giovedì 27 marzo 2014

"Euro, ma di che parliamo?"


SCIE CHIMICHE UNA QUESTIONE DI SEGRETO DI STATO? E TANTI CRUMIRI A DIFENDERE IL SEGRETO SPACCIANDOLO PER BUFALA


VOX POPULI?


RASSEGNA STAMPA 27/3/2014

IL GOVERNO CONTRO LA SALUTE DEI CITTADINI
http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=23217

F35. LA "STRATEGIA" ITALIANA: RALLENTARE GLI ACQUISTI
http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=23214

OBAMA-RENZI. GIOVIN RUOLO DA SCIUSCIA'
http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=23215

LA GUERRA DELLA MONETE --- LA CINA E IL NUOVO ORDINE MONDIALE
http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/2014/03/la-guerra-delle-monete-la-cina-e-il.html

I BRICS SVOLGONO UN RUOLO DI BILANCIAMENTO GLOBALE
http://aurorasito.wordpress.com/2014/03/27/brics-svolgono-ruolo-di-bilanciamento-globale/

"ROMA STA CON PUTIN"
http://www.associazionelatorre.com/2014/03/roma-sta-con-putin/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=roma-sta-con-putin

IL J'ACCUSE EBRAICO A PUTIN
http://www.associazionelatorre.com/2014/03/il-jaccuse-ebraico-a-putin/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=il-jaccuse-ebraico-a-putin








Usura, tassi fino al 300% in manette 4 insospettabili

Usura, tassi fino al 300% in manette 4 insospettabili

INTERPELLANZA 2/00440

ATTO CAMERA

INTERPELLANZA 2/00440

Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 184 del 06/03/2014
Firmatari
Primo firmatario: CANCELLERI AZZURRA PIA MARIA
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 06/03/2014
Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE delegato in data 06/03/2014
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interpellanza 2-00440
presentato da
CANCELLERI Azzurra Pia Maria
testo di
Giovedì 6 marzo 2014, seduta n. 184

