sabato 16 luglio 2016

MACELLERIA E RIPETIZIONI


  • Cose già dette, ma da ribadire: lo scontro in atto fra islam ed Europa non è uno scontro di religioni. E’ uno scontro di razze.
  • Infatti le tre religioni di origine semita, giudaismo, cristianesimo, islam sono da sempre (da sempre!) lo strumento per aggregare, giustificare, far accettare le mattanze che hanno scritto la storia dei secoli.
  • L’aspetto meno nobile è che i rappresentanti, il clero ove esista una struttura, i leaders delle varie religioni tutto questo lo sanno benissimo. Il potere laico pure. Infatti si alleano quasi sempre. Contro i Popoli.
  • I maomettani odiano i Bianchi. Anche per effettuare i loro attentati devono però usufruire della tecnologia bianca. Loro sarebbero rimasti alle scimitarre. E sanno che, quando finirà il benessere petrolifero, torneranno ad essere quello che sono sempre stati.
  • I terroristi hanno a disposizione solo una tecnologia, quella del loro corpo. Quindi devono lavare il cervello ai disperati per far vincere loro l’istinto di conservazione. Fin da piccoli. I petroldollari aiutano assai.
  • Le sinistre europee, già di per loro in affanno e con l’acqua alla gola, tentano disperatamente di arrampicarsi sugli specchi della storia. Accoglienza, integrazione, società multirazziale, buonismo e accondiscendenza sono state per decenni le parole d’ordine della sinistra. Il terrore dei progressisti è il ritorno del senso di appartenenza, di radici storiche e culturali, di storia anche tumultuosa ma condivisa e metabolizzata, in altre parole, anche se non si ha il coraggio di pronunciarla, della parola razza.
  • Negli Stati Uniti, ove si proclama l’uguaglianza, le città sono diventate ghetti chiusi dall’interno. Per arrivare al massacro di cinque poliziotti bianchi.
  • Terrore democratico del rendersi conto che un paradigma democratico, egalitario, omologante e contro natura ha finito per dimostrare la propria vera natura: inutilità, falsità, incapacità a gestire i Popoli, fallimento epocale.
  • L’islam capisce solo la forza come filo conduttore della vita. Se non si capisce questa semplice verità, si finisce per fare il loro gioco, diventando di fatto, dei fiancheggiatori, dei complici, dei conniventi. Le chiacchiere democratiche stanno a zero.
  • Sono quattordici secoli che l’Europa è in guerra con l’islam. In tempo di guerra vige la legge militare, non le sbavanti chiacchiere dei cosiddetti progressisti. Vili, se non venduti.
  • L’ultima in ordine di tempo, mattanza, non fermerà gli attentati. Anzi. L’odio secolare impedisce di mutare il desiderio di morte dell’islam. In più, le risposte democratiche, frenate da lacci, laccioli, pastoie ed impedimenti democratici e progressisti, sono miele per i fanatici adoratori del nulla, invocanti il niente, pieni solo di rancore. Non hanno altre prospettive storiche, non hanno futuro, hanno solo disperazione del vuoto.
  • In tempo di guerra vige la Convenzione di Ginevra: uno a dieci. Si proceda.
  • Vogliamo una nuova Lepanto. Imperiali, papalini, genovesi, fiumani, dalmati, francesi, veneziani ed altri, agli ordini di un Arciduca d’Austria di venti anni, affondò la quasi totalità della flotta turca-ottomana. Fine delle trasmissioni.
  • O si mettono in atto rappresaglie di un tale terrore da scoraggiare altre azioni terroristiche, o dobbiamo aspettarci altre stragi, altre mattanze, altri eccidi. Se invece la risposta sarà durissima, ci penseranno due volte prima di procedere. Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale il cosiddetto equilibrio del terrore ha mantenuto la pace in Europa e nel mondo per oltre mezzo secolo. Mai avvenuto prima. Ci vogliono attributi virili.
  • Agli islamici residenti in Europa, si dovrà far firmare uno specifico atto di riconoscimento della superiorità della Legge vigente rispetto a qualsiasi credenza, ubbia, superstizione. Chi non si sottomette dovrà essere rimandato al suo paese. Se nato in Europa lo si manderà al Paese di origine dei parenti. C’è sempre anche l’internamento forzato.
  • I signori politici, soprattutto italiani, sono pregati di evitare per parecchio tempo l’apparizione in tv, o sui giornali. Onestamente non ne possiamo più delle loro litanie, delle giaculatorie democratiche, dei distinguo, dei bizantinismi. Né si dovrà dare spazio di alcun tipo a nessun esponente islamico: la aberrante distinzione fra moderati e non è solo un trucco che ha funzionato fino a qualche anno fa. Ora ci credono solo i giornalisti linguetta.

Fabrizio belloni
Venerdì 15 Luglio 2016.