giovedì 4 ottobre 2012

ALLA RICERCA DELLA SOVRANITA' PERDUTA

ALLA RICERCA DELLA SOVRANITA' PERDUTA
C'è come una gara tra il movimentismo che vuole riappropriarsi del futuro dell'Italia un po' ingenuamente e lo fa coniando slogan strilloni ed inventando nomi più o meno accattivanti di partiti ed associazioni, perché comincia a farsi sentire il danno fatto dai politici della seconda repubblica, i primi almeno avevano un po' parato il colpo, mentre tutti gli altri hanno praticamente ceduto a tutte le voglie sia dei presunti "liberatori" sia dei poteri finanziari mondiali. Naturalmente la cosa è stata fatta ad arte e bisogna dargliene atto, mentre ci hanno distratto con patatine, bevande e l'industria di Hollywood, di fatto andavano avanti con la loro strategia chiamata "liberazione" che si è tradotta nel distruggere ""tutte le sovranità"" vere presenti nel mediterraneo. I governi cuscino Europei infatti non sono un problema in quanto obbediscono, lo sono quelle "nazioni" che invece sono realmente sovrane e vengono sistematicamente dipinte (a torto o a ragione) come dittature. Tutto il processo sopratutto  in Europa è avvenuto per "cessioni di sovranità", prezzo per pezzo, che in termini concreti ha significato "cessione di diritti",  fino a non poter più piantare le sementi dei nostri pomodori. Sforzarsi di definire le "sovranità" è certamente un esercizio giusto per capire cosa abbiamo perso ma diventa inutile se questo serve a far vedere all'altra associazione di essere più bravi nell'aver individuato un sovranità più giusta delle altre come se il nemico fosse l'altra associazione e non il potere centrale che ormai se le assunte tutte a se. Quindi la sovranità non ha necessità di essere esplicitata poiché se uno è sovrano decide tutto a casa propria. Certamente è stata esplicitata la più importante in termini di potere ossia la sovranità monetaria, poiche si evidenzia con il debito pubblico.  


La mancanza di sovranità monetaria casualmente é un errore voluto nella costituzione scritta sotto dettatura dal vero padrone. I poteri dello stato infatti non dovrebbero essere tre, ma quattro, andrebbe aggiunto il potere di emissione monetaria con cui si possono esercitare quasi tutte le altre sovranità. Un suggerimento ai ricercatori di sovranità nascoste se proprio le vogliono elencare tutte è quello di aggiungere alla fine dell'elenco la frase: "nessuna esclusa" cosi stiamo tutti in pace. Questa esigenza nasce dal fatto che se si perde tempo e sopratutto si distrae la popolazione con le altre sovranità (sebbene tutte importanti) il nostro nemico rinforzerà le altre (quelle minori) in modo che gli rimanga in mano quella più importante ossia lo scettro della "emissione monetaria" che ci finirà di distruggere, mentre noi stiamo ancora elencando sovranità di qua' e sovranità di la', litigando per metterle in ordine. Ci sarà un motivo per cui questa parola non ammette plurale, dovrebbe bastare questo per far capire ai vari ricercatori di sotto-sovranità perdute, che se uno è realmente padrone a casa sua fa quello che vuole, diversamente è quando ci sono le spartizioni di ricchezze dove e necessario far guardare ed attirare l'attenzione a destra mentre rubano a sinistra e poi far guardare ed attirare l'attenzione a sinistra mentre rubano a destra (mentre al centro rubano sempre perché stanno un po' di qua e po' di la). Sovranità =  " potestà d'imperio originaria, suprema e incondizionata", qualunque dizionario da una precisa definizione più o meno simile, non comunica un elenco di sotto-sovranità.   Non è che voglia semplificare ma certamente oggi che l'articolo uno della costituzione italiana stride con la realtà circostante tutti stanno comunicando a riflettere sul concetto di sovranità. La costituzione stessa non è che fa distinguo sulla sovranità, dice semplicemente che "la sovranità appartiene al popolo", ed allora riappropriamoci della sovranità... (leggasi punto) Insisto che ogni parola in più tende a far perdere di significato e sopratutto a distrarre se non a disperdere forze. Questo non vuol dire che non tocca fare tutte le battaglie di settore (nessuna esclusa) per riconquistare l'esercizio della sovranità. Ogni uno può è deve fare la sua battaglia ma senza perdere di vista l'unicità della sovranità. Quando tempo fa dividemmo in tre parti il concetto di sovranità lo facemmo semplicemente per dare una gradualità ed un percorso alle persone ormai digiune da tempo di educazione civica, che passava dalla sovranità umana (l'uomo al centro) alla sovranità popolare (l'uomo come essere sociale che si autodetermina con la politica) ed in fine padrone del suo tempo e del suo valore (che in una società complessa del 20° secolo significa  avere il potere di battere moneta) ossia sovranità monetaria. Questa divisione nasceva dall'esigenza di esplicitare quasi un percorso interiore e civile che portasse al centro l'importanza dell'uomo; (più tosto che elencare inutilmente le sovranità facendo a gara a chi ne trova di più) un uomo che è prima di tutto sovrano di se stesso e del suo tempo, che poi si autodetermina in un territorio e in un contesto di società e nello scambio sociale di lavor si scambia valore reale. Piuttosto è necessario associare al concetto di sovranità che rimane unica ed indissolubile come libero esercizio di potere nel proprio ambito territoriale da parte di popolo, l'idea di autonomia di un territorio e di un popolo. Qui bisogna sviscerare realmente le problematiche derivanti delle dipendenze esterne (energetiche, monetarie, alimentari, industriali, culturali, ecc. ecc ) che rendono un popolo assoggettato a vincoli esterni, ma questa parola "autonomia" è il male assoluto da combattere senza badare a spese, per il potere finanziario, il potere energetico, il potere delle multinazionali, della comunicazione ecc ed è per questo che si sono alleate per distruggere ogni paese "autonomo"  (Serbia, Irak, Libia, Siria, Iran). L'autonoma di pensiero, propedeutica alle altre autonomie,  è un pericolo reale per il sistema, perché l'autonomia è la base della sovranità, nel momento in cui io conosco, non sono assoggettato al volere altrui, o quanto meno trattiamo.  In nome di una non precisata concezione della "libertà", oggi infatti, qualcuno che si è auto-nominato giustizziere del mondo, va a distrugere le "culture autonome" che non amano confondersi e disciogliersi nella insignificante melma di patatine fritte in olio unto e vecchio e bevande nere a bollicine che genera dipendenza e gastrite e film Hollywodiani che generano programmazione mentale.  La sovranità è una ed una sola.  Giuseppe Turrisi

mercoledì 3 ottobre 2012

azionisti delle banche truffati: il signoraggio non va a loro, ma alle 'dinastie' attraverso un enorme falso in bilancio



