui in Ungheria.Una delle tante cose che mi ha affascinato di questa nazione é la solidarietà, la vicinanza, l'appoggio che esiste tra le persone.Il rispetto tra giovane ed anziano, l’uso di salutarsi ogni volta che ci si incontra, il rispetto per la natura,l’ambiente.
Quest’anno ho avuto la possibilitá di recarmi a Budapest per la manifestazione pacifista del 23 ottobre a ricordo per non dimenticare quello che é accaduto a Budapest nel 1956.Siamo partiti con il pullman dalla cittá vicino a dove abito e siamo arrivati a Budapest,lí una volta scesi siamo diventati parte integrante letteralmente di ”un mare di gente” di tutti i tipi,giovani,anziani, famiglie con bambini,persone con cani a passeggio.Persone che tranquillamente camminava vicina,parlava,osservava il paesaggio,tanti portavano orgogliosi la loro bandiera come tante altre bandiere straniere venivano sventolate da altri, tanti striscioni per Orbán Viktor e tanti cartelli con la cittá di provenienza dei gruppi. Tutti tranquilli camminavamo per il percorso stabilito con la meta di arrivare fino in piazza degli eroi dove il Capo del governo Orbán Viktor avrá tenuto un discorso.Tutti uniti e felici di stare assieme,di dimostrare in modo concreto che gli ungheresi sono uniti al loro capo del governo,sono corraggiosi
Quest’anno ho avuto la possibilitá di recarmi a Budapest per la manifestazione pacifista del 23 ottobre a ricordo per non dimenticare quello che é accaduto a Budapest nel 1956.Siamo partiti con il pullman dalla cittá vicino a dove abito e siamo arrivati a Budapest,lí una volta scesi siamo diventati parte integrante letteralmente di ”un mare di gente” di tutti i tipi,giovani,anziani, famiglie con bambini,persone con cani a passeggio.Persone che tranquillamente camminava vicina,parlava,osservava il paesaggio,tanti portavano orgogliosi la loro bandiera come tante altre bandiere straniere venivano sventolate da altri, tanti striscioni per Orbán Viktor e tanti cartelli con la cittá di provenienza dei gruppi. Tutti tranquilli camminavamo per il percorso stabilito con la meta di arrivare fino in piazza degli eroi dove il Capo del governo Orbán Viktor avrá tenuto un discorso.Tutti uniti e felici di stare assieme,di dimostrare in modo concreto che gli ungheresi sono uniti al loro capo del governo,sono corraggiosi
e concreti nel loro pensiero di libertá,di migliorare,di non tornare indietro ma di quardare sempre avanti e di cooperare perché questa libertá resti. Una volta arrivati alla meta ho potuto seguire il discorso di Orbán Viktor naturalmente anticipato dall’inno nazionale che é meraviglioso da sentire ma ancora di piú lo é stato quando tutti in coro le centinaia di migliaia di persone presenti hanno cantato l’inno. Ho avuto la pelle d’oca e penso che questo la dica lunga sulla vicinanza tra popolo e Capo del governo. Il discorso di Orbán é stato molto interessante e riguardava due punti,il primo sulla commemorazione del 1956, sull’accaduto e sul fatto che non si deve e non si puó dimenticare, il secondo riguardava i cambiamenti positivi per tutti che ha portato in Ungheria, (aiuti per le famiglie,le imprese,l’aiuto per ripagare i prestiti in valuta,i pensionati,l’aver ripagato il debito dello stato) e tanti altri cambiamenti che hanno indispettito parecchio la politica europea e internazionale.Orbán ha dovuto lottare per le sue idee, é coraggioso e non si tira indietro ma „combatte”per le proprie idee,per i propri cittadini e per il suo stato. Ma la sua grande forza é data dalla sicurezza concreta che la popolazione gli é vicina e lo sostiene. L’esempio visivo e non solo é proprio stato dato dalle centinaia di migliaia di persone che erano presenti alla manifestazione,persone che continuamente applaudivano e condividevano le parole di Orbán. Lui stesso nel discorso dice che non si deve avere paura che tutti assieme dobbiamo essere uniti,forti e corraggiosi che in questo modo si puó migliorare e non si deve tornare indietro.L’unione fa la forza quella grande forza che Orbán Viktor ha come la popolazione ha.Il dicorso di Orbán é stato diretto senza mezzi termini,preciso e semplice al tempo stesso. Tutti hanno capito ed anche io mi sono ritrovata in quello che ha detto.Anche io in prima persona ha potuto constatare tutti i cambiamenti che ha portato e che aiutano concretamente le persone,le famiglie. É stata una giornata molto bella e molto interessante constatare di persona e toccare con mano la fiducia e l’appoggio che esiste tra popolo e Governo. Orbán Viktor chiude il discorso dicendo: -Forza Ungheria,Forza ungheresi- e credo che in queste due parole ci sia detto tutto.
Tranquillamente il corteo e si é disciolto e tutti sono tornati ai loro pullman alle loro auto alle loro abitazioni.Noi siamo tornati al nostro pullman e il nostro viaggio di ritorno verso casa é stato accompagnato da canti e felicità.
Una semplice testimonianza da parte di una persona semplice.
---Mi chiamo Valerio Vitaliano, 28 anni, dall'anno 2000 assieme alla mia famiglia abbiamo una casa in un piccolo villaggio a nord del lago Balaton e frequentemente mi trovo in Ungheria sia per trascorre qualche giorno di relax che per motivi di lavoro.
