lunedì 22 settembre 2014
LA RASSEGNA STAMPA DEL 22 SETTEMBRE 2014
IL TURBO CAPITALISMO ALL'ITALIANA: VIA LE TUTELE A TUTTI
"LA SITUAZIONE ECONOMICA DELL'ITALIA E INSOSTENIBILE, PER LA RIPRESA DEVE USCIRE DALL'EURO FINANCIAL TIMES OGGI"
SARKOZY ANNUNCIA IL RITORNO IN POLITICA E SCATENA LA "GUERRA DEI CAPI" NELL'UMP. MARINE LE PEN: "UN NOIOSO FEUILLETON"
LA RUSSIA DI PUTIN COMPRA ORO A TONNELLATE E VENDE I TITOLI DI STATO AMERICANI IN SUO POSSESSO (TRIPLICATE LE RISERVE)
L'ACCORDO SULLE ARMI RUSSIA-EGITTO: IMPORTANTE PASSO AVANTI MENTRE GLI USA ARRETRANO IN MEDIO ORIENTE
"LA SITUAZIONE ECONOMICA DELL'ITALIA E INSOSTENIBILE, PER LA RIPRESA DEVE USCIRE DALL'EURO FINANCIAL TIMES OGGI"
SARKOZY ANNUNCIA IL RITORNO IN POLITICA E SCATENA LA "GUERRA DEI CAPI" NELL'UMP. MARINE LE PEN: "UN NOIOSO FEUILLETON"
LA RUSSIA DI PUTIN COMPRA ORO A TONNELLATE E VENDE I TITOLI DI STATO AMERICANI IN SUO POSSESSO (TRIPLICATE LE RISERVE)
L'ACCORDO SULLE ARMI RUSSIA-EGITTO: IMPORTANTE PASSO AVANTI MENTRE GLI USA ARRETRANO IN MEDIO ORIENTE
RACCOMANDAZIONI E (uah uah uah) PREVISIONI DEL FMI PER L’ITALIA
Lo scorso 12 settembre il Board del Fmi ha sentenziato l’importanza delle riforme di Renzi per il nostro paese (e per forza, ha adottato quanto da loro pubblicato a gennaio 2014) per la ripresa della crescita ed il consolidamento dei conti pubblici.
Riportiamo di seguito il testo tradotto e al termine le tabelle previsionali su cui ci permetteremo di soffermarci un attimino (per fare quattro risate).
Ecco il testo tradotto:
Il 12 settembre 2014, il Comitato esecutivo del Fondo monetario internazionale (FMI) ha concluso la consultazione dell’articolo IV con l’Italia.
L’economia sta lottando per uscire dalla recessione, il PIL si è contratto nella prima metà dell’anno, ma si prevede un graduale aumento dell’attività economica nei prossimi trimestri. In un contesto di notevole ristagno economico, l’inflazione è scesa ben al di sotto dell’uno per cento e la disoccupazione ha raggiunto il 12,3 per cento. Gli Spread sovrani si sono ridotti ma le condizioni di finanziamento rimangono molto ristrette per il settore delle imprese (in particolare per le piccole e medie imprese, PMI) e i non performing loans (prestiti incagliati = NPL) continuano ad aumentare.
La crescita dovrebbe salire al 1,1 per cento nel 2015, come le condizioni di credito si saranno normalizzate e gli effetti delle misure di allentamento da parte della Banca centrale europea (BCE) si faranno sentire.
I rischi sono ancora orientati al ribasso e comprendono tensioni geopolitiche e la possibilità di stagnazione e inflazione bassa
Il primo ministro Renzi ha delineato un programma di implementazione di riforme delle imprese essenziale per creare posti di lavoro, aumentare la produttività, e risollevare la crescita potenziale da una bassa stima di circa ½ per cento.
La prima fase della riforma del mercato del lavoro incentrata sulla maggiore flessibilità prevederà un contratto con il graduale rafforzamento della tutela e il migliorare le politiche attive del mercato del lavoro.