La sottoscritta chiede di interpellare il Ministro dell'economia e delle finanze, per sapere – premesso che:
con l'articolo 23-quater del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, è stata stabilita l'incorporazione dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e dell'Agenzia del territorio rispettivamente, nell'Agenzia delle dogane e nell'Agenzia delle entrate;
come indicato nella relazione resa dal Ministero dell'economia e delle finanze ai sensi del comma 1 dell'articolo 23-quater del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, il suindicato accorpamento è finalizzato al conseguimento di «obiettivi di risparmio, razionalizzazione gestionale ed efficientamento delle strutture». Una operazione che si inquadra, come precisato nel documento, «in una più ampia manovra di revisione degli apparati amministrativi, finalizzata a ridurre la spesa pubblica ma anche ad accrescere l'efficienza delle strutture». I risultati attesi comprendono il miglioramento dei servizi resi all'utenza, lo sviluppo della tax compliance, una maggiore efficacia della lotta all'evasione fiscale e, al contempo, la riduzione del costo attraverso lo sfruttamento delle economie di scala e di gestione;
l'avvio del processo di accorpamento è stato accompagnato da un ampio dibattito di carattere politico, giuridico e sindacale, tuttora insopito, che ha messo più volte in discussione l'opportunità della manovra sia con riferimento ai pretesi guadagni di efficienza – tutt'altro che scontati – sia con riguardo all'ancor più delicato problema del rapporto tra cittadino e pubblica amministrazione che risulterebbe alterato e compromesso da ingiustificati processi di concentrazione delle burocrazie pubbliche;
in particolare, dubbi sono stati sollevati sulla reale possibilità di conseguire sinergie operative ed economie di scala attraverso l'accorpamento di strutture con mission e operatività del tutto differenti quali l'Agenzia del territorio e l'Agenzia delle entrate o, come nel caso della gestione dei giochi, rispetto al funzionamento dell'apparato doganale;
dall'esame delle esperienze di «merging» maturate negli altri Paesi europei non emerge una tendenza all'accorpamento tra le agenzie delle entrate e quelle del territorio né, tantomeno, dei giochi alle dogane. Nel Regno Unito, ad esempio, le attività del catasto sono separatamente attribuite al valuation office agency dell'HMRC, mentre le attività delle conservatorie dei registri immobiliari sono svolte da un'altra agenzia, la HM Land Registry. In Spagna entrate e dogane sono gestite dall'agenzia tributaria (Aeat), mentre l'attività del catastale della conservatoria è svolta direttamente dal ministero delle finanze. In Francia, ove non vige il sistema delle agenzie ma quello tradizionale ministeriale, l'attività del catasto, del demanio e della conservatoria dei registri immobiliari è gestita specificamente dal service France domaine della Dgfip e i dirigenti di questa struttura hanno un separato percorso di carriera rispetto agli altri burocrati. In tutte le citate esperienze, inoltre, i processi di accorpamento si sono rivelati difficili e costosi a causa dell'eterogeneità tecnica ed operativa delle funzioni conglobate e dell'adeguamento del sistema informatico e delle competenze dei funzionari;
analoghe perplessità sono manifestate nella risoluzione in Commissione n. 8-00185 del 4 luglio 2012 ove «si evidenzia come eventuali accorpamenti o trasferimenti di funzioni da un settore all'altro dell'Amministrazione finanziaria, non potranno essere realizzati in forma generica, meccanica o irrazionale, ma debbano invece tenere attentamente conto delle diversità e delle omogeneità nelle attività svolte, dell'articolazione degli interessi pubblici coinvolti, delle peculiarità delle materie trattate, nonché delle necessità di assicurare un adeguato presidio territoriale e di rispondere alle legittime esigenze dei cittadini e degli operatori professionali». Nel medesimo documento si formula la fondamentale raccomandazione, con riferimento alle operazioni di riforma del catasto «di mantenere distinte le funzioni di attribuzione del valore e della rendita catastale dei fabbricati da quelle di accertamento e liquidazione dei tributi immobiliari basati su tali valori»;
nel decreto-legge n. 4 del 2012 recante disposizioni urgenti in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all'estero nonché altre disposizioni urgenti in materia tributaria e contributiva e di rinvio di termini relativi ad adempimenti tributari e contributivi è stabilito «all'articolo 1 al comma 3, alla lettera a) l'Agenzia delle entrate, in aggiunta alle assunzioni già autorizzate o consentite dalla normativa vigente, può procedere, per gli anni 2014, 2015 e 2016, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente corrispondente a una spesa non superiore a 4,5 milioni di euro per l'anno 2014, a 24 milioni di euro per l'anno 2015 e a 55 milioni di euro a decorrere dall'anno 2016»;
il suindicato piano di assunzioni è destinato a soddisfare non solo le esigenze operative connesse allo svolgimento delle attività necessarie all'applicazione della disciplina sull'emersione e il rientro dei capitali detenuti all'estero ma anche al fine di potenziare l'azione di prevenzione e contrasto all'evasione e all'elusione fiscale, assicurando l'incremento delle entrate fiscali e il miglioramento della qualità dei servizi;
il piano di assunzioni nell'Agenzia delle entrate di cui all'articolo 1, comma 3, lettera a), decreto-legge n. 4 del 2014 il cui onere in capo alla collettività potrebbe superare l'ammontare di 80 milioni di euro nell'arco di un triennio e che è destinato per espressa previsione ad assicurare il mero funzionamento istituzionale dell'Agenzia delle entrate a giudizio dell'interrogante costituisce riprova dell'inefficacia e inefficienza del processo di accorpamento delle agenzie fiscali, deliberato neanche due anni prima proprio con l'obiettivo di ridurre il costo delle suddette amministrazioni in un'ottica di spending review –:
se non si ritenga urgente e necessario fornire dettagliata esposizione circa l'effettiva sussistenza di economie di scala e sinergie operative nell'incorporazione dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e dell'Agenzia del territorio rispettivamente, nell'Agenzia delle dogane e nell'Agenzia delle entrate, anche alla luce delle esperienze europee in materia di «merging» delle burocrazie fiscali;
se non si ritenga di dover fornire, con la massima urgenza, una stima quantitativa di tali risparmi, se esistenti, sia con riferimento alle eventuali economie finora conseguite sia a quelle conseguibili nel medio e lungo periodo;
se non si ritenga perniciosa per i diritti dei cittadini una così radicale strategia di compattazione delle burocrazie fiscali sotto l'egida di un unico vertice dirigenziale non soggetto al diretto controllo del Ministero, anche alla luce delle ben note iniquità ed inefficienze verificate nel sistema della riscossione di Equitalia S.p.a. che costituisce un precedente particolarmente illuminante di quella che all'interrogante appare la fallacia e la disfunzionalità di simili concentrazioni di potere;
se non si ritenga di dover dare seguito a quanto previsto nella risoluzione in Commissione n. 8-00185 del 4 luglio 2012 con riferimento alle operazioni di riforma del catasto mantenendo, «distinte le funzioni di attribuzione del valore e della rendita catastale dei fabbricati da quelle di accertamento e liquidazione dei tributi immobiliari basati su tali valori» attraverso il conferimento delle summenzionate funzioni a distinte ed autonome amministrazioni o agenzie.
(2-00440) «Cancelleri».