Ho molto a cuore la situazione ungherese, forse per l'affetto che nutro per questa nazione dopo tutti questi anni. In un momento di crisi globale dove i popoli sono costretti a fare sacrifici per pagare dei debiti sovrani, come in Italia, dove giorno dopo giorno vi è un continuo impoverirsi del popolo, l'aumentare delle tasse e la sfiducia di una ripresa da parte degli italiani, noto che l'Ungheria va controcorrente. Sta adottando, a mio modesto parere, una politica differente, riacquistando la propria sovranità, incentivando la produzione interna, tassando i profitti di banche e Multinazionali senza opprimere il popolo e a quanto pare questa strategia sembra avergli dato ragione. E, come se non bastasse, cosa che ha dell'incredibile, ha quasi statalizzato la banca centrale e chiesto la chiusura dell’ufficio del FMI presso Budapest restituendo i soldi prestati un anno prima della scadenza. Il governo ungherese ha assunto la sovranità sulla sua moneta e adesso emette moneta senza debito. Ho notato ultimamente moltissimi lavori pubblici, metodo a mio avviso favorevole per rilanciare l'economia se lo stato possiede liquidità. Non credo che per il popolo possa essere cambiato molto per il momento, molte famiglie vedo che stentano ancora ad arrivare a fine mese, anche se sono diminuite le bollette energetiche. Le casse dello stato da una quasi bancarotta del 2010 sembrano aver acquistato stabilità senza aver colpito il popolo, e da una totale sfiducia sembra che la popolazione abbia riacquistato fiducia. Non è che dovremo prendere esempio anche noi da questa Nazione che ha osato alzare il capo e ribellarsi ai poteri forti internazionali?
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--Si chiama Antonio.
Non sono ungherese e quindi non sono in grado di dare le mie impressioni sulla politica interna, ma su quella estera sì, è senz'altro positiva. Il fatto di non entrare nell'Europa dei banchieri usurai e quindi nell'Euro, è importantissimo. Noi italiani stiamo diventando poveri perché l'euro ci ha rovinato.Chiaramente è una manovra per sottomettere il continente, renderci quindi poveri e pieni d'immigrazione per rompere la struttura etnica-religiosa e sociale di tutti gli stati. Inoltre il fatto di aver mandato via gli usurai della banca mondiale, è stato veramente grande. In Italia, i benpensanti, ovvero coloro che non sono di sinistra o i venduti al capitalismo d'oltre oceano e degli speculatori di origine ben nota ammirano tutti il vostro leader.
Discorso di Orban Viktor!!!
-Il discorso celebrativo di Orbán Viktor il 23 ottobre 2013, in Piazza degli Eroi
Buon giorno a tutti, gentile pubblico, Signore e Signori!
Do' il sincero benvenuto ai cittadini dell’Ungheria il giorno della nostra festa nazionale. Saluto gli ungheresi che vivono oltre i confini della patria e saluto tutti i cittadini europei e del mondo amanti della libertà per cui il 1956 è talmente glorioso come per noi ungheresi Saluto i rappresentanti degli
stati stranieri, i nostri ospiti e gli ambasciatori. Il 23 ottobre tutto il mondo libero si toglie il cappello e china la testa davanti all’Ungheria e agli ungheresi. E’ giusto e corretto che il mondo libero pensi ai combattenti della libertà del ’56 come propri eroi. A quegli uomini e donne ungheresi, alle ragazze e ragazzi di Pest che hanno iniziato una lotta libera contro gli invasori e contro il sistema comunista che questi hanno portato con se, che all’epoca terrorizzava tutto il mondo libero. I combattenti per la libertà ungheresi hanno rivelato a tutto il mondo che il comunismo è irreparabile. Non è aggiustabile perché non considera l’individuo, la sua libertà, e non si spaventa di usare qualunque tipo di violenza contro la libertà. Non nega solo Dio, ma anche la sua creazione, l’uomo dalla volontà libera e se si apre l’occasione lo schiavizza e lo annienta. Le forze dell’apocalisse caduta sul
mondo dopo il socialismo nazionale adesso sono arrivate anche nell'immagine del socialismo internazionale in Ungheria, perché dopo 3 anni faticosi inglobino e distruggano l’indipendenza e libertà insieme ai loro difensori nel mondo
ungherese.
Nell'autunno del 1956 all’improvviso è arrivata la primavera. Un decennio si è addensato in un'unica giornata solare. Dopo le umiliazioni e le sofferenze durate per decenni la voglia di libertà e l’entusiasmo hanno spinto via leforze strangolanti, si sono irradiate verso il cielo per buttare giù le stelle rosse. Le stelle cadenti, le statue buttate giù nella polvere, la macchina abbattuta della tirannia comunista hanno fatto tremare la terra e questa si è scossa sotto i piedi di tutto l’impero sovietico. Ci sono momenti nella vita di una nazione quando non si può più sopportare. In Ungheria nel ’56 non si poteva sopportare più, perché non c’era niente da aspettare. Tutti lo sapevano, o chi non lo sapeva, lo sentiva: basta. Se continua il mondo sovietico, non resta nulla della vita ungherese, di ciò che è nostro. Niente di grandioso ed esaltante che noi abbiamo costruito in noi stessi in mille anni, ciò che rende la nostra vita di più e di più importante del semplice lotta per la sopravvivenza. Bisognava fare qualcosa. Sursum corda. Abbiamo quindi alzato i nostri cuori e ci siamo ribellati. Abbiamo afferrato delle armi e abbiamo iniziato una lotta per la libertà come un popolo orgoglioso, destinato a qualcosa di grandioso e magnifico anche nei suoi stracci. Nella ossa e nelle viscere sentivamo che c’è in palio il destino della patria. Per questo non contava la superiorità numerica. Non si poteva più valutare e decidere.
