mercoledì 26 settembre 2012

C'E' UNA BARA ANCHE PER TE!!

Forse la più importante dei giorni nostri: la terra è vita e ce la stanno togliendo da sotto ai piedi.
Maggiori informazioni sul seguente link:

http://alexfocus.blogspot.it/2012/09/seed-freedom-tra-il-2-ed-il-16-ottobre.html


Non banalizziamo, non pensiamo, non ci affatichiamo: se ne occuperà qualcun altro.
Ma nessuno al posto nostro farà qualcosa...

Per pigrizia ci faremo mettere senza fiatare RFID nella mano, basto, catene, chiodi e poi (se ci ribelliamo) ci commineranno un'esecuzione sommaria e ci infileranno in una bara di plastica (ce ne sono tante, conservate un pò qui ed un pò lì...): 

Nuovo Ordine Mondiale-FEMA: “C’è una bara per te!”

Intanto ci facciamo distrarre dal pallone, dai pettegolezzi sulle veline, dalle ruberie di Fiorito e Co., dall'ultimo cellulare, dal gadget inutile quanto costoso, dalla macchina nuova, dalla prossima vacanza, da.., da.., da..
Ottimo.

AlexFocus

---------------------------------------------------------------------------------

CONTINUATE PURE A DORMIRE
CONTINUATE A CREDERE A QUESTI VENDUTI
E QUANDO NON GLI SERVIRETE PIÙ' SARETE SCHIACCIATI

L’incubo orwelliano di Cozzolino Roberto


L’incubo orwelliano  
dalla letteratura distopica al totalitarismo contemporaneo


Introduzione

   Nella letteratura classica dei secoli passati – ed in  particolare sul versante filosofico – è stata designata come “utopia” la progettazione, puramente teorica, di una futura società ideale; una società dove sarebbe finalmente verificata l’armoniosa e pacifica convivenza degli individui, resa possibile, secondo i vari Autori, dal buon governo degli amministratori ovvero dal grado di emancipazione raggiunto dalle masse od anche dal progresso tecnologico che avrebbe definitivamente liberato l’uomo dalla schiavitù del lavoro. L’etimo del termine associato agli artefici delle opere riconducibili a tale filone letterario, derivante dal greco “ou” e “tópos” – letteralmente “non luogo” –, indica chiaramente per gli stessi l’ovvia consapevolezza di riferirsi a realizzazioni impensabili per la loro epoca; e che potevano semmai indicare una meta ideale verso la quale tendere, o avere valore di critica sferzante della struttura sociale dell’epoca in cui vivevano; da ciò deriva il concetto esteso di utopia come fantastica chimera, qualcosa cioè che risulta estremamente difficile, se non impossibile, realizzare nell’immediato.




La letteratura utopistica

   Come è noto il termine fu adottato per la prima volta da Tommaso Moro nella sua celebre opera del 1516: “De optimo reipublicae statu deque nova insula Utopia”, in cui si descrive una comunità che risiede, priva di problemi, nell’isola di Utopia, dove vengono applicati metodi di governo d’ispirazione democratica e socialista; in verità il neologismo filologicamente corretto avrebbe dovuto essere “atopia” (senza luogo), con l’uso dell’alfa privativo associato al sostantivo, ma si sostiene da più parti che Moro intendesse consentire un’ambivalenza del termine, riconducibile sia ad “ou” e “tópos” (non luogo) che ad “èu” e “tópos” (luogo buono). Celeberrimo precursore di Moro fu Platone, che nella sua “Politéia” (390 a.C.) propose una forma di governo che tenterà - senza successo - di impostare presso la corte del tiranno Dionigi a Siracusa: una sorta di “comunismo” guidato da filosofi e con una società divisa in classi. Altra famosa opera utopica è “New Atlantis” di Francesco Bacone, del 1626; in essa le innovazioni tecnologiche possedute dagli abitanti dell’isola di Bensalem – fantasioso toponimo derivante dalla conflazione dei nomi di Betlemme e Gerusalemme - costituiscono un enorme supporto alla felicità degli uomini, per i quali la conoscenza diventa strumento di dominio sul mondo. Citiamo inoltre “La città del Sole” (1602) di Tommaso Campanella – uno stato teocratico retto secondo i principi della religione naturale e basato sulla proprietà comune, riecheggiante l’epopea degli heliopolìtai di Aristonico (131 a. C.) -; “Les aventures de Télémaque, fils d’Ulysse” (1696) di François Fénélon - un viaggio didattico attraverso diversi paesi e forme di governo dell'antichità -; “Voyage en Icarie” (1840) di Étienne Cabet - un sistema di stampo socialistico dove è chiara l'influenza del comunismo egualitario di Babeuf e Buonarroti -; “News from Nowhere” (1890) di William Morris – una delle più anarchiche descrizioni di una società futura -; “Erewhon” (1872) di Samuel Butler – utopia satirica della società vittoriana -; da notare che quest’ultimo titolo é un anagramma di “nowhere”, con chiaro riferimento, come quello dell’opera di Morris, al significato di “utopia”. In questa rapidissima ed incompleta elencazione dei massimi esponenti del pensiero utopico non possiamo tacere i nomi di Owen, Fourier, Saint-Simon, Enfantin e Considérant, ovvero i massimi esponenti del cosiddetto socialismo utopistico (così definito sprezzantemente dai marxisti ortodossi, in contrapposizione al socialismo scientifico), che  proposero società ideali sostenute da precise teorie sociopolitiche e che in qualche caso, forti delle loro convinzioni, finirono col rovinarsi economicamente nei tentativi falliti di realizzare i loro sogni. In concomitanza con gli  utopici sistemi di società future ebbe ampio sviluppo, sin dal medioevo ma soprattutto nel Rinascimento ed oltre – ed in particolare presso i socialisti utopistici - la progettazione di complessi urbani ideali, dove erano quindi preponderanti su tutti gli altri gli aspetti urbanistici ed architettonici; dal momento che le realizzazioni antropiche sono determinate dalle varie funzioni sociali umane; e queste ultime direttamente dipendenti da orientamenti squisitamente ideologici. Si noti peraltro che lo stesso socialismo marxista – che rimproverava agli utopisti l’assenza di un rigoroso metodo scientifico nell’analisi della società, il mancato riconoscimento della funzione storica del proletariato ed una eccessiva fiducia nelle possibilità di un riformismo basato sulla solidarietà e la filantropia - può considerarsi una grande utopia; tra l’altro densa di evidenti analogie – oltre ad altrettanto evidenti motivi di conflitto - con molti aspetti delle religioni messianiche del ceppo abramitico, come è stato efficacemente analizzato da diversi autori: ideologia intesa come ortodossia fondamentalista, aspirazioni egualitaristiche, rigida gerarchia, controllo e censura delle “eresie”, presenza di dogmi e di testi sacri, interpretazione dicotomica del mondo e fideistica certezza nella futura affermazione della giustizia universale; al punto da suggerire a Berdjaev che "il comunismo è l'insoddisfazione per il cristianesimo non realizzato”.