SI MA NON SI VA OLTRE LE SCRITTE E L'INDIGNAZIONE!!!!



mercoledì 26 marzo 2014

VOX POPULI, VOX DEI di Fabrizio Belloni


Non ci sono santi. La saggezza degli Antichi non si smentisce mai, e il titolo ne è un’ennesima riprova.
Dunque.
L’Europa è nata, tanti anni fa. La vidi nascere: mio padre era uno dei funzionari della CCIAA di Milano che si dannò l’anima per costruire regolamenti, smussare angoli, aggregare consensi dei primi sei Stati che fondarono il sogno Europeo.
Poi l’Europa si è allargata, è cresciuta ed è diventata grande. Meglio dire, grossa.
Ma non le fecero, per motivi politici e finanziari, cari ai “poteri forti”, le “vaccinazioni” che si fanno a tutti i bambini che crescono. Così è cresciuta male, storta, gobba, intrisa di valori fasulli, che tanto sono distanti dalle speranze di partenza. E’ diventata una baldracca sfiorita, asservita alle cento “famiglie” che contano, nelle mani delle criminali banche d’affari d’oltre Atlantico, pressoché tutte semite. In più c’è il cancro della city di Londra, mezza dentro all’Europa quando le conviene, mezzo fuori, idem. E’ il gancio col quale gli yankee, asserviti alla Federal Riserve, alla Goldman Sachs, alla Stanley Morgan,  alla sconosciuta e terribile banca Boen, la banca della regina Elisabetta, di cui è proibito parlarne anche nel Parlamento inglese, per darvi un’idea, è il gancio, dicevo, col quale i “poteri forti” della quinta strada tengono per il collo l’economia europea, legata agli States.
Naturalmente molte parti politiche, in vari Paesi della vecchia, cara Europa, hanno cominciato a interpretare il malcontento che, dapprima inconsciamente, con lo stomaco ed il fegato, poi sempre più consapevolmente, la Gente d’Europa sentiva nascere  dentro di sé. Non c’è peggior odio di un amore tradito. Non c’è peggior rabbia di una speranza violentata e delusa. L’Europa che cresceva senza le “vaccinazioni” contro il consumismo avido, vuoto, straccione, sterile e usuraio non era quello che i Popoli chiedevano e speravano. Non questa Europa di banchieri usurai e finanziarie criminali.
Ungheria, Catalogna, Scozia, Danimarca, Grecia, Belgio,  gran parte della Germania, ed ora, fortemente la Francia, hanno visto crescere in modo imprevisto e terrorizzante per i “poteri forti”, i cosiddetti euroscettici, cioè gente che di questa Europa non ne vuole sapere.
Ed in Italia? Come sempre non siamo così seri come altri Paesi. Però anche da noi varie parti politiche si stanno muovendo in tal senso: le prossime elezioni europee saranno molto interessanti, con buona pace dell’ex fascista, ex filo nazista, ex migliorista comunista, che siede sul Colle. Buono per tutte le stagioni,, in ogni occasione appropriata o no, tira fuori la storiella dell’Europa che salva il futuro. Questa Europa? Ma per favore!  Si ricordi, il Signor Giorgio, Presidente Napolitano che “vox populi, vox dei”. Il che è vero ed anche più democratico dei patti europei firmati, obbedienti ai “poteri forti”, senza consultare il Popolo. Ma i nodi stanno arrivando al pettine.
Europa, erwache!