Dovevamo accettare una cosa sovrumana. Ogni altra cosa avrebbe condotto all’estinzione del popolo, all'arresa lenta, alla distruzione sicura. Ci eravamo già immersi e induriti nella grande massa sovietica, grigia, rude e rozza.
Faceva ombra la minaccia della fine della nostra esistenza culturale e nazionale. Questa era la verità, questo era il futuro che ci aspettava, questa era la realtà. Dovevamo afferrare delle armi e metterci in lotta contro l’Unione Sovietica gigante e paurosa. Contro la superiorità numerica immensurabile. E gli ungheresi di allora l’hanno fatto. Hanno fatto ciò che esigeva la patria. Gloria agli eroi!
Gentili festeggianti!
Le persone che quell’autunno hanno sfidato l’enorme esercito sovietico sapevano bene di mettere in rischio la propria vita. Ma ogni persona spera, perché ognuno di noi vorrebbe vivere nella libertà che morire per essa. Anche loro speravano, se resistono, il mondo non resta con le mani in mano e si muovono anche all’Ovest secondo le loro promesse: vengono. Speravano, come sperano i combattenti non solo di vincere la guerra ma di sopravvivere e di vivere la giornata della vittoria. Ma chi afferra un’arma considera anche la morte. Sa di poterla incontrare in qualunque momento per strada. Ma sa anche se non sopravvive, il suo atto avrà qualche utilità. Sa che anche la morte di una persona può avere un senso di livello superiore.
Cari amici!
Che forza doveva far battere il cuore di quelli che hanno maturate la decisione; accettando il rischio di morte ma si fa avanti per la patria, per l’indipendenza e per la libertà. Erano belli, temerari e così giovani e nonostante ciò hanno dato la loro vita per la nostra libertà. Quei numerosi giovani che sono stati ammazzati, imprigionati o costretti a scappare, sono morti per noi e forse al posto nostro, al posto nostro sono finiti in prigione, al posto nostro hanno dovuto emigrare. Al posto nostro, noi che siamo piùfortunati perché siamo nati più tardi. Hanno rinunciato al mondo per il mondo, alle persone per le persone, alla vita per la vita. Tremilacinquecento combattenti morti, ventimila compatrioti che sono rimasti feriti, ventimila imprigionati, tredicimila internati, 228 giustiziati ed i morti delle fucilate.
Sappiamo che la gelida realtà del comunismo distrugge la dignità umana. Lascia dietro di se il vuoto, la vitalità diminuita, la dedizione e la meschinità.
Mentre noi qua in Ungheria possiamo ringraziare i nostri eroi per il fatto che nel periodo più buio della storia ungherese, durante l’occupazione sovietica abbiamo potuto conservare il nostro portamento, potevamo alzare la testa perché anche se di nascosto ma avevamo per cui essere orgogliosi. Hanno vinto anche se sono morti. Hanno vinto perché ci hanno lasciato, a noi, ai nostri discendenti ed a ogni bambino ungherese che nascerà la gloria della presa di posizione, del
coraggio, dell’eroismo e della grandezza anziché il buio squallido della
dittatura e della debolezza umana. Gloria victis!
Gentile pubblico festeggiante!
Noi ungheresi nel XX. secolo ci siamo tolti di dosso tre volte la tirannia comunista. Ci siamo tolti di dosso la Repubblica Sovietica Ungherese nel 1919, abbiamo tagliato la cintura dei prigionieri nel 1956 ed infine nel 1990 abbiamo fatto cadere anche il potere del gulasch comunista. L’inattesa e particolare protuberanza solare della storia europea è che il comunismo e l’Unione Sovietica non sono stati abbattuti dal mondo libero e neanche il super potere in opposizione, ma quelle nazioni desiderosi di libertà e di indipendenza che dopo i gravi decenni hanno preso in mano il loro destino. Hanno fatto finire il grigiore del socialismo squallido di piombo e senza futuro quegli ungheresi che
dopo il 1956 sono rimasti qua. Quelli che pensavano che non poteva mica scappare tutto il paese. Li aspettava un destino duro e nonostante ciò non hanno attraversato i confini, sono rimasti. Per i figli che erano ancora troppo piccoli, per la nonna che era troppo anziana, per l’Ungheria che era troppo orfana e senza di loro sarebbe diventata orfana completamente. Sono rimasti e ce l’hanno fatta. Hanno subito le rappresaglie, le umiliazioni, la posposizione ingiusta, i confini chiusi ed il cielo chiuso con le impalcature. Hanno tirato avanti nei successivi 34 anni, ci hanno partoriti, ci hanno protetti e ci hanno fatti crescere. E quando è arrivato il momento, perché ogni cosa ha il suo tempo destinato, con noi, uniti i loro figli e nipoti, tutti insieme in un anno abbiamo distrutto il potere dei comunisti. In un unico anno visionario abbiamo soppresso, forato e fondato alle prime elezioni i comunisti. Noi tutti insieme!
Gentili festeggianti!
Gentili festeggianti!
Il colpo finale l’abbiamo inflitto qua in questa piazza su di loro. Sì, abbiamo unito in questa piazza la verità delle vittime della rivoluzione del 1956 con la nostra forza vitale e con la nostra risolutezza. Abbiamo seppellito di nuovo i corpi avvolti in carta catramata dei nostri eroi e con quel gesto abbiamo messo anche l’ultimo chiodo nella bara del comunismo in cui il primo chiodo è stato messo dagli eroi del ‘56. La forza delle vite ammazzate nel ’56 lavorava nelle nostre cellule e la verità schiacciata nel ’56 faceva pressione nei nostri petti. Non c’era potere che potesse fermarci. Qua abbiamo pronunciato che i soldati sovietici dovevano lasciare l’Ungheria. Qua abbiamo pronunciato che il partito statale doveva sottoporsi alle elezioni libere. Qua abbiamo alzato la bandiera bucata, la ferita che era stata inflitta dall'invasione straniera e dalla tirannia nel cuore della nazione. Qua ha unito la vita della folla dalle mille facce in un’unica volontà del cambiamento del regime la memoria dei combattenti del ’56.