Le riforme del sistema giudiziario e della pubblica amministrazione sono in corso e le riforme volte ad incoraggiare la concorrenza devono essere legiferate presto. Attuare riforme strutturali contemporaneamente sarebbe auto-rinforzante e genererà significative sinergie di crescita.
Il disavanzo di bilancio nominale dovrebbe essere intorno al 3 per cento del Pil quest’anno. In termini strutturali, si prevede un disavanzo dello 0,8 per cento del PIL.
Il debito pubblico raggiungerà il picco di quest’anno a circa il 136 per cento del PIL e si prevede un calo in seguito. Il passaggio della delega fiscale stabilisce un quadro per la semplificazione e il miglioramento del sistema fiscale e sarà uno strumento importante per ottenere un riequilibrio fiscale favorevole alla crescita.
Comitato Esecutivo per la valutazione 2
Il Board ha convenuto che sono necessari cambiamenti strutturali profondi per liberare il potenziale di crescita in Italia, garantire una ripresa, e affrontare le questioni eccesso di debito.
Il Board ha sottolineato l’urgenza di riforme del mercato del lavoro per ridurre la dualità e aumentare la flessibilità, basandosi sui guadagni recenti, bene i contratti di lavoro semplificati con graduale aumentando della protezione, e la fissazione dei salari decentrata per promuovere a livello di impresa la contrattazione salariale e le retribuzioni meglio allineate alla produttività.
Il Board ha sottolineato in particolare l’importanza delle riforme giudiziarie. Il Board ha continuato a sostenere gli sforzi per migliorare la concorrenza, in particolare nei settori retail e dei servizi, e per rafforzare il quadro giuridico anticorruzione.
Il Board ha convenuto che la bonifica crediti inesigibili delle banche resta una priorità immediata.
Il Board suggerisce di rinvigorire il settore delle piccole e medie imprese come complemento alle riforme del settore finanziario. Hanno incoraggiato le autorità a fornire un sostegno alla ristrutturazione di imprese in difficoltà, ma vitali, e facilitare un’uscita indolore per coloro che non sono vitali. Il Board ha preso atto che le iniziative volte a rafforzare le garanzie di esecuzione dovrebbero contribuire a sostenere nuovi finanziamenti.
Il Board ha elogiato le autorità italiane per la notevole consolidamento fiscale negli ultimi anni. Andando avanti, ha sottolineato la necessità di una politica fiscale a trovare un equilibrio tra garantire la crescita a breve termine e l’impostazione del rapporto debito su un percorso discendente nel medio termine. A questo proposito, essi hanno convenuto che la priorità per la regolazione alla crescita dovrebbe essere quello di creare spazio per abbassare le aliquote fiscali marginali attraverso il risparmio di spesa e le spese fiscali più basse. Allo stesso tempo, gli Amministratori ritengono che, dato l’ambiente di bassa crescita, alti tassi di interesse reali, e grandi esigenze di finanziamento, sarebbe prudente costruire il saldo strutturale per il consolidamento una volta che ci sarà la ripresa.
Come avrete certamente notato, il presente documento si allinea alle varie pubblicazioni che questi giorni abbiamo dedicato al FMI e relative all’intera eurozona.
Ma secondo questi geni del budget, dove ci porteranno tutte queste cose? Su quale sentiero ci troveremo alla fine incamminati?
Vediamolo
Punto numero uno: IL PIL CRESCERA’ ADDIRITTURA DI UN VALORE SUPERIORE ALL’1% PERCHE’ SALGONO I CONSUMI PRIVATI E DI CONSEGUENZA GLI INVESTIMENTI FISSI LORDI DELLE AZIENDE (sarà frutto degli 80 euro il mese? hihihih);
Punto numero due: QUI SONO DOLORI, PERCHE’ SI PREVEDE CHE IL SALDO PRIMARIO SALGA DI QUASI 3 PUNTI PERCENTUALI (CHE SIGNIFICANO IN LINEA DI MASSIMA 45 MILIARDI DI TAGLI, IN PRATICA, CONSIDERANDO IL MOLTIPLICATORE KEYNESIANO, ALMENO 70! UN’ENORMITA’ TRA TAGLI E TASSE (perche’ non crediate che Renzi e il PD faranno tagli….con loro solo tasse, per la precisione oltre 100 miliardi di euro)
Punto numero tre: UAH UAH UAH….guardate il grafico che segue…..PERCORSO DI RIENTRO DAL DEBITO PUBBLICO STREPITOSO uah uah uah…
Ragazzi, questi sono sognatori totali, assoluti, insuperabili. E pensare che Fassina viene da questa scuola, Cottarelli pure…….ma dico io……mettiamo ministro dell’economia mia madre che perlomeno appartiene alla classe di italiani che ha costruito questo paese e l’attuale benessere, non questa manica di squilibrati mentali che per lauti compensi sono disposti a sostenere tesi assurde e persino a vendere la propria madre a Satana!
