Per ragioni geopolitiche l'Italia è assimilabile alla Corea, al Viet-nam, a tutta l'Indocina in generale ( la vera ragione dell'imperialismo francese da quelle parti, l'importanza di Okinawa (e della Curili) sta in questo ( quando sentiremo che il Giappone insisterà sulla questione di Okinawa sapremo che sta cercando una scusa per svincolarsi dall'abbraccio mortale USA).
Ricordiamo sempre, oltre alla definizione di Metternich, che non l'aveva detta per offenderci ma per prendere atto di UN FATTO, a quanto disse Stalin al fessacchiotto Pietro Nenni, non poter l'Italia essere indipendente. L'Italia, come le isole ( tutte) del Mediterraneo, è zona contesa DA SEMPRE. La posizione dell'Italia nel Mediterraneo è un DESTINO STORICO, come scriveva quel noto psicologo, O SI DOMINA O SI è DOMINATI. Abbiamo dominato quando abbiamo avuto una classe dirigente all'altezza del ruolo.
(Questo ruolo è stato svolto fino al Rinascimento, ricordiamocelo). Leggere quanto ha scritto Evola sul ruolo e sulla nascita di Roma (col massimo rispetto per gli Etruschi, comunque! )
Certo, se in Italia è ospitata una POTENZA SUPERIORE che, per ragioni di necessità geopolitica, è costretta a considerare il territorio della penisola come un allargamento di sicurezza del proprio territorio, non c'è da stupirsi che questa POTENZA che non sono gli USA nè la NATO ma il Vaticano, fa accordi ( a cominciare con quello con gli USA nel 1943 ) con le altre potenze NELL'ESCLUSIVO PROPRIO INTERESSE. Questo avevano capito bene i nostri RISORGIMENTALISTI anche senza essere massoni! Anzi, aggiungiamo che proprio i primi pensatori unitari ( mi riferisco all'ottocento) erano cattolici se non proprio preti. Dal Rosmini al Gioberti, che fu anche capo del governo sabaudo. Se traguardiamo la storia del risorgimento attraverso il pensiero di costoro, comprendiamo bene che l'esigenza fondamentale della Chiesa era proprio il controllo del nostro territorio.
E qui c'è da chiedersi fino a che punto la percezione degli italiani arriva a capire la situazione dal punto di vista kulturale e religioso. Perché qualsiasi processo di INDIPENDENZA nazionale non può prescindere dal problema cattolico. ( Se è concepibile che, finito il periodo di massima esposizione nazionalista, cioè negli anni 1943-45 e segg. il potere interno è stato gestito dalla Chiesa attraverso accordi con USA e col beneplacito dell'ultracattolica mafia siculo-amerikana, ricordiamo la sequenza dei Ministri dell'Interno dell'Italia più o meno "liberata", oggi la questione cattolica resta alla base di qualsiasi conato indipendentista.) E' pertanto chiaro che i kattolici, presenti ancora in massa ( e non sono solo suore che cantano e ballano agli show telvisivi), oltre che i BUROKOGLIONI alla Napolitano-boyscout-Renzie kattocomunista, non accetteranno mai, con l'uso coerente di ogni scusa possibile, una proposta anche semplicemente ANTIGLOBALISTA, se questa può nuocere alla UltraSantissima Madre.
INFINE OCCORRE RICORDARE CHE QUALSIASI MANIFESTAZIONE DI INDIPENDENZA DI CONCRETIZZA NELL'ALLARGAMENTO DEI PROPRI CONFINI. Per quanto riguarda gli USA, ad esempio, c'è la Dichiarazione Monroe, alla quale questo Sistema di Stati ancora si riferisce, e per quanto riguarda l'Italia c'è una sequenza di ATTI storicamente rilevanti, come l'intervento in Africa, la conquista della Libia, la Conquista del Dodecanneso ( che NON è stata cosa da poco!), il controllo dell'Albania
(dalla quale, per nostra disgrazia, sono partite sciagurate operazioni belliche, ma questa è veramente colpa NOSTRA). Giorgio Vitali.