«Devo evidenziare (lo scrivo fin dall'inizio) che i proventi del signoraggio non vanno agli azionisti delle banche di credito o delle banche centrali (che sono di proprietà delle banche di credito), bensì alle dinastie che occultamente controllano di fatto sia le banche centrali che di credito.Abbiamo infatti detto che il signoraggio primario consiste nel fatto che le banche centrali (private) producono i soldi al costo della carta e dell'inchiostro, o elettronicamente, e poi li 'vendono' agli Stati (che potrebbero produrli da sé) facendoseli pagare con i buoni del tesoro, creando così il debito pubblico.I proventi di questa immensa frode non vanno però alle banche centrali (né quindi agli azionisti delle banche di credito, loro proprietarie), perché le banche centrali iscrivono al passivo le somme (da inverare) che producono a costo zero, e poi realizzano un falso pareggio iscrivendo all'attivo le somme (inverate) che ricevono per la vendita dei bond.Somme quindi, quelle che le banche incassano, che le 'dinastie' (cosche) fanno sparire con questo trucco (un immenso falso in bilancio) e che poi riciclano attraverso le super-banche del Lussemburgo. La stessa cosa accade con il signoraggio secondario delle banche di credito. Abbiamo cioè detto che il signoraggio secondario consiste nel fatto che, in virtù del «moltiplicatore monetario», le banche fanno prestiti per un ammontare 50 volte maggiore di quello che detengono.In sostanza, se Tizio versa su una banca 100.000 euro, la banca tratterrà il 2% come riserva (per arrotondare, in realtà è l’1,6%), e presterà il 98% che, una volta depositato in un’altra banca, di nuovo, a cascata, sarà prestato al 98% all'infinito  Finché, non la singola banca, ma il sistema bancario, attraverso un giro di prestiti di importo ogni volta più basso del 2%, avrà azzerato i 100.000 euro iniziali, ma avrà incassato gli interessi su prestiti per 5.000.000 di euro. Un usare 50 volte sempre lo stesso denaro che serve a monetizzare la società, ma serve poi alle banche commerciali per appropriarsi indebitamente di interessi anch'essi cinquantuplicati su questi prestiti di denaro altrui, per i quali hanno diritto solo a dei compensi per il servizio (che peraltro già riscuotono), dovendo gli interessi andare ai proprietari del denaro per la quota di loro competenza, e allo Stato per le somme oggetto di 'moltiplicazione'.Interessi cinquantuplicati che anch'essi costituiscono una creazione di denaro dal nulla che nemmeno essa avviene però a beneficio delle banche di credito e dei loro azionisti, ma avviene invece a beneficio delle 'dinastie' (cosche) che le controllano.Ciò anche qui attraverso dei falsi in bilancio con i quali non fanno risultare questi enormi proventi, che pur essi vengono distratti e poi riciclati.Meccanismi che potranno essere chiariti fino in fondo solo quando la magistratura aprirà delle adeguate indagini. Alfonso Luigi Marra»

Pas-FermiamoLeBanche

MATTEO RENZI ED IL SIGNORAGGIO

CHE NON SI PARLI MAI DI
 MONETA DEBITO

CHISSÀ PERCHÉ' ANCHE RENZI (COME FACEVA VELTRONI) 
VA IN AMERICA (A PRENDERE ISTRUZIONI)



Burdèl, non metterti a tacere! (deicato a Savino Frigiola)


 
Burdèl, non metterti a tacere!
 