Victor Hugo disse: l’Ungheria è la nazione degli eroi. L’eroe ungherese è una specie particolare. Da noi l’eroe non è chi combatte gli altri ma chi combatte il destino. Potremmo festeggiare la battaglia di Bratislava quando contro leforze schiaccianti dell’Ovest abbiamo finalizzato la conquista della nostra patria. Oppure l’assedio di Belgrado, oppure quando “Anche Vienna subì onta Da sire Mattia”. Noi invece festeggiamo il 15 marzo ed il 23 ottobre. Queste volte non abbiamo vinto le nostre lotte per la libertà ma abbiamo dimostrato che si può riscrivere il libro della sorte. Nel libro della sorte c’era scritto che non c’era niente da fare contro gli Asburgo e contro l’impero sovietico. Se lepersone di allora si fossero rassegnate, si sarebbe adempito il nostro destino e saremmo stati inglobati. Noi ungheresi invece non crediamo che si sia un destino che ci raggiunga qualunque cosa noi facciamo. Ma sappiamo che c’è destino che ci raggiunge se non facciamo niente. Noi crediamo che il libro della sorte lo dobbiamo scrivere noi stessi con la nostra fede, con il nostro coraggio, con il nostro amore, con la forza della nostra unione, e se capita anche con il nostro sangue. L’eroe ungherese non si preoccupa per la sorte, ma agisce.
Gentil pubblico!
E’ bello che ci siamo radunati così numerosi per commemorare il ricordo degli eroi del ’56. Lo sapete anche voi e anch’io che non sono solo il rispetto e la memoria che ci hanno uniti oggi. Siamo venuti qua anche per sapere cosa ci sarà di noi. Cosa dobbiamo fare perché sia ciò che vogliamo noi? Prima di tutto dobbiamo vedere chiaro. Diciamo chiaramente con sicurezza ciò che vediamo e ciò che sappiamo. Prima di tutto sappiamo che la libertà ungherese non aveva solo eroi, ma anche traditori. Sappiamo che tutte le nostre rivoluzioni sono state abbattute dall'estero. Sappiamo anche che sono sempre esistite delle persone che aiutavano il nemico esterno. Capi moscoviti, miliziani, baroni rossi – o ciò che andava di moda all'epoca. Sappiamo anche che nel 2006, dopo 16 anni di democrazia questo giorno ci cacciavano con i fucili nelle vie di Pest. Hanno comandato ai poliziotti a cavallo di picchiare con le spade i celebranti pacifici. Sappiamo anche che tutto ciò poteva accadere perché avevano il potere governativo quelli che senza scrupoli potevano usare gli organismi statali armati contro il proprio popolo.
Ben sappiamo, non dobbiamo averne dubbi che anche oggi farebbero sparare nella folla –nella migliore delle ipotesi con proiettili di gomma- e comanderebbero anche gli organismi statali armati contro di noi. Anche oggi lo farebbero se potessero farlo, non lo fanno solamente perché la maggior parte degli ungheresi alle ultime elezioni li ha messi da parte. Ben sappiamo anche gli ex comunisti
hanno dato l’Ungheria e gli ungheresi nelle mani degli speculatori e dell’industria finanziaria internazionale. Sappiamo che erano e saranno sempre pronti a consegnare Ungheria di nuovo agli invasori. Ci ricordiamo bene anche quando eravamo qua nel 1989 tutti entusiasti e pensavamo che fosse sufficiente per la libertà che i sovietici se ne andassero e fossero sufficienti le elezioni. All’epoca non sapevamo che la somma dei diritti di libertà non fosse uguale alla libertà. All’epoca non sapevamo che i personaggi del passato stessero organizzando e si stessero preparando per il salvataggio del loro potere. Come nel 1956 pareva già che ce l’avessimo fatta, che saremmo stati liberi, loro stavano già organizzando il rientro dei sovietici e le ritorsioni.
Anche nel periodo del cambiamento del regime si stavano organizzando in silenzio con le forze estranee per passare a queste ultime le risorse ed i valori del paese. Il cappotto trapuntato militare è stato cambiato con la giacca, mentre il tovaris (compagno) si è mutato in Tavares. Quelli che hanno
indebitato fino in fondo il paese sono tornati in silenzio ed hanno tolto a noi ungheresi la possibilità di decidere della nostra vita. Non della politica, non dei partiti politici, ma proprio della nostra vita. In che modo costruiamo l’economia, come rendiamo solido il pavimento sotto il piede delle famiglie, come e di che cosa vivremo e che possibilità diamo ai nostri figli.
Gentile pubblico!
Il senso della libertà non è solo che i sovietici non sono qua e non siamo i prigionieri del Consiglio di mutua assistenza economica. Il senso della libertà non è solo liberare e riprendere il paese. La libertà non finisce qua, ma inizia qua. Il senso della libertà, come ha anche insegnato Attila József, è
che possiamo liberare e liberiamo la nostra vita. Siamo noi a sistemarla, a deciderne in modo autonomo, senza che gli altri dicano qualcosa, sotto la nostra responsabilità. Sappiamo anche che dal 2010 sono capitate cose grandiose in Ungheria, inclusa la collaborazione senza precedenti delle ultime elezioni.