Fabrizio Belloni

RASSEGNA STAMPA 26/3/2014

CON LA LEGA, CONTRO LO SPACCIATORE
http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=23208

UCRAINA. UCCISO "SASHKO": NON SERVIVA PIU'
http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=23207

PUTIN GIUSTIZIERE DEL POPOLO
http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/2014/03/putin-giustiziere-del-popolo.html

OBAMA E TYMOSHENKO VOGLIONO UNA STRAGE DI RUSSI
http://dadietroilsipario.blogspot.it/2014/03/obama-e-tymoshenko-vogliono-una-strage.html

TURCHIA CONTRO SIRIA: ULTIMO SUSSULTO DELLA NATO?
http://aurorasito.wordpress.com/2014/03/26/turchia-contro-siria-ultimo-sussulto-della-nato/

CRIMEA, CODE PER IL PASSAPORTO RUSSO
http://italian.irib.ir/notizie/politica5/item/156737-crimea,-code-per-il-passaporto-russo

USA, RUMSFELD: MEGLIO UNA SCIMMIA ADDESTRATA DI OBAMA
http://italian.irib.ir/notizie/politica5/item/156742-usa,-rumsfeld-meglio-una-scimmia-addestrata-di-obama

VIDEO/ SIRIA, SCONTRI NEL NORD: DECINE DI MORTI TRA MILITANTI
http://italian.irib.ir/gallerie/video/item/156743-video-siria,-scontri-nel-nord-decine-di-morti-tra-militanti

MARINA ISRAELIANA SPARA CONTRO PESCATORI PALESTINESI: 4 FERITI
http://italian.irib.ir/notizie/palestina-news/item/156744-marina-israeliane-spara-contro-pescatori-palestinesi-4-feriti




Non chiamiamolo Occidente

Sono oramai 60 anni che il termine "occidentale" ha cambiato la sua semantica andando a significare quanto di più materialistico, anticulturale e antispirituale ci possa essere al mondo.

Quando si parla di "occidentalizzazione" si parla in realtà di globalizzazione, ossia la tendenza perversa e indotta dai grandi gruppi di potere ( cartelli bancari, grandi corporation multinazionali, finanza speculativa, cartelli petroliferi e tutto il culturame marcio che si portano appresso come think tank, commissioni sovranazionali ecc...) di fare di tutto il mondo una babele multirazziale e monoculturale, con una conseguente "reductio ad unum" dell'essere umano al suo solo lato oeconomicus andando così a far prevalere su tutto il resto l'indole mercantile e consumistica tipica dell'occidentale moderno.

Come ben sappiamo, però, l'occidentale moderno è un'individuo che ha perso la sua identità umana e culturale, non perchè questo paradigma di "modernità" sia l'evoluzione dello spirito occidentale ma perchè il mondo occidentale, per una serie di note cause storiche, economiche e geopolitiche, è diventato la colonia di questo misero sistema politico ed economico che è il liberal-capitalismo di matrice anglosassone.

Il problema si infittisce quando il significante ed il significato vengono visti come un "unicum" e quindi la semantica della parola finisce per creare la realtà in cui viviamo. Succede perciò che l'Occidente, in realtà figlio di una millenaria Tradizione storica, culturale, etica e spirituale, si va ad identificare in toto con i suoi ultimi 60 anni di "non storia" ed è allora che alla classicità greco-romana e alla sua virtù del "multiforme ingegno" si è sostituita l'iper-settorializzazione tecnicistica made in U.SA, alla tradizione umanistica e rinascimentale si è sostituito il mito della ricchezza e il culto del denaro (the american dream), alle migliaia di culture e tradizioni popolari si è sostituita la gita domenicale al fast-food e al centro commerciale e così via...

Come ben sappiamo, la Torre di Babele è in continua costruzione e Lor signori non si vogliono assolutamente fermare al solo mondo occidentale e, come l'edera parassita degli ulivi che non si ferma al solo tronco ma pervade tutto l'albero finchè no gli succhia tutta l'energia, hanno messo da qualche decennio le radici in Oriente, il quale però è duro a morire sia perchè, Giappone a parte, non è stato conquistato a seguito di una guerra e sia perchè stanno cambiando gli equilibri geopolitici.

Torniamo però all'Occidente, esiste un primo passo per riappropiarci della nostra, o meglio delle nostre, identità ed è quello di riappropiarci della semantica e del significato della parola "occidentale". Smettiamo di usare la parola occidentalizzazione come sinonimo di globalizzazione, despiritualizzazione, e "consumistificazione" dell'essere umano e invece, come recita un detto taoista, "fare tre passi indietro, per andare avanti nella direzione giusta" di modo che la nostra modernità non significhi la negazione stessa dell'Uomo ma bensì una sua evoluzione sociale, culturale e spirituale, una Modernità Umanistica.