Maurizio Gustinicchi-scenarieconomici.it
domenica 21 settembre 2014
ACCADEMIA DELLA LIBERTA': 20 Settembre.
ACCADEMIA DELLA LIBERTA': 20 Settembre.: Oggi, quasi ieri, vista l’ora tarda, è il 20 Settembre. Molte strade sono intitolate a questa data, in Italia. Spesso sono tra le miglior...
20 Settembre.
Oggi, quasi ieri,
vista l’ora tarda, è il 20 Settembre.
Molte strade sono
intitolate a questa data, in Italia. Spesso sono tra le migliori: viali
alberati, centri storici ed eleganti. Ma
se chiedete ad un giovane cosa sia o sia stato il 20 Settembre nella nostra
Storia, pochi risponderanno in modo appropriato. Eppure se vi hanno dedicato
tante strade….
Il 20 Settembre
del 1870 i Bersaglieri del Generale Lamarmora fecero irruzione nella “breccia”
praticata dall’artiglieria savoiarda nelle mura di Roma, a Porta Pia, ed
entrarono nella Città, conquistandola.
Di fatto
decretarono la fine del potere temporale del Sovrano assolutista che sedeva sul
Soglio Pontificio.
Ed i Savoja
poterono finalmente sedersi sul trono nel Palazzo del Quirinale: “Il padrone
sono me!” frullava nella mente dell’esule e clandestino Re d’Italia. Esule
perché aveva ceduto la sua terra d’origine, la Savoja a Napoleone III,
unitamente a Nizza, per l’aiuto ricevuto nella cosiddetta Seconda Guerra di
Indipendenza, quella del 1959, che gli permise di arraffare il Veneto e
vicinanze. Clandestino perché per arrivare a soddisfare la libido di potere,
aveva operato ogni genere di nefandezza, contro ogni legge e morale. Non sto a
descrivere le radiose giornate dell’occupazione del Regno delle Due Sicilie,
dei Plebisciti precompilati, delle spoliazioni e grassazioni inflitte alle
varie Popolazioni, dall’Emilia al Meridione; clandestino perché si prese il Veneto
et ultra senza interpellare le Popolazioni. I pirati saraceni (mamma, li Turchi!)
erano di natura identica, ma almeno facevano dichiaratamente i pirati.. Esule,
clandestino ed oppressore. Questo era il Trono dei nSavoja.
Ma è la faccia più
bella ed accettabile della loro storia.
Quello che non
arrivarono a capire (che ci volete fare? Li hanno disegnati così….) è che a
Roma un re c’era già. Il papa.
E con l’acume
tipico dei Savoja, crederono di aver vinto e di aver costretto i cardinaloni ed
il loro capo a starsene rintanati in Vaticano.
Errore storico.
Errore politico.
Cioè qualcosa peggio di un delitto: la stupidità è peccato mortale, nella
Storia. Il precedente re di Roma -il papa- non aveva la stessa libidine
provincialotta dei Savoja. Infatti abbozzò. E attese al varco il potere che lo
aveva sculacciato. “I Savoja si sono presi Roma? E noi ci prendiamo tutta
l’Italia”.