Abbiamo preso decisioni senza chiedere permessi o consenso, anzi le abbiamo prese contro il parere del mezzo mondo. In questo modo abbiamo avuto una propria Costituzione che si basa sulle fondamenta della cultura cristiana ungherese ed europea. Così siamo diventati nazione mondiale con la riunione della nazione oltre ai confini, dove tutti gli ungheresi insieme decidono del proprio futuro. Abbiamo deciso di non vivere più come prigioniere del Fondo Monetario Internazionale, dal carico comune devono sopportare di più le banche e le imprese internazionali. Abbiamo deciso di costruire la nostra vita sul lavoro al posto dei sussidi e di tagliare le spese opprimenti delle famiglie.
Abbiamo iniziato una politica economica nazionale per industrializzare di nuovo il paese e per tenere definitivamente i terreni ungheresi in mano ungherese.
Abbiamo deciso di rendere giovane la capitale della nostra nazione perché possiamo esserne orgogliosi e perché tutto il mondo possa venire ad ammirarla.
Abbiamo preso decisoni per l’interesse degli ungheresi nel nome della libertà ungherese. Abbiamo accettato conflitti e dibattiti e li abbiamo vinti uno dopo l’altro. Ci stiamo avvicinando alla reale liberazione, alla nostra libertà quotidiana.
Egregi Signore e Signori.
Adesso che vediamo la situazione in maniera chiara e adesso che abbiamo detto chiaramente ciò che sappiamo, dobbiamo quindi dire chiaramente ciò che vogliamo. Vogliamo che tutto ciò non possa essere tolto un’altra volta dagli ungheresi. Siamo qua per far vedere che non lasciamo che tolgano un’altra volta le pensioni, lo stipendio e la maternità. Vogliamo che non possano spingere di
nuovo in debiti le nostre famiglie, le nostre città ed il nostro Stato.
Vogliamo che non possano rovinare un’altra volta insieme l’Ungheria, che non la consegnino agli speculatori ed ai burocrati.
Egregi Signore e Signori.
Non nascondiamo la testa sotto la sabbia. Vediamo che di nuovo si stanno organizzando, falsificando ed alleando con sconosciuti. Vediamo che di nuovo stanno cospargendo i semi dell’odio, del conflitto e della violenza. Non esistono casi. La marcia della pace non si chiama così per caso. Perché noi tutti vogliamo una vita tranquilla, pacifica e serena. La pace tuttavia non è uguale alla stupidità, al non fare nulla. Perché non esiste e non è mai esistita pace senza la verità. E per la verità bisogna agire. Per questo ha fatto bene la marce della pace a restringere il tentativo di colonizzazione. Vi ringrazio!
Gentili cittadini!
Infine dobbiamo dire chiaramente cosa faremo adesso. Prima di tutto non staremo senza agire, faremo scoprire tutte le bugie, falsificazione e le centinaia di nuovi trucchi. La lotta sarà seria perché a noi la libertà viene sempre misurata cara. Dovete sapere che non è sufficiente governare in maniera corretta, non è sufficiente liberarci dalla morsa degli usurai, non è sufficiente mettere in ordine l’economia e non è sufficiente la lunga lista dei risultati e neanche i sondaggi positivi. Altrove magari sarebbe sufficiente, ma noi siamo ungheresi e quindi per noi tutto ciò non e' sufficiente. Conosciamo bene la nostra razza, vogliamo noi vedere quel governo di cui siamo contenti. Per questo non potete credere che il vostro governo senza di voi e al posto vostro vince la battaglia. Non potete lasciare semplicemente il lavoro al governo o ai partiti. Se vogliamo difendere la nostra costituzione, i nostri posti di lavoro, la nostra pensione, il nostro stipendio e la diminuzione delle spese, cioé se volete difendere la libertà della vostra vita quotidiana dovete partecipare personalmente nella lotta. Ognuno di noi deve svolgere il lavoro al proprio posto e nel proprio campo. Organizzatevi, iscrivetevi e aderite. Non abbiamo motivo di avere fretta, ma dobbiamo far partire il nostro macchinario in modo piano e sicuro e dobbiamo distribuire in ordine militare le nostre truppe proprio come l’abbiamo fatto nel 2010. Preparatevi! Ora possiamo finire ciò che abbiamo iniziato nel 1956. Abbiamo bisogno di tutti voi. Dall’insegnante, dal medico, dal negoziante, dall’operaio, dall’autista, dal professore universitario, dal macellaio e dal fioraio, dai giovani e dagli anziani. Avremo bisogno di tutti voi. Ora la cosa principale è iniziare,
partire. Che sappiate come anche nel ’56 sapevate: non c’è una via di mezzo. O ci liberiamo o non saremo liberi. La libertà non è destino, ma è questione di scelta e chi non sceglie la libertà con la propria forza, avrà come fine la schiavitù.
Viva Ungheria, viva gli ungheresi!
Dalla Certificazione di processo a quella di prodotto, in assenza di residui chimici, ogm, radioattività e xenobiotici in generale di Giuseppe Altieri
Biologico ...o certificato?
Tutt'e due, se possibile, grazie...
Dalla Certificazione di processo a quella di prodotto, in assenza di residui chimici, ogm, radioattività e xenobiotici in generale
di Giuseppe Altieri
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Abbiamo recentemente assistito a una contestazione sulla marmellata di mirtilli della Rigoni di Asiago, per presenza di livelli di Cesio in Giappone, paese con limiti 10 volte ridotti di tolleranza radioattiva negli aimenti.
Ma tutti i prodotti alimentari possono essere contaminati da radiazioni, che siano biologici o non biologici.
E' chiaro che i prodotti biologici dovrebbero essere senza pesticidi o altri inquinantii... radioattività inclusa.