La letteratura distopica

   Verso la fine del XIX e nel corso del XX secolo prende forma un nuovo genere letterario conosciuto come anti utopia (od anche distopia, pseudoutopia, utopia negativa, cacotopia), che presenta evidenti affinità col genere utopico ma mostra, rispetto a questo, una totale inversione di segno, costituendone quasi un aspetto speculare; se infatti il romanzo utopico prospettava la futura realizzazione di una società migliore, il romanzo distopico prefigura per l’avvenire scenari da incubo, con un’umanità schiavizzata e condannata all’infelicità perpetua sotto il dominio di governi dispotici. In realtà secondo alcuni critici il primo autorevole esempio di antiutopia si ebbe già nel 1726, con la pubblicazione dei “Gulliver's Travels” di Jonathan Swift, in cui le società immaginate possono essere considerate una grottesca satira dell'ordine sociale esistente. Tra i “moderni” precursori del genere ricordiamo H. G. Wells, che con “The time machine” (1895) ci porta in un lontano futuro per mostrarci un’umanità divisa in due fazioni antagoniste di prede e cacciatori: gli Eloi, esseri fragili e gentili ma parassitari; ed i Morlock, esseri produttivi e mostruosi che vivono nelle viscere della terra, da cui escono per dare la caccia agli Eloi e cibarsene. “Brave New World”, scritto nel 1932 da Aldous Huxley, descrive un prossimo mondo dove tutto è sacrificabile ad un malinteso mito del progresso in cambio di un apparente benessere, e l’esasperata evoluzione scientifica, gestita da un regime totalitario, ha completamente annullato la libertà individuale. Il bellissimo e troppo poco noto “Noi” di Evgenii Ivanovich Zamjatin, scritto in pieno regime comunista ed a causa del quale l’Autore fu costretto ad espatriare – con le proprie gambe grazie all’intervento di Maxim Gorky -, ci mostra un'antiutopia, scritta in forma di diario, ambientata in un mondo dove i personaggi non hanno un nome, ma al suo posto una sigla numerica e dove tutto è ferreamente regolamentato dall’onnipresente potere. “Fahrenheit 451” di Bradbury, pubblicato nel 1953 come estensione di un racconto apparso nel 1951 (“The Fireman”), pare debba il suo titolo al grado termico di combustione della carta, in quanto nel futuro descritto dal romanzo la lettura è reato e tutti i libri devono essere bruciati, essendo sufficiente, per l’educazione delle masse, il mezzo televisivo controllato dal sistema. Qualcuno individua chiari elementi distopici anche ne “La leggenda del grande inquisitore” di Dostoevskij, inserita nel suo ultimo lavoro: “I Fratelli Karamazov” (1879) dal sommo romanziere russo. Ma l’opera che realizza l’utopia negativa per eccellenza è, senza dubbio, “Nineteen Eighty-four” di George Orwell, scritto nel 1948 (il titolo è ottenuto scambiando tra loro le ultime due cifre che compongono tale data), dove il Grande Fratello, a capo di una enorme gerarchia costituita dal partito, controlla non solo gli individui ma anche i loro pensieri;  l’Autore aveva già dato alle stampe nel 1945 l’altrettanto celebre “Animal Farm”, una feroce satira dello stalinismo scritta sotto forma di favola che, pur essendo già ultimata nel 1943, non risultava politicamente corretto pubblicare prima, dal momento che criticava la forma di governo di una nazione alleata nel recente conflitto mondiale. In “1984” Winston Smith, il protagonista, membro subalterno del partito che lavora alla modifica di libri ed articoli di giornale pubblicati in passato, in modo che le previsioni fatte dal partito stesso risultino veritiere, non sopporta i condizionamenti della rigida e squallida struttura sociale entro la quale è costretto a vivere e ne infrange molte regole, instaurando tra l’altro un rapporto sentimentale con una compagna, in un mondo in cui è imposta per legge la castità ed il sesso è permesso solo a fini procreativi; nel momento in cui entrambi decidono di collaborare con un'organizzazione clandestina, proprio l’individuo che avrebbe dovuto costituire il contatto col movimento di resistenza si rivela essere invece un agente della psicopolizia che, dopo averli fatti arrestare, li sottopone ad orripilanti tecniche di rieducazione sociopolitica, in modo che si trasformino in individui perfettamente mansueti ed allineati con l’ortodossia del regime.