Caro Savino, iersera qualcuno mi chiese di sapere di Te, e, al telefono, Tua Moglie – che bene conosce il mio nome – m’ha riferito che sei “mancato la mattina”. Il cuore.
Nel magone che mi procurò la notizia, abbracciandola, chiusi la conversazione e, malgrado impegni importanti per oggi, ho dedicato la notte a Te, coi miei pensieri. Ed ora continuo una delle nostre tante conversazioni che annullavano la distanza tra Rimini e Roma, e che, “Burdèl”, non puoi permetterTi di farmi mancare.
Ma, da quanti anni siamo legati? Almeno 25, a far conti sommarii. Forse grazie a “don” Giacinto Auriti, l’apodittico nostro riferimento, l’Abruzzese più alto e valido che mai abbia conosciuto e frequentato (lo dico io, che in terra d’Abruzzo ebbe radici la stirpe di mia madre!).
Fu certamente Auriti il “polo”. Per quelle Idee “solide ed insuperate”, che gli stolti e prezzolati chiamarono bislacche, ma nel 1991 stordirono ed ammaliarono il tedesco sottile ragionatore Joseph Ratzinger, principe della chiesa di Roma, che pretese approfondimenti; ed altri, molti altri, tra i quali il Beppe Grillo, che ci cercò nel 1997.
Un quarto di secolo, ormai.
E tu, con inaccettabile sfrontatezza, ora, quando le nostre “Idee bislacche” hanno inesorabile conferma di validità, vorresti tacere?
Io, caro Savino, non Te lo permetto!
Ricordi quando, in un caldo giorno estivo, del 1995 (o l’anno prima?), fummo, insieme con la Rita Muccini, ascoltati a Montecitorio da quattro parlamentari del gruppo di Rifondazione Comunista? Ci concessero 45 minuti. Uscimmo dopo quattro ore! Io spiattellai i “misteriosi ed introvabili” documenti del bilancio di Bankitalia, con lo astronomico indebitamento dello Stato verso di essa,  e l’elenco dei “partecipanti” al capitale di quella impresa bancaria che tutti, a partire dai comunisti, ritenevano essere di proprietà pubblica, mentre rivelammo ciò che i furfanti di “destra” (alla pari dei centristi!) non ammisero si propalasse: era di proprietà e “signoraggio” di banche private, concessa e svenduta proprio dai “comunisti alla Dalema”, che, con i democristiani, dissolsero le sostanze e la natura di base dello Stato italiano fin dal 1945, quando gli Alleati vincitori la guerra li posero a cassetta sul carretto italiano, per farlo condurre nei percorsi ai vincitori confacenti.
Come finì?
I comunisti rifondanti strabuzzarono occhi ed orecchie, ma poi rinfilarono capino e corna-antenne nel guscio, continuando il saprofita percorso viscoso da eterne lumache, bardate alla Carlo Marx.
Poi ne inventammo di tutti i colori. Anche la LIFE, ricordi? E con Auriti, col quale percorremmo l’Italia tutta per far capire ai gaudenti capponi italioti che per loro si approssimava spennamento ed arrosto, e, negli ultimi anni ’90 all’università di Teramo,  rimborsati solo delle spese - e più spesso paganti di tasca nostra - ove un migliaio di laureati furono da noi “informati ed illuminati” sulla deriva dell’umanità, e sulla truffa bancaria e monetaria imposta, con le mille Maastricth, dai furfanti del potere ufficiale.
Con la Tua testa da tetrarca dell’impero romano, Tu portavi la tua ferma bonomìa romagnola nelle conferenze e nei convegni, ove ci chiamavano in molti, per cercar di capire e sapere, per aver spiegate le truffe e gli inganni che le chiese – sì, proprio le chiese, e tutti i preti d’ogni risma e religione! – tacevano, invitando le greggi di pecorelle ad avere fede. Fede nel dio denaro, che unico oggi affoga l’umanità nella sua effimera miseria.
Poi Auriti, agosto 2006, se ne andò da questa terra. E noi accorremmo alla sua trionfale onoranza funebre a Guardiagrele, aggredendo con i ricordi, per quattro ore, dal pulpito della cattedrale, il senato accademico dell’università, non permettendo al rettore fellone di sproloquiare la sua ipocrisìa, ma accreditando a Giacinto Auriti, Maestro, ciò che i testi postumi ed i chiacchiericci su internet MAI potranno attribuirgli.
         Poi non ci fermammo. Tu con i molti, tanti, contatti e con gli scritti, io con meno contatti ma con altri scritti egualmente pungenti.  Tu con la vocazione ad avvicinare gli stolti per cercare di educarli per istradarli. Io con la mia intransigenza, forse troppo tagliente, ma altrettanto pratica e reale.
         E pur conoscendo di persona i molti effimeri papaveri assurti al potere, mai chiedemmo loro una virgola, e sempre li avversammo – faccia al sole - per la loro prevedibile fallace incapacità guidata da animale avidità.
         Ed ora, senza accidia, vediamo l’Italia ed il mondo sprofondare prostrati nello sterco del demonio che tanto aggrada l’umanità resa inumana, nella rovina irreversibile dei “re Mida”, che crepano tronfi, avidi ed ignari, nel loro stesso sterco dorato, ormai reso “legge divina”.
E Tu, in tono sommesso e garbato, rinvìi la Tua prossima esibizione, lasciando a me il testimone. Per dedicarTi ad un anticipato silenzio divino.
Ma, come ho scritto nell’aprire questa nota dettata dalla mente e dal cuore, Ti sei posto in disparte, silenzioso in apparenza, ma non assente dalla guerra che, con intatta inesorabile determinazione, stiamo conducendo – per mero istinto totalmente umano – dal 1945, fin dalla nostra adolescenza.
         Ti è mancato, ieri, su questa terra, Savino “burdèl”, il fiato?
“Tempus tacendi. Tempus loquendi”, ammonì Ezra Pound.
         E’, quello che ci attende, il nostro “Tempus loquendi”!
E le nostre Idee, basate su ciò che scrivemmo, perché attinte dai cieli più infiniti, resteranno insuperate e nette, nello spazio e nel tempo.
         Io continuerò a chiamarTi, a cercarTi, Savino! Anche per disquisire con Te che le greggi, con gli occhi solo rivolti a brucar l’erbetta, hanno vocazione al macello!
Ma noi pratichiamo poco le greggi!
         Siamo uomini, come ci indicarono i nostri Maestri. E i parassiti li schiacciamo!
         Non sarà mai finito il nostro legame, caro Savino!
         Per ora, un forte abbraccio,
                                                   Antonio

Le Torri Gemelle in caduta libera

by luogocomune.net

martedì 2 ottobre 2012

OMERTA' SULLE SCIE CHIMICHE










Il capitalismo risponde alle aspirazioni della persona umana, ma è stato viziato dal sistema finanziario



Il capitalismo risponde alle aspirazioni della persona umana, ma è stato viziato dal sistema finanziario


di Louis Even
(traduzione in corso)
Si sente spesso: "Il capitalismo non è meglio del comunismo la Chiesa ha condannato entrambi con lo stesso vigore. Quindi il sistema capitalista non merita considerazione in più rispetto al sistema comunista"
Questo è completamente falso. L'errore è quello di attribuire i mali del sistema capitalista come se provenissero dal sistema stesso, è l'abuso degli individui che si comportano più come tiranni (come i leader dei paesi comunisti) che come cittadini di un paese che è davvero capitalista.
Papa Pio XI ha scritto questo sul comunismo: «Il comunismo è intrinsecamente malvagio, e nessuno che potrebbe salvare la civiltà cristiana, può collaborare con esso in qualsiasi impresa di sorta" (Lettera Enciclica Divini Redemptoris , n 58.).
Tuttavia, in un'altra lettera enciclica ( Quadragesimo Anno ) Papa Pio XI ha scritto: " Il capitalismo in sé non è da condannare e sicuramente non è cattivo per sua stessa natura, ma è stato viziato. ». Si vedrà come è successo in questo articolo.
Il comunismo è intrinsecamente sbagliato, non solo perché divide l'uomo da Dio, ma anche per la poca importanza che attribuisce alla persona, nella sua esistenza. Il comunismo degrada la persona umana. Non prende in considerazione la natura dell'uomo, creato da Dio. Essa calpesta la libertà individuale di scelta. Per il comunismo, l'uomo non è altro che uno strumento che può essere utilizzato per gli obiettivi del partito, uno strumento che deve attenersi a  precisi obiettivi oppure essere schiacciato senza pietà.
Il comunismo è tirannico al massimo grado. Una volta al potere, il Partito Comunista non permette nulla che potrebbe compromettere il suo ideale. Esercita il controllo assoluto su tutto e tutti. Ordina cosa fare o non fare: dovete accettare ciò che lo Stato decide per voi o che renda la vostra vita miserabile.
Il sistema capitalista non ha raggiunto questo punto (li raggiungerà). I difetti per i quali è incolpato non sono inerenti al capitalismo stesso e non provengono dalla sua natura, ma dal sistema finanziario che utilizza. Si tratta di un sistema finanziario che domina invece serve. E 'il sistema finanziario che vizia il capitalismo.