L'attacco a Rigoni sa tanto di sabotaggio verso una ditta molto seria che lavora solo con prodotti biologici da anni, ad esempio il miele il cui produttore è scrupolosissimo nel portare gli alveari in montagne boschi e aziende biologiche..
..ma può capitare qualche contaminazione di fondo ambientale imprevista, per cui anche al ditta farebbe bene a tutelarsi... in che modo?
Non si dovrebbe innanzitutto certificare un prodotto bio se contiene radionuclidi, per cui stiamo molto attenti alle zone da cui prendiamo le materie prime.
Inoltre, nel commento alla risposta della Rigoni apparso in internet c'è un'inesattezza laddove si dice che il prodotto Biologico è in assenza di pesticidi.
Purtroppo anche negli alimenti biologici sono stati inseriti limiti di residui di pesticidi, seppur minori rispetto al convenzionale, che qualche allegro ente di Controllo e Certificazione, in un incontro con la commissione europea (il ccpb, ndr quello che controlla la Coop italia) ha chiesto addirittura di alzare di 10 volte... spostando una virgola... per presunte contaminazioni inevitabili da derive di pesticidi...
Ma... il diritto degli agricoltori biologici è di non essere contaminati da pesticidi usati dai vicini !!!
E lo stabiliscono, oltre alle norme Costituzionali, anche le nuove direttive europee e i recepimenti in materia di pesticidi...
...per cui i vicini agricoltori che ancora si ostinano a suicidarsi e suicidarci con la chimica, devono mantenersi almeno all'interno dei propri terreni,
evitando ogni forma di derive di pesticidi, pena sanzioni civili e penali... parliamo di almeno 150 metri, con il vento anche 300 metri se le particelle degli irroratori chimici sono micronizzate... gli studi effettuati lo dimostrano.
Allora... perchè chiedere dei limiti di pesticidi anche nel biologico?
Perchè accettare contaminazioni da OGM, anche nel biologico... tanto più senza etichette?
non vorrei che qualche furbo, manipolando le dichiarazioni di produzione delle aziende biologiche, o i certificati di importazione (vedasi scandalo Gatto con gli Stivali) ci faccia mangiare per biologici gli scarti del convenzionale ..
o prodotti mischiati...
Per cui bisogna ribadire l'assoluta necessità di assenza di pesticidi, OGM e altri contaminanti in un prodotto alimentare che si voglia dichiarare biologico, altrimenti rimane biologica la produzione (a i fini di accesso ai Pagamenti Agroambientali europei), ovvero il Processo, ma non il prodotto.
Il consumatore biologico ha diritto, pagando molto di più, all'assenza di residui chimici e radioattivi, ogm, ormoni e altre porcherie spesso presenti negli alimenti convenzionali e, seppur in quantità ridottissime, talvolta anche in quelli biologici.
Inoltre, sono d'accordo con la risposta sul punto 5 come scritto di sotto (nel p.s.), allargandolo però a tutti gli inquinanti Xenobiotici (estranei alla natura), a partire dai pesticidi e diossine, metalli pesanti, ecc.
in modo da avere sempre i contaminanti dosati in tutti gli alimenti che esistono sul mercato...
affinchè il consumatore possa almeno scegliere, ai sensi del Codice Civile dei Consumatori e Utenti
A quel punto possiamo anche dire che un prodotto è derivato da agricoltura biologica riportando il livello di residui chimici derivanti da inqunamenti di fondo ambientali o da derive dei vicini...
.. per arrivare pian piano al "Biologico" vero.
E' chiaro che il prodotto a residuo zero dovrà avere il marchio biologico (certificazione di prodotto), mentre gli altri riporteranno solo la dicitura "da Agricoltura Biologica" (certifcazione di processo)
Per la cronaca, questa proposta la feci 20 anni fa quando si definì il primo regolamento Ce sul Biologico (2092/91)...
Abbiamo inquinato il mondo in maniera devastante e incommensurabile,
oggi dobbiamo pagarne le conseguenze, almeno sui livelli di controllo ed attenzione
per la tutela dei consumatori che potranno scegliere alimenti puliti, invogliando così gli agricoltori a smettere di usare Agrotossici per la sopravvivenza dei nostri figli.
Pesticidi oggi assolutamente inutili in quanto abbiamo tutte le tecniche biologiche disponibili a produrre cibo in quantità e qualità sufficiente a sfamare due volte il Pianeta: con l'Agroecologia.
Altrimenti, cancro, sensibilità chimiche multiple e altre malattie degenerative epigenetiche ci stermineranno tutti !!!
O almeno la maggior parte
Prof. Giuseppe Altieri, Agroecologo
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ps (dal commento internet alle risposte della Rigoni di Asiago)
5) ETICHETTA. Alla luce del fallout generale a cui è stato sottoposto il nostro pianeta e dei vari fallout (noti o secretati) a cui è costantemente sottoposto, sarebbe opportuno che l’etichetta di un prodotto alimentare indicasse l’assenza o la presenza di contaminanti radioattivi e, in caso affermativo, che se ne indicassero le percentuali (seppure ricomprese nei limiti di norma): non solo per soddisfare il requisito di trasparenza e della corretta informazione verso il consumatore, ma per permetterne una scelta consapevole, alla luce dell’effetto e del calcolo del cumulo fra i vari alimenti che compongono la dieta individuale.