Cinema e letteratura antiutopica

   Il cinema ha tratto massiccia e costante ispirazione dalla letteratura distopica, che per sua natura si presta ottimamente alla trasposizione filmica, spesso contaminandone il genere con altri affini  - in particolare quello fantascientifico e quello di fantascienza apocalittica e post-apocalittica. Ci sembra che esistano relativamente poche pellicole che si ispirano dichiaratamente ad una delle opere letterarie citate, rimanendo molto fedeli all’impianto narrativo originario. Ricordiamo tra queste: “Fahrenheit 451” (1966) di François Truffaut, dall’omonimo racconto di Bradbury; “Nel duemila non sorge il sole” (1956) di Michael Anderson ed “Orwell 1984” (1984) di Michael Radford, entrambi ispirati al romanzo di Orwell, come il precedente “1984” (1954), adattamento televisivo di Rudolph Cartier per la BBC;  “The Time Machine” (1960) di George Pal, tratto da H. G. Wells e seguito da frequenti remake. Sono invece numerosissime le pellicole liberamente ispirate al “genere” nel suo complesso ma prive di riferimenti puntuali ad una singola opera. Rinunciando ovviamente alla completezza ed all’ordine cronologico ricordiamo alcune tra le più famose: l’intramontabile “Metropolis” (1927), di Fritz Lang; “L’uomo che fuggì dal futuro” (1971), primo lungometraggio di George Lucas; “Alphaville, une étrange aventure de Lemmy Caution” (1965), insolita incursione di Jean-Luc Godard nella fantascienza; il visionario, satirico ed al contempo agghiacciante “Brazil” (1985), di Terry Gilliam, che avrebbe dovuto chiamarsi “1984 ½” per un duplice omaggio ad Orwell e Fellini; “Soylent Green” (1973), di Richard Fleischer, ambientato in un mondo invivibile dove l’eutanasia appare come estrema risorsa; “Zardoz” (1974), di John Boorman, manifesto contro l’utopia progressista; “Rollerball” (1975) di Norman Jewison, con remake (2002) di John Campbell McTiernan, nel quale lo sport violento elargito alle masse diventa strumento di potere; “1997 Escape from New York” (1981) di John Carpenter, dove troviamo l'intera isola di Manhattan trasformata in un enorme ghetto-prigione di massima sicurezza per criminali; del medesimo regista è ”They Live” (1988), dove il potere è detenuto da insospettati alieni; “Terminator” (1984) di James Cameron, primo film di una serie che vede le macchine in guerra con gli uomini; “Twelve Monkeys” (1995), ancora di Gilliam, in cui un viaggiatore del tempo indaga sulle cause di una trascorsa epidemia della razza umana; per finire col totalitarismo virtuale di “Matrix” (1999), spettacolare trilogia dei fratelli Wachowski.



Aspetti distopici nella società contemporanea

   Qualunque siano, ad ogni modo, le differenze tra i vari classici distopici letterari - e tra questi e le loro più o meno fedeli rielaborazioni cinematografiche -, esistono nelle varie visioni di un futuro apocalittico alcuni elementi ricorrenti che riteniamo interessante analizzare; per cercare di capire se i loro Autori fossero solo degli intellettuali disancorati dalla realtà - e pertanto folli “profeti di sciagure” - o, al contrario, individui provvisti di una profonda capacità di analisi ed eccezionalmente lungimiranti quando ammonivano che, se si fosse continuato a percorrere certe strade, si sarebbero realizzati i terribili scenari descritti nei loro romanzi. In effetti uno dei massimi esponenti della letteratura antiutopica, il già citato Aldous Huxley, ventisette anni dopo l’uscita del suo “Brave New World” riesaminava le sue profezie alla luce di avvenimenti recenti col saggio  “Brave New World Revisited” (1959), giungendo ad una conclusione inquietante: alcuni elementi dell’utopia negativa che  aveva immaginato meno di tre decenni prima erano già entrati a far parte della realtà. E’ stato del resto ampiamente documentato che cambiamenti strutturali anche drastici, che la popolazione rifiuterebbe istintivamente se fossero imposti all’improvviso, vengono invece docilmente accettati se iniettati a piccole dosi nel tessuto sociale ed accompagnati da martellanti campagne massmediatiche. Altra osservazione che merita particolare attenzione è che se quasi tutti – ma non  tutti – gli Autori distopici guardavano con preoccupazione, nel momento in cui scrivevano, a varie forme coeve di totalitarismo, oggi invece possiamo individuare proprio nel mondo cosiddetto “libero e democratico” molti degli aspetti più oppressivi da loro denunciati.
   Uno di questi è la presenza di una gerarchia, basata prevalentemente sul potere economico, grazie alla quale le divisioni fra classi sociali sono rigide e quasi insormontabili. Si tratta di un’esagerazione? Forse, ma il costante impoverimento della classe media, il degrado della scuola pubblica ed i costi proibitivi dell’istruzione privata, la progressiva scomparsa dello stato sociale e dell’assistenza sanitaria, l’accesso al mondo del lavoro e – di conseguenza -  ad una vita dignitosa presentati non come diritto acquisito ma come conquista individuale - uniti al disinvolto uso di clientelismo, raccomandazioni e tangenti da parte della casta che detiene le leve del controllo politico - vanno esattamente in tale direzione; a questo si accompagna la proliferazione di sterminate periferie degradate in tutte le grandi metropoli, a sottolineare - oggi più che nel passato - la separazione anche fisica tra le masse proletarie ed i pochi beneficiari dei vantaggi derivanti dal contatto col potere. Una immediata conseguenza è la scomparsa dei rapporti sociali come concepiti tradizionalmente dall'uomo: le relazioni umane sono dettate esclusivamente dal dogma del vantaggio individuale e del tornaconto personale.
   Altro aspetto sicuramente individuabile come comune alla letteratura anti utopistica ed alla nostra società è il reiterato tentativo di soppressione del dissenso, visto come valore negativo in opposizione al conformismo dilagante; al di là dell’apparente pluralismo e libertà di espressione, peraltro sanciti da quasi tutte le costituzioni delle moderne democrazie, risulta chiaro a tutti che, tranne rarissime eccezioni, le coalizioni che si alternano alla guida dei governi, di qualunque colore appaiano, sono sempre espressione dei medesimi gruppi di potere. La propaganda di regime e tutto l’apparato educativo favorisce nella popolazione il culto del proprio sistema di governo, cercando di convincerla che è l’unico  - e probabilmente il migliore – possibile. Le voci di reale dissenso presenti vengono o infiltrate dai “servizi” e sapientemente manipolate od emarginate limitando drasticamente, con tutti i mezzi individuabili, il loro raggio d’azione. Il sistema penale inoltre comprende spesso la tortura fisica e psicologica per tutti coloro che sono semplicemente sospettati di attività eversive. Sono consentiti anche gli omicidi mirati, purché, ovviamente, finalizzati al trionfo della “democrazia”.
   In molti romanzi distopici la Storia viene continuamente riscritta in modo da risultare in linea con le previsioni ed i desideri del gruppo dominante; in “1984” è previsto un “nemico” che trama costantemente ai danni del governo e contro cui la popolazione è invitata quotidianamente a sfogare tutto il proprio risentimento; nella nostra epoca siamo ormai tristemente abituati a quegli episodi noti come tattica  “false flag” od alle madornali ma sempre efficaci “bugie di guerra”, finalizzate ad ottenere il consenso della popolazione per aggredire altri Stati sovrani. Tali manovre sono spesso precedute ed accompagnate dalla minuziosa creazione del nemico da odiare, l’immagine del quale viene assemblata pazientemente, giorno dopo giorno, telegiornale dopo telegiornale, ospitando sui quotidiani e nei talk show di regime l’opinione di “esperti” e le accurate analisi politiche di sedicenti “gruppi dissidenti in esilio”; si arriva a negare – contro ogni evidenza - che il personaggio oggetto della campagna di demonizzazione sia mai stato considerato amico; si presentano come veri filmati realizzati da esperti cineasti dove alcune milizie, agli ordini diretti del novello despota, si abbandonano ad ogni sorta di violenze, tanto più odiose in quanto rivolte ad esseri indifesi quali donne, vecchi, neonati; la decisione di porre fine alla criminale attività del tiranno sarà salutata con entusiasmo crescente da tutta la popolazione. Tutto ciò è naturalmente reso possibile grazie anche alla solerte complicità di una agguerrita e ben remunerata schiera di pennivendoli e gazzettieri governativi, che diffondono come vere le notizie emesse direttamente dalle centrali di disinformazione. Le eventuali e sempre più rare voci contrarie che tentino una efficace controinformazione non hanno, in genere, i mezzi idonei per contrastare in tempo utile le menzogne ufficiali.
   Altro interessante – ed eccezionalmente significativo - punto di contatto tra la realtà attuale e la letteratura distopica riguarda il divieto di revisione storica da parte dei singoli ricercatori: tale aspetto, che tra l’altro nega alla Storia il suo carattere scientifico – in quanto questa verrebbe affidata al giudizio di un tribunale piuttosto che alla libera ricerca – denuncia la scellerata volontà del pensiero unico dominante, che introducendo lo psicoreato pretende non solo il dominio sul presente ed il futuro, ma anche sul passato, secondo il motto orwelliano: “Chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato”. Sempre ad Orwell è dovuta l’introduzione del concetto di “bispensiero”, ovvero la capacità di sostenere simultaneamente due opinioni palesemente contraddittorie e di accettarle entrambe come vere – sintetizzata nello slogan del partito: “la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza, la guerra è pace” -; grazie al bispensiero attuale assistiamo oggi a “guerre umanitarie” a seguito delle quali vengono massacrati migliaia di civili ed intere nazioni sono contaminate per molti decenni futuri con sostanze radioattive; ci indottrinano fino alla nausea con tematiche antirazziste ma dobbiamo tollerare come normale l’ingombrante e criminale presenza di una entità che fa del razzismo uno dei suoi elementi fondanti; alcune situazioni negative per la moderna sensibilità – arretratezza della condizione femminile, scarso rispetto delle minoranze, presenza della pena di morte – vengono denunciate ed aspramente  contestate se riferibili al “nemico” di turno, tollerate, minimizzate e addirittura ignorate se presenti nel contesto socioculturale di un alleato.
   In molti romanzi anti utopisti ed in moltissimi film riferibili a tale genere le agenzie governative  paramilitari sono impegnate nella sorveglianza continua dei cittadini. In alcuni casi il controllo può essere sostituito o coadiuvato da potenti e sofisticate reti tecnologiche. Alla fine dell’Ottocento Jeremy Bentham ideò un sistema di carcere, il Panopticon, pensato come una struttura radiale che consentiva ad un unico guardiano – posizionato in una torretta centrale - di vedere, non visto, tutti i detenuti e divenne un modello nella successiva progettazione di molti istituti di pena. Analogamente i cittadini dell’incubo orwelliano sono continuamente spiati dal Grande Fratello, anche nell’intimità delle loro case (per analogia con tale attitudine è stato battezzato in Italia “Grande Fratello” un reality show dove la vita quotidiana dei protagonisti viene costantemente monitorata attraverso telecamere nascoste; risulta che la maggioranza degli adolescenti affezionati a tale demenziale spettacolo di diseducazione di massa ignori i motivi della scelta del titolo). Sembra che in quella che viene ritenuta “la più grande democrazia del mondo” sia imminente la realizzazione del progetto, spacciato come beneficio sanitario, finalizzato a dotare tutti i cittadini di un chip sottocutaneo che produrrà effetti fino ad oggi impensabili in termini di libertà personale. Sicuramente molti saranno indotti ad assecondare  senza protestare  questo piano criminale, perché efficacemente spaventati e resi insicuri dalla incombente crisi economica, dal terrorismo e dall’incremento della criminalità.