Certo, il papa non
ha usato le Guardie Svizzere per attuare la sua vendetta, non ha usato la forza
militare. Ma la vendetta, spietata come è sempre quella della chiesa romana, ha
atteso i suoi tempi, ha operato con le sue logiche, ha attuato la sua strategia
di infiltrazione. Ha usato politici e banchieri, ha fatto mercimoni con
personaggi non presentabili, ha scatenato vere e proprie guerre mefitiche di
religione. Ed oggi gode di privilegiatissime posizioni di potere in tutti i
campi, dalla scuola alla finanza, dai media alla ricerca, dalle industrie alla
politica interna ed estera. Esenzioni e prebende comprese. Condiziona scelte
sociali e indirizzi morali. Censura e pone il veto dove crede…….
Mica male come risultato
in un secolo e mezzo di vendetta. Avrebbero dovuto starsene rintanati ed invece sono esondati per ogni dove, in
ogni attività
Certe volte mi
viene da pensare che siamo nel più bel Paese del mondo, e che quindi la Storia , la Natura , un ipotetico Demiurgo
o … “Architetto del Mondo” (sottile allusione….) voglia di tanto in tanto farci
quasi pagare le tante meraviglie che ci ritroviamo. Si chiama “legge del
contrappasso” . A noi, per bilanciare le meraviglie dello Stivale, è capitata
la peggior Casa Regnante d’Europa.
Del resto il
Principe Ruffo di Calabria, in uno scatto d’ira, rivolto al Re d’Italia disse: “Noi
eravamo già nobili da secoli quando voi pascolavate ancora le vostre capre
sulle Alpi”.
Il 20 Settembre
avrebbe potuto essere una giornata di festa, da godere insieme.
Avrebbe dovuto
essere la festa della libertà, libertà da condizionamenti di chi pretende che
la sua morale sia obbligatoria per
tutti.
E’ stata invece
l’inizio della discesa progressiva, interrotta solo per venti anni. Ma questa è
un’altra storia (E non mi si citino i Patti Lateranensi: fu il modo di tacitare
la curia; del resto le Associazioni in Camicia nera sostituirono le
Associazioni cattoliche. Ed il papa fu costretto, con bizantina astuzia, a
dire: “….l’Uomo che la provvidenza divina aveva stabilito di farci incontrare”.
Naturalmente dopo cambiò
comportamento….).
20 Settembre:
quello che avrebbe potuto essere e che non fu. Peccato (Roma, quella vera,
spargeva il sale sopra le città nemiche….)
Fabrizio Belloni
Della Storia
La storia non è una scienza, ma arte di chi la scrive secondo il proprio modo di VEDERE il presente!
sabato 20 settembre 2014
RIFLESSIONI TEOSOFICHE
Cosa impedisce a un Dio onnipotente di rivelarsi nuovamente e ogni quanto vuole? Perché gioca a nascondino, potrebbe parlare con le sue creature senza fare il prezioso? Perché conoscendo la caducità della natura umana ha scelto di mediare il suo contatto proprio attraverso altri uomini?
Perchè ha scelto un tempo storico piuttosto che un'altro per far venire suo figlio? Perché ha immolato suo figlio se già conosceva la sorte che gli attendeva, quasi a dimostrare che l'uomo, sua creatura, lo avrebbe ammazzato? Dio ha limiti nello spazio tempo cosi come l'uomo, ma lo spazio tempo sono il limiti di Dio ed un limite da lui stesso creato? Non vi è nessuna necessità spirituale di una scrittura scritta se Dio vuole comunicare con l'uomo, l'intelletto non ha bisogno della mediazione scritturale.