-------------
Prof. Giuseppe Altieri, Agroecologo
Docente Ordinario di Fitopatologia, Entomologia, Agricoltura Biologica, Agroecologia - Ist. Agrario Tod
Studio AGERNOVA - Servizi Avanzati per l'Agroecologia e la Ricerca
ACCADEMIA MEDITERRANEA PER L'AGROECOLOGIA E LA VITA (AMA la Vita)
PARASSITI CHE PROGRAMMANO ALTRI PARASSITI ALL'INERZIA FINO ALLA CHIUSURA...
http://www.youtube.com/v/6phyJek38AA?autohide=1&version=3&attribution_tag=HLawTqLG2grJdG25QBqeyg&autoplay=1&showinfo=1&feature=share&autohide=1
venerdì 1 novembre 2013
LA RETE OLTRE AD ESSERE UNA GABBIA E UN FILTRO SELEZIONATORE
L'accesso alla rete ci è "concesso" per elencare i cittadini capaci di capire e diffondere lo sterminio del popolo italiano. Quando la massa capirà cosa sta accadendo i primi ad essere "soppressi" saremo proprio noi.
Basterà un evento di ribellione per trasformarci da sovversivi in terroristi e rinchiuderci in un Guantanamo italiano.
La penisola italiana chiusa dagli Alpi al nord e circondata dal mare è il terreno ideale per le irrorazioni a larga scala. Da settimane le scie chimiche ci piovono addosso come mai prima. Ne vediamo solo una minima parte perché irrorano anche di notte e sopra la copertura nuvolosa.
In questo senso nostro paese è un terreno di sperimentazione ideale per studiare la capacità di reazione della gente e adattare la repressione al resto del mondo.
Basta leggere il Talmud, i protocolli di Sion, i prototocolli di Toronto, e/o "Armi silenziose per guerre tranquille" sul blog Voci della strada per capire quale strategia è in atto.
Migliaia di arei diffondono veleni da migliaia di giorni su tutto il pianeta con un costo di migliaia di miliardi di Euro. L'identificazione. la repressione e l'eliminazione dei pochi umani consapevoli fa parte della strategia e costerà pochi percento del costo totale.
Un nuovo mondo sta sorgendo, un nuovo ordine mondiale. Una umanità rincoglionita e una classe dirigente, una élite in via di deificazione; una popolazione sterile, inintelligente e remissiva incapace di comprendere e difendersi. Una élite ché punta a l'immortalità tramite l'interfaccia dell'uomo e la macchina, del cervello con il computer.
Niente di tutto ciò ché potremmo fare cambierà le cose, a parte la NON-COOPERAZIONE ed il BOYCOT di TUTTA LA POPOLAZIONE. Anzi tutte le iniziative personali, petizioni e manifestazioni non fanno altro ché confortare il potere del NWO, godono dell'incapacità di tutti noi ad organizzarci ed agire insieme.
Prima o poi giungeremo alla conclusione ché il sacrificio delle nostre vite sarà necessario per preservare un mondo vivibile e libero ai nostri figli. Allora la guerra smetterà di essere tranquilla con delle armi silenziose, saremo sterminati manu militari o con un clic sul computer, ché ci farà scoppiare le vene e arterie nel cervello.
Sono sul listino, alla fine perché non sono importante, ma ci sono di sicuro perché, so come va finire, ho adottato le contromisure a mia conoscenza per non subire passivamente l'annientamento, diffondo le informazioni sensibili e scrivo lettere ai dirigenti/marionette della politica.
Il mio destino personale non conta più, conta solo l'avvenire dei figli nostri, del genere umano.Non ho paura sono un guerriero, agisco ed agirò fine alla fine!
C.P.
LIMERICK
ERAVI UN ROMITO IN POGGIBONZI
CHE NON CACAVA MA SPUTAVA STRONZI
UN MAESTRO ZEN LO INCONTRO'
E CON UNO SCARACCHIO LO INONDO'
a quel rincoglionito romito di Poggibonzi
***********
Un turista smarrito di Plutone
passò tutta una notte in un bidone
Ci dormì come un sasso
nonostante il fracasso
della vita notturna di Plutone
**************
Un parvenu goloso in quel di Urano
adorava l'abbacchio col metano
Diceva con orgoglio
" Non bado al portafoglio!"
Si! Son goloso! Cosa c'è di strano?
*********************
SAULO DI TARSO, che cadde a Damasco
si rialzò, sorse ed esclamò: RINASCO!
Son come quei che vede
la Luce, vera fede!
Ma la prossima volta porto il casco!
************************
Un moribondo presso Cesenatico
chiese l'ostia divina per viatico
E invece ( lo credete')
starnutò in faccia al prete
scusandosi col dir: Non sono pratico!
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
La ministressa della parcondicio
fu invitata ad esprimere un giudicio
ma il giudicato con un fare altero
esibiva il suo membro al mondo intero
dimostrando con ciò non esser giusto
paragonar l'uccello con l'arbusto.
***************************
Esprime l'opinione Cancellieri
non debbasi colpire i gabellieri
rispose immantenente il buon Ligresti
i nostri amici son tutto fuor che onesti.
**************************
Un monaco industrioso di Macao
passò la notte a meditare il Tao
poi concluse, in sordina,
grato all'alba turchina
" E' l'ora di una tazza di cacao
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Una metalmeccanica a Nagoya
fu presa, a luglio, da un'immensa noia
"Questa mensa aziendale
tra l'altro, è micidiale
sbottava: " Soia e riso, riso e soia!"
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Un frate cercatore di Saluzzo
proponeva di cibarsi conlo struzzo
rispose Alfano con orgoglio
lo struzzo se lo mangia il sol Bergoglio!
*************************
Sedeva con sussiego sull'Altare
un messo con in mano l'orinale
una beghina da tempo incontinente
non volendo mostrarsi alla gente
gli faceva con il segno della mano
appoggiamelo dietro al deretano!