Conclusioni

   Ancora molto numerose ed indubbiamente interessanti sono le similitudini da individuare tra le apocalittiche visioni degli universi distopici e la moderna società sedicente democratica; lasciamo il piacere di ulteriori scoperte a chi voglia dedicarsi alla lettura di queste coinvolgenti e spesso profetiche opere letterarie, ricordando il monito che Orwell rivolgeva agli intellettuali e che deve essere fatto proprio da tutti gli uomini liberi del mondo: prendere posizione chiara contro ogni tipo di totalitarismo; soprattutto, aggiungiamo noi, quando si celi camaleonticamente sotto improbabili vesti democratiche per perseguire i propri inconfessabili fini.
   A tale proposito –  sebbene esuli dalle presenti note - è necessario spendere qualche parola sul concetto di stato totalitario, a nostro avviso oggi usato arbitrariamente - se per tale idealtipo si accettano le connotazioni eminentemente negative codificate da Hannah Arendt (“Le origini del totalitarismo”, 1951) -, soprattutto se riferito al periodo dell’Italia fascista, anche se l’aggettivo “totalitario” veniva disinvoltamente usato, naturalmente in una accezione positiva, da Giovanni Gentile e dallo stesso Mussolini, ad indicare che “… per il fascista … nulla … ha valore fuori dallo Stato …”; se è infatti innegabile che durante il ventennio prese forma un regime autoritario è comunque risibile la tesi secondo la quale tutti gli italiani si sarebbero trasformati all’improvviso in pavidi mentecatti ipnotizzati dal gruppo dirigente, peraltro sconfessata dalla nota e storicamente accertata presenza di diverse anime all’interno del movimento; alcune delle quali, autenticamente rivoluzionarie, emersero prepotentemente quando, con la costituzione della Repubblica Sociale Italiana, vennero definitivamente recisi i legami con le forze reazionarie che facevano capo alla Chiesa ed al troppo piccolo re fuggiasco e traditore. Né ci convincono le smodate lodi dei glorificatori  delle democrazie occidentali, dove chi (mal)governa - grazie alle sponsorizzazioni dei potentati economici che finanziano le campagne elettorali - lo fa col consenso di una percentuale infima della popolazione, vista la crescente disaffezione per le urne degli aventi diritto al voto. L’esigenza morale sentita da tutti deve essere quella di vigilare costantemente per denunciare con forza la deriva sociale verso sistemi disumanizzanti e privi di valori condivisibili e tentare di smascherare - e contrastare con ogni mezzo - le progressioni, anche se piccole ed apparentemente innocue, tendenti all’universo schiavizzante dei regimi effettivamente totalitari.        