La caduta del marxismo in Europa orientale non significa necessariamente il trionfo del capitalismo, che deve essere corretto le falle finanziarie .
Il sistema capitalistico è, per definizione, un sistema che risponde alle aspirazioni della natura umana. In realtà, il capitalismo può essere definito come un sistema che riconosce e protegge la proprietà privata, la libera impresa, libertà di scelta per la persona umana, la sovranità dei consumatori rispetto agli obiettivi di produzione attraverso il libero mercato - i prodotti: scelta o richiesto dai consumatori , guidare i programmi di produzione.
Alcuni obietteranno:.. "Le cose non esattamente come accade nei nostri paesi, che la proprietà privata capitalista viene dato un periodo difficile, soprattutto nei mezzi di produzione, che viene apprezzata da una minoranza sempre più ristretto di persone la maggioranza deve entrare nel servizio della minoranza, per paura di morire di fame per mancanza di potere d'acquisto. La mancanza di potere d'acquisto uccide o riduce la libertà di scelta di beni e sopprime quindi la sovranità dei consumatori rispetto agli obiettivi di produzione. Non conflitti tra datori di lavoro, che costituiscono una minoranza, e dei dipendenti, che costituiscono la maggioranza, dimostrano che il sistema attuale ha difficoltà a rispondere alle aspirazioni di persone e che anche il capitalismo attribuisce poca importanza alla libertà di scelta della maggioranza? "
La risposta a questa obiezione è proprio nel fatto che il capitalismo è limitato alla minoranza e non è distribuito per essere goduto dalla maggioranza. Non si può dire che un paese vive sotto un sistema capitalistico in cui il capitalismo interessa solo il 5 per cento della popolazione e che il 95 per cento della gente vive solo grazie al permesso o la buona volontà degli altri cinque. Tale sistema è pertanto solo cinque capitalista cento e 95 per cento schiavitù. Si avvicina al comunismo, come il potere di dominare la vita degli altri viene concentrata in poche mani.
Non è quindi l'economia capitalistica in sé che deve essere incolpata. Non si deve desiderare la distruzione del capitalismo, ma per la sua diffusione capillare. Se vi è solo il 5 per cento della popolazione di una nazione che gode dello status di un capitalista, si deve cercare di aumentare questa percentuale al 100 per cento, invece di voler portarla a zero per cento.
Attraverso il credito sociale
Questo è esattamente ciò che un sistema del Credito Sociale finanziario avrebbe fatto, in sostituzione dell'attuale sistema finanziario che domina, inebria e distrugge lentamente, il capitalismo vero e proprio.Credito Sociale potrebbe trasformare ogni cittadino in un capitalista di diritto. In campo economico, l'uomo sarebbe stato ristabilito nella sua libertà ed essere riconosciuto il diritto di organizzare la propria vita secondo la sua scelta, purché rispetti questo diritto lo stesso per gli altri.
Anche economicamente parlando, il più grande vantaggio di essere un capitalista, quando l'uomo sa come mettere un limite al perseguimento del benessere materiale sempre maggiore, è la sua libertà di scelta. Nella misura in cui il suo reddito capitalista, gli permette di vivere decentemente, è libero di accettare o rifiutare qualsiasi progetto che viene proposto a lui. Il suo reddito non è condizionato dalla partecipazione personale nella produzione, così da poter usare il suo tempo libero come vuole. Si può certamente ancora accettare un lavoro, ma può anche fare attività di sua scelta - e queste attività possono anche contribuire all'arricchimento della società, con la ricchezza che non è necessariamente materiale.Lavoro gratuito è generalmente più creativo e fecondo di duro lavoro.
Questo reddito capitalista si chiama dividendo. Tale dividendo porta incondizionata sicurezza economica o "assoluta sicurezza economica", per usare le parole di Douglas, il fondatore della scuola di pensiero del Credito Sociale. Per quanto riguarda i salari e stipendi, anche se sono sufficienti per una vita decente, possono solo offrire una sicurezza limitata e condizionata economica, di sicurezza condizionato da un impiego di lavoro, o un tipo di schiavitù.
Coloro che lodano i salari e screditare i dividendi sono lodando la libertà schiavitù e discredito. I sindacati e altri gruppi che sostengono politiche per l'occupazione full-associare il diritto di vivere con bondage. Per quanto riguarda i Crediters sociali, essi chiedono che la distribuzione di un dividendo sociale di ogni individuo. Vogliono un sistema economico di libertà per tutti, il diritto di vivere legato alla persona umana e non al fatto che questa persona viene assunto in produzione o meno. Il dividendo sociale sarebbe stata data a tutti, a coloro che sono impiegati come pure quelli che non lo sono. Pertanto, non avrebbe impedito un'adeguata remunerazione per coloro che sono impiegati nella produzione in alcun modo.
Tutti i capitalisti
Quale base dispone di credito sociale per dire che ogni essere umano è un capitalista di diritto?Questo è stato spiegato più volte in numeri arretrati di "Michael", quindi dovremo solo riassumere qui.
La produzione di oggi è il risultato di diversi fattori: in primo luogo, l'esistenza di materie prime, risorse naturali che sono stati creati da Dio, senza la quale nulla sarebbe possibile, in secondo luogo, dalla conoscenza che è stata acquisita e tramandata di generazione in generazione, le invenzioni e le scoperte di nuove fonti di energia e il miglioramento dei processi produttivi, in terzo luogo, il lavoro umano (anche se questo farebbe diminuire) e al quarto, investimenti e del capitale finanziario, che consiste di figure semplici che permettono la mobilitazione di materiale e manodopera.
Tra questi quattro fattori, i più importanti sono ovviamente i primi due. Le risorse naturali non costituiscono reddito ma dato da Dio, essi sono il vero capitale create per tutte le persone di tutte le generazioni da utilizzare per le loro esigenze normali e da mantenere (se si tratta di merci come il minerale di inerti) e non stupidamente sprecato come si fa su scala mondiale oggi.
Poi c'è il progresso sempre più nei mezzi e metodi di produzione, i progressi realizzati dalle generazioni passate, nonché la generazione presente, un progresso di cui la crescita e la trasmissione sono dovute alla vita in società e di cui nessun individuo o gruppo può far finta di di essere l'erede esclusivo. E 'questo patrimonio comune, una vera capitale del grande valore che permette alla società di produrre ancora di più, anche con meno persone impiegate nella produzione.
Sopprimere questo patrimonio della comunità e la produzione di oggi non arriverà un centesimo di ciò che è attualmente, anche se si dovrebbe assumere tutte le risorse umane disponibili e di investire un sacco di soldi.
Ecco perché diciamo che ogni membro della società è nato un erede e il proprietario del capitale reale, il fattore preponderante nella produzione di oggi. Tutti devono avere diritti capitalistici su una parte crescente dei frutti della produzione, senza eliminare i salari e stipendi per coloro che partecipano personalmente in questa capitale comunità.
E noi aggiungiamo che, secondo l'insegnamento di Douglas ', l'aumento della produttività dovrebbe essere tradotto in una percentuale crescente del potere d'acquisto.
Ciò potrebbe essere dovuto alla crescita del patrimonio comunità e non al contributo personale dei produttori. Poi potrebbe essere distribuito sotto forma di dividendi a tutti e un (lentamente decrescente) percentuale sotto forma di salari per i lavori che stanno diventando inutili.
In linea con il piano di Dio
Questo metodo di distribuzione per la produzione in continua crescita potrebbe uccidere qualsiasi propaganda comunista o socialista alla sua base. Sarebbe anche il modo più efficace per riconoscere ciò che Pio XII chiamato il diritto fondamentale di ogni essere umano ai beni della terra nel suo famoso discorso alla radio del 1 ° giugno 1941:
"I beni materiali sono stati creati da Dio per soddisfare le esigenze di tutti gli uomini, e devono essere messi a disposizione di tutti loro, come la giustizia e la carità richiede.
"Ogni uomo, infatti, come un essere ragionevole dotato, ha, dalla natura, il diritto fondamentale di fare uso dei beni materiali della terra, anche se è riservata alla volontà umana e le forme giuridiche dei popoli di disciplinare, con maggiori dettagli , la realizzazione pratica di tale diritto. "
Quali forme giuridiche o le leggi hanno mai proposto un metodo efficace quanto un dividendo per ogni persona, un reddito di base per applicare in pratica il diritto di ogni uomo a fare uso dei beni materiali della terra? Ciò potrebbe essere fatto così facilmente, almeno nei paesi sviluppati, dove i problemi economici più gravi non sono sulla produzione, ma sulla vendita di beni.
Il Papa ha aggiunto: "Un tale diritto individuale non può in alcun modo, essere soppresso, anche mediante l'esercizio di altri diritti indiscussi e riconosciuti sui beni naturali".
Questi gli altri diritti indiscutibili e riconosciuti, ovviamente, comprendono il diritto di proprietà - la proprietà della terra, le preoccupazioni di produzione, mezzi di trasporto, negozi, ecc Tutti questi prodotti sono legittimamente gestite dai loro proprietari, `che possono legittimamente trarre profitto da loro, che è per loro ciò che i salari sono per i dipendenti. Tuttavia, resta il fatto che solo Dio è il padrone assoluto di tutto. Egli è il primo autore di ogni possibilità di produzione e vuole che ogni essere umano - tutti i Suoi figli - di godere dei frutti del suo lavoro. Questo è il motivo della sua Chiesa ci ricorda che qualsiasi proprietà privata ha una funzione sociale da compiere. In altre parole, essa non deve essere utilizzato per il profitto solo del suo proprietario, ma è utile per tutti, e da utilizzare per il bene comune di tutti.
Oggi, questa funzione sociale è diventata difficile da rispettare, perché molti proprietari privati ​​devono combattere per salvare le loro proprietà dalla rovina, in un mondo di competizione sfrenata, dei privilegi finanziari per i potenti e le crescenti tasse imposte da tutti i livelli di governo.
La funzione sociale della proprietà privata sarebbe meravigliosamente e automaticamente soddisfatte attraverso un dividendo sociale che darebbe un reclamo al frutto di tutta la produzione ad ogni persona. E questo sarebbe accaduto senza impoverire i proprietari, invece sarebbe fare loro un servizio, dal momento che i loro prodotti (se sono necessarie) saranno facilmente venduto in un mercato dove i consumatori hanno abbastanza potere d'acquisto di provvedere ai loro bisogni fondamentali.
Una risposta a due accuse
Si accusa la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi come leader al comunismo. Questo è vero, perché questa concentrazione lascia la massa dei nullatenenti aprire facilmente alla propaganda comunista o socialista. O perché lo Stato interviene con l'obiettivo di rompere il monopolio e nazionalizzare l'industria grande e questo porta a socialismo di stato. Ma non si dovrebbe concludere che il capitalismo suono è sbagliato. Infatti, è l'attuale sistema finanziario che porta alla concentrazione del capitale nelle mani di pochi, così che vizia il capitalismo e aprendo la strada al comunismo.
Si accusa anche l'attuale sistema capitalistico di creare nuovi bisogni artificiali al fine di vendere la sua produzione abbondante e determinando in tal modo al consumismo e il materialismo, la stessa efficienza come le leggi atee e materialiste dei paesi comunisti avrebbe fatto.
Anche in questo caso, non bisogna accusare l'economia capitalistica in sé, ma il sistema finanziario, di cui i controllori rifiutare di distribuire il potere d'acquisto in modi diversi da quelli dell'occupazione nella produzione: niente lavoro, niente soldi. Il progresso, che dovrebbe essere una benedizione per liberare l'uomo dalla necessità per l'occupazione diventa al contrario, una maledizione, un problema, quando il reddito scompare insieme all'occupazione. Poi un cercherà soluzioni per la produzione di beni materiali nuovi. Eppure, questi nuovi beni devono essere venduti e, a tal fine, bisogni artificiali deve essere creato.Le persone devono essere convinti che hanno bisogno di questi nuovi prodotti, il che contribuisce al materialismo a titolo definitivo. La dignità dell'uomo è spietatamente sacrificata alla necessità di mantenere la produzione in corso, anche se la produzione già fatto è più che sufficiente a soddisfare i bisogni primari di tutti. E 'certamente una spinta verso il materialismo. (Nota del redattore: E contribuisce anche alla inutile spreco di risorse e la distruzione dell'ambiente.)
In un sistema finanziario del Credito Sociale, l'avidità umana - una delle conseguenze del peccato originale - che esistono ancora, ma non sarebbe essere stimolato o imposti dalla necessità di potere d'acquisto legato al mondo del lavoro. Il dividendo sociale per tutto sarebbe dissociare - in un numero sempre crescente parte - potere d'acquisto da lavoro nella produzione e porterebbe la società in modo opposto del materialismo.
Papa Paolo VI, nella sua lettera enciclica Populorum progressio sullo sviluppo dei popoli, ha scritto che il perseguimento di uno sviluppo auspicato, "il pensiero capaci di riflessione profonda degli uomini votati alla ricerca d'un umanesimo nuovo, che permetterà ai nostri contemporanei di godere del valori più alti di amore e di amicizia, di preghiera e di contemplazione ".
Questo ci ricorda la frase di un filosofo cristiano francese di nome Maritain, che ha detto che il progresso che viene utilizzato saggiamente, non dovrebbe portare a una civiltà del lavoro, ma per una civiltà della contemplazione.
Non sarebbe questo nuovo umanesimo, voluto dal Papa, permettono all'uomo di liberarsi dal materialismo e di "godere dei valori superiori d'amore e di amicizia, di preghiera e di contemplazione?"Non sarebbe ben servito con l'adozione delle proposte di Credito Sociale finanziari? Queste proposte sono state concepite nel 1917 da un genio, ingegnere scozzese Clifford Hugh Douglas, ma sono stati costantemente rifiutato e combattuto, anche da professori universitari e altri membri della élite.
Cattolica e sociale Crediter
Il cattolico che è anche un Crediter sociale ha tutti gli strumenti necessari ad affrontare la propaganda comunista e socialista su entrambi i campi spirituali e temporali.
Un cattolico che, per ignoranza, complicità o abdicazione, conosce solo o ammette l'attuale sistema finanziario in economia, può possedere solide argomentazioni spirituali contro il comunismo. Tuttavia, egli sarà pietosamente a mani vuote quando arriva il momento di presentare una soluzione cristiana allo scandalo di una abbondanza di beni in via di distruzione di fronte a bisogni umani che non sono mai soddisfatti.
Come può un cattolico condonare la presentazione delle reali possibilità di produzione pubblici o privati ​​alle condizioni di un sistema finanziario che è diventata un fine anziché un mezzo, un maestro al posto di un servo, un sistema finanziario che consente di funzionare solo dalla dittatura e debito? Come non un cattolico preferisce questa tirannia, un sistema finanziario flessibile che si adatta alle possibilità fisiche di produzione con una garanzia per coprire i bisogni fondamentali di ogni persona umana, senza richieste umilianti, le condizioni o di debito?
Padre Thomas Landry 0.P. ha detto a un gruppo di Crediters sociali in una sua omelia, il 7 marzo 1937: "Come è bello essere un cattolico quando si è Crediter sociale e come è bello essere un Crediter sociale quando si è un cattolico." Sì, Padre, i Pellegrini di San Michele sono convinti che, attraverso l'esperienza personale.