F.C

Le ragioni di chi sta dalla parte di Putin



                       Putin_3


 Di Alfonso Piscitelli




Coloro che, partendo da diversi punti di vista,  hanno a cuore il tema della libertà dei Popoli, della sovranità e dell’indipendenza da un modello economico dominato dai grandi speculatori occidentali nelle ultime settimane si sono divisi riguardo alla valutazione della crisi in atto nella regione orientale del nostro continente. La divisione è legittima ed è doveroso ascoltare le ragioni degli altri, così come argomentare nella maniera più pacata possibile le proprie. Il modello da evitare è quello del tifo da stadio, il paradigma da perseguire è l’analisi della realtà che tenga presente i fattori strutturali (economo-sociali) e quelli valoriali nello stesso tempo. Chi scrive ritiene inoltre che sia doveroso un passaggio di livello da un piano di argomentazione “ideologico” a un piano di argomentazione più squisitamente “geopolitico”. Vedremo nei prossimi scritti di illustrare meglio – nei limiti delle nostre capacità – questo passaggio di livello.

Ciò premesso arriviamo al nocciolo della questione e della divisione. Vi è chi ritiene che i manifestanti di piazza Maidan abbiano agito per la libertà e il bene del loro popolo e che siano un esempio da seguire e un alleato da appoggiare. Vi è chi al contrario ritiene che gli “indipendentisti” di piazza Maidan – e ci riferiamo in particolare agli attivisti di Svoboda e Pravi Sector – siano stati più che altro la manovalanza di un colpo di Stato promosso all’esterno dei confini dell’Ucraina.

Questo colpo di Stato mira ad inserire l’Ucraina nella sfera di influenza della NATO, sottoponendola alle logica del Fondo Monetario Internazionale e dei grandi speculatori internazionali. Non si può parlare certo di “strumentalizzazione” di una rivolta partita con finalità giuste e con strategie efficaci: i leader della protesta di piazza sapevano benissimo quali movimenti si compivano nelle retrovie, chi forniva aiuti finanziari, logistici e addirittura armi nuove di zecca.

Come giudicare poi la figura e il ruolo assunto nel continente europeo da Vladimir Putin? Coloro che nel corso della crisi ucraina si sono schierati dalla parte della Federazione Russa sono stati accusati di essere succubi di una sorta di “emozione politica”: di una putin-mania. Se esiste questa affezione possiamo tranquillamente confessare di esserne affetti…

Ebbene sì, chi scrive è un “putiniano”: considera Vladimir Putin il più importante statista europeo e fatte le dovute differenze di contesto guarda a Putin come un patriota risorgimentale siciliano del 1861 guarderebbe a  Cavour, Garibaldi, Vittorio Emanuele e come un patriota del Baden-Wurttemberg del 1870 guarderebbe a Bismark e al Re di Prussia. Ovviamente le analogie valgono fino a un ceto punto: qui non si tratta di costituire uno Stato accentrato monolitico, con capitale Mosca, ma di pensare a una vasta e articolata confederazione di popoli europei che non può non includere la Russia (che però non è propriamente uno Stato minore… e neppure una “media potenza regionale”).

Quali sono i motivi del giudizio positivo di Putin? Elenchiamoli, schematicamente e senza pretesa di esaustività:

1. Putin ha restaurato in Russia una “concezione spirituale della vita”, incentrata sul rispetto delle grandi tradizioni religiose russe (cristianesimo, buddhismo, islam scita, sciamanesimo siberiano). Esaurita definitivamente la fase del materialismo di Stato la Russia torna a essere un luogo spiritualmente libero dove vige la compresenza rispettosa delle grandi Tradizioni religiose e se Putin bacia le icone ortodosse, il suo ministro della difesa Shoigu è buddhista.

2. Putin promuove una grande alleanza di civiltà d’Oriente (India, Cina, Iran) per bilanciare l’unipolarismo promosso  da chi all’indomani del crollo del Muro di Berlino aveva la convinzione di annunciare la “fine della storia”.

3. Ultimamente, sia pur con risultati alterni, Putin ha intensificato le relazioni anche con il Giappone cercando di sottrarlo all’area americana.