                                                                                                                               Roberto Cozzolino

martedì 25 settembre 2012

SVEGLIATEVI ITALIANI


RIFLETTERE PER AGIRE!!

DOMANDA IN QUATTRO PUNTI
A) "Se, dal 1945, il nostro Governo Italiano, è stato nient'altro che un Governo a "TITOLO NOMINALE" ( e oggi ci troviamo in uno stallo programmatico, ancor più sclerotizzato del precedente):
QUALI SONO - NEL CONCRETO- LE NICCHIE DI AGIBILITA', D' INTERVENTO POLITICO, ANCORA PRATICABILI?
......
B) "E se le aspirazioni "insurrezionali" sono già del tutto previste dal Potere -sia nella loro accezione violenta che non- IN CHE SENSO POTREMMO ESSERE IL "GRANELLINO NELL'INGRANAGGIO" CHE OSTACOLA, ALMENO INTENZIONALMENTE, LA DITTATURA?
............
C) ABBIAMO O NO, UNA PREVISIONE SULLE MOSSE E SULLE STRATEGIE DEL POTERE così come il Potere le ha già protocollate da tempo immemore, su di noi?
........
D) E una volta risolte gli interrogativi A) B) e C) quando potremmeo ritenere che un certo risultato OTTENUTO -CONCRETAMENTE- INCARNI EFFETTIVAMENTE IL MASSIMO DELLE NOSTRE POTENZIALITA'? E non sia fattibile andare oltre? (insomma una chiarezza sull'oggetto da raggiungere, quindi un'analisi sulle reali potenzialità rispetto ad un concreto obiettivo ancora praticabile)
 
Raff.

ANCORA "Paolo Rossi Barnard"!??? E BASTA!!!!!



1) Solo Barnard ha capito tutto (in soli tre anni) mentre gli altri che studiano la materia da oltre 15/20 non hanno capito niente!!!! 

2) O prendi a scatola chiusa tutto il pacchetto MMT (perché loro hanno i curriculum, e che curriculum... "Levy") oppure sei un complottista imbecille a cui va tolta la parola. Questi bisogna ascoltarli senza replicare (della serie siete pecore)

3) Cosa ha di nuovo la MMT che l'Italia già non conosce, quando l'Italia ha esperienze di emissione sovrana già dal 1874 fino al 1975.

4) In Italia ed in Europa siamo tutti coglioni è abbiamo bisogno dei professori americani! (le banche le abbiamo inventate anche noi quando in America tiravano le frecce) Noi abbiamo insegnato all'America praticante tutto, e il resto ce lo hanno rubato (Bell - Meucci)

5) Il Signoraggio non esiste!!!!! urca!!!!! chissà perché mi ricorda qualcosa degli anni settanta a ecco: "la mafia non esiste"!!! - a buon intenditore poche parole!!!!

6) Si va a chiedere a l'oste se il vino che vende è BUONO??????  (Bravo Barnard)

7) Considera l'America una nazione con sovranità monetaria facendo finta di non sapere i proprietari PRIVATI della FED.... (è pignolo su tutto!!!! questo dettaglio gli è sfuggito vedi caso!!! ) Come gli sono sfuggite tante altre cose..... (ferderal reserv act)

8) Poiché con l'Europa (euro) hanno tirato troppo la corda  (un insieme di stati senza moneta che obbligatoriamente devono usare una moneta senza stato) spuntano questi (MMT) come salvatori per riportare l'euro almeno come il sistema americano.....??? In America almeno per finta c'è un piccolissimo controllo del congresso (ma al congresso sono sempre tutti dei loro)

9) Manca una visione globale di ecosistema-economico, si pensa solo a pompare denaro dentro il sistema pubblico senza una razionalizzazione e un piano economico finanziario a misura d'uomo!!!! L'economia "seria" non è quella di finanziare a rotta di collo la spesa pubblica e basta, questo meccanismo cosi come proposto diventa un mostro di inflazione, di corruzione, di clientelismo, di immondizia, ecc (kilometro zero, una economia della riduzione dei consumi, dell'ecologica,del biologico, del risparmio, del produrre solo ciò che serve, dell' umana, ecc) La MMT è un altro tecnicismo tecnocratico (cambiano gli attori). Non si parla di reddito di cittadinanza!!

10) Non una parola sulle Multinazionali socie in affari della finanza internazionale? Non una paro/la sulla decrescita e sul modello della economia umana a misura d'uomo? Non una parola sugli OGM (sovranità alimentare)?

11) Bisogna continuare il "consumo" e continuare a programmare le masse e pure le amministrazioni all'uso del denaro (per salvare le banche e le multinazionali?)

12) Non una parola sugli interessi (illegali e sopratutto inesistenti, l'occidente pretendendo interessi chiede qualcosa che non esiste ecco perchè i fallimenti sono scientifici) non una parola sul modello della finanza ebraica e sul modello della finanza islamica.

13) Non una parola sull'aspetto metafisico della moneta/tempo, la moneta non esiste perché c'è il mercato, ma esiste perché c'è la vita dell'uomo e il suo tempo che è l'unico valore, ed è questo che da valore a tutto il resto compreso la moneta, (qui probabilmente dovremmo usare la sua stessa terminologia, ossia: Se non capisci sei un complottista imbecille, ma non lo facciamo!!!!)

14) Uno che ha scritto un capo lavoro come "Perchè ci odiano" si perde nelle ultime righe di calcolo e non riesce a fare 2+2??????

15) Fa finta di non conoscere Federico Caffe, Sella di Monte Luce, Giacomo Barnes, Silvio Gesell, Giacinto Auriti, Louis Even, Clifford Douglas, Rudolf Stainer , Serge La Tousche, la stessa scuola Austriaca di Von Hayek, visto che gli piacciono tanto gli americani J.K. Galbraith,   ecc ecc ecc ecc ecc ecc (una bella chiacchierata con Ron Paul come la vedi?)