Louis Even


L'EURO AL CAPOLINEA


BRUNO AMOROSO  Centro studi Federico Caffè

16.01.2012
Avviso ai naviganti: la nave Euro si sta schiantando contro un iceberg. Bisogna sganciare alcuni missili. Fuori di metafora, nazionalizzare le banche e riprendere il controllo della sovranità monetaria.

Il Titanic Euro è ormai a vista d'occhio dalla collisione con l'iceberg della speculazione finanziaria internazionale. A bordo il capitano, Mario Draghi, con l'ausilio del personale precario e dei mozzi - Merkel, Sarkozy e Monti - mantiene la calma e si accinge a pulire i vetri della nave con i pannicelli caldi chiamati «liberalizzazioni» e «disciplina di bilancio», e del «mercato del lavoro». 
Qualche telefonata arriva dalla terra ferma dagli attoniti osservatori (Wolf, Galbraith, Krugman ecc.), che raccomandano di mettere in mare le scialuppe di salvataggio per salvare quanti più paesi è possibile e tentare di fermare l'iceberg prima dello scontro. Mario Draghi e i suoi mozzi hanno già pronti gli elicotteri per il loro salvataggio. 

Le misure estreme da prendere - estreme perché ormai è già tardi - sono quelle di inviare dei missili ben mirati che frantumino l'iceberg della finanza e del gruppo di potere che ha pilotato l'Europa dalla zona dell'Ue alla zona della Grande Germania. Il primo missile, che potrebbe partire dall'Italia, è quello di nazionalizzare le grandi banche nazionali togliendogli ogni ruolo nel campo del credito e del controllo finanziario, mettendole in liquidazione mediante il trasferimento delle loro funzioni al sistema del credito cooperativo e popolare nelle sue varie forme assunte dal credito locale. 
Questa è la vera liberalizzazione da fare smettendola con il fumo dei fuochi d'artificio dei taxisti e delle farmacie. Il secondo missile va diretto alla Banca d'Italia e Banca centrale europea, uffici regionali della Goldman Sachs, restituendo il controllo e la sovranità monetaria ai governi dei paesi e ai rispettivi «Ministeri del tesoro pubblico».
 Il terzo missile - lasciamolo ai francesi che di omicidi mirati se ne intendono come hanno dimostrato da ultimo in Libia - deve colpire le società di rating, accecando così il sistema di rilevazione e di pilotaggio della speculazione, e i paradisi fiscali che sono i centri di benessere della speculazione. Queste società vanno bandite dall'Europa (la guardia di finanza e l'antimafia potrebbero prendersi carico del compito unificando così la lotta all'evasione con quella alla mafia), e le Borse che ne seguono gli indirizzi vanno immediatamente «sospese» come si fa normalmente quando interviene una disturbativa d'asta a scopo speculativo.
 Il quarto missile non deve contenere una bomba, ma un annuncio ai cittadini europei che il debito sovrano va riportato dentro i confini dei vari paesi con l'annullamento di tutti gli impegni su titoli ceduti a tassi che superano il corretto interesse bancario (2,5-3 % max), e collocandoli tra i propri cittadini con un prestito nazionale solidale così come fu fatto in Italia con il «prestito per la ricostruzione» del dopoguerra. Cessioni di titoli al prestito internazionale devono essere contrattati a livello dei governi dei vari paesi, dentro norme e costi concordati in modo trasparente e con la garanzia solidale dell'Ue. 

Le ricchezze così recuperate devono costituire la base di un nuovo patto sociale tra i paesi europei che preveda, insieme alla ricostituzione di un «serpente monetario flessibile», quella di una «divisione europea del lavoro» che metta al bando le mire di competizione e rivalità neocoloniali della vecchia Europa, sia dentro che fuori dei suoi confini, e ne fissi invece le  scelte produttive dentro un programma di cooperazione internazionale che parta dal riconoscimento delle priorità di crescita e organizzazione sociale, concordate in modo sinergico con le grandi aree mondiali (Asia, America latina, Africa, ecc.). Questa può essere la base per una riorganizzazione delle istituzioni europee che avvii un reale processo d'istituzione dell'Europa federale. Un programma minimo, senza il quale i cittadini europei, colori che si salveranno dall'inabissamento della nave Euro saranno ridotti al ruolo di lavavetri di una nave sul fondo del Mediterraneo. 

FLASH MOB - Varo Venturi - Angela-Patrizia Calvaruso - Giovanna Canzano


LA CHEMIO TERAPIA PUO' PROVOCARE IL TUMORE????? LA STAMPA SI APRE


lunedì 1 ottobre 2012

DOPO LA MONETA ANCHE L'ALIMENTARE


UE vieta sementi tradizionali


La dittatura cerca il controllo alimentare:
 

Grazie Savino Frigiola per la tua battaglia e per la tua perseveranza


Grazie Savino  Frigiola per la tua battaglia e per la tua perseveranza