4. Attraverso la cooperazione energetica (North Stream) e tecnologica (ammodernamento della Transiberiana) sta stringendo i legami strutturali tra Germania e Russia e l’integrazione tra le due grandi potenze europee procede nonostante il governo per molti aspetti occidentalista della Merkel.

5. Il Partito Russia Unita sta sviluppando i legami con quei movimenti identitari e sovranisti che – sia pur con qualche semplificazione intellettuale e qualche incertezza strategica – si propongono di ovviare ai guasti della società multietnica, del commissariamento dall’alto dei Popoli europei e dell’esposizione ai condizionamenti dei grandi speculatori occidentali.

6. Putin sta rinnovando il volto della Russia promuovendo opere come  la “Grande Mosca”, nella cui realizzazione peraltro un ruolo importante assume il  design di architetti italiani.

7. Putin ha vietato gli OGM sul suolo russo.

8. Putin ha indicato l’obiettivo dell’autosufficienza alimentare della Russia.

9. Egli ha indicato stabilito l’obiettivo del ripopolamento delle aree rurali e ha indicato la vita a stretto contatto con la natura come un  modello positivo da proporre ai giovani.

10. Putin combatte in Siria e Egitto il terrorismo salafita e nello stesso tempo impedisce che in Siria e Iran si pongano le premesse per un nuovo disastroso intervento armato.

11. Ha fatto spiccare un mandato di cattura internazionale per Soros, lo speculatore internazionale che invece in alcuni paesi occidentali è addirittura considerato un filantropo e un munifico mecenate di artisti della politica…

12. Putin ha posto un argine all’espansione del fondamentalismo islamico in Russia  e ha condannato l’ideologia del multiculturalismo ribadendo la necessità per gli immigrati di rispettare le leggi, le tradizioni religiose e civili del popolo che li ospita.

13. Guardiamo con interesse allo svilupparsi in Russia di iniziative come i Giochi militari studenteschi e al rinascere dell’Ordine dei Cosacchi. La storia dei prossimi decenni dirà se questo genere di iniziative saranno feconde per la conservazione della civiltà europea o se lo sarà invece un modello incentrato sul Grande Fratello, sul consumismo televisivo, sulla rivendicazione isterica di diritti di piccole lobby.

14. Importante è in Russia la rivalutazione dell’importanza del “pubblico”: scuola pubblica, sanità pubblica, gestione attraverso aziende strettamente legate alla sovranità statale del petrolio e delle altre risorse del sottosuolo, esercito pubblico basato sulla leva di popolo e non sull’impiego di professionisti delle armi.

15. Nella Russia di Putin sono disincentivati divorzio e aborto, vengono aiutate le famiglie prolifiche. È stato posto rimedio al drammatico crollo demografico che era frutto della crisi profonda degli anni Novanta.

16. La droga, ovviamente, è severamente proibita e sono stati previsti ceck up periodici per tutta la popolazione giovanile.

17. L’omosessualità tollerata in privato non viene innalzata a “modello pubblico”. Allo stesso modo le starlet del mondo dello spettacolo non vengono considerate profetesse di una qualche verità rivelata e se compiono provocazioni premeditate offendendo ciò che vi è di più sacro ne pagano le conseguenze.

Per tutti questi motivi Putin è entrato nel mirino di contestatori arguti ma abbastanza faziosi, come quel Bernard Henry-Levi che dalle colonne francesi e anche italiane tuona contro di lui. Per questi motivi (ma altri ancora più profondi potrebbero essere addotti: motivi di ordine storico, spirituale, culturale) noi stiamo con Putin.