( cavolo dimenticavo che solo quelli del Levy, a cui bisogna pure pagargli il viaggio, hanno la verità e se non la capisci sei stupido e complottista) sic sic Mi preoccuperei di uno cosi al governo!!!!

16) Barnard ha trovato il Levy institute o è stato il Levy institute a trovare Barnard?
(loro, quelli intendo, sono bravissimi a far accadere le cose naturalmente e casualmente come il 9/11!!!)


http://www.scribd.com/doc/97801139/sovranita-6-2012-domande-scomode


ALTRI ARTICOLI DI INTERESSE

http://www.stampalibera.com/?p=60967

lunedì 24 settembre 2012

SUCCEDERA' A CHI TENTERA' DI OBBIETTARE CONTRO IL SISTEMA

    DANIELA CHIERCHIA 

 

Richard CANTILLON (c. 1680-1734)


Richard CANTILLON (c. 1680-1734)

In genere si ritiene che l’economia politica moderna nasca, quasi all’improvviso, con Adam Smith. Il periodo ‘classico’ proseguirebbe con Ricardo, e sarebbe incentrato su un approccio aggregato e olistico, su un equilibrio statico e su una teoria del valore basata sul costo di produzione, o sul lavoro incorporato. Ma non è così. Il pensiero economico moderno, cioè l’analisi incentrata sulla spiegazione dell’economia di mercato, comincia circa mezzo secolo prima de La ricchezza delle nazioni, e in Francia, non in Gran Bretagna. Il principale esponente è Cantillon, irlandese emigrato a Parigi, e vero “padre dell’economia moderna”.

Saggio sulla natura del commercio in generale (1730, pubbl. 1755)
È il primo trattato di economia in senso proprio, in quanto tratta tutti gli aspetti dell’economia, demarcando un’area di studio a sé stante. Gli scolastici avevano trattato, e intrecciato, l’economia in opere che principalmente si occupavano di altro, morale e teologia; e i mercantilisti trattavano singoli temi dell’economia, prevalentemente di politica economica. Con Cantillon l’economia diventa una disciplina autonoma.

Metodo – Astrazione, non empirismo. Si parte da un modello semplice, ad esempio lo scambio fra due individui, e poi con approssimazioni successive si introducono complicazioni, con la tecnica del ceteris paribus; metodo introdotto dall’antimercantilista francese Boisguilbert alla fine del ‘600. In tal modo si possono individuare i rapporti di causa ed effetto ‘naturali’.

Valore e prezzo – C. è interessato alla formazione del prezzo nel mondo reale, non alla chimera del prezzo ‘normale’ di lungo periodo, come per i classici successivi. Alcuni passaggi dell’opera di C. fanno riferimento ad un prezzo di lungo periodo che rispecchierebbe un ‘valore intrinseco’ del bene, dato dal costo di produzione (in termini di terra e lavoro incorporati), ma la maggior parte della sua analisi è incentrata sul prezzo come risultante della relazione fra una data quantità di beni offerta e la domanda dei consumatori.
La domanda è soggettiva, dipendente dai gusti, umori, stile di vita ecc. degli acquirenti. È il ‘consenso dell’umanità’ (acquirente) che dà valore ai beni.
Tutte le parti dell’economia di mercato si compongono insieme in un equilibrio naturale, auto-regolativo.

L’imprenditore e l’incertezza – C. è il primo ad analizzare ed enfatizzare il ruolo dell’imprenditore. I produttori vengono divisi in due classi: gli assunti, che ricevono un reddito fisso, e gli imprenditori, che non hanno un reddito certo. I costi sostenuti dagli imprenditori sono certi, ma i prezzi di vendita no, dunque i loro profitti sono incerti. Il mondo reale è incerto, e l’imprenditore sfida questa incertezza intraprendendo, non avendo la sicurezza di realizzare un profitto. L’incertezza è data dalla decentralizzazione delle decisioni.

(MONETA MERCE)
Moneta – Il valore delle monete d’oro e d’argento si determina allo stesso modo del valore delle altre merci, in base alla domanda sul mercato.
Una notevole intuizione è che la moneta entra nel sistema economico step-by-step, dunque non cambia tutti i prezzi contemporaneamente e in proporzione. I prezzi relativi cambiano.
La velocità di circolazione della moneta condiziona i prezzi: quanto maggiore è la frequenza dei pagamenti, e dunque minore è la moneta trattenuta, maggiormente i prezzi cresceranno.
Libera fluttuazione fra oro e argento, niente tassi di cambio fissi.

Relazioni internazionali – I mercantilisti auspicavano bilance dei pagamenti in avanzo per incrementare le riserve monetarie metalliche. C. osserva che l’aumento di moneta all’interno (afflusso di oro), che fa seguito all’avanzo della b.d.p., fa aumentare i prezzi interni, quindi le merci diventano meno competitive all’estero, e la b.d.p. torna in equilibrio. Il mercato vanifica il tentativo statale di mantenere artificialmente in avanzo la b.d.p. (d’altra parte, se c’è uno o più stati che hanno la b.d.p. in avanzo, ve ne dovranno essere altri che la hanno in disavanzo). C. sbaglia nel suggerire al sovrano di non mettere in circolazione la moneta in più importata, ma di tesaurizzarla, in modo da non far salire i prezzi; sbaglia perché la moneta esiste per essere spesa, anche in futuro.
C. è uno dei primi a integrare l’analisi interna con una teoria monetaria internazionale.

(LAVORO COME MERCE)
Teoria della popolazione – I salari dipendono dall’offerta di lavoro, a sua volta dipendente dal livello della popolazione. I fattori che condizionano maggiormente  la popolazione sono le risorse naturali, i fattori culturali e lo stato della tecnologia. Ad esempio, una tecnologia che consente di aumentare la produttività favorisce l’aumento della popolazione.
Importanza dell’aspetto spaziale nell’economia: le distanze condizionano i costi di produzione, in quanto introducono i costi di trasporto. Alcune attività economiche si concentrano vicino ai centri urbani.