Ci ha lasciato un uomo e per quanto mi riguarda  un maestro. Ricordo con affetto le lunghe telefonate a parlare di economia immaginando una Italia libera dagli usurai.  Una di quelle persone che non ti fanno giri di parole per imbambolarti ma chiamano le cose con il loro nome e ti dicono le cose cosi come stanno. Una delle poche persone che si  incontrano sempre di meno. Aveva conosciuto Giacinto Auriti e fu prima suo discepolo e poi suo collaboratore in quella che fu (ed è) la battaglia contro la più grande truffa dell'umanità  derivante dalla emissione monetaria a debito da parte di banchieri privati. Certamente una figura di spicco  tra i vari  collaboratori più stretti del professor Giacinto Auriti e certamente uno dei più determinati nel portare avanti la battaglia incominciata all'epoca del  corso Post Lauream di "Perfezionamento in studi Giuridici e Monetari",  un corso unico al mondo istituito dall'università d'Abruzzo.  Lo ha caratterizzato una passione per l'economia ma sopratutto per quella economia fatta da uno "Stato sociale", prima che cadesse nelle mani dei neoliberisti e degli usurai dove si costruivano ponti, città, ferrovie, case popolari, imprese di stato, ecc senza indebitare i cittadini di un solo centesimo; ciò si poteva fare perché c'era più etica, più onore, ma sopratutto c'era la sovranità monetaria e uomini di stato capaci di comprendere cosa significasse "avere la sovranità monetaria".  Ha scritto libri di economia come: "La Fabbrica del debito, dell'usura e della disoccupazione" Pragamteia  Rimini 1997, “Alta finanza e miseria: l’usurocrazia mondiale sulla pelle dei popoli” di Savino FRIGIOLA, ed. Controcorrente 2008, questo libro è molto particolare, oltre che per la chiarezza, per i suoi innumerevoli allegati tra cui la storia dell'"Isola dei naufraghi", la visura camerale della Banca d'Italia nel registro della CCIAA di Verona al n. 9554 del 1931 e molti altri. Sulla rete si trovano facilmente i suoi articoli ed i video delle sue conferenze. Chiudo riportando due stralci di articoli dove con estrema chiarezza sintetizza la situazione attuale.
" L’attuale violenta crisi economica ha scosso l’intera Nazione. Pesa una grande responsabilità di tutto l’apparato politico verso la totalità dei cittadini inasprita dalla sensazione diffusa che né la maggioranza né l’opposizione dispongano delle necessarie risorse culturali e della reale volontà per traghettare la Nazione fuori dalle secche economiche.  Tutti ormai riconoscono che la crisi è stata generata dagli apparati bancari e monetari guidati dai privati che agiscono nella più assoluta autonomia, svincolati da qualsiasi controllo politico. Il signoraggio primario e secondario indebitamente incamerato dai banchieri all'atto dell’emissione monetaria, aggravato dagli interessi passivi stabiliti autonomamente da costoro sul debito pubblico e privato, che proprio l’attuale attività monetaria ha generato, determina la più impressionante e macroscopica speculazione mai concepita da esseri umani. Di fronte a questa situazione, l’impaccio della politica è di tutta evidenza: l’esecutivo non dispone di sufficienti risorse per far fronte alle esigenze sociali e di mercato, l’opposizione reclama a gran voce maggiori impegni di spesa, ma non indica come e dove reperire le necessarie coperture finanziarie. Occorre rapidamente ripristinare il corretto rapporto di fiducia tra l’elettorato e la classe politica, pesantemente compromesso dalla constatazione che mentre si è costretti a lesinare risorse per il sostegno dell’economia, dell’occupazione, della scuola, della ricerca e del sociale, si continua a corrispondere ai banchieri somme ingentissime reperite con l’alta tassazione e con l’incremento del debito pubblico. Poiché non s’intravede la soluzione a questo stato di cose, perdurando le cause, è assolutamente indispensabile interrompere questo perverso meccanismo e ritornare all’emissione monetaria diretta da parte dello Stato, come da centennale esperienza già felicemente compiuta." 
"Lo Stato italiano ha battuto moneta in prima persona e monetizzato il proprio territorio dal 1874 al 1975. Ciò ha consentito, subito dopo l’unità d’Italia di realizzare tutte le infrastrutture necessarie ad un nuovo stato, compreso i famosi palazzi e quartieri “umbertini”, ancora esistenti, senza imporre tasse e senza indebitarsi. Successivamente utilizzando sempre la moneta emessa da parte dello Stato si sono costruite le opere dell’Italia moderna: strade, autostrade, ponti, ferrovie, porti, aeroporti, centrali elettriche, ospedali, sanatori, colonie, le grandi bonifiche, intere città, i grandi complessi industriali, gli Istituti Assistenziali, le scuole, le università, tutte contraddistinte dalle inconfondibili linee architettoniche ispirate dal Piacentini. Anche tutte queste opere furono realizzate senza aumentare le tasse ai cittadini e senza aumentare il debito pubblico che anzi, sino al 1940 era rimasto stabile al 20 % (tra i più bassi della storia d’Italia) per passare al 25% nel 1945 a guerre finita. Successivamente si continuò a battere moneta da parte dello Stato, gli introiti così incamerati hanno contribuito in maniera significativa alla ricostruzione del territorio nazionale devastato dall'invasione nemica (all’inizio degli anni 70 il debito pubblico era sceso al 20 %)." Grazie Savino    di Giuseppe Turrisi