La scrittura è un passaggio forzato ed obbligato per dare conto alla ragione del suo esistere, altrimenti inutile. La ragione è il peggiore strumento che abbiamo per arrivare a Dio. La ragione pur comprendendo nature diverse di linguaggio oltre quelle da lei concepite come la scrittura ha bisogno solo di questa per dissetarsi e dare ragione del suo essere. Il limite del linguaggio che soddisfa a stento la ragione in quanto non può completamente inverare e definire essenze al di fuori del suo dominio come l'infinito (spazio) e l'eternità (tempo) di Dio per limiti intrinseci di fine temporale. La descrizione di Dio con il linguaggio umano è un paradosso se non solo per la costruzione che la ragione ha esigenza di soddisfare la sua sete di conoscenza che tende all'infinito. Una descrizione di Dio dovrebbe venire dal passato e continuare nel futuro senza finire mai usando sempre parole diverse se mai ciò fosse possibile per comprendere il Dio o le sue varie espressioni. La stessa purezza dell'immaginazione quando viene trasferita nel mondo materiale dello spazio-tempo trova dei limiti anche di indefinibilità, molti artisti non finiscono mai le proprie opere proprio perché le continuano a vedere incomplete. Immaginate ora il figlio di Dio il Cristo, della stessa natura del Padre, la perfezione che si limita in uno spazio-tempo con la caducità del dominio del tempo, tradotto nel contesto dello spazio-tempo, ne diventa una opera di difficile ritrovamento storico. La sola ragione umana trova difficoltà a muoversi in questo ambito, confesso che più volte mi sono cimentato nell'esperienza della ricerca "solo" storica del Gesù con risultati molto interessanti per la validazione della sua "non esistenza". Ma allo stesso tempo c'è la sua forte esistenza evangelica che difficilmente si può contestare nell'ambito della dottrine Divine per la questione della natura umana. La questione del Cristo infatti diventa poi' molto più difficile da smontare in quanto questa può essere verificata ogni giorno personalmente nel "logos" che si fa azione. Ma la questione di Dio rimane sempre un mistero in cui la povera ragione finirà sempre per annegare senza il salvagente della fede, che forse ha sede nell'apertura dell'intelletto. In quel momento la ragione non è più lo strumento di indagine, oltre che da filtro per le questione di carattere spazio-temporali, ma solo un'ausilio per dare contenuto umano al dominio divino. I Progetti di Dio sono imperscrutabili in quanto concepiti al difuori del domino del tempo e dello spazio (compreso dalla ragione) l'uomo ha da sempre la presunzione di misurare con strumenti inadeguati questioni che può solo intravedere nello spiraglio che lascia la porta dello spirito. Allo stesso tempo l'uomo più abile e furbo, conoscendo l'inclinazione della ricerca di infinito che ha la natura umana ancora con l'impronta del padre universo e della madre terra, insinua con architetture del tutto umane come il linguaggio e messaggi attraverso di essi veicolati, di spiegarti agli altri il volere di DIO.
Giuseppe Turrisi
Delle due l'una: O Gesù non ha mai fondato una chiesa ed allora si spiega tutto e razionalmente
Delle due l'una: O Gesù non ha mai fondato una chiesa ed allora si spiega tutto e razionalmente
dalla corruzione alla deriva e devastazione massonica di questa......
Oppure si è sbagliato a fondarla e per l'ennesima volta si è affidato alla corruzione della natura umana da lui (nella persona del Padre) stesso creata e conosciuta essendo onnisciente e onnipresente... Che gioco è quello di farlo lo stesso sapendo già il risultato finale!!!!
Un fondatore di una azienda (figuriamoci di una chiesa) la cura sempre nel minimo dei dettagli, la fa crescere, la anima, la difende, la custodisce, ecc C'è una resa....!!! Oppure non c'è mai stata
UTOPIA di Fabrizio Belloni
UTOPIA
Il termine
“utopia” fu, allora, un neologismo inventato da Thomas More (in italiano
Tommaso Moro), vescovo ai tempi di Enrico VIII. Da questi decapitato quando il
prelato si rifiutò di avallare lo scisma anglicano da Roma, dovuto a fregole
nuziali del re.
La parola “utopia”
deriva dal greco: “ou,” che significa “non”, e
“topos”, che vuol dire “luogo”.
La definizione può
essere quella del vocabolario: <<quanto
costituisce l’oggetto di un’aspirazione
ideale, non suscettibile di realizzazione pratica>>., che, riferita
alla vita socio-politica, è, sempre seguendo la definizione del vocabolario, <<disegno di una società perfetta,
proiettata in una dimensione spazio-temporale nella quale gli uomini dovrebbero
poter realizzare una convivenza del tutto felice>>. E proprio perché
“utopica”, è destinata a rimanere irrealizzabile. Infatti il suo sinonimo è “irrealizzabile”. E’ un’illusione
fantastica ideale impossibile a realizzarsi.