FONTE
http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&ved=0CCIQFjAA&url=http%3A%2F%2Fwww.rothbard.it%2Fteorie-economiche%2Fcantillon.doc&ei=NRNgUKGoN4Lm4QTA8oCYCg&usg=AFQjCNFceYTvi0KD3dYfYPstUDpYYlilMw

Moneta a debito e costo reale del denaro - Andre Rossi

Moneta a debito e costo reale del denaro

Gli strumenti che hanno usato per creare la crisi
Nel 1971, con la chiusura dei trattati Bretton Woods, il presidente Nixon ha dichiarato che non esiste più la riserva aurea per l’emissione monetaria, quindi da allora la moneta di riferimento mondiale è il dollaro.
Fino a che c’era la riserva aurea, il potere delle banche centrali era limitato dalla riserva aurea, anche se pur grande il loro potere era limitato e giustificato dal chiedere gli interessi sui soldi prestati.
Con l’abolizione delle riserve auree le banche centrali hanno acquisito un potere infinito!
Come ci ha insegnato il prof. Giacinto Auriti, docente di filosofia del diritto università di Roma e Teramo, con l’abolizione della riserva aurea, il valore alla moneta lo da il popolo che l’accetta e non la banca che lo genera, di conseguenza l’emissione di titoli di stato per finanziare la spesa pubblica è illegittima.
La moneta all’atto dell’emissione nasce di proprietà dei cittadini che in cambio del proprio lavoro accettano la moneta come strumento di misura del “valore prodotto”
Da queste considerazioni si capisce che le Banche Centrali si sono appropriate dei Nostri soldi e tramite i titoli di stato(bot e cct) ci hanno indebitato creando un debito dove non esistono i soldi degli interessi per onorarlo.
Per capire meglio facciamo un esempio:
un’isola deserta, dopo un naufragio si salvano 6 persone, ad un certo punto il più truffaldino dice” io faccio il banchiere” e tutti gli altri contenti così sapevano dove prendere i soldi per scambiare i propri beni. Il truffaldino stampa 50 soldi e ne presta 10 soldi ciascuno chiedendo in cambio un interesse. Domanda: come fanno le 5 persone a restituire il capitale più gli interessi se nell’isola non esistono i soldi degli interessi?
Se consideriamo che l’isola deserta è l’Europa, il truffaldino la BCE e le 5 persone gli stati, ritengo che questa favola da terza elementare dimostri che uno stato che si indebita con privati genera un debito che all’origine è impagabile!
Già nel 92 il professore Auriti denunciò la Banca d’Italia per USURA,FALSO IN BILANCIO, ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, ISTIGAZIONE AL SUICIDIO ED ISTIGAZIONE A DELINQUERE. Il procuratore della repubblica  gli rispose: “Lei professore ha dimostrato l’elemento materiale del reato, ma non può esistere dolo perché è sempre stato così”…..  Auiriti:” posso capire la buona fede fino a che non ho fatto la denuncia, ma da ora che o dimostrato il dolo è un aggravante e non un esimente”!
Gia 20 anni fa il professore era preoccupato per le generazioni future affermando che se non si cambiava la moneta a debito con quella proprietà i giovani avrebbero avuto la scelta fra il suicidio e la disperazione!...  ritengo che il periodo che stiamo passando rappresenta tutte le preoccupazioni e gli avvertimenti che ci ha lasciato il prof. Giacinto Auriti.
Analizzando bene il costo reale del denaro, il tasso d’interesse che ci applicano sui conti correnti e sui finanziamenti  e mutui è solo una piccola parte del costo totale reale del denaro se consideriamo l’anatocismo, cioè la capitalizzazione degli interessi provoca un aumento esponenziale del denaro che molte volte diventa impagabile. Negli ultimi anni le banche hanno subito molte condanne a risarcire il mal tolto e si è pronunciata anche la cassazione a sezioni unite ribadendo che le banche devono rispettare la legge 108/96 e non la circolare della Banca d’Italia s.p.a..
Questo furto lo stanno giustificando con la compensazione degli interessi a debito con quelli a credito, che naturalmente se il conto è in attivo viene applicato un interesse bassissimo  e se si è in passivo l’interesse è molto più alto (è un insulto all’intelligenza umana). Inoltre la banca cerca di tenere una piccola e media impresa in condizioni di bisogno obbligandola a pagare interessi sugli interessi fino a che l’azienda regge questi costi allucinanti, bene, poi quando il parassita a succhiato tutto il sangue dell’azienda può chiudere lasciando a casa i dipendenti.
Per rendersi conto dell’effetto che crea l’anatocismo riporto le seguenti tabelle:
calcolo del costo reale del denaro senza l’effetto dell’anatocismo
anni
 capitale iniziale
interessi anno
 totale interessi
 capitale +interessi
 costo totale
1
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €       1.300,00
2
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €       1.600,00
3
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €       1.900,00
4
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €       2.200,00
5
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €       2.500,00
6
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €       2.800,00
7
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €       3.100,00
8
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €       3.400,00
9
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €       3.700,00
10
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €       4.000,00
11
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €       4.300,00
12
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €       4.600,00
13
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €       4.900,00
14
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €       5.200,00
15
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €       5.500,00
16
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €       5.800,00
17
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €       6.100,00
18
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €       6.400,00
19
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €       6.700,00
20
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €       7.000,00
21
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €       7.300,00
22
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €       7.600,00
23
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €       7.900,00
24
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €       8.200,00
25
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €       8.500,00
26
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €       8.800,00
27
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €       9.100,00
28
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €       9.400,00
29
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €       9.700,00
30
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €     10.000,00
31
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €     10.300,00
32
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €     10.600,00
33
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €     10.900,00
34
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €     11.200,00
35
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €     11.500,00
36
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €     11.800,00
37
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €     12.100,00
38
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €     12.400,00
39
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €     12.700,00
40
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €     13.000,00
41
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €     13.300,00
42
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €     13.600,00
43
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €     13.900,00
44
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €     14.200,00
45
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €     14.500,00
46
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €     14.800,00
47
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €     15.100,00
48
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €     15.400,00
49
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €     15.700,00
50
 €            1.000,00
30%
 €               300,00
 €                  1.300,00
 €     16.000,00