NASCE AURORA MEDITERRANEA



Pedofilia le sconvolgenti dichiarazioni di Olivier Dupuis




domenica 30 settembre 2012

UN CONCETTO DIVERSO DI LIBERTA' DEMOCRAZIA E Vittorio Arrigoni

VOI DOVETE SAPERE SOLO 
LA "LORO" VERITA'
CHE VI METTONO CON L'IMBUTO
NEL CERVELLO  ATTRAVERSO
 I VARI FAZIO(SI)



Osservate questo breve video, se non ci si collega direttamente, copiate la stringa e mettetela nella finestra di ricerca.

Vedrete una faccia da schiaffi (Saviano) e come reagisce ad accorate domande su Vittorio Arrigoni.
Praticamente si alza e se ne va con la scorta messagli a disposizione e pagata da noi contribuenti, tutta scena per  il suo libro denuncia, che in realtà è una grande bufala.  
Tanto è vero,come mi suggerisce l’amico Cozzolino, che il libro del multi milionario pseudo scrittore, grande amico di Israele, fa talmente paura alla camorra che, a quanto sembrerebbe,  lo ha fatto anche stampare abusivamente per realizzarci un profitto.
Una sola osservazione: si sente nel video una voce accorata di una ragazza che gli ripete, onde invitarlo a dare una risposta, che loro lo hanno sempre sostenuto. Ecco il dramma di un mondo genericamente di sinistra che crede alle favole, che non si rende conto della ambiguità di certe figure, di certi pseudo “compagni”, di giornali con un linguaggio da sinistra al caviale, ma in realtà organi dell’alta finanza e filo sionisti (La Repubblica).

Quella del condizionamento ebraico della sinistra, soprattutto in Italia e in Francia, che già al tempo del terrorismo costò innumerevoli “soffiate” al Mossad da parte di “compagni” che al contempo erano israeliti, e probabilmente consentirono di gestire il caso Moro, è un angoscioso problema che risale alla storia stesa del marxismo, agli albori della nascita del comunismo.
Questa penosa situazione la tocchiamo spesso con mano quando l’amico Joe Fallisi ci illustra le lettere demenziali che riceve da sedicenti “compagni” che non sanno capacitarsi e sono sconvolti dalle innumerevoli precise denunce che Fallisi compie quando mette in rete osservazioni, accuse e ricerche storiche che dimostrano il connubio tra un ebraismo criminale e assassino e certa sinistra o il falso di certi comunisti, ebrei, mezzi ebrei o giudaizzati che in realtà sono solo dalla parte di Israele.
Ci si rifiuta di crederci e poi, come nel caso di Saviano – Arrigoni ci sbattono il muso.
Maurizio Barozzi

Osservate questo altro video e ascoltate le belle parole che Vittorio Arrigoni dedicò a Roberto Saviano poco prima di essere assassinato.




Notare che Arrigoni inizia il suo discorso riferendosi a quella squallida manifestazione che gli ebrei romani tennero davanti all’Arco di Tito (atavica vendetta per il loro odio verso Roma).
Nessuno dimentichi mai che, assieme agli ebrei che festeggiavano davanti all’arco di Tito i 60 anni di Israele, c’era il sindaco di Roma ALEMANNO che a quanto si dice porterebbe al collo una medaglietta con la croce celtica.
Ebbene questo figlio di tutto quel mondo missista e ordinovista che veicolava libri di Evola ed esaltava la romanità e il mondo nordico, è stato proprio quello che ha dato a Israele la grandi soddisfazione, da secoli sognata, ma mai realizzata, di avere il sindaco della città eterna sotto (io direi sottomesso) il glorioso Arco di Tito.
Previsione: chissà, se quando, tra non molto, gli ebrei romani, oramai trionfanti, chiederanno ed ovviamente otterranno lo smontaggio dell’arco di Tito per trasferirlo a Gerusalemme, ci sarà ancora a fargli omaggio un sindaco epigono di quel destrismo da sempre filo atlantico e filo giudaico, qualunque siano state le sue false tematiche propagandate?
Chi vivrà vedrà.
Maurizio Barozzi