la campagna d'Europa - Vincenzo Mannello

Cannonata d'inizio,spara Napolitano.
E giù rampogne contro i populisti ed il pericolo della deriva fascista.
Allarmato dal campanello d'allarme suonato in Francia dal Fronte Nazionale di Marie Le Pen, il vegliardo monarca repubblicano chiama a raccolta gli UEisti d'Italia e d'Europa.
Che,ciascuno per conto proprio,si organizzano per fronteggiare nei vari paesi l'onda lunga della rivolta contro l'euro.
Liberali,popolari e socialisti compattano le armate da gettare nella battaglia elettorale del 25 maggio.
Banchieri,finanzieri globalizzati,burocrati di Bruxelles e Strasburgo,economisti affamatori,professoroni titolati,giornali e giornalisti,tutti strettamente collegati alla greppia del regime UEista si preparano a lanciare all'attacco la fanteria di prima linea : i politicanti d'assalto alla Renzi.
L'UEismo ha dato loro un dio che è pure un simbolo unitario da sventolare ed imporre a tutti i sudditi : € .....l'euro.
Si batteranno alla morte per non perdere il potere ed i privilegi acquisiti con il Trattato di Roma per finire a quello di Maastricht. 
Con tutti i mezzi,leciti ed illeciti.
Questione di sopravvivenza,non di idealismo.
In campo opposto uno strano miscuglio.
Euroscettici,populisti di ogni tipo e,soprattutto,un mare di popolo astensionista.
Tutti uniti dall'odio per l'euro e per quello che rappresenta. 
Ma divisi profondamente per le scelte di fondo e sulla strada da intraprendere.
Innanzitutto lotta all'euro oppure proprio alla esistenza di questa Unione Europea  ?
Partecipazione al voto o astensionismo di massa ?
Voto per questo o per quello dei partiti dichiaratamente euroscettici ?
Se nella stessa Germania l'euro trova forte opposizione,figuriamoci cosa potrebbe accadere nei paesi che la moneta e la politica del rigore ha ridotto alla fame. 
Resta il fatto,inconfutabile,che agli europei non è mai stato concesso di decidere con il voto se accettare o meno la moneta unica. 
Così come mai sono stati consultati in relazione alla fondazione stessa della Comunità Europea ed ai vari trattati.
Sua Maestà presidente Napolitano nelle  lezioni di democrazia su questo glissa,con aristocratico disprezzo.
Astenersi quindi,nella totale repulsione per i partiti ed i deputati che siederanno a Strasburgo ?
Anzi,allargando,proprio evidenziando così 
la illegittimità morale di rappresentanza del parlamento stesso di Bruxelles  ?
Non vale astenersi,sostengono molti.
Tutti interessati ad essere eletti.
Dimenticano di aggiungere che,fino ad ieri a Kiev,abbiamo visto come la piazza abbia rovesciato un governo eletto democraticamente.
Spinta proprio dall'UEismo occidentale.
Quindi,agli obiettori,si può rispondere che   si potrà detronizzare qualunque istituzione UEista tramite la piazza,più o meno facilmente.
Magari con l'aiuto di Putin.
Proprio Barroso e soci ce lo hanno appena insegnato con il loro sconsiderato comportamento al soldo di Obama.
Per chi volesse,si potrà giocare la carta degli euroscettici.
In Francia,Ungheria,Olanda,Inghilterra e via di seguito non mancano i partiti ed i politici da votare. Tutti ben messi e con affidabilità antieuropea manifesta.
In Italia c'è da riflettere su chi si possa definire euroscettico.
Lega,Movimento 5 Stelle,Fratelli d'Italia,lista Tsipras minacciano sfracelli contro l'euro e la dittatura economica della troika.
Fino ad oggi nessuno di loro ha fatto qualcosa di concreto che dimostri con i fatti di meritare fiducia.
Magari promuovere una bella manifestazione di piazza sotto il Quirinale per contestare le offese loro rivolte dal Sovrano.
Oppure contestare fisicamente uno tra i tanti commissari UEisti che vengono a Roma per imporre le sanzioni da applicare agli italiani tutti.
Niente,neppure una bandiera a 12 stelle bruciata per disprezzo davanti la Boldrini.
Riuscirebbero queste formazioni a rovesciare l'Ueismo dall'interno ?
Nel parlamento italiano tuonano tutti,grillini in testa,con sceneggiate e fiction televisive da gustarsi.
In piazza non si vedono proprio,inconfutabile pure questo.
Come uscirebbero dall'euro in un parlamento ove fossero minoranza ?
Prendano formale impegno,da soli od in compagnia,a passare dalle parole ai fatti.
Che dall'eurodittatura si dovrà uscire : con le buone o le cattive.
Solo dopo si potrebbe valutare se appoggiare con un consenso elettorale una di queste formazioni,o tutte.
Altrimenti,se tale garanzia non arriverà,sarà piú opportuno astenersi in massa dal voto.
Gli eventi storici maturano comunque,dentro e fuori i parlamenti.
Ci stanno magari di più ma la storia non si ferma.

Grazie per l'attenzione.