Calcolo del costo reale del denaro secondo la circolare della Banca D’Italia s.p.a.
Anni
 capitale iniziale
interessi anno
 totale interessi
 capitale +interessi
 costo totale
1
 €                   1.000,00
30%
 €                      300,00
 €                  1.300,00
 €                   1.300,00
2
 €                   1.300,00
30%
 €                      390,00
 €                  1.690,00
 €                   1.690,00
3
 €                   1.690,00
30%
 €                      507,00
 €                  2.197,00
 €                   2.197,00
4
 €                   2.197,00
30%
 €                      659,10
 €                  2.856,10
 €                   2.856,10
5
 €                   2.856,10
30%
 €                      856,83
 €                  3.712,93
 €                   3.712,93
6
 €                   3.712,93
30%
 €                   1.113,88
 €                  4.826,81
 €                   4.826,81
7
 €                   4.826,81
30%
 €                   1.448,04
 €                  6.274,85
 €                   6.274,85
8
 €                   6.274,85
30%
 €                   1.882,46
 €                  8.157,31
 €                   8.157,31
9
 €                   8.157,31
30%
 €                   2.447,19
 €                10.604,50
 €                10.604,50
10
 €                10.604,50
30%
 €                   3.181,35
 €                13.785,85
 €                13.785,85
11
 €                13.785,85
30%
 €                   4.135,75
 €                17.921,60
 €                17.921,60
12
 €                17.921,60
30%
 €                   5.376,48
 €                23.298,09
 €                23.298,09
13
 €                23.298,09
30%
 €                   6.989,43
 €                30.287,51
 €                30.287,51
14
 €                30.287,51
30%
 €                   9.086,25
 €                39.373,76
 €                39.373,76
15
 €                39.373,76
30%
 €                11.812,13
 €                51.185,89
 €                51.185,89
16
 €                51.185,89
30%
 €                15.355,77
 €                66.541,66
 €                66.541,66
17
 €                66.541,66
30%
 €                19.962,50
 €                86.504,16
 €                86.504,16
18
 €                86.504,16
30%
 €                25.951,25
 €             112.455,41
 €              112.455,41
19
 €              112.455,41
30%
 €                33.736,62
 €             146.192,03
 €              146.192,03
20
 €              146.192,03
30%
 €                43.857,61
 €             190.049,64
 €              190.049,64
21
 €              190.049,64
30%
 €                57.014,89
 €             247.064,53
 €              247.064,53
22
 €              247.064,53
30%
 €                74.119,36
 €             321.183,89
 €              321.183,89
23
 €              321.183,89
30%
 €                96.355,17
 €             417.539,05
 €              417.539,05
24
 €              417.539,05
30%
 €              125.261,72
 €             542.800,77
 €              542.800,77
25
 €              542.800,77
30%
 €              162.840,23
 €             705.641,00
 €              705.641,00
26
 €              705.641,00
30%
 €              211.692,30
 €             917.333,30
 €              917.333,30
27
 €              917.333,30
30%
 €              275.199,99
 €          1.192.533,29
 €          1.192.533,29
28
 €          1.192.533,29
30%
 €              357.759,99
 €          1.550.293,28
 €          1.550.293,28
29
 €          1.550.293,28
30%
 €              465.087,98
 €          2.015.381,26
 €          2.015.381,26
30
 €          2.015.381,26
30%
 €              604.614,38
 €          2.619.995,64
 €          2.619.995,64
31
 €          2.619.995,64
30%
 €              785.998,69
 €          3.405.994,34
 €          3.405.994,34
32
 €          3.405.994,34
30%
 €          1.021.798,30
 €          4.427.792,64
 €          4.427.792,64
33
 €          4.427.792,64
30%
 €          1.328.337,79
 €          5.756.130,43
 €          5.756.130,43
34
 €          5.756.130,43
30%
 €          1.726.839,13
 €          7.482.969,56
 €          7.482.969,56
35
 €          7.482.969,56
30%
 €          2.244.890,87
 €          9.727.860,43
 €          9.727.860,43
36
 €          9.727.860,43
30%
 €          2.918.358,13
 €       12.646.218,55
 €        12.646.218,55
37
 €        12.646.218,55
30%
 €          3.793.865,57
 €       16.440.084,12
 €        16.440.084,12
38
 €        16.440.084,12
30%
 €          4.932.025,24
 €       21.372.109,35
 €        21.372.109,35
39
 €        21.372.109,35
30%
 €          6.411.632,81
 €       27.783.742,16
 €        27.783.742,16
40
 €        27.783.742,16
30%
 €          8.335.122,65
 €       36.118.864,81
 €        36.118.864,81
41
 €        36.118.864,81
30%
 €        10.835.659,44
 €       46.954.524,25
 €        46.954.524,25
42
 €        46.954.524,25
30%
 €        14.086.357,28
 €       61.040.881,53
 €        61.040.881,53
43
 €        61.040.881,53
30%
 €        18.312.264,46
 €       79.353.145,98
 €        79.353.145,98
44
 €        79.353.145,98
30%
 €        23.805.943,80
 €     103.159.089,78
 €      103.159.089,78
45
 €      103.159.089,78
30%
 €        30.947.726,93
 €     134.106.816,71
 €      134.106.816,71
46
 €      134.106.816,71
30%
 €        40.232.045,01
 €     174.338.861,73
 €      174.338.861,73
47
 €      174.338.861,73
30%
 €        52.301.658,52
 €     226.640.520,25
 €      226.640.520,25
48
 €      226.640.520,25
30%
 €        67.992.156,07
 €     294.632.676,32
 €      294.632.676,32
49
 €      294.632.676,32
30%
 €        88.389.802,90
 €     383.022.479,21
 €      383.022.479,21
50
 €      383.022.479,21
30%
 €      114.906.743,76
 €     497.929.222,98
 €      497.929.222,98

Naturalmente a queste cifre non ci si arriverà mai, ma è evidente la differenza che esiste tra la legge 108/96 e la circolare della Banca D’Italia s.p.a.,

CON QUESTO SISTEMA IL COSTO REALE DEL DENARO DIVENTA ALTISSIMO
In moltissimi procedimenti penali le banche si stanno difendendo, a mio parere confessato, che hanno rispettare la circolare della Banca D’Italia s.p.a., quindi significa che tutto il sistema economico finanziario applica costi altissimi su tutti i rapporti bancari, sia privati che pubblici… siamo sicuri che le tasse che si pagano vanno per i servizi e le infrastrutture pubbliche o a coprire gli interessi usurai e di anatocismo sui conti pubblici?