E qui dobbiamo
giocare a capirci. Sognare di vivere
meglio, tutti in pace, senza esseri miserabili, deboli, invidiosi e –raramente-
malvagi (i veri “cattivi” sono estremamente intelligenti, e perciò ve ne sono
pochissimi), è comune a tutti gli esseri
umani “normali”. Ciascuno ha le proprie debolezze, le proprie fragilità, i
propri punti deboli. Accettare prima di tutto i propri e poi quelli altrui è lo
spirito giusto del convivere. Provarci, almeno, visto che eliminare tutte le debolezze
personali è, appunto un’utopia.
L’essere umano,
almeno quello figlio delle Termopili, ove 300 Spartani fermarono il misticismo
orientale, dando via libera alla Ragione, all’Uomo Europeo, bianco e libero, dovrebbe
avere nel DNA la verità di se stesso, e capire come è fatto, di cosa è
composto, e stare con i piedi della morale ben piantati per terra. Sognare è
piacevole, ma illusorio e fuorviante. Accettarsi completamente forse non è
elegante e perbenista. Ma è l’unica via alla libertà interiore. Accettare come è fatto l’essere umano.
Violenza innata compresa. Grazie a dio (Odino, per me, cioè la Natura in simbiosi con gli
dei del Walhalla e non in contrapposizione o in asservimento semitico a loro)
nell’essere umano vi è la
Ragione e la
Volontà , che regolano e controllano anche la violenza. Che ci
permette di vivere e sopravvivere, tra l’altro.
Ora, dalla Storia
che conosciamo compiutamente, dai Sumeri cioè (da dove arrivavano? Mistero non
svelato!....) ad oggi, la
Storia dell’Uomo è, di fatto, la Storia delle sue Guerre.
Piaccia o non piaccia.
Cioè da sempre
l’Uomo ha guerreggiato contro altri uomini. Cambiano i mezzi, gli scenari, ma
non si è modificato di un millesimo di centimetro lo slancio guerriero, lo
spirito bellico, il bisogno di lotta.
E’ l’essere umano
che è fatto così.
Dire che l’’Uomo
deve “migliorare”, deve “cambiare”, deve “addolcirsi” è la speranza, il sogno che funge da scudo e finge di
difenderci dalla paura e dal terrore della atrocità della guerra.
Comprensibile, per carità! Ma utopico e
irrealizzabile. Perché contro natura.
Quindi, a stretto
rigor di logica, improntare la propria vita al tentativo di realizzare
l’irrealizzabile, a perseguire un sogno che non c’è, è utopia. E di conseguenza
l’utopia pacifista è immorale. Bel
sogno, piacevole illusione, dolce speranza. Che fa gettare la propria vita nel
letamaio dell’inutilità. La parabola dei
talenti, se compresa fino in fondo, ne è la riprova: lo sapevano già gli
agiografi di rabbi Yehoshua, in amarico Yeshu. Per noi comunemente, Gesù.
L’utopia è
immorale, per noi figli delle Termopili.
E definire la
guerra “follia”, come ha fatto il gesuita vestito di bianco, è uno spot
pubblicitario, sottolineato da acconcia espressione del viso. Ma è immorale.
Certo, il papa dovrebbe cancellare duemila anni di antropocentrismo e di sottomissione
al potere ecclesiale, e non si può pretendere troppo, dal sovrano di Roma. Ma
l’Uomo Europeo è altro, ed anche la chiesa se ne sta accorgendo. Corre e
correrà ai ripari, cercando di toccare le corde del sentimento, della paura,
dei generosi e altruistici aspetti dell’animo umano……. Ma sempre illusioni e fandonie
restano.
La realtà è la
nuda e cruda Storia. Che, ripeto, è principalmente (non solo) la Storia delle Guerre. E sarà
sempre così.
L’utopia
lasciamola a Peter Pan, alle storie per bimbi, bisognosi di stupore.
La vita è altro.
Se proprio
vogliamo dirla tutta, la vita è “volontà di potenza”.
Fabrizio Belloni
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