mercoledì 25 luglio 2018

Il Monte Sacro di Roma e la “Società Organica”

Maurizio Rubicone



Il Monte Sacro di Roma e la “Società Organica” – Luogo Sacro dell’alchimia divina tra Popolo ed Aristocrazia


Come abbiamo già affermato in precedenza “Il Cavallo di Troia” contro l’Europa è stata la sua iper- razionalità – , ovvero il suo “iper-apollinismo”
Ad un certo punto della storia, Roma  incomincia a comportarsi in maniera Anti-Romana, la razionalità non è più un elemento di disputa e di guerra realizzata a parole e con il quale si conquista la razionalità di Apollo, diventa pian piano una razionalità che si degrada ad una sorta di Museo, cioè interiorizza gli impulsi della razionalità apollinea SENZA POTERLI RIVIVERE, RIPIEGANDO LA MEMORIA SU SE STESSA, è per questo che Nietzsche – un vero pensatore europeo – quando analizza la “tragedia greca” parte da Dioniso – Dio dell’oriente, dell’ebrezza e dei banchetti – e non parte da Apollo, Nietzsche fa questa operazione proprio per RIDIMENSIONARE LA FUNZIONE DI APOLLO e per poter distruggere L’IPER-APOLLINISMO – che ha poi generato il cristianesimo, la modernità il nichilismo la distruzione dell’Europa
In Grecia questa decadenza inizio probabilmente dalla crisi di Sparta, i Greci cominciavano ad avere paura dell’Epica e della Guerra e incominciarono a fraintendere la razionalità e i suoi impulsi, creando il socratismo e la maiuetica socratica, - la nascita della “Filosofia” –ora ha ragion4e Casalino ad affermare che la filosofia è uno strumento “moderno” della Grecia per Ritornare alla sapienza arcaica ed antica, ma dall’altra parte sarà anche l’arma a doppio taglio che distruggerà la dimensione Epica e mitologica della disputa – verbale, fisica, bellica, spirituale ecc – per realizzare una sorta di ripiegamento della razionalità su se stessa
A Roma questa crisi giunge con la fine spirito aristocratico e guerriero, dopo la morte di Tiberio comincia a scatenarsi un pandemonio incredibile a Roma, la fine dello spirito aristocratico e della stirpe Giulio-Claudea si realizza dopo la morte di Tiberio, ed è dopo questa morte che si scatenano i costumi degli imperatori “orientalizzanti” come Calligola, che francamente della stirpe Giulio-Claudea portava solo il titolo e per nulla lo Spirito aristocratico e indoeuropeo, gli imperatori dall’indole asiatico-orientale come Calligola che aspirano ad una sorta di autocrazia imperiale che vuole scavalcare il Senato, le assemblee popolari, i comizi ecc si tratta di un dionisismo che NON E’ quello di “Europeo” che vediamo in Nietzsche ma è un dionisismo “anti-europeo” e dissolutore dell’Europa.
Questa crisi della polis Romana esce e rientra come un fiume carsico – dunque la stabilità di comincia a non essere più così ferma come un tempo – a questa crisi la Romanità risponde con l’epicureismo e con lo stoicismo, che sono delle grandi filosofie degne e rispettabili, ma che creano quel ripiegamento della razionalità su se stessa, quel ripiegamento della razionalità su se stessa iper apollinismo – quell’iper-apollinismo che ha portato a pensare che fosse possibile un “dialogo inter soggettivo” tra pagani e cristiani, quando invece – come ben sappiamo – in origine della disputa NON vi è un’intersoggettività fra le persone << Io parlo con te e tu parli con me, e così facendo discutiamo sulle nostre idee”  all’origine della disputa NON VI E’ la razionalità di Apollo, MA VI E’ LA GUERRA E L’EPICA per CONQUISTARE la razionalità di Apollo!, la potenza Apollinea non è ciò che “già esiste nella ragione”, è semmai una conquista che si afferma nella battaglia, che è realizza l’alchimia divina e magica tra trascendenza e immanenza
Ebbene, cosa avrebbero dovuto fare i Romani contro i cristiani per mantenere il loro paganesimo indoeuropeo? I Romani avrebbero dovuto comportarsi in modo Epico e Guerriero – svuotare tutti ogni Tempio Sacro di Roma e desacralizzarlo – a cominciare dal Tempio del Pontefice Romano, così non avremmo avuto neanche il Papa cattolico – infatti togliendo ogni potenza sacra agli edifici del culto non sarebbe rimasto niente per il “vampirismo energetico” dello spirito semitico, per lo spirito ebraico-cristiano
Inoltre i Romani per poter distruggere l’avanzata del cristianesimo avrebbero dovuto fare come nella Secessione dell’Aventino e del Monte Sacro, spostarsi ed insediarsi come una nuova legione nell’Aventino e al Monte Sacro, e dire alle istituzioni di quell’epoca storica <<Noi da qui non ci muoviamo finché non ripristinate il culto dei nostri dèi e dei nostri padri>> e riguardo alla figura del Cristo occorreva aggiungere <<Noi potremmo anche accettare la figura di Gesù nel nostro Pantheon, ma nessuno si azzardi a fondare una religione in cui Cristo viene adorato come “Unico Dio”, perché ciò è irrispettoso per noi come Romani, cittadini della città eterna>>
Ma non vi fu niente di tutto questo, perché? Perché i Romani erano ormai degradati dalla codardia del loro iper-apollinismo, che ha creato il cristianesimo, il razionalismo, la modernità, il capitalismo, il comunismo, perfino il fascismo ed il nazionalsocialismo – che aspiravo ad essere Indoeuropei – erano infettati da questo iper-apollinismo, quel che occorre fare oggi è rinnovare la nostra fedeltà all’Aventino come unione tra Patrizi e Plebei – unione che però si è avuta solo grazie allo contro Epico e Guerriero – il discorso di Agrippa, quello in cui Agrippa evidenzia che Roma sia una società organica che ha Necessità sia dei patrizi che dei plebei, ma questa alchimia divina tra patrizi e plebei – e della potenza della società organica si ha solo grazie allo scontro tra Patrizi e Plebei, in questo senso bisogna vedere il giuramento al Monte Sacro di Giorgio Romano Vitali ed Orazio Fergnani di “Accademia della Libertà”, un Ritorno all’Epica Romana e al nobile spirito guerriero di Roma, che fu da custode della Pax Romana fra Patrizi e Plebei e per la realizzazione per la società organica.