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Un noto monsignore al Concistoro
solea contare le monete d'oro
gli sussurò un valletto alle sue spalle
" Conteggia puranco le mie palle! "
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
GV
CASO MARCIANO': "GIUSTIZIA" A SENSO UNICO
http://www.youtube.com/v/pMBmlU9itNY?autohide=1&version=3&autoplay=1&autohide=1&attribution_tag=DID3Oa-zKR088hwBY5RGOQ&feature=share&showinfo=1
IL POPOLO E' COGLIONE - IL VERO NEMICO E' DENTRO DI TE E AFFIANCO A TE
IL POPOLO PUÒ VIVERE SENZA IL SISTEMA
MENTRE IL SISTEMA SENZA IL POPOLO MORIREBBE IMMEDIATAMENTE
EPPURE IL SISTEMA TIENE SOTTO PRESSIONE E SCHIAVITÙ IL POPOLO PROGRAMMANDOLO MENTALMENTE E GIORNALMENTE.
BASTEREBBE UN SCIOPERO BIANCO (NON ANDARE A LAVORARE RIMANENDO A CASA, DOPO AVER FATTO UN PO' DI SCORTE ALIMENTARI) PER ALMENO DUE SETTIMANE DI SEGUITO
LAVORO PUBBLICO E PRIVATO
MENTRE IL SISTEMA SENZA IL POPOLO MORIREBBE IMMEDIATAMENTE
EPPURE IL SISTEMA TIENE SOTTO PRESSIONE E SCHIAVITÙ IL POPOLO PROGRAMMANDOLO MENTALMENTE E GIORNALMENTE.
BASTEREBBE UN SCIOPERO BIANCO (NON ANDARE A LAVORARE RIMANENDO A CASA, DOPO AVER FATTO UN PO' DI SCORTE ALIMENTARI) PER ALMENO DUE SETTIMANE DI SEGUITO
LAVORO PUBBLICO E PRIVATO
Il servizio segreto cinese,l'oro della Banca d'Italia e del Terzo Reich
http://www.youtube.com/v/IGpf1KgLDr8?autohide=1&version=3&attribution_tag=fcw2kbdq2OEKK8okZz18lg&autoplay=1&feature=share&showinfo=1&autohide=1
Canto XLV (45) EZRA POUND
CONTRO L'USURA
Con usura nessuno ha una solida casa
di pietra squadrata e liscia
per istoriarne la facciata,
con usura
non v'è chiesa con affreschi di paradiso
harpes et luz
e l'Annunciazione dell'Angelo
con le aureole sbalzate,
con usura
nessuno vede dei Gonzaga eredi e concubine
non si dipinge per tenersi arte
in casa ma per vendere e vendere
presto e con profitto, peccato contro natura,
il tuo pane sarà staccio vieto
arido come carta,
senza segala né farin
a di grano duro,
usura appesantisce il tratto,
falsa i confini, con usura
nessuno trova residenza amena.
Si priva lo scalpellino della pietra,
il tessitore del telaio
CON USURA
la lana non giunge al mercato
e le pecore non rendono
peggio della peste è l'usura, spunta
l'ago in mano alle fanciulle
e confonde chi fila. Pietro Lombardo
non si fe' con usura
Duccio non si fe' con usura
nè Piero della Francesca o Zuan Bellini
nè fu "La Calunnia" dipinta con usura.
L'Angelico non si fe' con usura, nè Ambrogio de Praedis,
nessuna chiesa di pietra viva firmata :"Adamo me fecit".
Con usura non sorsero
Saint Trophine e Saint Hilaire,
usura arrugginisce il cesello
arrugginisce arte ed artigiano
tarla la tela nel telaio, nessuno
apprende l 'arte d'intessere oro nell'ordito;
l'azzurro s'incancrena con usura; non si ricama
in cremisi, smeraldo non trova il suo Memling
usura soffoca il figlio nel ventre
arresta il giovane amante
cede il letto a vecchi decrepiti,
si frappone tra giovani sposi
CONTRO NATURA
Ad Eleusi han portato puttane
carogne crapulano
ospiti d'usura.
Con usura nessuno ha una solida casa
di pietra squadrata e liscia
per istoriarne la facciata,
con usura
non v'è chiesa con affreschi di paradiso
harpes et luz
e l'Annunciazione dell'Angelo
con le aureole sbalzate,
con usura
nessuno vede dei Gonzaga eredi e concubine
non si dipinge per tenersi arte
in casa ma per vendere e vendere
presto e con profitto, peccato contro natura,
il tuo pane sarà staccio vieto
arido come carta,
senza segala né farin
a di grano duro,
usura appesantisce il tratto,
falsa i confini, con usura
nessuno trova residenza amena.
Si priva lo scalpellino della pietra,
il tessitore del telaio
CON USURA
la lana non giunge al mercato
e le pecore non rendono
peggio della peste è l'usura, spunta
l'ago in mano alle fanciulle
e confonde chi fila. Pietro Lombardo
non si fe' con usura
Duccio non si fe' con usura
nè Piero della Francesca o Zuan Bellini
nè fu "La Calunnia" dipinta con usura.
L'Angelico non si fe' con usura, nè Ambrogio de Praedis,
nessuna chiesa di pietra viva firmata :"Adamo me fecit".
Con usura non sorsero
Saint Trophine e Saint Hilaire,
usura arrugginisce il cesello
arrugginisce arte ed artigiano
tarla la tela nel telaio, nessuno
apprende l 'arte d'intessere oro nell'ordito;
l'azzurro s'incancrena con usura; non si ricama
in cremisi, smeraldo non trova il suo Memling
usura soffoca il figlio nel ventre
arresta il giovane amante
cede il letto a vecchi decrepiti,
si frappone tra giovani sposi
CONTRO NATURA
Ad Eleusi han portato puttane
carogne crapulano
ospiti d'usura.
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